sabato 30 ottobre 2010

Termometriadi.


Una delle rade soddisfazioni dell'aver conseguito il 63% di ingegneria elettronica è stata la faccia di mia madre quando le ho detto che, una volta raggiunto l'equilibro termico, prolungando il contatto con la sorgente di calore la temperatura del termometro non aumenta più.
 

Difatti al liceo, nelle mie infrequenti mansioni di sorgente termica febbricitante, mi ero sempre molto preoccupato quando dopo 3 minuti esatti mi faceva levare il termometro, “perché se lo lasci troppo gli aumenti troppo la temperatura e la misura si falsa”. Io chiaramente, nelle mie vesti di primogenito, non dubitavo delle sue parole autorevoli. Mi chiedevo soltanto se la stima dei 3 minuti fosse esatta, ad esempio, per ogni termometro nell'universo compreso quello che stavo usando. Mi preoccupavo non tanto perché sennò sarei dovuto andare a scuola: conoscevo bei trucchi per non farlo. Al liceo con le firme dei miei ero un falsario migliore di Donald Pleasence nelLa grande fuga. Quanto per una questione di Giustizia.

D'altronde mia madre era la proprietaria della copia deL nome della rosa che ancora mi rileggo con tanto gusto. Certi libri mi ha regalato, fra i più estasianti che abbia mai letto. Fin dalle lementari, Fattorie degli animali, Millenovecentottantaquattri, Signori delle mosche, Colline dei conigli, giusto i primi che mi vengono in mente.

Ma non ti distogliere: concentrati suL nome della rosa, anzi sul suo autore.
Ieri, dopo giorni & giorni di lezioni ininterrotte, mi sono finalmente concesso una giornata di acquisti. A sera in ordine cronologico nella bisaccia avevo:

- 1 pajo di bermuda Everlast neri, finalmente della giusta misura
- 1 pigiamino tutto nuovo, non di saliva
- Gaza 1956, di Joe Sacco
- Quaderni ucraini, di Igort
- Una borraccia metallica opaca, per portarmi la mia acqua modificata a scuola senza dovermi vergognare della sua opacità.


Tutte cose di cui, capirai, necessitavo da tempo. Come tutte le volte che esci per acquisti, anche in questa è stato un gran lottare odisseo contro le sirene degli altri oggetti desiderabili che ti si parano innanzi, quei maledetti. Bene, ce n'era uno il cui eff. Doppler mi stordiva più di altri, manco ne sapevo la prossima esistenza, tienti forte: è uscito il nuovo romanzo di Umbertoeco!

Roba per l'appunto da punti esclamativi, questa sì. È 1 romanzo storico, per giunta. Non su quegli angoli bui della storia di cui ci si perdeva in Baudolino o nelL'isola del giorno prima,
chìssene dei sacri graal o dei punti fissi dell'antimeridiano di Greenwich. Finalmente  questo sant'uomo, antipaticissimo quando compare in televisione ma buffissimo per la vena ludica che ha quando scrive, ci ha preso per bene il polso. Ha capito ciò che veramente vogliamo noi, piccoli lettori. E che vogliamo noi da lui, che vorremo mai? (sembra la metrica tronca di piede e di contenuti di una canzone di Bleàhsco Ramazzotti, brr, devo smetterla subito)

Misteri. Che siano misteri medievali di preti laidi, laidi, che sorridono tonti; o i misteri massonici contemporanei, e le cabale che dovrebbero spiegarci il mondo. Io voglio credere che questo sia il suo terzo capolavoro (Loana & le sue fiamme erano comunque carine), e che mi si conficchi nella rosa pristina delle mie letture favorite.

Un po' il problema è questo: che io voglio crederlo. Un problema dunque è che io creda qualcosa, 1 altro po' che addirittura voglia crederlo. Credere è un verbo che fa schifo, che non mi esce mai, e che se adesso mi è uscito io non lo cancello, quando ciavrò tempo ci rifletterò su e semmai prenderò delle contromisure. Ma il problema più grosso è che io quel capolavoro creduloso, io non l'ho mica comprato.

Io odio le copertine rigide. Già ci sono cascato colle Loane che dicevamo prima. Esse (le copertine rigide) sono scomode, non pieghevoli, brutte da vedersi quando segnate dalle injurie del tempo, e soprattutto ingombrano e costano un botto. L'avevo pure trovato da Fnac a 17 €cu per i soci, ma ho resistito. Quindi, per colpa dell'avidità dell'editoria che vuole spremere la cellulosa finché è calda, mi tocca aspettare chissaquanto che esca la vers. brossurata, piccolina e conomica come piace a me.

Nel frattempo però, una sbirciata l'ho data. Questa cosa teoricamente non si fa, sono stato educato a "questo non si dice – questo non si fa". Non si va in edicola a sfogliare le cose senza comprarle, e se le compri tanto vale che te le leggi a casa. Però ho fatto caso da tempo che la gente legge i libri in libreria, per un sacco di tempo, e che addirittura le librerie grandi assecondano questa pratica che credevo turpe montando degli appositi divanetti. 

Quindi ho letto le prime pagine. In cui quel buontempone di Umbertoeco si trastulla in descrizioni orribili degli ebrei, di cui chiaramente non ricordo una parola. Giusto che diceva che Gli Ebrei erano il popolo più ateo della terra, e questo prima ancora che rendermeli simpatici mi ha stupito, perché li vedevo così attaccati alle Antichytà dei loro Testamenti. Chiaramente queste mica sono opinioni Eche, tutta roba rygorosamente virgolettata di altri personaggi, tipo il protagonista che ricorda le dicerie del nonno. Poi aggiunge un'altra cosa sulla loro laydità di popolo, dice che sono sfrenati sessualmente, che forse dipende dal loro cazzomezzomozzato che si erge più facile & senza frenuli, e che questi cazzi fanno impressione per la sproporzione delle loro misure con quelle dei loro corpi gobbi e nasuti.

Al che ho chiuso il libro soddisfatto e sono andato al negozio di fronte a comprare i miei prossimi pantaloncini Everlast, gongolando per il momento in cui avrei saputo dove quel pazzo pazzo porcellone volesse andare a parare. Ma stamattina ho letto che non so quale prete o pretessa che insegna non so quali sofismi a non so quale università Preterintenzionale a pagamento,  diceva dalle stanche pagine dell'Oss. Romano che non si deve dire cose così brutte degli ebrei, che per tarare correttamente l'instrumento libraceo ci vuole affianco 1 personaggio positivo che alla fine sconfigge il male, chissà se uno tosto come Gigrobò con le sue transformazioni magnetotermiche potrebbe andargli bene a quella pretessa lì, ma senti che pretesse che hanno, arf arf. E ora chiaramente Umbertoeco risponderà, e ffettivamente quelle erano cose 1 po' forti, ma m'immagino che quando invecchi veramente (e non per finta come faccio ora io) a una certa non ti frega più un cazzo tantomeno del politicamente corretto, e vai giù duro. Tanto più che chissà come va a finire il libro, magari finisce che da questo popolo cazzuto mozzato esce fuori 1 messia infernale ben più adorabile dalle pretesse più acerrime, e allora dovrò aspettare e leggere da me per farmi 1 opinione.

Insomma, questi vecchiardi maledetti di Umbertiechi e dei suoi circostanti pretessi partecipano a 1 bel teatrino propagandistico, e dio tuo come sono ingenuo io a cascarci dentro, e invece di alzarmi ripulirmi e andarmene sperando che non mi abbia visto nessuno, star lì a sguazzarci dentro tutto contento, incrementando le dosi di clic stupidi grazie ai quali le repubblicheonline metteranno sempre più notizie sceme. Però però, che ci posso far? Umbertoeco mi fa notizia, e non vedo l'ora di leggermi questo nuovo tomo che s'intitola Praga + qualcos'altro, belle storie di intrighi, uau come sono emozionato.

Per il resto, niente. Ho poi parlato con quella nuova bellissima con cui in palestra mi guardavo tantissimo sabato scorso, reprimendo la tentazione di andar lì, all'ennesimo sguardo, e dire “non credi che in 1 paese civile dovrebbe esserci una legge che obbliga le persone timide a parlarsi, dopo il III sguardo conclamato consecutivo?”, mettendo lei in imbarazzo e non sapendo cosa dire dopo io. 5-10 min. di chiacchiere intensissime durante lo stretching, in cui è venuto fuori che addirittura pure lei non ha mai ballato in vita sua, dio ciarlatano che emozione, è 1 po' forastica ecc, e io ero così sorpreso che ho sentito del suo amore del trekking solo con le recchie e non col resto (anche se poi i miei sensi di ragno mi hanno fatto verificare che le piacesse + il mare, whew). “La mia motivazione è che sono un ex-grasso, e la tua qual è?”; e lei, esitando, “l'estetica”. Geniale & sempre lauta, l'autaconsapevolezza.

Poi ci siamo ritirati nei reciproci spogliatoj, e io dopo uno stretching così soddisfacent& intenso avevo un'andatura più sciolta di Jerry Lewis.

Ma dovevo parlare di Umbertoeco che ha scritto 1 nuovo romanzo, che promette pure bene, che infatti i preti hanno subito iniziato ad avanzare pretesse, e va a finire che è bello come Saramago che infatti hanno iniziato a dirne male che neanche era morto da 5 min, anzi più bello perché Umbertoeco fa più parte del mio passato, ho letto Nomi delle rose negli Abbruzzi al ginnasio e durante certe febbri del liceo, e non mi sono più fermato.

A proposito delle quali febbri, sta' a vedere che ciaveva ragione mymadher, e che i corpi s'ynfluenzano coi propri calori più di quanto suggerisca una corretta termodinamica, perché io adesso non posso pensare ad altro, a quant'è lontano sabato prossimo, e quindi dovevo allenarmi da subito a vere altro per la testa, non va bene fissarsi così sulle cose, specie se animate, quindi ben venga Umbertoeco e la calorimetria, perché la mia vita è anche questo e non posso sottovalutarlo, non devo smettere di lavorarci su.

Ha anche 33 anni, l'età x-fetta x me, un piede nel mio passato ma le sembianze jovanotte del mio auspicato futuro, poi sono figli, cose varie e tutto il resto. Chissà nel caso chi dei due morirebbe x primo, lasciando l'altro solo un'altra volta.

martedì 26 ottobre 2010

Sguardo contemporaneo.


















“C'è qualcosa di diabolico in me. Di vecchio e giovane. Il mio passato non c'è.
Io ho lo sguardo contemporaneo. Io ho lo sguardo per le cose lontane.”




L'altra sera si chiacchierava in modi che squacciavano le tenebrae. Molto soddisfacenti, non solo i modi, ma anche i temi. Ci si potrebbero fare 1 sacco di post, devo respingere la tentaz. di farne 1 solo lunghissimo che sarebbe troppo faticoso. Non tanto per te (ci manca solo l'empatia per l'indigestore di pappa pronta), quanto per me.


Well. Fra le varie attività della serata c'è stata la re-visione dell'episodio centrale di Quelle strane occasioni, e cioè Il cavalluccio svedese.
Una cosa del tutto Superiore, tanto superiore da esserlo su più livelli. Gli interni, le tappezzerie e le piastrelle da malditesta geometrico. I dolcevita sgargianti, le pubblicità occulte sfacciate.
Ma soprattutto, forme di arte ancora più pura. La prova d'attore di Manfredi. Sia che parlasse, sia che tacesse. Le sue espressioni. Il fatto che Ninomanfredi mi ricordi tantissimo mio padre. I dialoghi. La storia. Il concetto, ancora pienamente attuale dopo 34 anni – 34 (ho controllato Mangimà: è del '76).

Magistraceo.

Dovrei aggiungere un vibrante xlamadonna, ma non lo faccio perché tale magistraggine è sistita non x ma nonostante il noising delLamadonna e della religione tutta.

Sarebbero tante le cose da dire, tante le luminosità da riflettere, assorbire, diffondere.
Però ce n'è una in particolare, che adesso m'imp(r)egna la mente. Anche perché stavo leggendo un catalogo di una vecchia mostra di Enzo Mari, sai le cose che mi compro il mercoledì nella pausa pranzo, quando mi dirigo colla piadina in mano a spendermi la paga del giorno in libreria. E mentre leggevo, m'è venuta in mente la refraignaggine di Millennia di Bugo, uno di quei geni che ricercando se stessi dimostrano che il senso risiede solo nell'originalità. Di questi sì, bisognerebbe adorare le statue, per i chiarori illuministi che emanano.
Cavalluccisvedesi, Enzimari & BughiBughi. Gli eccipienti di questa nuova epifania te li voglio dichiarare così, come le mani di una partita a Whist, quel bel gioco di carte.

Voglio dire questo.


La senti questa voce? non distrarti, la vedi questa foto? Insomma, diceva Enzinho (e naufragar m'è dolce in questo Mari, ahr ahr) che le macchinine che vedi al centro (clicca, clicca pure che s'ingrandisce, per mangiarti meglio) siamo noialtro bestiame sempre più allevato in batteria. Mentre le lapidi a cui tendiamo il pargoletto volano rappresentano: a sinistra il paradiso terrestre ricercato dal Communismo, a destra il paradiso celeste delle Religgioni, ma al centro siamo tutti incolonnati verso l'infernal Spastica, l'incarnazione del Male.

Forte, eh? arf arf, io da solo mica ci sarei mai arrivato. Anche perché mi manca completamente l'elemento culturale del Communismo quale territorio paradisiaco. Voglio solo darti un altro indizio, prima di esporre il mio costrutto poliziesco.

In quegli anni, il dibattito è stato traboccante. Ci si interrogava su come essere, come migliorarsi, su dove fosse il giusto, e dove lo sbagliato. Se ci fossero, poi, cose spiritose come i concetti di “Giusto” e “Sbagliato”. Specie così manikey.

Era come se l'attenzione fosse tutta lì. Sotto i riflettori chi avevamo? uno stuolo di studentelli del Dams, che giustamente parlavano come tanti studentelli del Dams. “Il Segno”, “il Linguaggio”, “nella misura in cui”, eccetera. Pensa a tutti quei bei Nannimorettismi dei primi film, di quando cioè, come dice sagace Il Riccioletto, “Nannimoretti aveva ancora delle idee”.


Essi stavano lì, accollati nelle loro Dolcevitae, a discettare e a pales(tr)arsi le cervellae. Però, se ti vedi capolavori anche odierni come Romanzocriminale (brr, che emozione l'appropinquarsi di novembre, senti che parola paperinesca, “appropinquarsi”), potrai notare come costoro avessero dei fisici senza fili di grasso. E sessei 1 tipetto sveglio come me, ti chiedi Ma comèppossibile? ma che, le palestre cerebrali bruciano cosittante calorie? e allora perché, coi miei onanismi mentali pur acrobatici, sto ancora qui a razionarmi i gelati nella misura di “mai ma ogni tanto a decine, ricavandone poi le psychosembianze di verme”, o a logorarmi il corpore nella ricerca dell'Impossibile?

La risposta non penso sia poi molto difficile. La pubblicità spappola coscienze e vende corse all'oro. Corse appresso all'anoressia col fegato scoppiato dalle merendine. Corse ai troni di plastica dei costosi status symbol per tutti. C'era anche prima la pubblicità, certe bellissime pubblicità di scotch whisky, che anche noialtri astemi sapevamo apprezzare. Ma adesso forse funziona meglio, forse ha avuto più tempo, non so.
Non so, ma soprattutto /nonrispondo; m'interessa di più cogliere l'aspetto.


Di questi tempi, se lavori nella cultura, nella ricerca, nell'arte, nella scuola, fai la fame. Troppe interlocutrici occasionali me lo confermano, già siamo almeno a 3-4. È la crisi? sarà forse La Crisi? che ridere, prova a vedere che crisi c'è nei centri estetici, negli autosaloni, nelle palestre non di allenamento sportivo ma di tonificazione (“Cultura fisica”, ahah, che ridere).
Nella telefonia. Perdiana, è indubbiamente utilissimo domandarci in continuazione “Chi sei?” “Dove stai?” “Che fai?”, e tutti gli altri Grandi Quesiti della vita.

Non c'è crisi, per chi costruisce l'effimero. Cosa è ffimero, secondo me? Non so, dovresti provare a chiedermelo. Magari è ffimera una cosa che dura di meno di un'altra. Il corpore, con tutte le sue umilianti pretese, dura meno di un pensiero. Per carità, non voglio farne un discorso ultraterreno, a me non gratifica affatto l'idea che un mio pensiero possa continuare oltre me, che me ne frega dell'Oltremé, ciò i sensi e le lucubrazioni troppo appiccicate, difficile che oltre la morte continuino a sollazzarmi.



Intendiamoci però: il corpore è senz'altro molto divertente, eh. Credo fra l'altro che l'edonismo non fosse del tutto alieno in quelle età auree lì, come si vede nella Paziente vignetta riprodotta quiaffianco. Forse non era sfacciato come quello di oggi, l'edonismo, e te ne vergognavi un po', e questo penso sia sbagliato. A me piace ricavare piacere attraverso il corpore, attraverso il mio ma soprattutto attraverso quello di altre.

Però mi chiedo: per quanto ancora il corpore potrà darmi facoltà di produrre ad esempio una serie di montanti&ganci soddisfacente per velocità & destrezza? fino ai sessanta, nella più candida delle previsioni? Se avessi iniziato a quindicianni, diciamo, potrei aver giovato di una buona potenzialità di pugilato per un totale di 45 anni, o giù di lì.

Mentre un pensiero magari ti dura di più. Ma soprattutto, lo sfrutti di più, ti ci sollazzi con una frequenza maggiore di un bel corpo e di tutto il suo indotto. Forse, addirittura più dello stesso stare in una bella macchina, a fare delle belle domande in un bel cellulare. Se sei proprio bravo, di bei pensieri poi ce ne puoi avere molti, ma di corpore sano solo uno (dico, escludendoti da quello di altre).

Io ti volevo qui presente, no? a costringermi a portare a compimento uno di quei soliti tuoi calcoli che tanto ti piacciono, cioè il bilancio delle mie attività settimanali. Su 168 h settimanali, dopo stime empiriche varie, io più o meno ne impiego

 
41    per lavorare (comprensive di pranzo e spostamenti)
 9    per allenarmi (comprensivi di docce, stretching, saune)
12    per curarmilcorpore (lavaggi, sbarbaggi)
 2    per cose varie (spesa, bollette, banche ecc.)
45    per dormire
14    per cucinarmi e mangiare e lavare
<1    per un'appropriata vita sociale.



Siamo se non erro a 123. Senza neanche contare le ore che destino a essere pigro, ogni settimana mi rimangono appena 45h per coltivarmi i pensieri, ore che vorrei destinare magari a leggere o a strimpellare, o a registrarmi le canzoncine con cui mi canzono per dilettarmi.

Porkojuda, ti rendi conto che 123 ore le butto nel foraggiarmi la sussistenza? sussistenza che prima o poi, ahité, finirà, e allora ti troverai del tutto privo di Vilipendi di sorta. Vale la pena investire tutte queste risorse nell'effimero? Ma soprattutto, più che un contrasto di monti-ore, io che odio i monti e prediligo i Mari (ahr ahr) vorrei dichiararmi sbigottito per l'ineluttabilità delle prime 123 e la caducità delle altre 45. Io, crolli il mondo, non arrivo neanche a immaginare di ntaccare quel 1° monte ore. Ne ho “bisogno” x vivere. Mentre il 2° costituisce l'esauribile miniera d'oro delle mie pigrizie. Ma diamine, non è un controsenso?

Boh, che vuoi che ne sappia, io, così jovine & bello, ma senza + un'anima.
L'unica cosa certa è che non so se valga la pena, di spenderci tutte quelle ore lì. Ma quando mi metto a vedere e a sentire cosa dicono o cosa cantano o cosa scrivono o cosa recitano tutti quei Cavalluccisvedesi, tutti quegli Enzimàri, ti ci metto pure tutti quei BughiBughi va', così magari vedi che non ne faccio una questione di periodi ma di ricerche; ebbene, solo allora io godo veramente.

Quei giochi artistici mi permeano. Mi sollazzano l'ars(ura) ludica, anche quando mi mancano gli strumenti per godermeli pienamente. Io non li capisco fino in fondo. Non comprendo tutte le parole (“gestalt”?).
Sto lì a spiarli, come un bambino origlia dietro la porta della sala dove i grandi parlano, e quello che dicono ha il fascino oscuro del futuro. Era bello, se il mio futuro era quello lì delle cervellae, invece che questo qua del corpore. Sicuramente mi veniva più spontaneo.

Quindi ecco, non so se mi sono spiegato, ma il punto è proprio questo. Non era bello quando i film cercavano di suscitare tensioni intellettuali? non era meglio quando i designer ideavano provocazioni filosofiche? Non ti senti spiazzato, quando ti spingono a ricercarti l'unicità nella serialità degli stessi costosissimi status symbol? non ti senti confuso, quando a ingozzarti delle merendine più grasse sono le anoressie più palestrate?

A me le merendine oramai piacciono, e mi piace palestrarmi le anoressie. Quindi ci sono cascato. Però mi accorgo che mi piace di più giocare. E allora giochiamo.

Le bambine giocano a Mamma&figlia, a DolciforniHarbert, a MaglierieMagiche. I bambini giocano colle macchinine, le prendono tra tre dita e si allenano a portarle un giorno in visita alla lapide che ha su la svastica Marina (nel senso Marittimo del termine, intEnzo, ahr ahr).

Paiono morte tuttettré, le tre croci. Quella che celebra la trascendenza della morte, quella che inverte malignamente la semiotica del simbolo indiano dello “Stare bene” (come mi ha insegnato l'altra sera Mangimato), e quella formata da attrezzi da lavoro terrestre. Ma avevi fatto caso a com'è attuale quella nazista? Guarda com'è nitido l'intaglio, poi guarda invece com'è antico o quantomeno incerto quello delle altre. Sarà morto di fresco, quer bulletto Svastico? oppure è solo scritto più forte, come a sottolinearne i maggiori richiami? È morte vera, o solo cattivo augurio?

Io origlio e non capisco, neanche dopo spiegazione. Consolato dal fatto che neanche l'autore dice di saperlo, sostenendo che tante volte uno si sciamana fuori delle verità inspiegabili.

Ma sto lì ebbro, anche più che dopo un allenamento di quelli belli, ebbro del gioco che mi ha invitato a fare. A me, che neanche mi conosce; a me ha chiesto di venire a condividere il suo gioco. Sono commosso. Suggellandolo con le sue parole, consolatorie come poche altre.

“La creatività è un atto di guerra”.

Ora scappo però, che mi chiude la lampada settimanale.


domenica 10 ottobre 2010

Barbosità.

Avvertenza: questo post sarà lungo una cifra



Sto a nnà a rota per le lampade. A Sacra Rota.

Sì ok, ci sono lampade & lampade. Nessuna delle 2 mi dispiace. Adesso presempio io & Fratemy ne abbiamo realizzata 1 che ci piace per più motivi. In un capannone gigante pieno di merce fallimentata che c'è dalle nostre parti abbruzzesi, dal quale già vengono alcuni dei pezzi di modernariato che ci rallegrano casa, abbiamo rinvenuto un Victory Termozeta. Nuovissimo ancora imballato, dall'arancione seventies ancora fulgido. Pagati i 30 €cu all'aguzzina che lo teneva rinchiuso in quel fetido lager nonostante il suo lancynante uggiolare, lo abbiamo portato a casa, sballato, spolverato dal pulviscolo fine che vi si era depositato su.

Lo abbiamo lavato, nutrito, coccolato, rassycurato. E non appena ha iniziato a fidarsi di noi, gli abbiamo ficcato dentro una lampada a basso consumo da 20W deflorandolo senza anestesie, e trasformandolo in una piantana che capirai è buffissima, andando a illuminare un pajo di teste riflessive & riflettenti quali le nostre.
Anche 1 altra piantana dal concept kùbricko, ci avevamo in testa. L'idea era buona, ma i costi di produz. salivano: almeno 300-350 €cu. Ma una piantana 1 minimo seria non è che la paghi tanto diversa, e questa secondo me era proprio sghicia. Però rischiava d'essere un po' orecchiona, di certo anche tu ciavrai fatto caso a come certo modernariato specie quando ardito cerca subito di farti passare per feròcio.

Oh, quanto ciavrei scommesso che fra le 2 tipologie di lampade possibili tu ti saresti concentrato su quella meno pertinente delle 2 del mio discorso?

Non solo la meno pertinente, ma anche la + pertinace. Me lo devi far vedere uno a cui non gli piacciono le lampade che illuminano, voglio vedere che razza di giornaletti catarifrangenti ci si può leggere, uno spiacevole alle lampade
banali del tipo illuminante.

Io dicevo La lampada. Non quella che si usa. Quella che si fa.



~~~


La lampada è lo strumento con cui l'uomo può parzialmente riparare all'errore demiurgico di certi Porcellini Trini ma pochissimo disneiani, che si sono inventati che il rapporto qualità/prezzo stagionale, pari al numero di stajoni juste fratto la quantità di quelle sbagliate, valga appena 1,5/4, ovvero uno scarsissimo 3/8.

Il che vuol dire che la fallacia di quei Suini arbitrari espressa in percentuale sia un apocalittico 62,5%. Questo valutando solo gli errori stagionali, perché se inizi a calcolare quelli svincolati dallo scorrere del tempo (gli errori asincroni diciamoli, come la Calvizie o G. Ferrara), ecco che le percentuali di errore più che bulgare si fanno incalcolabili.

Cioè cazzo: tra 4 stagioni ne sbagli duemmezzo? colla faccia tosta di pretendere pure adorazione incondizionata? prendendotela pure col povero Caino se ti offre in sacrificio le sue messi migliori, e non l'Abèla carne di porco di cui sei ghiotto tu, brutto cannibale.

Nel restante 5/8 delle stajoni sbagliate (ovvero autunno, inverno e ben metà primavera), certo non ti metti a prendere il sole col freddo che fa, e se pure ti ci mettessi sarebbe inutile visto che il tempo è brutto e la luce del giorno dura 5 minuti che però se devi lavorare valgono 50 ore.


Quindi l'abbronzatura svanisce, e la tua pelle non può invecchiare decorosamente, e gli oncologi specializzati in melanomi non riescono a garantire alla prole un'esistenza agiata come vorrebbero.

Questa faccenda è di uno squallido rivoltante, da qualunque parte la si rigiri. Ma perché io non posso avere su di me – mica su altri, xBacco - il colore che preferisco?
Certo, io ho sempre aborrito più forte dei barriti di 1 elefante chi si ficcava sì sotto le lampade, ma non per leggerci giornaletti. I cosiddetti allampadati, diciamo. Costoro sono brutti, dicevo, e brutte sono le sciagurate irretite dal contrasto tra la loro pelle bronzea e l'aureo scintillare dei loRo lex da sopra il candido polsino della camicia.

Però io mi pregio avere un'indole duttile, in cui le opinioni mal attecchiscono, non riuscendo a trovare evidentemente un humus soddisfacente. E allora perché non – mi fa ancora 1 po' impressione - “fare la lampada”?

Potrei annojarti con siderazioni inutili quali “guarda, ne ho fatte 3 prima dell'estate e x la I volta della mia vita non mi sono spellato, incredibile! le farò sempre” ecc.
Anche perché in realtà alla fine mi sono spellato anche questa volta, e pensa che rosicata è stato gli ultimi due gg. di mare tardosettembrini, credendo che pur con tutto l'olio coccoloso & abbronzante che mi ero spalmato, essi non mi avrebbero scalfito le squame temprate dal sole dei 1000 metri dei laghi abbruzzesi in cui mi ero bagnato per tutto Agosto.

No, la verità è 1 altra.


Io pago 90 €cu per 12 docce solari di 12 minuti cadauna, che mi fanno come e più di 1 giornata di mare, visto il maròn di cui subito mi ricoprono senza l'onta di alcun rossore pruriginoso. Leva giugno, luglio, agosto e settembre, ovvero i mesi in cui Vostra Suinità con tutta probabilità si cimentava nell'ideazione della fame del mondo o nel design di medus&zanzare o nelle altre porcate spaziali tra le quali sguazziamo tuttora.

L'altra volta alla fine s'è visto che eri scarso a Domande Retoriche & Senza Risposta. Almeno ci saprai fa' a proporzioni?
52 settimane sta a 12 mesi come X settimane sta a 8 mesi (levando come pattuito quei 4 mesi geniali). Dal che si evince che X è = a 34 virgola 6 periodico, dove X sono le settimane in cui mi devo pagare di tasca mia il colore epidermico che prediligo, stanti le porcate di cui sopra.
Adesso, poiché ho già sperimentato come 1 doccia solare settimanale sia sufficiente al mio benessere psychophysikow, una semplice divisione di 34 virgola 6 periodico per 12 moltiplicato per 90 €cu ci darà l'importo annuale di questo mio folle progetto. Sei curioso come me, eh? dai forza: quanto ti viene? a me, 260 €cu.


Cioè, ti rendi conto? Lascia stare i calcoli, io non le avrei mai lette quelle righe inclini alla noja, solo 1 ingenuo come te poteva cascarci. L'importante è che io per soli 260 €cu all'anno mi pigli bene quando mi guardo la pelle allo specchio. Certo, nojoso come sei mi ribatterai che a queste preseabene devo però sottrarre le preseamale di dover spiegare ai più curiosi fra i miei astanti il turpe segreto della mia negritudine (ah, la negritudine, quanti ricordi; ma scòrdati che io ti alleghi mai certi vecchi buffissimi audiofiles a lei inerenti).

Ed è qui che mi caschi, asino che non sei altro. Ma come, non s'era detto che io facevo come mi pareva, e certo né più mai avrei provato disajo dal mio ajo? Quindi stica; sorrisettate pure, sciocchi avventori, di certo la mia abbronzatura artificiosa saprà celare i miei rossori residui.

Io so solo che c'è chi magari ste cifre le passa a 1 bagarino (1 bagarino) per pagarsi all'ultimo il concerto di 1 Vascorossi (Vascorossi!).



~~~


Ecco ciò che ti avrei scritto se mi fosse andato come pensavo il finesettimana. Avrei aggiunto una qualche buffa conclusione citando l'inizio, il che avrebbe dato il solito senso compiuto ai miei pensieri incompiuti, e io & te ci saremmo beccati la prossima volta.

Però in questo fine settimana mi hanno raggiunto delle dosi particolari di depressione. Niente di clinico, intendiamoci. Solo che non mi va nemmeno un po' di scherzare, e i motivi sono vari.

Giovedì ho saltato gli allenamenti, cosa gravissima, ma ero veramente provato da 10 gg. pieni di lezioni consecutive, e dal cambio repentino di fuso orario, dovendo svegliarmi alle 7 invece che alla mezza (12.30, per chi chiama da Fuoriroma). Il che, visti i miei costumi decadenti, ha coinciso con un aumento della mia media giornaliera di gelati da zero a lmeno 6.


Perdipiù oggi c'erano i Calibro 35 all'Auditorium, che risuonavano sul girato Milano odia, la Polizia non può sparare. E invece io me ne sto a casa, un po' perché non saprei con chi andarci, un po' perché vorrei sbrigarmi a finire di registrare dei pezzi, un po' perché dopo tanto tempo e tanto stretching saltato, oggi alla fine dell'allenamento mi sono beccato una contrattura al collo.

Poi oggi una delle tante la cui prorompenza da tempo ammiravo segretamente, salutandomi mi ha dato 1 bacetto che come diceva Il Riccioletto “mi voleva fa capì qualcosa”. Però io da lì in poi ho iniziato a vederla come uno Stato B dell'omonima canzone di Elio, perché questa è una che parla parla ma non ascolta né le cose che dicono gli altri né quelle che dice lei, e questo m'inquieta. Ma cavolo, come fai? se uno rompe una cosa piacevole & interessante come Il Silenzio, sarà di certo per dire delle cose magnifiche; o se non è di certo, magari lo è probabilmente.
E poi, poco fa mi è caduto troppo sale nel minestrone.

E poi e poi. Sono gg. che la sera mi suono alla guitàra h&h di bossanuove malinconiche colle lacrime agl'occhi, perdendo per questo molto sonno e alzandomi comunque molto presto per adempire ai doveri di una vita non mia. E anche questo non mi ajuta, il pensiero cioè che per lei (cioè la vita bastarda che quotidianamente usurpo) mi alzo sempre presto, tra molti timori di arrivare tardi, snaturando la mia indole di dormiglione mattutino e  ritardatario cronico; mentre per quello che vorrei fare io, invece no.

E non mi ajuta neanche questo: “quello che vorrei fare io”, che è? scremando da occupazioni improduttive, forse “quello che vorrei fare io” potrebbe rivelarsi lo scrivere facezie e la composizione di canzoni. Ma il mio mezzosangue di Abbruzzese si ribella alla velleità di certi miei vagheggiamenti che non danno un posto fisso e/o statale, e in più molto più forte mi ride in faccia la pigrizia, che invece dove cazzoè quando mi alzo alle sette la mattina, quella trojaccia svergognata?

Quindi, in tutto questo ricercare, non c'è da stupirsi se mi sono rimesso a leggere delle cose che avevo. Dei vecchi numeri dei Grandi classici di Walt Disney. Un libro intero sulla sezione aurea. Un grosso manuale di design grafico. La Guida galattica per gli autostoppisti.

È appunto di questa che ti volevo parlare.


Quello sguercio del cantante dei Radiohead, che preferisco di gran lunga quando si limita a fare l'autore e il cantante dei pezzi dei Radiohead senza contendere a Bono lo scettro di Scancellatore di Iniquità & Buchi nell'Ozono, diceva che il suo libro o film – non ricordo – preferito era appunto Guida galattica per gli autostoppisti. Quindi che potevo fare? Messo alle strette, mesi fa ho preso e l'ho comprato.

Bah. L'ho finito subito, certo si legge sciolto e questo è sempre apprezzabile, ma non so cosa pensare. Allora consulto l'Oracolo deL Riccioletto, nella persona di Wikipedia. E in effetti, da Lui arriva l'Illuminazione.

Dice che è solo il primo di non so se quattro o cinque altri libri cogli stessi personaggi. E se per Cecità di Saramago questo mi fa trattenere a stento l'ejaculazione di fiocinarmi in libreria prima dello stipendio a comprarmi il Saggio sulla lucidità che ne è la prosecuzione, per la Guida questa notizia mi ha talmente annojato che adesso son qui a teorizzare la pochezza della fantascienza intera.

Cioè, specifico. La pochezza di cui parlavo attiene senza dubbio alle Fantascienze in cui succedono cose su cose e poi basta. Come nella roba fantasy, immagina, o negli Harmony e nei Blue moon.

Invece ce n'è altra di fantascienza, veDi Ck, in cui ci sono cose geniali su cose geniali. Io a Dick non lo copro interamente (e qui èvita facili umorismi: non è Moby, il Dick che dico io). Ma ci sono cose eccezionali che sono fichissime, come quando nelLa svastica sul sole si immagina che siano i Japanesi a ver vinto la Guerra, e che questo li abbia resi cafonissimi, e spendano capitali nella paccottiglia anteGuerra di raffinatissimi texani malinconici e nostalgici delle loro nobili tradizioni samuraje, che però non possono che assecondarli per le loro indubbie capacità di acquisto. O come quando, In Senso inverso, la gente che risorge si cerca dei partner risorti dopo di loro, perché possano assisterli quando verranno riassorbiti dall'ovulo di una donna e dallo spermatozoo di un uomo che fanno l'amore alla loro nascita finale. Ti rendi conto? tutti a fantasticare su Ma pensa che fico se si andasse al contrario, invece di nascere giovane e morire invecchiando uno nasce vecchio, diventa giovane & forte e muore bambino giocando e senza rendersene conto. E invece Dick sta lì, dall'alto delle sue decinaja & decinaja di portenti letterari, a farci capire che sarebbe la stessa identica cosa, vivresti sempre la solita vita piena zuppa della paura di rimanere solo.

La Fantascienza mi sembra come il Giallo. Anche quando fica, succedono cose e basta.

Però pure Il nome della rosa è fondamentalmente 1 giallo, anzi leva pure il fondamentalmente. E allora, perché mi dico sempre che è il più bel libro che ho letto a pari merito con altri che ora non ti sto qui a dire? Ma che, mi sono fatto inculare dal Latinorum che siccome nei gialli non c'è, allora sono meno nobili? ma che veramente uno scaltro come me si fa ancora inculare dal Latinorum, dio palafreniere mafioso dei cavalli del Cav. Berlusconi? E allora, adesso come la mettiamo colla mia opinione sui Gialli?

Ma ti pare che nel mio pensare abbia pretese di esaustività, specie quando stavo parlando d'altro, come adesso? Io non ho mai pretese di esaustività. È che se a un certo punto mi accorgo che ogni giallo o gni fantascienza non di Ckiana mi lascia quella sensazione di niente di appreso (apparte la goduria della trama, qualora ce ne sia stata), allora è bene che ascoltando le mie intuizioni io entri in protezione.

Difatti, si può dire che le intuizioni sono ragionamenti che piottano (specie le mie). E visto che si può dire, lo dico. Ci mancherebbe altro che non lo dica, ma guarda 1 po'.



~~~


Quindi il punto è questo, mi fa male il collo, suono schitarrate tristi, leggo libri che mi lasciano perplesso. Oggi, prima degli allenamenti, stavo al bagno grande a predispormi a farmi la barba integrale, che è una delle mie principali attività. Da sentire mi ero preparato una selezione di una quarantina di pezzi di Dusty Springfield, non dico che in genere una buona barba mi duri così tanto, ma una buona mezz'ora sì. Non tanto perché io abbia la testa grossa, quanto perché cosparsa interamente di schiuma da asportare col pelo eventuale, fatti salvi occhi-orecchi-naso-gola e sopracciglia & metà pyzzetto.
Mi stavo innervosendo perché dopo tutti quei gelati di questi giorni non ero ancora il panzone che pensavo, e 1 osservatore superficiale mi avrebbe potuto scambiare per uno che stava in forma. E quindi parte Dusty Springfield.


Dusty Springfield è il massimo. Già lei da sola basta a ripristinare il ciclo polare artico delle stajoni sbagliate che mi dicevi prima, quindi di che ti lamenti sempre non lo so. Non dico che basti pure a compensare la Famenelmondo e le zanzare/meduse, quello non saprei. Io a Dusty Springfield la conocqui (ma che bella parola da scrivere, “conocqui”) tanti anni fa, nella pubblicità delle Nastrine del Mul. Bianco, con The look of love. Quindi come uso fare per le cose per cui vado in fissa, oltre che di lampade fatte adesso sto a ròta dei pezzi suoi, specie quelli di J.S.Bacharach. Tipo Son of a preacher man, che pure quel marpione di Tarantino infatti l'aveva messa, in Pulp fiction.

“Quella donna è dinamite”, diceva un fratello di Pippo chiamato Ciucco di una sua vecchia fiamma che ricordo orribile. Quindi pensa Dusty Springfield, quanti megatoni varrà.


Tra la rasatura della barba & quella della testa, usualmente mi concedo 1 piccolo break. Eccomi tornare nel grembo rassicurante di Wikipedia, ove i dubbi, se esistono, sono puntualmente dichiarati.

In un afflato mitopojetico vi cerco dapprima buone nuove sulla Guida che dicevamo, ricavandone dissuasioni. Poi, digito Dusty Springfield.

Che bella donna, che era. “Dusty” era il nomignolo da maschiaccio che le avevano, come si dice, affibbiato, sin da piccolina. Poi casini, lascia la scuola, successi, America, Londra, Johann Sebastian Bacharach, professionista scrupolosa e via dicendo.

Ma quello che mi ha preso d'incontro è che era lesbica. Dice che in un'intervista aveva ammesso che a 31 anni non aveva mai avuto nessuna relazione con un uomo, e che aveva imparato ad accettare la sua diversità. Senza mai menzionare la parola che ho usato io, né lei né l'intervistatore, perché a quei tempi Wikipedia sostiene che era impensabile parlare delle abitudini sessuali di gente famosa.

Da lì, pare che nessuno abbia detto niente. Semplicemente, nel decennio successivo fu decaduta nel dimenticatojo. Sinché i Pet Shop Boys (ma guarda) la ricicciarono nei tardi anni 80 (facendole cantare dei pezzi eighty & synthetici orribili, aggiungo io). Poi, la scoperta di 1 nodulo & il cancro al seno. Tanti saluti.



Niente va plù.
Lesbica. Senza leggerlo esplicitamente. Lei alla fine si era accettata. Gli altri, alla fine, avevano preferito di no.
Giorni fa leggevo l'intervista di Repubblica a Tiziano Ferro. Lui dice che invece non si era accettato. Mi sembrava di capire che quindi non aveva praticato, per via di questa sua stessa inaccettabilità. Ieri, sulla bacheca di Facebook di un collega che ci lavora o ci ha lavorato insieme, alcuni suoi alunnetti che probabilmente non lo sapevano pubblicavano sfottò generici sull'outing di Tiziano Ferro. Io pensavo, Pensa se li vede lui, poveraccio. Per non parlare dell'eventuale imbarazzo del mio collega. Quanto a Tiziano Ferro, mi sta simpatico, fatte salve tutte quelle profusioni di Ics per decerebrare le tredicenni. Ha un sorriso simpatico. E poi pure lui era un ciccione, sulle prime.

Il centro di questa cosa, almeno il mio, è che io ci mancherebbe non ho nulla contro un'omosessuale, e nulla perfino contro un omosessuale che non porti l'apostrofo. Anzi, come dico sempre in queste circostanze, una volta mi sono perfino fatto portare a un Gay Pride, pensa che comportamento eroyco ebbi, nella cyrcostanza.

Però ivi ero imbarazzato, lo riconosco. Dello stesso imbarazzo repulsore che sfoggio in presenza di interlocutori o astanti dichiaratamente omosessuali. E certo, tanti anni fa mi aveva turbato essere oggetto di proposte splicite da 1 di loro, urbane per carità, ma che all'epoca mi avevano abbastanza sconvolto. Magari adesso sarei più padrone dei miei nervi, ma mi metterebbero comunque molto a disagio, quasi come quelle di una femmina che non mi nteressi. Ed è per questo che uso delle gran dosi di mbarazzo preventivo davanti a qualsivoglia uomosessuale, mentre le sbiche mi stanno chiaramente molto simpatiche ma sono io spesso a non stare granché simpatico a loro.


Oggi, anche uno dei miei contatti che vedo agli allenamenti, ha pubblicato quella cosa strafottente verso Tiziano Ferro. È la jpeg di una patata, con a fianco scritto “A TIZIANO FERRO, non piace questo elemento...!!!”.

La sera prima invece aveva messo su 1 preghierina + 1 lacrimina x Sarah Scazzi.

2 cose da dire.

1 - porcamadonna, questa si chiamava Scazzi, e ora tutti devono dire questa parola, scazzi, Scazzi, Scazzi!, giornalisti, politici, magari anche Chierichetto Sedicesimo, pensa che fissa. Magari anche in tivù.

2 – ariporcalamadonna, checcazzo c'entra la virgola tra “FERRO” e “non piace”, per non parlare dei tre puntini di sospensione e dei tre puntoni esclamativi.

I puntini di sospensione, quando non giustificati (ed è raro che lo siano) sono una vigliaccata. È come se uno facesse credere di poter aggiungere chissà cos'altro, se in quel momento non avesse però cose ganzissime più divertenti da fare. Quando in realtà probabilmente non è altro che 1 povero scevro (di contenuti).

E i punti esclamativi (specie se ripetuti, razza di mentecatti) non possono fare le veci della dirompenza (dei contenuti).

Ma a parte tutto, sono cose stonatissime tutteddue. Io non ci credo minimamente che tu sia più commosso dalla pur triste fine di Sarach che sorpreso dai suoi Skazzi; come pure, quando uno ha palesato
lui per primo una qualsiasi cosa di sé, compresa una cosa spiritosa come l'Omosessualità, prenderlo in giro proprio per quella cosa è un po' da vigliacchi ma soprattutto da decerebrati. Secondo me prendere in giro vale un casino solo quando uno una cosa cerca disperatamente di nasconderla.

Come vedi, oggi sono pieno di buon senso. Che è una sensazione senonaltro più reale di quando Lamadonna si sentiva piena di grazia, ma come fa una che non esiste a sentirsi piena di grazia, se c'è una cosa che mi si deve sempre riconoscere è che io mannaggiacristo esisto.


Che comunque questo mio contatto di Facebook è un tipo molto interessante. È uno che per dire è tutto capitanTotti, fica e discorsi da spogliatojo inerenti a, e quindi interessato soprattutto a pompare, imparare a menare efficacemente, vestire elegante e macchinare di lusso. Cose che egli vede come tratturi palesi per le sue transumanze vaginali. Non ha ancora avuto la pensata di rompere gli nduji e diventare fascista, anche se gli ci vorrebbe pochissimo. O magari non lo fa per quel vago ma palese sentore di sopraffazione che turba sempre i semplici. Però, pur ricevendo al riguardo le mie puntuali declinazioni, mi ha invitato sempre ai suoi compleanni e addirittura in vacanza. Quando mi parla eccitato di qualche “fica”, poi, si fa serio e mi chiede se per caso con quella ci volevo provare io, e io rido sempre perché la cosa mi fa sempre ridere. Intendiamoci, non è che io sia il suo idolo, ripensandoci sembra quasi che io questo stia sostenendo. Non mi caga poi tanto, però quando lo fa, come dire, ecco: credo che mi usi il massimo rispetto che una mente siffatta possa concepire, quando ad esempio ce ne sono altre (non tutte, per carità) molto più performanti che ciànno dedicato molte meno risorse, e che adesso inorridirebbero se mi sapessero a non parlar male di tipi così, secondo i sinistri schemi di certa Sinistra. Poi questo ragazzo fa delle battute veramente dirompenti, in questo è davvero intelligente. E l'umorismo merita rispetto, anche in presenza di certe scempiaggini Facebookkinare.

Ma Dusty Springfield, però. Io, come dire, la amo. Nel suo timbro roco c'è tristezza anche se canta scanzonata. C'è spensieratezza pure quando si fa triste.

Come si fa, a trattarla male per una cosa così. Sentiti Going back, per capire cosa intendo. Lei vuole bene a tutti. Canta le cose belle e le cose brutte, e oltre che per lei lo fa anche per noi. Su Wikipedia dice che aveva voluto fare un sacco di volte non so quale pezzo per ottenere un certo effetto di eco, poi alla fine l'aveva ottenuto cantando nella tromba delle scale del palazzo dove registrava. Era stata chiamata a Sanremo, aveva cantato in coppia con il tizio di Io che non vivo + di 1h senza te, il pezzo era andato male, lei era tornata in America e l'aveva inciso con un testo in inglese, e aveva fatto il botto.

Sèntiti Close to you. Molto, dirai, si deve al genio di J. S. Bacharach. Ma quella voce merita non so la tua, ma certo tutta la mia riconoscenza. E Tiziano Ferro è solo 1 povero regazzetto, ma perché lo devi far soffrire per chi vuole scopare, specie quando potresti impiegare il tuo tempo a sfotterlo per tutte quelle cazzodiIcs.


Mio padre quand'ero piccolo cantava sempre I only want to be with you. Cioè, io non sapevo che fosse  I only want to be with you, perché come al suo solito storpiava tutto il testo con parole in italiano inventato che se non ci eri abituato come eravamo noi era buffissimo, e infatti i miei cugini impazzivano. Cantava sempre cose così, Gioco di bimba delLe Orme, mi ricordo, che anche se era pallosissima ero proprio contento quando la suonavo col gruppo che avevo prima in cui facevamo tutti questi pezzi di pop italiano anni'70. E ne cantava tante altre che ora non mi ricordo.

Uno pensa sempre a cose da mandare verso gli extraterrestri per fargli capire che ci siamo, e cerca di farne stare in pochissimo spazio quante più possibile.
Io mi chiedo sempre se dovrei pensarci pure io, visto che mi dicono che non durerò mica per sempre. Cosa manderei, se lo dovessi? Di certo i sorrisi di mio padre, e poi il suo umorismo che ora ciabbiamo pure io e Frat anche quando facciamo certe lampade, dovevi vedere che dirompenti letterine della Befana scriveva nostro padre quando eravamo piccoli, certe risate. Le stesse di certi biglietti di auguri più sintetici che però come avremo fatto per un sacco di tempo a non riconoscere provenienti dalla stessa fonte.

Ma di certo pure la voce di Dusty Springfield ci metterei, a pari merito in mezzo a tante altre cose. Dusty Springfield, che cantava This girl's in love with you. Quindi, la prossima volta, non perdiamo tempo a farla soffrire complicandole la carriera per quelle sciocchezze. Che poi magari se ne accorge, e una così splendida non riuscirebbe mai capire come possiamo aver fatto a fare proprio una cosa del genere.

Oggi la mia violenta epifania mi ha fatto, credo, piazza pulita di qualsiasi omofobia emotiva. In un momento di beatitudine e riconoscenza, la cui artefice ho poi scoperto essere uomasessuale. Questa strana miscela di barbosità, canzoni, cantanti e ncyclopedie open-source mi ha aperto la mente all'accettazione emotiva, oltre che razionale, degli omosessuali. La prossima volta che ne vedo di simpatici non vedo l'ora di sciorinargli le mie battute migliori, cosa che riservo solo a chi non solo mi sta simpatico ma soprattutto mi rilassa mettendomi a mio agio.


Dannati omosessuali, ora capisco: anche voi potete essere simpatici! No, non vi prendo in giro, sono singèro, singerissimo. Anzi, meritate tutta la mia tardiva simpatia per le vicissitudini aggiuntive che vi hanno (as)segnato. Segnano, le vicissitudini, eccome se segnano. Esse praticamente sono il trucco Diddio che dai suoi occhi porcini ci ha vòlto lo sguardo munifico donandoci 1 trucco, le vicissitudini, grazie a cui noi ci facciamo più sensibili. E quando sei + sensibile ciai i sensi + scaltri, non so se ciai fatto caso. E coi sensi più scaltri stimoli + Le cervella, e quelle gran pigre delLe cervella si svegliano e ti suggeriscono delle elaborazioni spesso divertenti, lo devi ammettere. Sempre che accanni in partenza asti, intesi non tanto come capoluogo di provincia ma colla doppia “i” finale, o al limite come “î”; poiché saprebbero fuorviarti dalla divertenza e sindacare su chi ti abbia fatto soffrire, portandogli del rancore conseguente. E pesa, il rancore, eccome se pesa.

Io nella vita sono molto più interessato a persone che hanno sofferto che a quelle che no, pensa che perversione che ho, anzi: che X-versione, arf arf!

Purché, mi raccomando, sia stata fatta 1 buona elaborazione delle sofferenze, eh? Anzi, è proprio questo che penso m'interessi: non la sofferenza in sé, ma l'elaborazione, anzi la Buona Elaborazione.

Insomma, che strano.

sabato 2 ottobre 2010

Smagliature.


È da un certo numero di volte che negli spogliatoi dei maschi mi viene detta roba tipo “ammazza, stai proprio in una forma fisica smagliante”. Ma non per scherzo, quelli fanno sul serio.
Quando succede, questo m'imbarazza molto, emetto quel sorrisino timidino & cretino che mi estirperei subito dopo coi coltellacci roventi di M. Strogoff, e poi a casa continuo a pensarci.

Certo, dopo tutto quello che ho fatto è chiaro che mi fa piacere. Ho fatto ctrl+X al piacere del cibo, e quella triplice ora settimanale di chicboxing devi vedé, come la prendo sul serio. Però resta strano uguale.

È come quando ti dicono “Complimenti! Lei ha vinto il 1° premio di non so quale Lotteriaitalia, per un totale ammontare di non so quanti milioni di €cu, che le verranno testé corrisposti esentasse in non so quanto pratiche banconote da venticinque”.

Fai conto che te lo dicano con dei documenti importantissimi, che tu capisci che non scherzano. La cosa ti fa piacere 1 casino, ma poi i conti vengono istantaneamente pareggiati da quel venticinque.

Tornando a prima, va tutto bene, mica mi lamento; però non sarebbe meglio disegnare quel fumetto da una bocca di femmina, e che femmina!?


Il che è improbabile, perché io dopo 1 vita di timidezze mica posso prendere & aggirarmi per lo spogliatojo delle femmine col pisello di fuori. Ce ne sono vari di motivi, e uno plausibilissimo è che io ciò i diti un sacco strafottenti quando digito, ma poi nella vita reale su certe cose mi blocco, e una di queste è 1) entrare nello spogliatojo delle femmine 2) col pisello di fuori. Anzi a pensarci mi fa strano la scioltezza che dimostro adesso nello spisellarmi di fuori negli spogliatoi dei maschi, che è una cosa che non avevo praticamente mai fatto e all'inizio m'imbarazzava e adesso no. Ed è un peccato che in quelli delle femmine io sia così timido, perché devo riconoscere che ciò dei punti che stupiscono pure me, quando mi guardo allo specchio da solo.
Quello che mi fa strano è che questi punti, guardandoli, non posso non pensare a quanto avrei desiderato averli, da ciccione. Certi muscoletti buffi che mi partono dal sopra della coscia che quasi si vedono da sopra i pantaloni, se li porto a vita piuttosto bassa. O tutti quei quadrilateri irregolari di sopra la pancia, delle pubblicità. Non è come quest'estate, che mi sentivo qualche rotoletto magari psicologico per tutti quei Magnum che mi mangiavo mentre fumavo - e lo facevo mentre godevo.

Che devo dire, è bello sentirmelo imporre oltre ogni ragionevole dubbio, vostro onore. Ma a che pro?

Io pensavo che tutto questo lavorìo mi potesse facilitare il rinvenimento della partner monogamica che cerco da tutta la vita almeno quanto Celenterato cerca tutto l'anno la migliore delle stagioni. A proposito della quale, forse un altro elemento delle mie attuali smaglianze è l'abbronzatura atomica che s'interrompe di netto solo a forma di slip dove invece, in un contrasto geniale, tutto è bianco.

Ciò costituisce una perfetta metafora della caducità del mio lavorìo. Anche la più atomica delle abbronzature è destinata a soccombere al Gen. Inverno (e questo è 1 trauma ti giuro non inferiore a quando capisci per ultimo che ti stanno cadendo tutti i capelli). Allo stesso modo, questi miei sono gli ultimi schioppi prima di una irreversibile decadenza fisica. A cui, consultandomi la carta d'identità, non manca poi molto (ma devi ammettere che io un giorno sarò un bellissimo vecchio, tenerissimo ad esempio quando si cimenta in un calcio girato).

Cioè, io non voglio che a mettermi i diti increduli nelle piaghe perimetrali di quei strani quadratelli che adesso ciò sulla pancia sia una S. Tommasa qualsiasi. Cioè cioè, io lo vorrei pure, almeno nei consueti appuntamenti solitari & lauto-erotici.


Però la malediz. che ciò, è che qualsiasi sciaguratella io inizi a vedere abbordabile, subito la soppeso quale innamoranda, e come tale la judico. E il verdetto è quasi sempre un puah. Immemore nel frangente che magari anche dei diti disinnamorabili potrebbero solleticare abbestia.

Cioè, capito che mi succede? io vorrei tanto del sesso con delle femmine aulentissime. Lo voglio, lo voglio, fortissimamente lo voglio. Però ho sempre più conferme che per la mia mente traviata il sesso non è un punto di partenza, ma di arrivo. Una vera & propria fregatura, che mi espone a 1 sacco di rischi che adesso ti suggerisco, visto che tu stai facendo la tua solita scena muta: metti che poi quell'innamorando arrivo sessuale non mi soddisfi, metti che all'improvviso la mia mente si dis-travii e io scopra quanto sono brave un sacco di regazzette non necessariamente innamorabili, metti che di botto mi ricrescano i capelli ma troppo veloce e mi vadano negli occhi ciecandomi, metti che. E non è che io desideri arrivare al sesso e non partirci per chissà quale virtù; ma piuttosto per un volgare inquinamento.

Nella fattispecie, il mio peculiare inquinamento parte sempre dalle grosse carenze d'affetto femmineo che da tempi immemori mi contraddistinguono. Intendo dire porcamadonnaccia zozza che vorrei stare sempre tutto abbracciaticciopciùpciù; e che se questo arrivo ad ottenerlo, allora sono cazzi miei. Perché da lì in poi di un rapporto posso tollerare le peggio magagne.

È una maledizione, lo ammetterai persino tu che di maledizioni non sei pratico e ciavrai la casa dove entrano & scono i preti benedicenti per gabbare gli allocchi beneficienti.

Ma che ci posso far?

Giusto l'altro giorno ne parlavo con un'ottima ripescaggia fra le mie compagne di liceo. Io sostenevo che uno può pure razionalizzarsi, da solo o in compagnia di professionisti annoiati o amici dilettanti, e poi prorompere nei più singeri e commoventi “ah! ecco perché ogni volta in questi casi dico ...” o “ora capisco il motivo per cui mi comporto sempre nel modo ics”.

Ma poi le chiedevo, Una volta capìtosi, come si fa?


Come vedi, il mio compitino l'ho fatto. Ho razionalizzato. Adesso, dislocati sul corpore, ciò questi famosi "punti" che stupiscono l'ex-ciccione ch'è in me. E adesso che si fa? vien qui l'Olandesina? sarebbe inutile, io odio lo stress di parlare in altre lingue, per di più non parlo l'Olandesino.

Ma è inutile che sto qui a parlare, a dire, a riferire, a ragionare. Allo stesso modo di Bobbysolo o Litteltony che poi è la stessa cosa: “ho capito tante cose”.
Ma capire non mi basta. Capisco per esempio di essere pelato, ma questo non mi rende alle recchie quei gentili rumori di forbici che tanto mi rilassavano, un tempo, previa lettura annojata di riviste da barbiere.

Invece, capito che dico? Il vero bordello non è tanto capire. Io sono 1 ottimo, come dire, capitone? capitello? persino di me stesso, anche se
rispetto ad altre cose mi ci vuole più tempo di sicuro. E infatti capire se stessi è la cosa più complicata perché, come si dice, gli specchi ti sputano in faccia il contrario.

Ma come si fa quando invece ciai incasinate le emozioni?

Io posso capire il prima, il durante e il dopo di un'emozione, o posso in prospettiva arrivare a capirlo dopo un tot, anzi mi ci scopro sempre più inesorabile, nel capirlo. Io posso fare quello che voglio, se lo voglio. Rinunciare alle cose più prelibacee. Cimentarmi nelle cose più spaventose. In questo momento riesco persino a digitare a 2 metri lineari da un pacco seminuovo di Old Holborn giallo, filtrini slim e cartine sottili, non toccandone da 1 mese lunghissimo.

Ma poi? In quale emopalestra ci si deve poi iscrivere?

O forse – non ci credo - a quei rumori di forbici dovrei rassegnarmi a rinunciare?

Oh, non mi rispondere eh, non è che poi mi rispondi, sono solo domande retoriche & senza risposta, ci saprai fà, almeno, a Domande Retoriche & Senza Risposta.


Paperblog