sabato 20 dicembre 2008

La poetica del Riennevaplù.

Che poi è evidente che sono io, il disadattato. Quello incapace di relazionarsi. Mica possono essere tutti gli altri nessuno escluso, no. Cavolo, la statistica è nojosa quasi quanto l'economia, ma è evidente che un evento che abbia una sola probabilità di verificarsi contro svari miliardi di altre mi sa che è ridicolo x davvero.

Dopo 37 anni ancora non ciò capito niente di come mi dovrei rapportare cogli altri. Cogli oni & cogli altri. Quindi no, sono io lo stronzo. Magari fosse retorica; e invece io finora mi sono comportato sempre allo stesso modo. Nonnò, sono proprio stronzo. Piglio e sparisco, senza manco perdermi in parole magiche. Potrei elencarne, di corsi e ricorsi storici. Lustri passati colì, decenni trascorsi colà. Olà: periodici repulisti totali.

Puff; sparisco. Saturato dalla mia stessa impotenza. Niente, è così: a un certo punto intollero il povero coglione che incarno nelle circostanze, e smetto di botto di circostarci. Pure se all'orizzonte non c'è nient'altro. Io nel Nientaltro ci sopravvivo Nientemale, grazie. Tipo, guarda qua: non ciò gastriti. Non celeò! Ergo sto abbastanza bene. Aspetta va', fammi andare a fare un caffè, fintantoché.


Àah.

Io penso che ognuno sia unico, e fin qui niente di originale. Ma oltreché unico, intendo anche sottintendere portentoso nella caratteristica non necessariamente positiva che lo rende unico, o 'nelle caratteristiche', al plurale perché magari è più d'una. Ecco la mia (o una delle mie, ma sicuramente la più sbalorditiva).


Sono la persona più intollerante che esista sulla terra (e fin qui poco di eccezionale, doveva pure essere uno il più intollerante, mica due), ma anche la più tollerante al tempo stesso. Questo è l'assurdo.


Sono capace di resistere per interi multipli delle 24 ore a cose che mi sono insopportabili. Ricordo di averci resistito per almeno una freca di volte, dicendomi 'Dai, che ad es. fra 72 ore è tutto finito', 'dai, che mancano solo 2 risvegli', 'dai, che stasera finalmente ne sono fuori'. E di averlo fatto alla perfezione; credo di essermi fatto sgamare raramente, forse mai. Aggravando sia le insopportabilità contingenti, sia le mie responsabilità d'insopportatore silente.
Intendiamoci: io sono un pigro espertissimo. Non intendo fare niente che non vada a me, e intendo pure litigare fino alla morte pur di difendere il diritto a non farlo. Se provi a costringermici celebro istantaneamente i miei riti vodoo per rianimarmi la testardaggine abbruzzese sopita in qualche cantuccio del dienneà, e con essa mi faccio inespugnabile. E ritengo inestimabile, come detto più volte su questo template che mi si dice essere illeggibile, la capacità di assecondarmi la pigrizia. Perché così faccio solo quello che mi va; non ho detto 'quello che mi piace', ma 'quello che mi va'. È diverso, perché ivi comprendo sia le mie piacenze sia le mie volenze, ovvero quello che io stesso ritengo di dover fare per una mia piacenza di ordine superiore. Tipo che so, non mangiare il cioccolato per passare a pieni voti la Prova Costume.

Quanto la pigrizia mi sia inestimabile mi è chiaro solo adesso. Laddove io ritengo vi sia una ragione trascendente per fare le cose, che so: amore – amicizia – divertimento – lavoro, la pigrizia non mi viene secreta dal sistema immunitario. E mi annullo.

Porcoddio, ho detto 'mi annullo', e questo intendo. E non me ne accorgo. E sapermene accorgere prima di ogni altra cosa mi era inestimabile. E porcoddio, non ne sono capace. E, porccacciodiddio; ecco cosa mi terrorizza in questo momento della vita, impedendomi di mettere fuori di casa la mia socievolezza generalmente piacente. La consapevolezza di esserne, al momento, inconsapevole. La consapevolezza di potermi riconoscere nell'ennesimo stupro solo quando me ne ha decretato le lesioni pure il medico legale.


Guarda le cose che sto a dire. Guarda quando le sto a dire. Adesso. Stavo trastullandomi su Facebook, mangiando il mio piatto di risointegraletonnoalnaturaleolivenereagliolioacrudopeperoncino pensa che fissa se le ricette le facessero così, provando a sentire i Plaid. Mi viene in mente di iniziare un post dicendo 'Che poi è evidente che', anzi, era da stamattina che ci pensavo e mi piaceva. Poi qualche neurone si preme il tasto Invio, ed eccoci qua. Io e te, che basta che scrivo una cazzata e tu subito ognipresenzi. Ma tu pensa sto vegliardo d'Iddio. Diamogli la majuscola per stavolta, va'. Gli gira il culo e ti fa non solo trovare ma soprattutto cercare una risposta. Cazzo, io a sta roba ci dovevo aver pensato da un pezzo. Essa da sola mi costituisce l'antro della vita. Il clichet, il corso&ricorso periodico, il moto inarmonico più cacofonico che possa solo pensare di percepire. Oh, celò in capoccia proprio ora. Io lo so cos'è dio; che ridere a pensare quanti filosofi, quanti teologi, quanti stronzi si siano accapigliati a definirlo, e lui sempre sfuggente come scureggia fuor da sfintere. Sta roba chiamata dio è, semplicemente, l'oggetto del mio odio. Nient'altro. Se non lo odiassi smetterebbe di esistere, ma Lo Stronzo sa benissimo che io non intendo privarmi di lui perché ne ho bisogno, mortacci suoi. Cazzo però, me li scelgo bene i bersagli. Penso non ci sia niente di più acuminato, quanto ad acume, intendo. Un vero Maestro. È un porcone e va bene, ma come non stimarlo, è geniale, l'oggetto del mio odio è geniale.


Fare un bilancio è inutile.


Non ho mai avuto sensi di colpa verso le vittime delle mie pulizie. Poiché mi hanno saturato. Mi apprezzavano per la mia capacità di capire, per l'empatia che sapevo sempre come trovare, per la facilità con cui mi funzionava il meccanismo. Ciononostante, la maggior parte delle volte mi hanno messo nelle condizioni di non essere capito, e di non poter contare su nessuna empatia, da parte di nessuno. Di sentirmi costretto a chiarire. E dopo questa violenza che nella mia immaturità continuo a sentire inaccettabile, me ne hanno fatto percepire l'inutilità, con tranquilla inaudita violenza quotidiana. Di qui, i carpiati nel Nientaltro.


Ho sempre avuto sensi di colpa con loro. Poiché me ne sono fatto saturare senza saper fare per tempo la cosa giusta. Perché mi avevano voluto bene anche per la mia capacità di capire, per la facilità di trovarmi l'empatia. Perché ingenuamente ho dato per scontato che la loro comprensione e la loro empatia mi spettassero di conseguenza.

Soprattutto ho sempre avuto sensi di colpa verso le persone non toccate in alcun modo dalle ragioni della mia fuga nel Nientaltro. Con loro appresso, mai l'avrei raggiunto. Le ho, spietatamente, sacrificate.


Eccolo il bilancio; e infatti è inutile, perché ormai sono saturo. Non serve a un cazzo. Sono saturo.


Non so dire le cose; o non le dico fino alla morte, la mia, o nel dirle deflagro, esternamente e internamente. Ed è irreversibile.


Che sfiga.


Sò pure pelato.
















domenica 14 dicembre 2008

Forature.

Na cosetta veloce (*), che oggi non ciabbiamo tempo da perdere nessuno dei due.

Cena dai miei, quindi televisione.
Tg5 che trabocca di 'articoli di costume'. Servizi sul natale, sui prossimi regali, su certi pinguini che
non ricordo in quale zoo avevano vestito da Babbinatale. Sui videogiochi di ultima generazione, sui negozianti che ora sono contenti di come gli inizia l'onda dei regali.
Occhio che ho detto 'servizi' sul natale eh, mica uno solo. Ma tanti, spezzettati, costituiscono le notizie del giorno. Insieme al maltempo e alle immagini catturate da un cellulare che mostrano una donna coreana che cià il suv appeso a un carrattrezzi che glielo sta per portar via, ma lei è più lesta ed entrata in macchina se ne va portandoselo appresso, rendendogli pen x ficaccia. Ma a un certo punto finalmente arriva la pubblicità, quella vera dico, e con lei la possibilità di pensare.



Pensare cosa? Beh, l'inizio è un conseguente e necessario 'Porcamadonna'.
Ma parlate di me, piuttosto! Perché non ci sono io, al Telegiornale? Eppure io nel mio piccolo sono 1 autentico coacervo di notizie-bomba, senti qua:

  • sono calvo e gli Altri Prelati (tradendo la totale assenza di spirito di categoria) non vogliono che io mi spalmi i feti in testa, e con loro le cellule staminacee
  • desidero sistematicamente le cose che non posso permettermi
  • se mi ammalo muojo di fame, non potendo più lavorare
  • a meno di non gravare finché posso su residui di un passato socialmente ancestrale (i miei genitori, buoni & bravi)
  • ho la dipartita IVA ma di fatto sono un dipendente
  • per quella minima parte della settimana in cui lavoro guadagno bene (dico in proporzione, non credere chissà che) e ho un sacco di tempo libero
  • ma ogni altro essere su questo pianeta no! e quindi che ci faccio?
  • vivo costantemente a un passo dagli psicofarmaci
Visto? roba da fermare subitissimo le rotative.



Poi, è Ruota della Fortuna. Dalla conduzione dell'orrido Mikebongiorno dei pranzi familiari di 15 anni fa, a quella di Enrico Papi – Victoria Silvstedt. Un salto temporale con modalità digitali, senza alcuna continuità, che mi consente delle sensazioni ben precise. Eccole qua.
  • I modelli archetipi del vincitore sono quantitativamente pari al numero dei sessi legalmente riconosciuti (ma l'ex onorevole Lussuria sta colmando il vuoto legislativo a grandi passi, coccerte sue presunte vittorie). Cioè due.
  • Il primo è Enrico Papi. Chissà se se lo sarebbe mai immaginato lui stesso.
  • Quindi, oggigiorno il maschietto può vincere nonostante panza e occhiacci lenticolari; ma solo a patto di sfoderare la sua verve umoristica in raffiche di battute che non dovrebbero far ridere alcun avente diritto alla vita. Dal che deduci pure che, visto che il senso della vita è sparararsi in vena delle gran dosi di fica & successo, scòrdati di indugiarti le tristezze. Al limite scaricati dai siti americani gli antidepressivi più in voga.
  • La seconda è Victoria Silvstedt. Ovvero, l'abrogazione della legge Merlin. 'Ovvero ovvero' (cit. neo-testamentale), il 'Colpo Grosso' definitivo: lo strip-tease integrale delle cervella.
  • Chiedo scusa alle Vere Mignotte. Professioniste esemplari, leali e indefesse, che regalano sensazioni autentiche in cambio di compensi a definizione alta davvero. Non esiste infatti che il cachet di una mignotta debba essere un pacchetto generico di cene-gioielli-malumori-viaggi-regalìe-automobili-MinisteridelleDisparità. Le Vere Mignotte secondo me sono delle ragazze d'oro. Tu gli chiedi una cosa, loro ti dicono di sì e ti chiedono in cambio una cifra precisa, altrimenti è no. Sta a te vedere o rilanciare. Certo, la qualità della partita immagino dipenda dallo spessore dei giocatori, ma com'è giusto che sia. Meglio ch'accanno di decantà, che più continuo e più non mi ricordo più perchè non sta bene rivolgersi a codeste Signorine. Potrei scoprire che è sempre per quei residui di paura delle Jesus' tears, e allora sarebbe conseguente lasciare che tutto specie me vada a puttane.
Ma mannaggialSolito, non posso cenare con davanti le ignudità di una coi sisoni in pvc e le gambe di Schwarzenegger, mi fa schifo vedere un naso talmente rifatto che inesiste quasi quanto quello di Michaeljackson. E la pietanza più invitante mi è indigesta quando vedo sdoganati gli ammiccamenti più troieschi di fronte all'incapacità sistematica di capire ciò che attorno gli succede, a quella troia contraffatta. La Finanza dovrebbe tutelare le Vere Mignotte. Non è possibile che arrivano questi carichi di mignotte estere senza alcun certificato che ne attesti le qualità che anzi è evidente che non ci sono, a inflazionarci il mercato. Cottutti quei derivati del petrolio che ciànno dentro sossicuro che non so nemmanco ignifughe.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Poi però mi ricordo che io sono completamente soggiogato dal fascino virile di Umberto Eco, e quindi non voglio né essere né, dirò di più, fare (parafrasando l'editore Pendolare Garamond) né l'Apocalittico né l'Integrato. Ho fatto il primo? Fammi essere un po' anche secondo.

Accanno chiasmicamente & immediatamente la seconda serie di probbblematiche.

Sei maschio e vuoi accanto una femmina patinata ma tridimensionale? Goditela. Poi ti voglio vedere quando ti dovrà co-educare i figli o semplicemente sostenerti la conversazione per qualche minuto successivo a, e lei sarà solo capace di risponderti ammiccando. Non fumarci vicino, piuttosto. Te la ricordi, sì, la puzza di plastica bruciata nei portacenere.

Sei femmina e mascheri l'attrazione che provi per il Potere con il tuo amore per le Matte Risate? Vattelappiandercùlo.

(poi comunque sto comportamento mica è nuovo, è dalla preistoria che le femmine sono attratte da chi cià la clava più grossa, così come il maschio è attratto da chi gli allatterebbe meglio la prole; quello che mi sconvolge è che trovo divertente girarci attorno romanticamente o eroticamente, a st'argomento, mentre invece si sdogana esplicitamente & vieppiù la decerebralità, qui mi fermo sennò ricomincio).

Chiami Telegiornale la manco tanto subliminalità dei tuoi messaggi publicitari? Bah.
Ora il Telegiornale è quando mi dici a pranzo e a cena che devo comprà, perché ci stanno cose tanto fiche e perché sennò i commercianti piangono. Oddio, i commercianti in effetti stanno simpatici a tutti, campano con poco e alle loro tasse si deve che so, la Sanità Pubblica e l'Istruzione.
Ma prima, che io ricordi, m'inscenavi comunque i Teatrini della politica. Craxi diceva A a Forlani il quale sollecitato da Andreotti chiosava B provocando le reazioni C delle piazze capitanate da Belinguer e le proteste indignate C di Pannella che s'ingollava rabbioso il piscio mentre Papa S(anto) S(ubito) invocava la Pace nel mondo mentre spendeva i suoi vigorosi giovanilismi in estenuanti session fotografiche con i principali dittatori latinoamericani.

C'era un gioco sulla Settimana Enigmistica, “Il Bersaglio”. Ora lo faccio, ma breve-breve.

Il Teatrino è Rappresentazione. La Rappresentazione può essere Catarsi. La Catarsi a sua volta è purificazione, spurgamento da una contaminazione.

Ecco; non c'entra un cazzo. Qui non è che ti devi sentire migliore. Non ci si basa su una tua presunta capacità di percepirti; anzi si dà per scontato che questa capacità tu l'abbia persa già colle prime puntate del Drive In.

Questi creano emergenze per autolegittimarsi i toni del reclutamento elettorale. Il trucco è dannatamente propagandistico, dirò di più (continuo a parafrasare): calcistico.

Così come il romanista aveva bisogno di Paolodicanio e i suoi ghigni romanamente insalutistici e il laziale necessita di Pupone Tottigò, il fascista ha bisogno del comunista come accade x il viceversa. L'antiproibizionista ha bisogno del proibizionista. L'ultras ha bisogno del celerino, e il celerino dell'ultras. Sennò, la domenica se ne stanno a casa tuttieddue. L'uomo è un ballerino provetto. Gli piace una freca di danzare questi balli, ecco perché io schifo il ballare. Tranne certi passettini di danza piccoli-piccoli tra ateismi e credenze. Machecentra, dovresti vederli quei passettini, sono d'1 grazioso irrinunciabile.

Quindi al Telegiornale, quando non è 'Articolo di Costume', è tutto 1 urlare allùpo allùpo sui pericoli della Democrazia, sui pericoli del Comunismo, sui pericoli della Dittatura Mediatica, sui pericoli del Maltempo, sui pericoli della Sicurezza. Perché coll'allarmismo ti metto la strizzalculo, e collèi ti strapperò il voto dalla matita copiativa. Non si fa. Si fa piuttosto crescere il senso critico dell'elettorato, e con lui la capacità di discernere i propri veri desiderata.



Ci sarebbe da aggiungere che ora i concorrenti si gufano esplicitamente tra loro, che le concorrenti quando si chinano a girare la Ruota mostrano le mammelle in scollature jenerose quanto presumo obbligatorie, che i riferimenti letterali non sono più 'D' come Domodossola (quindi hanno praticam. azzerato questa città) e nemmanco Alpha-Bravo-Charlie, ma qualche creativo amante del brivido s'è inventato che ora le iniziali si riferiscono o allo stereotipo professionale o macchiettistico incarnato dal concorrente, o in mancanza d'altro a doppi sensi generici. Ci sarebbe da aggiungere pure che la famiglia italiana che un tempo era bigotta ora sorride indulgente a certe licenziosità. Prendi la mia. Sono stato buttato della mia collez. orig. di Dylandog nell'epoca di massimo splendore della stessa, quando i collezionisti l'avrebbero pagata parecchie centinaja di Milalire quando colle centinaja di milalire ci potevi comprà tanta roba per davvero. Perché? Perchè le figuranti ciavevano le sise di fuori. Non fa niente che ivi figuravano in bianco&nero senza manco i toni di grigio a renderle più intriganti, quelle portavano le sise di fuori e quindi il loro posto era la mondezza. Ed ero grandicello eh, la mia ventina di anni celavevo. Ora invece la stessa Buttafuori, pur di vedersi i suoi giochini enigmistici, tollera di buon grado certe scollature, e soprattutto l'uso giulivo che si fa delle cervella ignare che a quelle mammelle ignude dovrebbero attaccarsi. Il tutto sia detto senza intenti di rivalsa, eh. Quello fu davvero un sopruso ingiustificabile, orribile, una vera violenza, fatta a sorpresa, per nulla mitigata dal realizzare in seguito che Dylandog sucks e i suoi moralismi pure. Ma boh, coi miei mi sento molto ma molto più debitore che creditore, mi commuove percepirne la qualità e la quantità del bene che mi vogliono e non sono affatto certo che sarei un genitore alla loro altezza. Per quanto porcodio nessuno rispetterebbe mai i fumetti di 1 prole quanto me.
Il mio intento è invece palesarmi nel rimpiangere Oscar Luigi Scalfaro che mette i suoi scialle verbali (ma checcazzo ci faceva Oscarralfòne co 1 scialle verbale, quel checcazzo) addosso alle spalle ignude delle donne. Nel rimpiangere addirittura la mia mamma buttafuori. Sigh. Non credevo che l'avrei mai fatto.

Porcatroja (quelle televisive, intendo): arièccomi Apocalittico. Giuro che non volevo.


(*) ancora che ce credi.

lunedì 8 dicembre 2008

Ma ecco qualcosa di veramente attuale.

Tutti a parlà di cazzate. Tutti quanti. Bravi, bravi, è molto utile.
“Maestra maestra, è Di Roccia che ha stracciato l'impegno, mica Velscranni” - “Chi vuole l'abborto mette il dito qui sotto” - “Aderiscimi e il Noto Scrittore è praticam. salvo”.
Nessuno è + capace di affrontare I Grandi Temi. Tipo: è lecito scureggiare davanti a qualcuno? e soprattutto, è ragionevole farlo dinnanzi all'essere + delicato (fisicamente & mentalmente) del Kreato: la Ragazza?
È un dilemma disperato. È evidente che “La Ragazza” è quanto di più agli antipodi ci sia risp. al concetto di skureggia. Ma, è altresì evidente, come si concilia la durata di un rapporto con la tenuta necessariamente limitata dell'intestino, x quanto crasso sia esso?
Fortunatamente, mentre tu sbatti le tue ciglia leziose tra occhielli capziosi ed elzeviri conniventi, c'è chi non si risparmia in carteggi di levatura internazionale. Ecco cosa scrive Stephanel dagli U.K. (prova ne sia il fatto che ciò messo le ore a sostituire tutte le vocali apostrofate con quelle italiotamente accentate), cui si deve anche la segnalazione dell'opera da cui è tratta l'immagine di apertura, che egli dichiara acutamente di leggere come “una sorta di fine del sogno americano”.








----- Original Message -----
Sent: Monday, October 13, 2008 2:46 PM
Subject: Re: +44773xxxxxxx

“Mai mi sono permesso e mai mi permetterò di scureggiare in maniera udibile in presenza della fidanzata. Lo considero assolutamente inaccettabile, una vera e propria mancanza di rispetto. Le scuregge sonorizzate vanno fatte con gli amici, loro sì che le sanno apprezzare.
Neanche i rutti mi permetto di fare, li considero sullo stesso livello.
Detto questo, una volta passato abbastanza tempo da potermelo permettere passo alle tecnicissime loffe. È inumano chiedere a chiunque di degassificare solo quando si è in perfetta solitudine. Sulla tecnica della loffa sarebbe poi bello disquisire, perché è una mezza arte. Solo che il rischio - come dici giustamente - è che poi escano puzzolenti. Io mi regolo così: se so che sto in una fase inodore, mollo senza pudore (e questo è stil novo). Se invece so che rischio la figuraccia lascio perdere a malincuore. Capita anche che mi butti, nel senso che non so cosa serbi il peto e decido di assecondare l'addome. Di solito mi va bene. Ma la settimana scorsa no: dinanzi alla tv con la mia bella produco una loffa piuttosto cipollata. È matematicamente impossibile che non se ne sia accorta. E qui ci sarebbe da descrivere come normalmente reagisco: in pratica mi pietrifico, nella speranza che l'afrore si diffonda il meno possibile ma anche perché l'imbarazzo è troppo. Infatti credo che tenda anche ad arrossire.
Succede anche a loro però, le maledette. Con tutte le mie partner mi è capitato di sgamarne il prodotto gassoso delle viscere. E la tecnica è la stessa: loffa nella speranza che.
Ricordo che una volta in Germania nella casa dello studente in cui sia io che la mia ragazza avevamo una stanza, entrai all'improvviso in camera sua con lei sdraiata sul letto a studiare. Si era scatenata, l'aria era praticamente irrespirabile.
Ecco, condividere con la mia partner le proprie emissioni intesti-anali è un'idea che mi dà ribrezzo. Perché lei è pura (...). E così altrettanto non posso accettare l'idea che lei sia costretta a subire le mie.
Per concludere l'argomento: sabato mattina rimango a letto da solo per qualche minuto, dopo che Xxxx <cita il nome della ragazza, NdR> mi lascia per raggiungere le amiche che dividevano il letto degli ospiti in salotto.
Fino ad allora avevo posticipato l'atto supremo. Finalmente posso mollare. Ma sempre loffa deve essere perché la porta è aperta e le troie sono troppo vicine per rischiare. Con una certa disinvoltura irrigidisco l'addome sicuro della mia tecnica "sorda" e mollo. Sarà stata la scarsa lucidità del risveglio, ma m'escìta na stecca Yyyy <pronunzia il mio nome invano, NdR>. Devo ave' fatto una faccia fichissima subito dopo, terrorizzata. Vista l'euforia che le impregnava già di prima mattina dubito che comunque siano riuscite a sgamarmi. Ma me la son vista brutta porcoiddioladro.”

sabato 6 dicembre 2008

Come crollarmi la libido.




























Ohè pulzella, senti che dritte ti do per rattrappirmi l'interesse. Te ne do di buone tanto per piccoli colpi quanto per mazzate definitive, tutte mischiate, tutte x té! Che bello che bello, andiamo a leggerle insieme.


  • Fammi sapere di che segno sei, malcelatamente compiacendoti per la rilevanza della notizia
  • poi, dopo aver indovinato il mio dal niente,
  • tràine infine una qualche morale.
  • Lascia trapelare di tanto in tanto un elemento religioso.
  • Permettimi di avere a che fare col tuo cane
  • quindi innanzitutto possiedine uno; a tua scelta uno di quelli piccoli, allegri e chiassosi, oppure uno grosso e fedele, che sbava di più
  • il fatto che anche dopo anni che ci saremo lasciati ne troverò i peli sui miei indumenti puliti, sarà il modo più romantico per non dimenticarti.
  • Più ti trucchi, più mi hai in tuo potere.
  • Non risparmiarmi mai i tuoi umori.
  • Ricorda che in un gruppo io sono attratto dalla femmina dominante; cerca di esserlo.
  • Fammi ballare, a qualsiasi ora del giorno & della notte.
  • Usare il cellulare il più possibile mi piace molto.
  • Per le ferie portami in montagna: cammineremo sempre e senza mai affrettare il passo, godendo del nostro semplice, purissimo camminare
  • purché però la pendenza sia maggiore del 30%, e pioviggini costantemente. E che sia tutto molto costoso.
  • Accendi la musica mentre chiacchieriamo
  • inizia una conversazione mentre si ascolta musica
  • a questo proposito, durante un film mi piace spezzare il ritmo chiacchierando di altro.
  • Il tuo passato sessuale m'incuriosisce come poche altre cose
  • quindi, tienimi sempre aggiornato sul confronto fra me e i tuoi ex.
  • Provare a spostare un potenziale litigio sul piano razionale è una perdita di tempo che lasciamo agli ingenui.
  • Quando mi dici “ma stai sempre a leggere” è tenerissimo, vuol dire che ci tieni ad avermi tutto per te.
  • Le tue sensazioni non m'interessano
  • come pure le tue emozioni e i tuoi pensieri
  • tranne quelli frivoli, poco impegnativi.
  • Nel sesso, vederti troppo presa m'inibisce
  • e sentirti dire che ti piaccio, alla lunga non mi stimola.
  • Mi piace vedere che ti tieni aggiornata sui gossip
  • e anche quando mostri di perdere la testa per i divi dello spettacolo: questo appassionarsi per qualcosa di irraggiungibile è un chiaro indice di sprezzo del quotidiano, dunque di nobiltà spirituale.
  • Alla parità nel bilancio delle rinunce di una normale vita di coppia preferisco un pizzico di follia: è molto più eccitante
  • Adoro pianificare in autunno le ferie estive, nel minimo dettaglio.
  • Che non si facciano sforzi di empatia reciproca o nei confronti di parenti e amici: le cose devono venire da sé, sennò niente. Si mancherebbe di spontaneità.
  • Un rimprovero in forma di sfogo non può che farmi crescere.
  • È bene che tu eserciti un regolare controllo delle mie attività, senza tralasciare quelle mentali
  • e che anche io debba controllare te: affidarsi ciascuno al proprio autocontrollo mi sembrerebbe come giocare alla roulette russa.

Naturalmente, esiste tutt'una serie di trucchi per esternarmela, la libido, trucchi naturalmente + o meno eleganti. Ma chissà perché m'è venuto solamente di palesare quelli per internarmela. Questo sembra 1 comportamento autolesionistico, chissà da cosa può essere dettato, dovrei approfondire.

Ma chi cià tempo.

Paperblog