giovedì 25 agosto 2011

Pettirossicidio.

Quest'estate a un certo punto mi fanno: Ma come fai, passano gli anni e resti sempre uguale.

“Uguale” poteva riferirsi a tante cose. Alla mia condizione pelasgia, in senso bagnettòfilo e tricologico. Alla mia dirompente sensibilità. Alla mia socialità disturbata. Ma nel contesto, l'oggetto era la mia jovanilità fisica.

Fattore importante nell'equilibrio narrativo della risposta: io avevo fumato. Fumato tradizionale, e viterbese. Pare che questi Viterbesi, invece del filtro di cartoncino, abbiano adottato la parte terminale della sigaretta confezionata. Circa 1 cm, opportunamente ridotta in diametro tramite compressione. Non si butta niente, una proposta ecosostenibile che spinge a far bene. Il valore aggiunto, secondo questa ardita scuola di penZiero, è che non ti arrivano botte dalla camera d'aria tradizionale, ma anzi provi come come un senso di freschezza, e devo dire che concordo.

Quindi, trascorso l'opportuno intervallo temporale, rispondo.

“Calcola che io prego molto.” E proseguendo, “Chiedo sempre ciò che mi occorre, e lo ottengo spesso attraverso un astuto sistema di assicurazioni. Tipo, Sacrificherò sempre più animali, oppure Ucciderò in Tuo onore un numero di nemici ancor maggiore.”
“Devi vedere l'effetto che fa, su quell'arzillo Vegliardo. Quando Gli aumenti la quota animale di sacrifici sembra un Regazzino, gli esce l'occhio pazzo e non sta più letteralmente nella pelle. Cammina in cerchio a piccoli saltelli eccitati, fregandosi le mani. Sembra incredibile quanto gli sia caro questo tasto, cosa che rappresenterebbe pure una certa vulnerabilità, potresti pensare, perché ci sarà certo una mandria grossa abbastanza da averLo praticamente in pugno, quel Non Essere così candido. Io prometto, e poi mi faccio serio. E dico Però tu mi devi avvicinare l'Ætterna Jovinezza, e non l'Ætterno Dolore come l'altra volta. Oh mi raccomando eh, non fare confusione, perché per certe cose stiamo parlando di una Non-Entità meno senziente del philipino di Marcomarzocca all'Ottavo nano.”

In queste circostanze, ti rendi subito conto della percentuale di consenso del tuo uditorio. Cògli da un lato sguardi divertiti che t'incoraggiano a proseguire più ardito, mentre altri ti si distolgono colpevoli, perché sanno che parli di un bug che tarla da sempre le loro Credenze. Cosa, questa, che indurrebbe ogni persona assennata a chiamare la disinfestazione, mentre essi se le tengono così, tutte bucherellate, che magari gli contagiano altri mobili che invece erano sani.

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Ma in verità, in verità ti dico. Non è vero niente, o quasi niente. Per esempio, io non ho mica risposto così. Sono rarissime le persone che abbiano avuto l'onore di sentirmi bestemmiare. Io bestemmio pubblico solo quando in una sintonia emozionale pressoché totale col mio uditorio.

Addirittura, per una mia peculiare esigenza di rispettare il prossimo, arrivo a censurarmi manifestazioni che tecnicamente non potrebbero essere catalogate come bestemmie.
Rileggi, rileggi pure il virgolettato. Non ho mai insultato, o sbeffeggiato; anzi. La fiducia nelle Sacre Scritture che dottamente citavo era toccante. Come pure la buona Fede che permeava quel discorso ipotetico. Non ti puoi nemmeno attaccare al paragone philipino azzardato sopra, a meno che non trovi schiere di bambini necri che amino invocare nelle loro preghiere un numero incongruo di mosche sui loro enormi occhietti piagati dalle fami.


Poi per esempio non è vero per niente che io ottengo spesso quello che mi occorre. Tanto meno attraverso le preghiere. Per dirne una, nonostante io possa aver apprezzato il Fumare viterbese, quell'effetto piacevole di frescura iniziale è bilanciato dalle particole di tabacco che sei costretto a ingurgitare, se fai a meno della tradizionale camera d'aria. Cosa che ti lascia, come al solito, nel disagio di scegliere tra due scelte equivalenti per pregi e difetti.

Per finire (ma potrei elencare per ore), la mia forma fisica mi costa la regolarità di spossanti esercizi, la rinuncia ad ogni vizio enogastronomico, con le conseguenze sociali che ti puoi immaginare. L'unico vizio che mi concedo è un tabagismo selvaggio, poiché compatibile a una corretta estetica esterna (per quella interna, occhio che non vede, cuore che non duole, sperando di non avere a pentirsene, ma di certo non ci spreco – com'è che si chiamavano? preghiere).
Ci sarebbe come alternativa possibile il sesso, che non sarebbe controindicato. Anzi. Ma, fatto salvo quello autogeno, l'altro di tipo allogeno lo trovo piuttosto complicato, con la sua fitta rete di premesse e conseguenze.

Comunque, sarebbe bello che esistesse, quel Signore lì. Mi piacerebbe un casino studiarlo, e includerlo in un sistema di misure scientifico come l'MKS.

Per esempio. Quanti e quali animali sacrificandi sarebbero l'Unità Richiedibile della Preghiera (U.R.P., nel seguito)? Uno grosso, come uno yak o piuttosto un cammello, visto che pare che sto Tizio derivi da quegli ecosistemi lì, o uno di taglia media come il classico capretto espiatorio? Così come al Museo delle scienze di Parigi c'è il campione di non so quale metallo a non ricordo quale temperatura e pressione che fa da modello al Metro Lineare, sarebbe bellissimo stabilire tutte le condizioni al contorno dell'Unità Richiedibile della Preghiera (U.R.P., dicevamo). Fissarne ad esempio l'intonazione frequenziale, l'intensità di volume, il timing, l'ora diurna o notturna. Avrebbe questo sistema un andamento lineare? ad ogni U.M.A. (Unità di Misura Animale) corrisponde un'U.R.P. (Unità Richiedibile di Preghiera)? o avrebbe forse un andamento logaritmico, in cui crescendo in quantità o qualità le U.R.P., le U.M.A. crescono in modo vieppiù bestiale?
Poi: ci sono animali sacrificabili che valgano l'uccisione di 1 nemico? Io credo di no, ma mi rimetterei di buon grado al giudizio di una commissione di esperti.

Una volta fissata una scala di misure scientifica, un univoco sistema metrico, impazzirei dalla gioja al pensiero di farLo sbroccare sperimentando tutti quegli εpsilon piccoli a piacere che ben conosce chiunque abbia avuto una formazione scientifica, quantunque frammentaria come la mia. Cose come: Vajò, Ti avevo detto che se ti dicevo mille Atti di dolore e 750 L'Ætterno riposo tu mi dovevi imparare a volare, e invece mi alzo appena di 70-80 cm con una fatica boja e solo di gambe, non di braccia come vorrebbe il buon senso.
Oppure: Ma come, mi hai fatto finire su Parco della Vittoria con l'albergo il cui proprietario ti aveva sacrificato appena:


    n°2    pettirossi
    n°1    bue muschiato
    n° 3,5    cani, neanche di razza,

quando io invece:

    n° 1    aquile reali (rarissime)
    n° 4    cavallette (schifossime a catturarsi)
    n° 2    agnelli (si sa bene quanto Tu sia ghiotto di agnelli), e poi soddàt pur na scatarrata'n baccia a na pecora e na sambata'n gul a na jatta.


Ma, un po' mi sa che Colui mica esiste; e un altro po', io mica sono un sistemista, un sistematico. Il mio ruolo, è risaputo, è sempre lo stesso: quello del lanciatore d'idee. Ad altri il compito di realizzarle.

Comunque, che brutto quando la pigrizia ti distogliere dal continuare a jocare coll'invenzione. Il fumare, viterbese e non, è bello anche per questo.


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