sabato 14 febbraio 2009

Fenomenologia del 'Conto fino a Tre'.



Certe volte uno scrive una cosa e poi ci trova un titolo. Altre più rare no, si inizia da un titolo che si trova fico.

Bene, questo è fico. Mi gioco la spocchia, sono troppo sicuro del fatto mio. Perché a essere fico è il concetto del 'Conto fino a tre'.



È fico il liscio (tranne che per il calciatore), perché ricorda ai vecchietti di quando da giovani ballavano strusciandosi coi genitali davanti a tutti. In epoche che vorrebbero dirsi più proibizionistiche delle nostre; ma non è vero. Che se ci provassi oggi, a darti addosso avresti tutti gli sgherri di sx & dx senza manco bisogno che il ns. Papa dal fiato di topo (Rat-singer) debba prendersi la briga di burattinarli.

È fico il cartone animato di una volta (con prudenza, per carità) per chi è cresciuto non su una zattera nel Mississippi ma pettinato dai raggi catodici.

Sono fiche le BR per chi da piccolo a quell'epoca assaporava quell'alone d'inquietudine che davano anche le cose più quotidiane, come fosse un grande gioco generale.

È fico il fascismo per il maschietto che da piccolo grazie a lui si era ritrovato in divisa e in possesso di armi legittime (e non dirmi di no, brutto bugiardo, che da piccoli questa cosa sarebbe stata grandiosa per chiunque); e per la femminuccia, cui si regalavano training di futuribili Mamma&figlia. Manco tu, femminuccia, dimmi di no. Mai! su nessuna cosa che io abbia la voglia di chiederti.

Praticamente la memoria riesce a trasformarti ogni cosa, anche le più brutte, in struggenze a tuo dire poetiche. Il terrore delle interrogazioni, l'Austerity delle domeniche a piedi, le tivù bicolori e senza telecomando. Senza perderci altro tempo, facciamo prima se ammetti che perfino 'conto fino a tre' qualcosa te l'ha smosso. Se non altro perché è terribile, è aranciameccanico aversi un numero, il tre, che quando lo senti sai che stai per passare grossi guaj. Senti che brutto, 'tre', 'tre', 'TRE'!




Povero cagnolaccio pavloviano, abbaja dai, arf; abbaja. Tu, come Superman, ciai certe kryptonitiche Sacre Sindromi di Stoccolma che manco te l'immagini. 'Conto fino a tre' era l'Orrore più Sacro: la Fine del Gioco. Per lo più comminata in modo burbero ma ancora non foriero di tempesta, esso (o essa? era maschio o femmina 'conto fino a tre'?, maschio direi, finisce tutto per 'o' tranne 3 che non vale, ed era una propaggine paterna quindi virile, quando le pavide madri si limitavano stregonescamente alla minaccia di farsi medium evocatrici del Padre, la figura più minacciosa della Storia dell'Umanità). Insomma, che stavamo a dì? che volevi da me, stavolta? ah, non fà il vago che tò visto che digitavi il mio nome invano, non fà il prezioso, tu vuoi sempre quaccheccosa da me, colle lusinghe o le minacce, quando io invece dovrei occupare ogni fibra del mio essere a recuperare equilibri. Mi fai sempre perdere il segno – ma no, che invece me lo fai ritrovare, che se non ci fossi tu avrei solo mollicuzze di pensieri sparsi a pelo d'acqua, a galleggiarmi nelle cervici. Quindi bravo! o 'brava'! (sempre che tu continui a non dirmi mai di no, qualora interpellata), ma adesso rimettiti sotto a leggere non so ancora cosa, e a paventare la tua sana razione d'insulti saltuari.



'Conto fino a tre' - 'Conto fino a tre'. C'erano le volte che sapevi che la tua integrità fisica non stava rischiando nulla, l'unica vera vittima (cruentissima, lo ripeto) sarebbe stata Il Gioco, che Finiva. Percepivi la mastodonticità dell'Adulto: esso non avrebbe mai alzato le terga dalla poltrona disobbedendo alle Leggi di Newton, il quale impone a tutti che due masse incommensurabili come la Terra e il culo dell'Adulto si attraggono irresistibilmente. Bastava aspettare la scansione del 'Tre' sino a 1 pelino prima della fine e correggersi in tempo, con la tutela dell'incolumità di tutti tranneché deL Gioco.

La Scansione del 'Tre' poi, quanto a serietà era veramente molto romantica e molto poco illuministica. Non c'erano unità temporali di misura univocamente determinate, e certo se c'erano non erano i secondi. L'unica cosa che la Scansione del 'Tre' misurava, era l'autorità delle Autorità. L'autorevolezza del Genitore era data non tanto dalla velocità di scansione, quanto dalla totale mancanza di decelerazione. La scansione di uno Scanditore da temersi era inesorabilmente regolare, mai frenata verso la fine. Con un compromesso poteva semmai effettuarsi la Suddivisione del Due, che veniva scisso nelle sue unità discrete di 'duemmèzzo – duettreqquàrti'. Che poi, perché saltare il due&unquarto, poverino. Sicuramente, un trucco da poveracci per concedere alle tue ribalderie prolungamenti sorprendenti & sempre più brevi nelle previsioni (ma pavidamente raddoppiate nelle durate, di fatto) colla regola del Dimezzamento Multiplo. Ovvero, l'Uno che si fa Mezzi, e il Mezzo che si fa Quarti. Quanto questa variante poteva diventare ben più raffinata, vedremo in seguito.

Ma un rallentamento finale era indice di poco polso. L'adulto poteva venire burlato. Magari in altre occasioni, perché anche l'Adulto più innocuo quando si impelagava nelle tristi dinamiche del 'conto fino a tre' diventava temibile. C'è da dire che questa trasformazione era dispendiosa anche per lui, dovendosela pagare con una non indifferente impennata dell'entropia; quindi per fortuna non era un'opzione frequente quanto si potrebbe pensare. Il 'Conto fino a tre' eseguito con una scansione regolare dei divisori del 'tre', comunque, trasformava qualsiasi Adulto. Esso, pur senza essere arrabbiato, non rideva più - dico 'Esso' poiché l'Adulto medio era più stupido di un minerale, veramente poco incline al divertimento, anche se tu all'epoca non potevi sapere quali orribili riti d'iniziazione lo avrebbero insignito della spiacevole carica di 'Adulto'. Il suo colore prendeva i toni del grigio, la luce intorno gli si abbassava come se qualcuno dietro gli avesse verticalizzato delle veneziane. Tutto assumeva le modalità dell'Urgenza. Non avevi escamotaggi per dimostrare con qualche dispettucolo finale la tua faccia tosta, eri totalmente soggiogato; e come tale, dovevi metterti a zampe all'aria, coda tra le gambe, e pisciarti addosso la tua sottomissione. Non restava a quel punto che riprometterti maggiore prudenza, la prossima volta; dovevi capire bene qual era il confine tra la continuazione dello scherzo e il 'conto fino a tre', e ti ripromettevi di farlo per bene. La resa senza condizioni, imparavi per la vita, era troppo umiliante.



Io ho assistito a un fenomeno stranissimo, e forse è questo il biscotto che ti getto nelle fauci sempre avide di sollazzo. Che io sempre ti do, maledizione. Sono un Amminestratore molto più prodigo di quello che capitò a Oliver Twist, l'unico che ti meriteresti.

Sèntiti dunque quest'episodio stranissimo. Conosco un adulto che suddivideva il 'due' in ulteriori ultimi 'dieci', alla rovescia. Non so se magari appartenesse a una ben precisa scuola di pensiero, a me sembra comunque un metodo molto strano quindi improbabile. Nonostante la tua faccia inespressiva, continuerò pertanto a ritenerlo unico.

Insomma, la scansione era 'Ù-no; dù-e; duemmèzzo; duettreqquàrti; 10-9-8-7-6-5-4-3-2-1' e si arrivava allo zero!

Lo giuro sui pediluvi che si fa Poppea Ratzinger nel latte di feti staminacei; è proprio tutto vero. Non è assurdo?
O almeno così pensavo, da piccino. Tu, che sei uno che salta subito addosso alla conclusione più facile, di certo dirai che doveva essere un'adulto di poco polso.
Ah-ah. Che sciocchezza. Esso era forse l'adulto più temibile Del Mondo. Inflessibile. Capricciosissimo. La tua tesi sarebbe sembrata affrettata perfino a un me piccolissimo, ovvero il me di quando lo vedevo Suddividere in un modo tanto strano; solo che adesso tu sei molto più grande di quando io ero piccolissimo. Ti lascio a riflettere su questa cosa, che ti fa bene.



Io invece vado avanti. Se rileggi la scansione che ti ho sciorinato poc'anzi, vedrai che allo zero seguiva un punto esclamativo. 'Un punto esclamativo – uhm, che cosa inconsueta da queste parti'. Questo avresti dovuto pensare, se non eri così impulsivo. Perché lo so che non sei rimasto indietro a riflettere, anzi so che è esattamente questa tua disubbidienza dinnanzi ai miei preziosi consigli, la causa più grave delle tue inanità. Maghari saprei con questa chiarezza la causa delle mie! (!)

Ma non divaghiamo. Quando l'informazione ha un basso grado di variabilità, essa ci rompe le palle. Già ebbi modo di dirlo tempo fa, da queste parti; ma tu sei 1 che salta le cose. Il Grande colla Scansione Regolare era sì temibile, ma tanto immaginavi dove andava a parare. Anzi di più: potevi prevederlo esattamente. Una volta percepito il deltatì tra gli istanti ti'ù-no' e ti'dù-e', conoscendone lo stile di enumeratore (sapendo cioè se c'erano i mezzi e i quarti o no), da bimbo potevi prevedere esattamente l'istante di tempo tienne in cui ti sarebbe piovuta la punizione corporale – certe botte da levare il fiato, le stesse che tu mostri di non aver mai preso.
La prevedibilità intaccava la magnificenza della minaccia, anche qualora il minacciante non avesse niente di sottovalutabile come nel caso che ti sto riferendo. Non ci si poteva far niente, era così.



Tu però adesso prova a recitare questo schema.

'Ùuuu-no' (4-5 secondi)
'dùuu-e' (4-5 secondi)
'duemmèzzo' (4-5 secondi)
'duettreqquàrti' (4-5 secondi)
10-9-8-7-6-5-4-3-2-1' VELOCISSIMO.

Tra il 10 e l'8 provi sorpresa. Tra il 7 e il 4 capisci che devi agire, e come devi agire. Tra il 3 e l'1 devi agire così: SMETTERE quello che stavi facendo, immediatamente. E sei fortunato, molto fortunato, se nel frattempo non ti ci sei cacato sotto.



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Che altro aggiungere. Ad esempio, quanto non sia affatto trascurabile la differenza emotiva tra l'essere oggetto del conteggio e l'esserne semplice testimone. È davvero brutto essere 'Conteggiato fino a tre', un vero sopruso. Se un tuo compagnuccio ne avesse il potere, non esiteresti a rivolgergli il tuo sdegnato 'non vale!'. Ma sei al cospetto di Un Grande, e si sa che Il Grande non ha un'idea di cosa sia lo stile cavalleresco. Rischi le botte, di chissà quale intensità. Ad essa sei in grado di allacciare inconsciamente una relazione di proporzionalità diretta con la gravità del tuo operato, ma il dolore fisico e soprattutto morale che proverai sarà comunque, ogni volta, una spiacevole sorpresa.

Certo però che è brutto anche esserne semplice testimone. Tu stai lì, non rischi niente. Anche perché certe relazioni interpersonali tra I Grandi e I Piccoli vieterebbero alla stragrande maggioranza deI Grandi di alzarti le mani addosso, pena un biasimo sociale incommensurabile.
Ciò ti mette al riparo da pericoli contingenti. Non ti salva però dal fardello spirituale di essere complice del castigo. Dicevo, tu stai lì. Assisti. Hai visto il reprobo peccare, stai per vedere il boja punire. I tuoi occhi sono scudiscio involontario. Sono altri nerbi dolorosi, che aggiungono sfumature allo spettro delle sofferenze con cui si dipingerà il futuro immediato della vittima. Le cui sorti, se tu ti ci sei ritrovato innanzi, probabilmente non ti sono indifferenti. Tu per ella (la Vittima) provi pietà, solidarietà. Ma non la puoi esprimere; figurati se la puoi esprimere. 'No, fermo!' trattenendo il vindice braccio del boja – potresti farlo? se pure fisicamente ne avessi la forza, quello sarebbe sempre il braccio del genitore della vittima per cui simpatizzi, e il genitore del simpatizzato deve a tutti i costi continuare a esserti figura positiva, quando sei piccolo, in quanto Un Grande & per di più collaterale.
Quindi ti sei devi solo rassegnare: stai lì. Stai lì prima, durante e dopo. Se c'è pianto, tu sei microscopio elettronico di quel pianto. Mica puoi smaterializzarti, anche se questo esattamente tu vorresti. Ti senti punito pure tu, perché sei stato usato – spesso consapevolmente – come presenza ulteriormente mortificatrice. Non puoi biasimare, non puoi consolare. Puoi solo goderti la tua inesorabile figura di presenza impietosa. Ti senti di troppo nei confronti deL Grande, e di troppo nei confronti delLa Vittima. Questo ti rende, damblé, la Vittima più Grande.




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So che però tu a questo punto hai un problema, quello di aver praticam. esaurito la poca RAM di cui sei dotato. Hai letto fin qui e ancora non hai trovato un punto, una morale, una banconota da 10 €cu, la Berlufaccia, il coraggio politico di Walter Linguoni (che alm. slinguazzasse il culo di 1 potente & carismatico per davvero, macché! egli si capa 1a1 le crostose merdealculo del Popoloitaliano che, puravèndo beatolui i bidèt, mica li usa benissimo). Poverino, come devi sentirti smarrito.

Ma niente, è da due settimane che me ne sto a casa svociato & senza fare niente. Senza voce non posso lavorare, ma xlopiù sto bene. E avessi solo iniziato a rimontarmi la postazione musicale con cui pure mi va 1 cifra di iniziare a registrarmi le idee. Quindi, alzatomi bel bello alle h.13:17 ora terrestre, e ancora sonnoruminante, per spronarmi a farlo a voce alta mi dicevo (a tutt'ora inutilmente) questo.

'Conto sino a tre' - 'Conto sino a tre'.


4 commenti:

Il Riccioletto ha detto...

Forte forte. E scritto da un adulto, badate bene.

Il Riccioletto ha detto...

Scusa Vilipendio sta cosa che dirò non centra un cazzo. Ma mi sa che so lunico in tuto il mondo ad aver notato questa cosa: Obama, ogni volta che ha delle scale o scalini davanti, li sale con una corsetta, non camminando, con una corsetta. Se ci fate caso, lui magari sta camminando, ad un certo punto ci sono delle scalette, o la scaletta dell' aereo, o tre gradini del cazzo, e lui è come se cambiasse marcia e li intraprende con una corsettina.
Chissà se glielo ha detto qualcuno, che conviene far così.

Vilipendio ha detto...

Non ci avevo fatto caso, il televisore non ce lo manco ò.

Secondo me, è tutta 1 questione di Immediatezza Politica. Quella in cui da noi riesce sì bene Pirluscone, e tanto male Walter Slurpone. Tipo, Napoletano è 1 degli ultimi poveri vecchi ancora attaccati alla Costituzione allo stesso modo con cui io potrei essere attaccato ad esempio ai Topolini anni '70.

Pirluscone intuirebbe che un restyling del vecchio Napoletano che ne esalti la funzionalità non sarebbe, chiaramente, fargli fare le scale di corsetta. Ma piuttosto, prenderselo sulle spalle (previa installazione chirurgica di 2 Pastamatic 1 x spalla per acquisire la forza di 200 braccia) e portarlo su lui.

Water Slurpone invece si ostinerebbe a volerlo far salire in ogni modo possibile, frustandolo, facendogli snocciolare il rosario, facendolo accoppiare nel frattempo con Casimiro Lussuria, facendolo planare su correnti d'aria ascensionali, facendolo assistere alla proiezione di tutti i nojosissimi film di Vudiàllen (che non mi venga cacatoilcazzo su quest'ultima cosa che sennò fiokkano i post pure su quei würstel früsti & pretenziosi), facendolo accomodare su 1 di quelle poltroncine x disabili che salgono da sé sul corrimano e via dicendo. È chiaro che il primo Italiano (quello amante della frusta) sarebbe piacevolmente colpito da questa interpretazione della Politica così affine alle sue corde (uau, questa è dapajùra); ma il secondo stile diverrebbe istantaneamente e irreversibilmente teatrino. Il successivo rosario scontenterebbe sia il frustòfilo sia il rosariòfilo. Essi, poverini, capirebbero all'istante di essere visti dall'umido Water come mèra carne da voto, e dalla sua faccia tosta rifuggirebbero skyfati.

Pirluscone ha capito che il luogo comune è un'esca gradita e universale; Water no, si perde completamente cercando di farsi poliedro multisfaccettato. E come l'occhio pur poliedrico del Moscone non gli impedisce di prevedere l'arrivo dello Schiacciamosche, Water soccombe così al copriWater delle sue stesse velleità.

Ho molta fiducia in Pietro's. Nel momento in cui capirà che non deve tanto Cassandrare quanto incarnare l'antica saggezza popolare del Contadino Allegro degli spartiti di Schubert, il Quore dell'Italiano sarà suo x sempre. E noi potremo beatamente fumare le canne mentre scarichiamo abbestia da eMule, fuordigàbbio.

Anonimo ha detto...

Pietro's

ahahahahahahahahahahahah

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