giovedì 26 novembre 2009

Atlante geografico dell'Insensatezza.


Cioè, ma ti rendi conto che strano?

Tu ora mi leggi, ma un attimo fa non esistevi e fra quasi lo stesso brevissimo frangente spaziotemporale sarai morto. Ma tu dimmi se non è incredibile. Manco hai avuto il tempo di imparare a leggere compiutamente (ammettendo per assurdo che tu abbia realmente imparato a farlo), che fra un po' ti si accartocciano i neuroni, inizi a non riconoscerti figli e coniugi, ti fai le ultime cagate nel pannolone se fanno in tempo a mettertelo e bona lé.

Davvero questa cosa delLa Propria Morte mi sta mandando in fissa da decenni. Però tu mi sembri, colla superficialità che assidua ti contraddistingue, non soffermartici abbastanza. Cosa credi? che se fai il vago succede solo agli altri? o speri che ti caschi un bel pianoforte da concerto (almeno un mezzacoda, diciamo) sulla testa, che ti eviti penosi strascichi facendoti finire i giorni in gloria? sarebbe vera gloria? ai postumi l'ardua sentenza, ma la vedo brutta, brutta davvero, x via Dei Matti n° zero.




SVEGLIA! Sei quasi morto. Probabilmente mentre mi guardi sfacciatamente le cose che mi scrivo tranquillo tra me & me nel mio studiolo, in questo momento pure io riesco a scorgerti il rumore delle cellule che non ti si rinnovano più come na vòrta. Se ridi (ma a sto punto mi domando: chetteridi), succede che le chiamiamole 'rughe da espressione' te se continuano a sbracà dalle risate pure mezz'ora dopo che sei tornato serio. Io ora ciò 1 sonno che non ti dico, sono da poco tornato a casa da che ne ero uscito 17h fa dopo 5h di sonno, ti rendi conto che fatica dopo tutto il mio lavoro venirti qui a parlare dei tuoi problemi?

Eppure lo faccio volentieri, di buon grado. Perché tu hai ancora bisogno di qualcuno che ti accudisca.
Ripòsati. Non leggere frasi troppo lunghe tuttedunfiato. Attento anche ad alzarti di scatto dalla sedia. Sarebbe bene che, nel tragitto che ti separa dalla poltrona reclinabile davanti alla tele della cui ricezione digitale non afferrerai mai il corretto funzionamento, tu prevedessi delle piccole soste. Magari dei mobili piuttosto alti su cui poggiarti per rallentarti la frequenza cardiaca. Che rosicata eh. Renditi conto di quanto poco hai ammortato sforzi titanici quali l'aver imparato a nuotare o ad andare in bicicletta. Ginocchia sbucciate. Paure. Pianti. Godimenti sfrenati. Noja.
E ora è tardi, stronzo! Tardi.

Se sei uno veramente fico hai fatto il 7% delle cose che potevi fare, e l'1,7% di quelle che avevi desiderato. Ma che te lo dico a fa, se ancora ti sento rintoccare su queste righe col suono fesso della crapa della falena che si scotta sull'obsolescenza della lampadina a incandescenza, sei talmente soggiogato dalla ri-scoperta della tua pochezza che solo parlare di percentuali ci fa ridere, a me e a te.

Oggi a lezione un mio alunno fichissimo che infatti è talmente un genio che sembrerebbe a chiunque uno normale appena un po' capellone, ha detto in classe che pure lui, come me, avrebbe firmato al volo per l'estinzione non cruenta del genere umano. Si parlava di panda. Non le femmine a benzina prodotte in serie da certe case automobilistiche dalle sovvenzioni pubbliche e i guadagni privati; ma dei maschi organici che dice che non riproducendosi si stanno xlappunto estinguendo. Uno diceva che era perché cianno il cosino piccolo, e tutti a ridere. Un altro più seriamente diceva che semplicemente non sono interessati alle probblematiche dell'accoppiamento e come dar loro torto, specie in questo mio peculiare momento storico. A questo punto, umori più seri. Qualcuno senè uscito commentando “un suicidio di massa lentissimo”. L'atmosfera si è subito fatta diciamo onirica; sai quel film di Shalllallla[boh]man, quello del Sesto senso che a questo punto non si sa come gli sia uscito così fico, perché il film che sto per citare adesso è quella sciocchezza dove a un certo punto le piante ti suicidano, ti suicidano intendo proprio a te-genereumano, quindi non fare il vago. Cioè, prima ti paralizzano come in quei momenti di guerrilla marketing dove tutti tranne te iniziano a fare una cosa strana e poi alla fine si capisce che dovresti solo avere l'educazione di comprare un prodotto ben preciso. E poi, quando ti sblocchi, trovi il modo più spicciolo per toglierti la vita. Alle brutte, se sei in campagna senza niente intorno se non una casa sprangata e i tuoi stessi vestiti, lo fai a capocciate fortissime sulle di lei mura. Che ne so, come si chiama questo film: vai su Wikipedia e guàrdatelo. E poi ringraziami per questo succoso indizio della mia poetica di pigrizia frenetica, in conformità della quale spendo diverse righe del mio tempo per parafrasarti una ricerca sul web che ne richiederebbe molto meno, ma costituirebbe una molto più grave violazione della mia etica.

Tu di certo dirai, 'ma che cazzo di lezioni succedono nella tua classe'. Ecco, vedi? vedi?! Vedi finalmente perché le modalità della tua morte ti colgono così assente, dal punto di vista mentale? Perché scusami sai, ma lasciatelo dire: tu stai morendo. “Lentamente” non è un alibi: cazzo se stai morendo. Ecco vedi? hai appena trascorso altri secondi, buttandoli nel solito cesso. Prenditi la briga di almeno tirare la catena colla consapevolezza che la merda è la tua.
Cazzo, rifletti un attimo su questa tua morte immancabile, no. Perdi tanto tempo per vedere che so, le foto del prima e del dopo chirurgia plastica di certi sconosciuti
famosi. O la cronaca - scritta, perdio! - di un evento sportivo. O le spiegazioni certosine di un film o di un libro o di un disco, senza minimamente curarti di leggerti dentro cosacazzo provi nel fruirne.

Certo lo capisco. È il tuo puerile modo di svagarti. Non dev'essere bello, riscontrarti conficcato in fronte un sì lungo chiodo di Damocle, questo lo capisco. È l'unica cosa che ti resta da fare, prolungarti questo suicidio pluriennale, distraendoti col pretesto più futile.
Quello che invece non capisco è come cazzo possa essere così facile. Porcaccio giudaccio, cosa pensi a fare a preoccuparti per l'imminenza della bolletta, per la congruità del tuo residuo bancario, per la lontananza del tuo prossimo stipendio quando fra un attimo ti si spegne irreversibilmente l'interruttore delle sensazioni. Magari sei uno che si preoccupa una cifra, ma una cifra proprio, dell'eventuale Andare in Galera come conseguenza di certe azioni che quindi ti diventano jokoforza inimmaginabili. Ma Procio dio, sai che curiosità ti viene di Andare in Galera una volta che devi finalmente ammettere di star soggiacendo sul Letto di Morte? lì x lì penserai "cavolo che curiosa, la vita in Galera!". E allora ammettilo, madonna Cicciabomba, ammettilo di star soggiacendo su di 1 Letto di Morte proprio in questo preciso identico momento, poi commetti pure i tuoi reati favoriti & vacci. Cosa pensi, che un Letto di Morte per certificarti la sua autenticità debba essere ricoperto di spine formali? tutto vellutato di drappi? tutto umidiccio di lacrime dei tuoi cari ancora inestinti? recare un'apposita dicitura? che fra parentesi, Death Bed potrebbe essere un bellissimissimo nome per un gruppo di metallari troppo pigri per fare concerti. Quindi magari già lo è, che ne sai.

No guarda, sul Letto di Morte tu già ci stai. E pure da un pezzo. Colle scarpe, che schifo, ci mangi, ci caghi, ci mingi, ti ci parcheggi la macchina tutto contento di aver sculato un posto così comodo, ci suoni il clacson a quello davanti quando diventa verde. È un lentissimo letto di morte il tuo, questo Letto di Morte. Perché compiangi così tanto chi dal suo Letto di Morte stia per essere sceso? Almeno lo strazio gli finisce lì. Pensa cheppalle, tu che ci rimani decubito a tuttopiagarti ancora per anni&anni, magari pure sperandolo. L'unica cosa che mi viene in mente è che l'empatia per il dipartente ti serva ad alimentarti l'ipocrisia.

A stronzooooo! manco ti sei finito di fare la barba alle guance o agli stinchi che già quella ti ricresce sotto il naso e oltre.



Ah! ma tu dici che subito dopo è Vitætterna :D

domenica 15 novembre 2009

Disagjo,




























, non Confusione, will be my Personal Epitapphio.
Difatti chéss'è il Maximo Comune Divisore di tutte le mie vicissitudini. Il Disagjo. Porcamadonna, logora il Disagjo. Attento alla virgola tra 'Porcamadonna' & 'logora', poteva non esserci ma c'è. Cottutto che so che tu le sfumature sei capace di vederle solo come roba intossicante, provo sempre & comunque a solleticarti la senzibbilità poietica. Quindi vedi di ridere.

Ti faccio un esempio di Disagjo, che sennò non capisci. Ringrazia che ciò tempo, perché il poderoso intruglio di tonnocecirisointegralecurryaglio&oglioacrudo ancora non è cotto, tranne l'olio che è a crudo, mio solito testone. Prima, ogni volta che andavo ai Centri Sociali, mi stupivo di quanto l'accoglienza fosse tanto asociale da praticamente non esserci neanche la possibilità di parlarne, di accoglienza. Intendo ad esempio la totale mancanza di sorrisi.

Poi, adesso che vado a 1 circolo di danarosissimi arricchiti o avvocati o commercianti o signore Saratogate o rade giovinette che se la tirano d'allalto della loro caduca beltà jovanile, tutti si sorridono. E quindi pure a me; io come praticamente entro lì dentro, entro tosto a far parte di un 'tutti'. Gente sconosciuta che mi invita a uscire (intendo 'con loro', non 'da lì'), gente che chiacchierando a un certo punto mi chiacchiera pure a me, coinvolgendomi, insomma io sorrido sempre e saluto tutti, sempre remissivo come al solito - ci mancherebbe.
Questi non sanno che uno quando si allena deve a malapena grugnire di fatica, sudare, estenuarsi, recuperare il giusto – cioè poco&niente, giustoconcedersi di cercare collo sguardo qualche lepra quale immagine trainante delle fatiche arculee in guisa di possibile premio futuro. Certo mica rinuncio a una possibile normalità per intrattenermi con gente dalle cotiche intrise di numeri romani che chissà che brutture sanguinolente significano.

Insomma, capito? macché, eh? ùff. Allora.

La prima volta che ho messo il naso in un centro sociale è stato aL Faro, dimolti anni fa. Suonavo, la sera ciavevo il concerto in cui commisi la più grande stecca della mia vita, storpiando vistosamente il finale di un pezzo che terminavo senza accompagnamenti altrui diteggiando sulle mie luride tastiere. Strano, quando ci penso non mi manca il respiro dicendo il prammatico 'Porcoddio!', rizzandomi a sedere di botto sul letto qualora vi fossi precedentemente adagiato. Mi viene più un tipo di curiosità scientifica, al riguardo. Ma questo non c'entra-niente, perché ti concentri sempre su cose che non c'entrano-niente, eh? Poi ci credo che non ci capiamo mai.

Insomma, entriamo. Io, carico in entrambe le spalle & le mani delle mie luride tastiere. Che sporco. Vecchiumi scompagnati accatastati. Grigio. Scritte sui muri. Si vede che qui non c'è manco l'ombra di una mano di madre-vigliaccheria, intendo cioè una che non sia del tipo 'madre-coraggio'.

Sul palco, montiamo. Ci sono due ragazzotti, vestiti di centrosociale, che montano pure loro le cose, i cavi, le luci ecc. Insomma, azzardo una battuta chiaramente molto buffa, che adesso non mi ricordo più. Niente. Seri. Nessuna reazione. Ma vaffanculo. Ti chiami Centrosociale e sei evidentemente la cosa più asociale che abbia mai visto. E non venirmi a dire che la battuta era brutta o troppo difficile perché lì m'incazzo veramente e quanto a te, tu mi diventi subito un deficiente.

Ma poi, uau che fichi i centri sociali. Poi ho capito. Ciò avuto tanti alunnetti provenienti da lì, uno con certe sue droghe mi ha fatto anche svenire davanti a tutta la classe dell'ora dopo. Lo stesso che poi mi ha consegnato la tesina di fine corso con 2 frasi su tre che terminavano con un emoticon in tema. Lo stesso che poi è andato in Palestina a vedere con mano, e mi leggevo le sue mail dove il suo sorriso sempre sardonico & imperturbabile
spesso veniva sostituito dalla rabbia o peggio dalla commozione. Insomma pure loro, no, questi alunnetti dal Centro sociale. Tutti lì a fare comunella tra loro, a non farsi mai beccare a ridere, a salutarsi l'un l'altro quando s'incontravano tra varie classi. Con tutti quei loro tatuaggi tribacei. Tutti quei pìrsings. Sempre zitti, interessatissimi alle materie svolte ma attentissimi a non trapelarsi l'entusiasmo.
Ma il punto era: l'entusiasmo non se lo trapelavano come dicevo io, ma come dicevano loro. Per certi versi, una bella lezione. La cosa che più mi piace, di quando faccio lezione, è quando ricevo lezioni. Che carini poi, quando dopo una cifra si rompeva il ghiaccio. Affettuosi, haivoglia se affettuosi. Tu praticamente vai al Centro sociale no, ti fai i cazzi tuoi mentre tutti quanti si fanno i cazzi loro. Se c'è una cosa bella, quella è potersi fare i cazzi tuoi impunemente; detto da uno che quando sta fuori di casa sta a suo agjo solo nei bagni in cui va a pisciare. E per fortuna, bevendo dimolti litri d'acqua, piscia spesso.

Ma ora basta con tutto questo agjo. Torniamo al Disagjo.

Insomma io entro che so, nello spogliatojo, nelle sale coi sacchi appesi, nelle sale pesi. Questi che fanno? mi parlano come se fossi venuto lì, rinunciando a tutte quelle comode ore di sollazzo in poltrona davanti al computer, per farmi chiacchierare da loro. Ma perché mi coinvolgi? a parte che non è serio: ci si allena soffrendo molto, che cazzo ti stai sempre a ridere. Tipo ti faccio un esempio. Uno coll'inchiostro sottocutaneo a forma di I, X, M, C, V eccetera, magari sta a parlare con un altro che faccio per dire a sua volta sottopelle cià le aquile, magari sta pure col pisello di fuori, bene quest'ultimo piglia e se ne va perché giustamente si deve andare a fare la sauna, e allora quello continua a parlare della stessa cosa a me.
Ma che discorso è. Ma tu primo: come cazzotichiami, e secondo: come cazzomichiamo io, ti devi chiedere. Almeno, così mi hanno sempre detto. Io poi magari dell'oggetto del tuo discorso tra tutta l'umanità sono la vittima principale, tu mi ferisci una cifrissima non solo facendoti sentire che lo fai a voce alta vicino proprio a me, ma coinvolgendomici pure mentre invece ne sono così turbato.
Però, poi mi dico, però. In effetti questa cosa di essere alla mano mi piace. È justo. È cumenico. Sei circondato da persone amiche, sorridenti, vogliose di divertirsi, per nulla contrariate dal coinvolgere nel loro divertimento anche te. Certo, magari mi sei alla mano perché mi vedi lì, probabile appartenente al tuo stesso branco, e allora tuo pari. Però non mi sembra insensato, e mi ha sempre stupito che ciò non avvenisse da subito al Centro sociale. E comunque certo, tuttinsieme ci si potrebbe divertirsi di più se ci si avessero i Suvs come ulteriore comunanza, e io in questo senso sono un nojoso guastafeste.

Che fico sentirsi in colpa al Centro sociale perché si ha la macchinina nuova (la più economica che offra il mercato del nuovo, in termini di costo d'acquisto e consumo carburante), e il giorno dopo alla palestra delle pelli romanamente numerate sentirsi inadeguato per lo stesso motivo.

E questa non è che una sciocchezza. La cosa seria è che riesco a vedere lati belli & brutti in entrambi gli stili di vita. Te li riassumo in un'apposita tabella, che speriamo non mi dia grattacapi al momento poi di impaginare su piattaforma-Blogger. No accanno subito, niente tabelle.



Al Centro sociale ci trovi:

- gente tribalmente tatuata
- molta serietà
- molti cazzi propri (usualmente coperti)
- compagnismo basato sull'appartenenza



Alla palestra invece:

- gente romanamente numerata
- molta ilarità
- molti cazzi altrui (spesso di fuori)
- cameratismo basato sull'appartenenza



La differenza più grande, oltre a quella detta e ridetta dei temi tatuabili, mi pare la maggior efficienza nel coprirsi i cazzi. È chiaro a tutti meno che a te che tale analisi, uscitami per puro caso e lungi dal pretendersi sostanziale, vuole classificare esclusivamente le apparenze. Ma tanto, che parlo a fa'.

Senti qua, piuttosto. A proposito di palestre: devo ammettere, razionalmente (perché emotivamente non lo ammetterò mai), che ora ciò il Fisico. Sì, mi stanno uscendo ad esempio i muscoli ai lati delle chiappe che ora certo non mi va di andare a vedere come si chiamano. Vatteli a cercare tu, una volta tanto, no? Insomma, mi accorgo di avere gli addominali completamente destituiti dal crasso, attualmente di crasso forse ciò solo una parte di intestino non tenue, ma crasso. Tutto questo al modico prezzo di: privazioni. Orribili privazioni, sociali, alimentari & comportamentali. Talmente reiterate e dunque abituali da non parere neppure più privazioni. Violenze, scherzi terribili al proprio organismo. Organismo, quali gioje&dolori tu mi riservi; continua ad aspettartene la pariglia. Cose di pessimo gusto, tipo La Gioja delle Sigarette, prima imposta poi revocata dopo appena pochissime diecine di anni.

Devo dirti che mai, nonostante la tua prosopopea, mi verrà meno l'istinto di schiarirti le cose dalla tua stessa umbratile incomprensione. Ciai presente quella puntata di Devil Gigante che ho avuto per tanti anni alla casa abbruzzese? sì bravo, quel Devil Gigante col Gladiatore in copertina, quel giornaletto che non si sa come scampò per tanti anni ai barbari repulisti con cui una madre sancì la presunta crescita del proprio pargolo, repulisti in guisa di anelli sul tronco dell'albero orridamente reciso & sezionato. Bene, vedo che hai capito bene. Quella puntata in cui Foggy Nelson, il giovane socio cicciottello di Matt Murdock, il giovane avvocato cieco, Foggy Nelson dicevo per far credere alla giovanissima segretaria Karen Page, la stessa che dopo essersi vieppiù prestituita nei pornofilms in dimolte puntate successive venderà l'identità segreta di Devil a Kingpin x una dose... - Porcatroja mi so scordato a che punto del periodo ero. Con questo periodeggiare vorticoso, lo sapevo che prima o poi sarebbe successo. Che poi non ti credere, potevo riannodarne le fila a piacimento, ma ho rinunziato perché sapevo che ti avrei dato il colpo di grazia, e invece stranamente mi servi più da vivo.
L'importante è che Foggy Nelson (panciuto avvocato) invaghitosi di Karen Page (futura troja) di colpo vuole farle credere di essere lui, Devil (vero che colle parentesi mi segui di più? stupido). Che poi che Mattmurdock sia in realtà Devil lo sanno cani&porci, anzi a ben vedere mi sorge il legittimo sospetto che l'unico tizio a non saperlo potresti essere proprio tu. Cioè: renditi conto. Dai scherzo, alla fine pari essere un buon diavolo, celeavrai pure tu le tue rogne :D

Allora, quel cicciotto di Foggy Nelson che fa? va nel negozio del Gladiatore (imminentemente nuovo nemico del diavolo rosso), che di lavoro vende costumi di carnevale dei supereroi, e gliene ordina uno. C'è una scena in cui il panciuto imbroglione si rimira profilandosi allo specchio. In questo momento credo di avertela trovata, mi sto scaricando il numero perché pur essendo esso sopravvissuto ai repulisti di prima, una volta cresciuto mi sono detto 'e adesso? Che ci devo fa co sto numero isolato? meglio venderlo e farci 1000-1500 £ire, data la mia penuria pecuniaria, sperando in tempi migliori'. Tempi migliori che sono arrivati, nella persona di Adunanza, al modico prezzo di 100 €chi (193.627 migliaja di £ire) bimestrali per la flat di Fastweb.

Ecco, vedi? il disegnatore è pure stato generoso, guarda che coscione toniche e che deltoidi. Si è appena sforzato di mettergli un po' di pancione addosso, ma per il resto sembra un culturista incinto, come in quel vecchio film dell'attuale mortal gas-attore di cattivi austro-californiano. In realtà, se accetti di buon grado il parere di uno che di fisici sfatti se ne intende per averne indossato uno per 19 anni, il vero fisico sfatto ha il corpo non teso ma flaccido & almeno una Seconda di seno, pur essendo anagraficamente maschio.

Perché questo pensavo, io da piccolo. Che il processo d'immedesimazione col Supereroe coi Superproblemi mi si fermava dinnanzi al fisico sformato che avevo. È curioso notare che, se pure non fossi stato un ciccione, in calzamaglia col fisico tisico di un dodicenne comunque non sarei stato plausibile. Ma nel mio codice di normalità potenziale il posto di granello di sabbia negli ingranaggi era riservato al ciccionismo. Insomma, capisci? quella tavola mi ha tormentato più o meno consapevolmente per tutti questi anni. Cavolo, non posso nemmeno sperare di risolvere i miei problemi con dei cazzo di superpoteri, perché mi calzerebbe male
(come dice il nome istesso) la calzamaglia.

Ebbene: se serivisse ora io potrei indossare una supercalzamaglia su di un corpo quasi da calzamaglia. E quando dico 'corpo da calzamaglia', incredibile Pisu come diceva Il Riccioletto quando Pisu conduceva scioccaggini con Greggio, intendo il mio, corpodìo.
Peccato che esso, quanto a finalità ludico-erotico-ricreative declinate al plurale, giaccia completamente inutilizzato.

Fra l'altro, che non mi vengano a dire quei supereroi che sotto le loro maschere attillatissime sui cranii non gli si vedono i capelli. Questa cosa non è mai stata verosimile; il cranio appelle solo un vero calvo ce lo può avere. Altrimenti la compressione dei boccoli darebbe vita a un orribile effetto-cuffia, storie di bozzintesta & pelazzidifuori.

Ebbene, se mai dovesse servire io, il corpore mio chiappolateralmente muscolare & la mia cragna silkepilettica ci proponiamo per interpretare non dico uno prestante come sùpermen o lo stesso Devil. So bene di non essere così prestante. Però devi ammettere lo sarei ben più di un Spiderman disegnato da Todd McFarlane. Presempio, come commentava una volta un altro alunnetto su una mia foto di Facebook, da abbastanza lontano potrei essere un Silver Surfer passabile.

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