domenica 21 novembre 2010

Questo folle sentimento.













 

La cosa bella di Fare l'amore è che poi, indubbiamente, hai Fatto l'amore.

C'è qualcosa di nuovo, poi, nell'aria. Anzi: d'antico? Checcazzo ne so, io.
Io so solo che è molto molto diverso da ciò che si respira dopo altri piaceri. Dopo aver mangiato, dopo aver preso lo stipendio, dopo aver mandato affanculo uno che andava pianissimo sulla corsia di sorpasso.

A differenza di queste altre cose, più convenzionali, dovrei dire?, dopo aver Fatto l'amore, per molte ore a venire, hai la percezione di una normalità strana. Ti sei dato una sistemata. Guardi le facce, le stesse facce che coL Riccioletto ogni tanto ci diciamo “Ma hai visto che facce che ciànno, tutti quanti? tutti che fanno i vaghi, tutti che sembrano assolutamente non interessati al Fare l'amore, guarda come procedono al piccolo trotto sui marciapiedi, nei loro fasci di rette parallele eppure divergenti; tutti che cercano di ssimulare la loro gran voglia di Fare l'amore, eppure tutti che ivi si regolano le trajettorie. Guarda quel signore che ha appena comprato il giornale, sperando di leggerlo subito prima o subito dopo aver Fatto l'amore; o quel ragazzo là, che porta a spasso il cane nella speranza di attaccar bottone con qualche proprietaria di cane fino a Farci l'amore. Quell'adolescente che esce dal negozio coi plettri nuovi per schitarrare ai falò e cercare di Fare l'amore, o quella donna dal parrucchiere, a farsi un taglio che accresca l'imminenza del suo Fare l'amore. Tutti che fanno finta di niente, eppure tutti nati da tizi che hanno Fatto l'amore. Quanto amore, dio maldestro; e allora com'è possibile che su quelle facce serie non ci sia lo straccio di 1 indizio di amore Fatto o Fatturo?”

Io non lo so, ma quelle rare volte che poi Faccio l'amore, poi mi viene da ridere. Dopo aver Fatto l'amore mi guardo attorno, tutta quella gente che dissimula, e nella testa gli dico “ci credo che dissimuli, stavolta se c'è uno che ha Fatto da pochissimo l'amore e che per questo per un po' sta a posto, quello stavolta sono io. Ahr ahr, chissà da quando tu, o tu laggiù, non Fate l'amore. Che ne sapete voi: stronzi”.

Che ridere, dopo aver finalmente Fatto l'amore. Non so, ti viene mai da ridere a te, dopo aver mangiato qualche alimento, per quanto buono? provi forse il desiderio di correre e saltellare per tutta la città, dopo esserti dissetato coccqualche bevanda particolarmente fresca? Io non lo so, ti vedo sempre così poco preso dalle cose, così poco entusiasta. A me un amore Fatto mi basta per non so quanti mesi o anni di risate, poi però è vero, torno triste, e allora ho bisogno nuovamente di pensare a come riFare l'amore.

In questo, trovo che Fare l'amore sia veramente particolare. Anche se odio l'aggettivo “particolare”, mi sembra da decerebrati farne uso, troppo spesso la gente per darsi parvenze sofisticate (bleah) giudica una cosa particolare senza specificare per cosa, e d'altronde se lo specificasse non servirebbe a niente aver premesso la sua particolarità, che nel frattempo sarebbe diventata pleonastica. Eppoi ciò leva a me che non centr'o niente la serenità di definire particolare il Fare l'amore, e dimmi tu se non ho ragione a trovare particolare questa pratica così, come dire, particolare.

È particolarissimo, che tu lo voglia o meno, che un piacere poi sfumi e perduri in sensazioni così allegre. Io quando sono satollo di altri piaceri (“Groan! sono satollo”) sono contento, ma non è che ci trovi niente da ridere. Mentre l'amore, quando finalmente l'hai Fatto, è così esilarante. Ti rimette a posto, io non posso dire che il mangiare o il respirare “ti rimettano a posto”, perché più che altro se non li pratichi regolarmente, da un posto ti ci levano, e cioè dall'elenco dei vivi. Invece l'amore Fatto ti stende i lineamenti, ti spiana le rughe, ti fluidifica per bene all'interno e all'esterno, ti concede finalmente di concentrarti sulle cose senza più quel ronzio di sottofondo per cui stai sempre a rrovellarti sul come Fare l'amore.

E poi e poi, din din, din din din din din din - c'è quel fatto che dopo, nello Zucchino d'oro in cui usualmente
ti fai i ragionamenti, ti senti veramente furbo. Furbo, furbo, FURBO!
Furbissimo.

Se accetti un buon consiglio, cerca di Fare un po' di più l'amore. È l'unica cosa che ti solleva per 1 po' dal dover Fare sempre l'amore.

venerdì 12 novembre 2010

anaBattismo.

Di Luciobattisti io ammiro molto quel suo spregiudicato essere di estrema destra. Quel suo foraggiare gruppi di eastrema dx nonostante la sua proverbiale parsimonia. Quello sciabordio di mari neri, quel nonscialante planare sopra boschi di braccia tese, quei saluti romaneschi sulla copertina deL suo canto libero.

Perché io laggente laggiudico in base alla sua cardinalità, al proprio orientamento, che me ne frega (“me ne frego!”) se canta bene, se scrive bene, se è simpatica, se è pulita. Io che curo la mia igiene fisica molto più di quella mentale mi chiedo: ma che perdo tempo a fare nel tentativo di farmi un'opinione mia su un tizio, quando egli stesso si lascia apporre delle tichette di lettura così semplice.

Che bello il mondo, quando si legge così comodo. Di bello c'è che vedi la vita scorrere liscia come un bicchier d'acqua.


Devi capire bene, spero di riuscire a farti capire bene, che io non sono uno che si fa distrarre dalle frivolezze. Perché devi ammettere che sono frivolezze, le cose che provo dopo 1 approfondito riascolto Battistero dopo tutti questi anni. Al liceo non ero che un animaletto simpatico, anzi più indisponente che simpatico, tutto circoscritto da lardelli vari e da sempre gli stessi pochi vestiti brutti. Cosa c'interessano a noi odierni uomini fatti le emotività di organismi tanto inferiori? Anche se ci mettessimo qui a immaginare le prime, questo non ci mpedirebbe di bruciare i secondi colle lenti d'ingrandimento, in guisa di ragnetti rossi sul travertino dei nostri balconi.

Perché devo ammetterlo: per quanto nel trapassare dall'adolescenza alla pubertà io abbia secreto dosi oceaniche di disadattamento, già a quell'epoca riuscivo non si sa come a pprezzare certe cose. A pprezzarle, dico, emotivamente, e non solo colle cervici.

È assurdo, ma io emotivamente capivo già bene il senso di un'uscita di scuola in cui i ragazzi vendevano i libri, e del restare a guardarli cercando il coraggio per imitarli. Riuscivo a immaginarmi innamorato di una situazione rischiarata dalLe luci dell'est. Apprezzavo la vena ludica di certi arrangiamenti, e dimenavo la mia vertebra caudale allu dire “mentre indossi un super super super reggiseno - per casalinga tutta veleno”, slogan che avrebbe suscitato l'invidia del miglior copywriter.

Capivo già quanto fosse grave La gioja della vita, la vita dentro agli occhi dei bambini denutriti, allegramente malvestiti, che nessun detersivo potente può aver veramente sbiaditi. Che è poi, nonostante i commentatori per lo più si scordino di rilevarlo, 1 dei passaggi più indicativi dell'Eastrema Destrezza del Nostro; Egli, i bambini, li denutrisce perché li vuole vispi & allegri, senza che le loro carni arrivino a solleticare gli appetiti dei Comunisti, da sempre così cannibali ai bambini.

Certo però che manco m'immaginavo cosa significasse emotivamente dire

l'universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è

e se qualcuno non difende i suoi interessi con le unghie e con i denti
è degradato ad ultimo dei fessi per non dire degli impotenti

credi che qualcuno possa darti amore se dell'amore suo non è padrone.

Lo capisco ora. Sarebbe impossibile fraintenderlo, specie se ribadito da quella voce, quei suoni di missaggio, quegli arrangiamenti, quelle esecuzioni.

Ma basta ora, parlare di me. Si parlava o no, di estremismi direzionali?


Mi ricordo di una simpaticissima zia, comunista, che tanti anni fa parlando della musica di Battisti a un'altra zia, comunista, commentava ridendo: Certe pomiciate!
Oggi magari sembrano sillogismi azzardati, ma su dei giornalini di fumetti di questi che si pubblicavano all'epoca (cioè un po' comunisti) veniva più volte esposta la tesi per cui Battisti era di destra visto che non diceva di essere di sinistra.


Questo, era il problema-Battisti. Era un bel problema, non trovi? Nel frattempo la Pieffeemme, nonostante si fosse sputtanata la carriera mericana dicendo durante un live negli States che supportava l'OLP, non erano compagni perché a Parco Lambro ciavevano i biglietti alti e nelle loro hit al posto di cose politiche si limitavano a esporre concetti peraltro profondi quali “Come sempre è la festa, un leggero uccello che va, come sempre è la festa, di chi è”. Perfino gli Area (gli Area!) certe volte non erano veri compagni perché chiedevano qualche soldino ai festivals dove suonavano, però poi a tutti andava bene se Demetriostratos suonava magistralmente l'organo su 10ragazzeperilcomunistachedevepurpomiciare.


Che ridere, al pensare a quante gliene hanno fatte passare a Francescodegregori i Comunisti, fra cui pure la figlia di Giorgio Bocca, sequestrandolo durante un suo concerto, costringendolo fra l'altro a rivelare pubblicamente il suo cachet per la serata ("Credo un milione e due..."), per poi esortarlo a "suicidarsi subito, seguendo l'esempio di Majakovski".

Il cappotto, di BattistiGogol
Ti credo che poi un corpulento impresario per cui suonavamo ci raccontò di quando a un concerto de Gregori organizzato da lui una signora aveva portato 2 cappotti australiani pesantissimi di pelle, imbottiti di un sacco di altra pelle in una cruentissima procedura ricorsiva. È che sono una grande fan di Francesco, non è che si potrebbe chiamare? Volevo fargliene omaggio, solo che non so che misura porti e allora ne ho portati due di taglia diversa. Lui sa che qualcuno nei camerini s'incazzerà dibbrutto, ma per quanto rassegnato ci prova uguale. Francesco, c'è qui una signora che viene da anni ai concerti, ha una pellicceria, ti stima tanto, guarda che bel cappotto, voleva fartene omaggio... . “Di' a quella puttana che quando voglio qualcosa vado al negozio e me la compro”. “Signora, Francesco lo stanno trattenendo nei camerini, ha apprezzato tantissimo il suo pensiero”, e porgendo flemmatico a quella dolce venere di rimmel il cappotto più piccolo “ecco, questo gli andava stretto, glielo ridò”, e dice che ancora se lo mette, negli inverni in cui fa freddo abbestia.

I Comunisti. I Comunisti. Praticamente, da quanto ho capito vogliono mettere tutto in Comune, o roba del genere. Poverini, probabilmente l'intento è nobile, certo pure loro devono pomiciare ogni tanto, e mica possono farlo durante La locomotiva, che porta sfiga. Perfino gli intellettualoidi indie, eredi dei Comunisti di una volta, ogni tanto si fanno beccare a canticchiarne i ritornelli – vedi i gagliardissimi Lombroso con Insieme a te sto bene.

C'è da dire che certe volte i Comunisti sono davvero indisponenti. Col loro Sinistro bullismo intellettuale, ben più esecrabile del singèro malDestro bullismo fisico. Eppoi un'altra cosa che non mi trovo coi Comunisti è che a me fa venire molta più voglia di pomiciare Fausto Papetti, rispetto a Battisti. Battisti ad esempio mi fa più rimanere tzarn (v. La collina dei conigli) dallE mozioni, mi fa più piangere, gasare, godere; tutta roba che in genere mi aliena abbastanza dalla pomicianza. Ma magari io per questo genere di cose non sono 1 campione statistico granché rappresentativo, chiuso nella mia camera coi miei pensieri folli (v. Phenomena, che tristezza quando non ti senti di poter dare per scontate le citazioni che fai).
Pensieri folli.
Oddio, io i Comunisti però, se mi ricordo bene, l'ò pure votati ripetutamente. Era nelle volte in cui si doveva andar contro Berlusconi, più o meno nel periodo in cui colui non aveva ancora iniziato a ndarsi contro da sé sviluppando la perversione di farsi beccare dai suoi istessi Gabibbi assorto in orge con puttane miniaturizzate, del tutto prive di merci acquistabili da un onest'uomo quale De Gregori, fatte salve le loro stesse (dis)grazie.

Non so se ho fatto bene, a verli votati. Di certo una componente erronea è stata accettare passivamente
il tentativo Comunista di messa in Comune dell'Individualità, sapendo bene che tale ossimoro le si sarebbe rivelato mortale. Individualità di cui invece BattistiMogol si fece contemporaneamente supremo cantore. Da qui, il pubblico additarlo quale focoso Destriero. Ecco, di poche cose sono certo, forse di niente. Ma negli ultimi tempi ho maturato che: Uno, non si prescinde dal proprio individualismo, e anzi sempre più volte mi scopro attratto dagli invidualismi altrui, perché in quanto individualistici sono sempre parecchio originali, e quindi m'interessano. In questo senso, bisogna riconoscere che il Destrosio di BattistiMogol è una molecola davvero energizzante.
Due: che gran cazzata l'accettare passivamente, porcodioladrodimerdadaiculideivecchimortitramitescassodibara.

A me, comunque, anche un sacco di cose dei Comunisti mi piacciono 1 casino. Certi giornaletti, certi libri, certi films. Certe opere d'arte. Certe comunistine. Sì, devo proprio ammettere: anche la westrema sx non mi dispiace affatto.

Ma però, non trovi che la mia bislacca posizione non sia poi tanto bislacca?


Considera come esempio De Gregori, e immaginatelo uscire di casa, in direz. di 1 qualsiasi negozio gestito da puttana presso il quale egli voglia per capriccio fornirsi di una qualsivoglia merce. Non ti sembra un po' improbabile che tale negozio, o altri affini, siano raggiungibili prendendo a ogni bivio solo svolte a estrema dx, o a estrema sx? Io credo che alla lunga il suo moto si rivelerebbe un po' troppo rivoluzionario, nel senso sòlare del termine. Muoversi così sarebbe una sòla. Secondo me si ritroverebbe a girare in tondo, come quei tipi nelle vignette della Settimana Enigmistica che strisciano a torso nudo sulla sabbia del deserto e si ritrovano dinnanzi allo stesso cranio sotto allo stesso cactus.

Sì sì, ne sono proprio convinto: come nelle geometrie non euclidee, estrema dx e strema sx come cierte rette parallele sin'contrerebbero all'infinito  su temi che le accomunano, ovvero il mutuo sociale, il pomiciare, Luciobattisti ecc. Basterebbe forse che si parlassero un po' di più tra loro, e si accorgerebbero di come in realtà il loro nemico naturale sia l'Estremo Centro. Punto cardinale che pure lui, secondo me, non si deve sottovalutare, in quanto non è scluso che ivi risiedano i negozi di altre puttane, carichi delle merci conseguenti. Epperchémmai rinunciarvi, a tutte quelle merci lì, in un'economia come la nostra, così merceologicamente capitalista? Solo perché è al capitalismo, che punta l'estremo centro? Eppure tutti noialtri estremisti si vive da un pezzo lì, con le nostre sfrenate istanze di pomicìo.

Oh, non ti sognare di trarre una qualche morale dalle mie parole, eh? Non ti azzardare a farlo. Sarebbe davvero ingenuo, io lo dico per te.


Battismi scapicollati.

Io volevo solo dire che a me Giovannibattisti mi sta proprio rifacendo perdere la testa, e aggiungere che addirittura a distanza pluriennale ne continuo a scoprire livelli emotivi tutti nuovi, come peraltro avviene per ogni capolavoro che si rispetti. Da qui l'anaBattismo, e il secondo conseguente, satisfacientissimo, Battesimo.

Quando trovi una cosa che cresce con te, vale sempre la pena di continuare a giocarci, ripromettendoti di farlo anche negli anni a venire.


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