venerdì 19 agosto 2022

Dialogo della natura e di un irlandese


Arrivano le elezioni e i politici hanno sempre più a cuore gli Italiani.

Dibattono sui loro bisogni, litigano addirittura. Non menzionano il proprio tornaconto, tengono agli Italiani più che a sé stessi.

Schiavo delle mie preoccupazioni, io agli Italiani non penso molto. Non mi vengono proprio in mente, ammetto che non mi interessino granché; infatti ho meno probabilità di vittoria del politico più defilato.

Però mi chiedo: gli Italiani sono volubili, capricciosissimi. A far loro del bene se ne accorgerebbero?

Capisco che le ferite di guerra con gli Inglesi siano ancora fresche, e che per lo stesso motivo sia strano interessarsi al benessere dei Tedeschi. Per non parlare delle contese enogastronomiche coi Francesi, o della diatriba sulla scoperta delle Americhe con gli Spagnoli.

Ma gli Irlandesi? Una volta li ho visti: sono simpaticissimi. Inclini allo scherzo, alla risata, al ballo sui tavoli, a offrire una pinta pure a me che non bevo. Che gli Irlandesi stiano meglio mica mi spiacerebbe.

Potrei votarlo, un politico che includa nel suo programma gli Irlandesi. Farebbe un bel gesto visto che il voto da un Irlandese non lo otterrebbe.

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