lunedì 26 dicembre 2011

Orange clockworks.


È inutile che ci giri intorno: tu vuoi sapere in che fase sto.
Guarda, dirtelo non mi costa niente. Sto nella fase in cui potrei fumare di tutto, tranne le sigarette.
Le sigarette hanno una brutta influenza su di me, anzi nell'ultimo mese ne hanno già avute due, a causa delle quali ho perso quasi 2 settimane di lezione e ancora ciò il mal di gola che non posso cantare, e invece volevo registrare.
Quindi questa è la fase in cui verso, vorrei sapere che te ne fai del saperlo. In questa fase io non posso fumare una cosa ricorsiva come Le sigarette.

L'altra sera per esempio. Era un bel po' dopo cena e stavo
tra le quattro mura amiche del mio studiolo, ricoperte delle mie icone favorite, circondato dai miei fidi combruters, instrumenti musicali, cd e giornaletti. Avevo tra le mani una tisana, alla testa  un cerchio, molte ore di lezione al giorno dopo.

A un certo punto mi fo: toh guarda, il sotto del mio tastierone nuovo manca di una vite.
Ah però, anche quella lì affianco non si vede.
Adesso capisco: è tutta la fila che non ostenta viti visibili, mentre quella parallela soprastante ne ha di ben evidenti. Non resta che vedere se in fondo ai buchi ce ne sono le capocchie o se quelle burlone mancano veramente.
Ma mentre tento di alzare il braccio alla ricerca di quella verità, mi si frappone una domanda ben più curiosa. Come faccio adesso io a star esaminando il sotto del mio 88 tasti provando una sensaz. di così intenso benessere, invece del fastidio di tutt'altre logiche torsioni e accosciamenti?

Ricognizioniamoci. Le mani giunte sul petto, coi polpastrelli che avvertono la piacevolezza calorifera del mio pile domestico. Campo visivo ristretto (io potevo vedere in quel momento 1 vite x volta); quand'è che si versa in tali ristrettezze dei campi visivi?
Ma soprattutto: non c'è nessun sotto di tastiera a poche decine di cm dal letto in cui ritengo di stare. Quindi questo non è quel comodo letto ma un sorprendentemente altrettanto comodo pavimento. Ho ferite? contusioni? abrasioni? convulsioni? macché. Il solito professionista dello svenimento sostanzioso, causato cioè da sostanze esogene. Prima volta in solitudine, che vuol dire niente faccia ricoperta del solito mix di acqua e sberle, ma un risveglio placido, che ti lascia concentrare coi tuoi tempi sulle vere singolarità della vita. Chissà per quanto, poi, mi è durato quel riposo
ripiglievole.

È bello, avere il tempo. Io, da eterno ritardat(ari)o non ne ho mai. E anche quando ce l'ho non me lo godo, mi scivola tra i buchi delle tasche e le stimmate delle mani senza che io riesca a trattenerne quasi niente.

Ora ti dico un pensiero che non ho ancora mai detto a nessuno. Ne sono certo: a nessuno mai. Quasi sono emozionato.

La Renò 5 è una macchina senza tempo. Oh, ma guarda che foto; è uscita di produz. nel 1984 e sembra futuribile ancor oggi. Guarda che esterni, ma soprattutto, che interni.

Ma (questa però l'ho detta già a molti) mica solo la Renò 5, che ce l'aveva forse avuta come regalo dei 18 il più smart fra i miei cugini. Perché, i giradischi su cui girava Ludovico Van in certi films a orologeria? béccati pure queste di foto va', guarda che linea, che design. Quella pudica saputella di Wikipedia dice che erano di marca Transcriptors, mod. “Hydraulic”. Guarda le  le Djinn Chair, Nel cui Spazio i novelli Odìssei 2001 poggiano i loro culi fantascientifici.
Roba di fine '60, produzioni senza tempo, dalle sembianze modernissime anche più di quarant'anni dopo.

Quando ti svincoli dal tempo fai sempre delle cose mozzafiato. Mi piacerebbe, sapermene svincolare a piacimento, anche solo col cervello. Quando invece nelle piaghe del tempo ci rimani aggrovigliato, te ne succedono di cotte e di crude; come quando ti sei appena rassegnato ai pantaloni  due taglie più grandi che con tutta la cintura ti devono calare sul culo, che subito devi tornare a strizzarti nei jeans degli '80 che manco ti passano dal polpaccio.

Mi sa che la vera inculata dell'uomo non è quella mela della conoscenza morsicata giù in giardino, o la morte, o la Tontagna, o il digitale terrestre, o G. Ferrara.
È il tempo, trovarsene circondati e assediati e sfiancati, e non possederlo mai. Se non per il ∆t piccolo a spiacere che ti vivi (spesso inconsapevole) nel tuo presente continuous.

Animali di taglia grande o piccola ne posseggono a profusione. Te ne accorgi da come quegli ingenui, ritenendo di essere al riparo da occhi indiscreti, nei documentari rosicchiano le proprie nocciole, o si lisciano le ali colle zampe, o se ne stanno per ore posati sui fili della luce. Essi non vengono mai distolti dai loro passati o futuri, prossimi o remoti, semplici o anteriori.

Il presente, quando è vissuto con consapevolezza, dà 1 cifra di serenità. Mentre viversi con sapevolezza il passato e il futuro fa soffrire e fantasticare.
Soffrire fa schifo al cazzo, ma fantasticare è fantastico. La serenità, di suo, cià che senza le altre due cose, perfino senza il soffrire, dopo un po' è una palla.

Perlamadonna come stai: ti sei bruciato un momento di serenità raro per seguire le fasi svitate di uno svenevole contaviti inferiori alle tastiere.

domenica 11 dicembre 2011

De siderio (è latino, pazzo.)


 











 
  

Quando uno desidera una cosa, una volta conseguitala poi ne vuole subito un'altra.
Ecco perché a volte non arrivare scientemente a conseguirla, quella tal cosa, può essere un atto di grande (im)maturità (fai tu, che sei uno che la sa sempre più lunga della gamba). Anzi, può divenire 1 soluzione pericolosamente elegante.

È un bel problema, non trovi? l'Architetto che l'harchitettato deve avere la Mamma sporcacciona proprio.

Chi invece questo bel problema se l'è visto regalare, gente che si autocertifica col titolo di Umanità, non ha prodotto che poche contromosse. Appena due.

Una è il “distacco dalle passioni”. Roba che dovresti scegliere e autoimporti, una specie di autodisciplina cioè.
Quanto possa reggere te lo dice il nome. “Distacco dalle passioni” è come “lotteria con niente premi”, “meduse senza mare”, “zanzare senza estate”. Tutte cose raggiungibili, non lo nego, soprattutto in un'epoca altamente specializzata quale questa innegabilmente è.


L'altra è Stevejobs, ovvero buttarcisi a capofitto, facendo il Ziopaperone che vive sempre la stessa storia a fumetti in cui la mattina trova un chiodo per terra, e invece di scalciarlo via lo piega, ci pesca e la sera è miliardario. Tu non te la passi tanto bene, sei sempre nervoso e irascibile perché questa trovata di spostarti continuamente i traguardi non è tanto furba, e anche se non lo ammetti lo stress a una certa si sente. Sono ulcere, gastriti e continui travasi di bile.
Ti rode sempre un casino insomma. Anche il più innocente fra i tuoi astanti non è che un potenziale competitore o una minuta nullità. Questo non ti porta tanti amici, anche se sei circondato da adulatori e corteggiatrici che ti vedono come scorciatoja per essere sfiorati anche loro dal tuo apparente successo continuo.

Che posso dire. Sì, divertente, còni slogan che tutti ricordano, “me misero me tapino” “uack, quack & sbaraquack”, “pensa diverso”, “èssi affamato e pazzo” che forse è il più sintomatico, cioè in pratica “diventa quegli zombi che piottano del film 28 giorni dopo”. Pensa che fatica boja farà a piottare, uno cosa lenta e problematica come uno zombi.


Non puoi tu definirti Umanità quando pur avendo a disposizione così tanti secoli di tempo non hai saputo escogitare altro. Ma ti rendi conto? “Atarassic Park” senza manco gli effetti speciali, e Gli zombi che piottano, senza manco tanta carne umana a girare per le strade di quel film. Soluzioni, buddo-luddistiche nel primo caso, altamente logoranti nel secondo, entrambe del tutto prive di senso. Cioè, sei veramente uno zero solo ad averle concepite.

In realtà c'è una terza via. Io l'ho trovata pur potendo disporre di molti meno secoli, ma questo non mi rende granché intelligente in quanto percorrendola mi sembra spesso di scorgere tracce ancora fresche, ceneri ancora calde e segni di bivacco sparsi in giro. Quindi deve averci pensato pure qualcun'altro.

Il rincoglionirsi di sigarette, seghe e solitari di Windows. Una miscela di sigarette, seghe e solitari di Windows, in percentuale variabile.

Ajuta. Qualcuno più scaltro di me usa narcotici più potenti, vuoi le canne, vuoi la coccoina che però mi sa non vale essendo stata finita dagli iperzombi alla ricerca dell'up al punto Due, non che me ne intenda ma per conseguire un down soddisfacente forse è più indicata la Heroina.
Ciascuno può calibrarsi il fondoscala come vuole. Quanto ti serve per appiattirti le dinamiche? hanno esse picchi molto lontani tra loro? al caso tuo fa l'Heroina. Se invece sei un fessacchione ingenuo possono bastarti tante ma tante canne, basta però che siano tante davvero.


A me bastano sigarette, seghe e solitari di Windows.
Mi vanno bene non perché la mia dinamica sia tanto scarsa - hey, come ti permetti?
Le mie dinamiche sembrano le montagne russe, che ti credi. È che alle Lementari Suormichela mi ha detto di guardarmi dall'omino delle droghe, e che queste droghe sono per l'appunto l'Heroina in siringhe e la Coccoina se odorata fortissimo; ma Suormichela, che io ricordi, non ha mai menzionato sigarette, seghe e solitari di Windows.

Aspè, fammi pensare: può essere che non abbia mai menzionato tali sostanze, pur tanto stupefacenti? Le sigarette, forse: “fanno male”. Ma non credo, negli Anni Settanta le sigarette facevano male ma per scherzo, altro gran prodigio degli Anni Settanta. Poi che significa, anche il ruvido asfalto delle suore faceva male alle ginocchia quando te le sbucciavi rovinandoci su; ma non per questo ci vietavano di giocarci, anzi.

Magari le seghe? macché. Penso che se Suormichela avesse mai citato esplicitamente la meccanica di un corretto onanismo, si sarebbe trasformata istantaneamente in: 1) un demone fiammeggiante sbrattafuoco, oppure in 2) una layda pornoninfomane di 1m e 30.

Per finire Windows: manco esisteva.

Quindi è questo a incularmi. Sigarette, seghe & solitari di Windows non hanno scritto sul bugiardino “sono droghe, possono condurre alla solitudine e alla pazzia, leggere attentamente le avvertenze”. Non devi sborsare cifre da capogiro per venirne in possesso, o rapinare alcuna vecchietta. Ne hai praticamente sempre le tasche piene, detto fuor di metafora. Altre droghe meno palesi, come ad esempio i Giochi Elettronici,
pur essendo bellissimi sono stati banditi da me personalmente all'inizio degli anni novanta, data la sensazione di troppo pieno al giocarne uno, e di troppo vuoto al finirlo. Ciò non toglie che, prima di sperimentare il suicidio, eventualmente mi riserverei di giocarne in quantità per l'appunto suicide, per quanto temo che in decenni essi si siano evoluti in complessità sino al perdere ogni giocabilità futura, come per un Antico Romano sarebbe impossibile giocare a Donkey Kong o apprezzare Track&Field. Pensiero, questo sì, anticipatore di suicidii tristissimi, senza alcun palliativo ludoelettronico.
In più, il mio scarso amore
(per usare dei gran eufemismi) per le competizioni e la mia imprescindibilità alle passioni mi fanno trovare poco interessanti le soluzioni Atarassiche e Troppo Jobbose, Umanamente proposte in precedenza.
Tutto questo, e altro, non fa che favorirmi al giorno d'oggi un uso indiscriminato di sigarette, seghe e solitari di Windows.

Sigarette, seghe e solitari di Windows saranno le Sigarette degli Anni Settanta, l'Eternit dei Cinquanta. Un giorno scopriranno che
invece facevano male. Attento: non mi sento di escludere che negli anni Quaranta (ho detto attento: duemilaquaranta) la mia condizione di Uomo Schizoide del XXI sec. sarà vista come quella di un ingenuo sprovveduto causa l'abuso indiscriminato di sigarette, seghe e solitari di Windows.

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