lunedì 29 giugno 2009

Anti-chismo.

Mortacci tua, mi praticamente costringi a sviluppare una dissertazione esaustiva su Berlusconi. Non so se già da sta frase ti ho reso l'idea di che razza di lavoraccio nojoso & infame mi costringi a fare, razza di insensato. Evidentemente non si sa come devi aver saputo della calata nella Capitale deL Riccioletto e della conseguente conversazione tenuta sul tema jersera. E ora eccoti qui colla faccia da schermo a impalarmiti davanti, ansioso di sapere finalmente tutta quanta la verità su un tema che, poveraccio, da solo non arrivi a pienamente comprendere.

Fondamentalmente il punto è questo. A me, Berlusconi sembra un po' coglione.

Intendiamoci, sarà di certo dotato di un'intelligenza politica, di un'intelligenza economica e via dicendo. Ma se ce l'avessi avuto in classe (parlo del me malsano studente, non del me docente entusiasmante), non avrei potuto fare a meno di trovarlo un po' soggetto.
L'hai mai sentito fare una battuta che faccia ridere? Dico, realmente ridere. E sì che come autori potrebbe averci il fiorfiore dei battutari della filodiffusione. Recita cose fiacche, non riesce a strappare una risata sincera neanche quando scherza sui froci, sui negri, sugli handicappati (quando si sa quanto cose tipo necri froci & handicappati possano invece far ridere). E le recita male. Ieri Il Riccioletto m'ha fregato di 1 soffio sulla razionalizzazione di un sentore. Qualche settimana fa hanno ridato Gli intoccabili in televisione, lo so perché Fratema ciaveva la TV accesa alle mie spalle. Esso è quel film leziosetto che come qualsivoglia polpettone avventuroso tipo La grande fuga (quello con Steve Mc Queen e Charles Bronson che avrò visto diecine di volte e xdio, come mi piace), sistematicamente t'incula l'attenzione. Sì dai, quel film con dentro De Niro che fa Al Capoccione nel modo enfatico leziosetto e sfacciatamente caricaturale in cui sono caratterizzati tutti i personaggi di quella pellicolaccia inculaneuroni. Quello che fa “sei solo chiacchiere d'istintivo, sei solo chiacchiere d'istintivo”.

Ora, De Niro è un porcodiddio di gran attore. Specie se quando muove le labbra gli esce la voce di Ferruccioamendola prima di morire; quindi se l'ha fatto così è perché lo voleva propriofare così.

Aò: ma non ti pare pure a te che esso è paro paro Abberluscone? quando scherza, quando vuole fare il simpatico, quando racconta le barzellette, quando picchia le cape altrui colle mazzate da baseball, quando invece sulla capa sua si riporta gli aritmetici capelli col Carioca beige e lo strutto di balena come fissativo. È parimenti rosicone, inoltre. Di quei post-adolescenti rosiconi che prima provano a rispondere per le rime skerzosamente e poi, venendo soprafatti dal detentore occasionale di Vero Umorismo o di Vera Ragione, iniziano a scompostamente berciare.

Uno al più da scappellotti, insomma. Uno di quelli che, quando coL Riccioletto in uno degli anni più divertenti delle nostre vite passammo quasi tutte le notti a fare scherzi telefonici perfetti e registrarli sulla scia del Magnotta (requiescat), avendone il n° di certo non ci saremmo lasciati sfuggire. E ora ce ne sarebbero h&h di skerzy su demotape al ferrospecial.

Perché Berlusconi è tutto scemo, come sa esserlo solo chi non fa ridere mai. E rosica, rosica abbestia, se le cose non gli vanno nel verso giusto.

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Il che, va detto, succede di rado. Questo è il suo principale talento, e forse l'unico: essere un winner.

Breve digressione: Il Riccioletto, fortemente critico sugli Stéits per sonàli vicissitudini, sottolineava come Americanamente si winnerizzi o si loserifichi qualsiasi winner o loser. Vedi Britnispìrs quando ci aveva i cazzi suoi o Maicolgèxon ultimamente. Essi venivano appostati da diecine di paparazzi, e più stavano male più le diecine diventavano centine, e più becomévano losers, più le centine si facevano migliaja. Senza che nessuna voce si alzasse a dire “grazie al cazzo che questi si rapano bulimici o scancellano pelle & nasi, alla lositudine ce li portate voi polaroidi!”. Fra parentesi, digressione nella digressione, altra voce troppo gravosa per riuscire a lzarsi è quella che diniega le tristezze per la morte di Giaco, poiché come direbbe Andreapazienza tutto questo è orribile ed egli in realtà era già morto.

Berlusconi è innegabilmente winner. Etica che fa schifoalcazzo, quella del loser vs winner, ma che propongo solo come chiave di lettura. Se'n ce credi a quanto sia winner leggiti Villa San Martino (altra cosa segnalatami a suo tempo daL Riccioletto), eppoi viemmi a ridì. Ma visto che gemente o piangente tu ci credi, dimmi se riesci a tornarti questo dettaglio.

Già credo che se tu fossi solo mediamente intelligente, già ti avrei convinto che sullo skakkiere politico Berlusconi della Anal. Logica sia il Soggetto, manco un soggetto ma Il Soggetto. Per di più come te lo cazzospieghi questo dettaglio, che mi centellino solo perché in questi preliminari esso mi tuttoemoziona.

Dice che Berlusconi per solo farsi chiamare “Papi” dalle piccolissime mignotte di cui si attorniava, solo per questo egli si faceva le igniezioni sul cazzo. Le igniezioni sul cazzo! ma tu ti rendi conto, le igniezioni sul cazzo? se sei femmina no, come puoi renderti conto di questa come di tante altre cose. Se sei maschio, di tutte quelle cose non capisci niente manco tu. L'unica cosa di cui ti puoi render conto è questa: le Igniezioni Sul Cazzo (I.S.K., nel prosieguo).

Porco dio avido scassinatore di banche del seme. Ma secondo te non sarebbe preferibile che so, pomiciare con la Madre Teresa di Gallura di adesso assieme a un pajo dei suoi lebbrosi maschi più sensuali senza le ISK, piuttosto che avere spalmata sul tuo pane Laetitia Casta la Meravigliosa (sono 1 signore, ho detto “pane” colla A), ma prima di potertela tuttaimburrare doversi tuttoigniettare il povero cazzo?
Come se io, per darmi 1 tono al circolo sportivo forzaitalianissimo che frequento per via del mio incessante voler lick-boxare, facessi vedere che mi leggo Il Giornale, ma prima di farlo mi facessi davanti a tutti le igniezzioni sugli occhi per il solo poterlo fare. Ma non sarei l'ultimo dei soggetti dinnanzi ai miei stessi stolidi circostanti?

Dio tuo, che rabbia. E costui è il nostro winner, madonna assetata imboscatrice di prove nel processo al dio svaligiatore di cui sopra.

Non si può, non si può. È una zozzata tra le più grosse. Eppure è vero, sempre che la storia delle ISK sia vera; ma prendiamola per vera, giacché potrebbe esserlo. Inoltre, nel tricchebailamme delle smentite, nessuno si è mai preso la briga di smentirla.

Dal che si evince che irrimediabilmente Colui è un Soggetto. Un Soggetto Politico, perdipiù.



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Ora, dimostrata la mia ipotesi (perché io sono uno che quando ci si mette ti dimostra pure le ipotesi, per questo non ci si mette, per questo e perché è 1 pigro), la mia domanda è questa. A che pro pubblicare i videi antiberlusconi su Facebook?

Il Riccioletto a domanda risponde 'perché secondo me 1) fa ridere, 2) è opportuno in quanto quella percentuale di persone leali e di buon senso che tendono a sorvolare sulle Cazzate di berlusconi, davanti ai videi di tali Cazzate e sotto le loro stesse coscienze la prox. volta votino a cuor meno leggero. A corredo della n° 2 Il Riccioletto concordava coL Cazzaro di quando esso aveva dato del “Coglioni!” all'elettorato sinistro. Infatti lui stesso all'elettorato Destro (questa è bella ma non la spiego) avrebbe detto “Elettorato destro, che mi rappresenti il 30 e passa percento degli italiani; non mi rivolgo al 90% di te che vota Il Cazzaro per poter schivare le tasse e soggiogare le classi inferiori colla propria furtiva ricchezza. Esso (quel 90%) è coglione, e io non voglio il suo sozzo voto. Ma al restante 5-10% che è dotato di una coscienza degna di questo nome, io dico: eccomi qua, votami e io cercherò di mettercela tutta per far stare meglio te e tutto il resto della popolaz.”.
Sulla risposta n° 1 non ho niente da dire, anzi se tutti si condividessero i videi dove Berlusconi casca su di una bucciadibanana o si fa la cacca sotto per dileggiarlo e basta, magari la prossima volta non mi toccherebbe saltare l'appuntamento colla mia oretta estiva di presa di sole per dimostrarti che Berlusconi è un coglione.

Ma la n° 2 non mi convince. Non mi ricordo su quale libro dice Umbertoeco (almeno lui stallo a sentire, stolto! che Lui cià sempre ragione) che sti stronzi di partiti che ci calano continuamente nella politica si appropriano di valori comuni sostenendo di esserne gli unici, e quindi indispensabili, garanti (su sta storia ciò fatto pure una canzone, che un giorno se mi va mi registro e ti faccio generosam. sentire). Quindi grazie al cazzo che si ritagliano quelle briciole percentuali colle quali ci intasano il Proporzionale.
Così ha fatto senza dubbio alcuno Berluscoglioni. Si è preso lo striscione più frequente della nazionale di calcio per farne il nome del suo partito, si è preso la Famiglia (troppe se n'è prese, tra una ISK e l'altra), la Religione ecc. e non le vuole più mollare. Quindi lo si odia, proprio perché con tutte le sue sozzerie si ostina a non voler levare le tende dal nostro quotidiano. Esso fa le corna agli altri capi di stato, dà del Kapò al Sinistro Tedesco, dice che Sarcosì era il suo tirapiedi leguleio, che Obama è un negro (cosa che notoriamente invece si può dire solo al prezzo di estenuanti metafore) eccetera eccetera, facendoci così avvampare di vergogna dai nostri stessi costosissimi schermi al plasma. Mette le sue puttane al posto dei ns. ministri. Cose così.

Ecco, io mi permetterò non so come di integrare Echi tanto autorevoli colla seguente riflessione.

La Famiglia, la Religione, la Nazionale di calcio, per quanto per carità importantissimi non valgono un'unghia dell'Anticomunismo. Secondo me, il Fasci(n)o magnetico vero e irrinunciabile coccui Berlusconi incula all'Italiano è che egli gli ha incarnato l'Anticomunismo. L'Anticomunismo è importantissimo all'Italiano. Perfino subito dopo la II guèra mond., quando il Fascismo al Povero Italiano di casini gliene aveva pur combinati, l'Anticomunismo era subito diventato molto importante – voglio dire il Povero Italiano l'à scampata bella, subito dopo la Jugoslavia toccava a lui finire su pellicole cazzutissime come Le vite degli altri nel ruolo del protagonista. In più mettici che Il Comunista è spesso un borioso moralista (guarda Peppone) dai manifesti polverosi (guarda quelli delle Feste dell'Unità di quando quell'Unità non era ancora esplicitamente erosa): chedduepalle.

Il Riccioletto mi accusa col mio voto Di Pietra di aver spaccato da solo il fronte antiberlusconiano. Pure nel Piddì, ei dice, ci sono i galantuomi, tipo che lui informandosi per comprarsi casa a Milano ha saputo che grazie a Bersani e al suo operato c'è tutta una serie di facilitazioni, di garanzie ecc. di cui mi sono immediatamente dimenticato. Fassino, mi dice da fonti dirette e indubitabili, è un lavoratore onestissimo e indefesso. Eccetera eccetera. Quindi sbaglio a demonizzare il Piddì.

In effetti al Piddì io mi ero appassionato ancor più non appena è arrivato Waltroni, perché io Awweltroni l'ho sempre amato e ritenuto un bellissimo uomo pieno di grazia sin da quando recensiva sul Venerdì di Repubblica i film in tivvù trasparendo una freca di umanità e sincero amore per la Cultura.
Ultimamente lo stesso Waltroni ha detto che si è reso conto della sua imminente sconfitta proprio nello scorgersi alle spalle certe facce da funerale il giorno della sua max. celebrazione al Circo Max. (c'era pure Il Riccioletto, che conferma tutto).
Povero Wateron dé Wateroni, io pure l'ò spesso denigrato e ci credo! e zapatèra, perlamadonna, fai una cazzo di presa di posizione chiara sui pacs invece di chiamarli come un discàunt per poi fare il vago. Allontana ed estingui pure la sinistra massimalista e i suoi maglioncini di cascmir e i suoi pellegrinaggi alle principali abbazie; ma contemporaneamente, riempici di miccette verdi i Rutellanti culi di quei cazzo di Binetti di cui ti circondi! Non fai questo per paura di scontentare quello? non dici hic per non inimicarti hoc? non prometti unusquisque per non mantenere uniuscuiusque? ma vaffanculo và, già D'Alema ha dato la paghetta settimanale alle scuole cattoliche per la paura di certi picconi sardi. Colle mie tasse, fresche & aulentissime, e l'imprimatur del mio voto, Porcodio.

È chiaro che se da una parte c'è l'Anticomunismo nella persona del potente univoco ipsoiniettore Berluscazzoni, che in quanto univoco fa il cazzo (sic) che gli pare, d'allaltra ciabbiamo una gragnuola di sinistri moscerini negli occhi. I quali magari fanno pure qualche cosina giusta per il nostro potere d'acquisto edilizio (mi fa ridere solo averlo scritto), ma non possono trovare unico collante nell'Antiberlusconismo come invece comodamente fanno. Quello, e solo quello, garantirà sempre una venticinquina di punti percentuali a tornata elettorale, sicuri sicuri. In questo humus mefitico avvizzirà qualsiasi pianticella che vorrà fotosintetizzarci qualche alternativa basata su proponimenti concreti, magari anche sbagliati. Perfino quei sempliciotti di americani, in questo mi sembra che stiano meglio. Votano uno stronzo che dichiara guerra a destra e a manca come un quindicenne che ha appena cambiato il tris a Risiko, e subito dopo colle lacrime agli occhi possono votare l'Uomo Nero che però ha il cuore candido come un giglio. Persino questo canovaccio da incontro di Wrestling mi sembra più sensato del nostro Anti-chismo.



Condividi materiale antibelusconiano? alimenti di conseguenza l'Anti-comunismo, nella persona di Berlusconi. Fomenti la Lazialità? catalizzi il Romanismo. Ti piace parlar male dei Capuleti? stai sicuro che le tue maleparole serrano i ranghi dell'Antimontecchismo. Il tifo, oltre che una malattia che dovrebbe appartenere al passato, è un meccanismo tra i più illogici e spiacevoli, e auto e allo-lesionisti. Guarda caso, se te ne chiami fuori sono cazzi tuoi. Se ti dice bene, ti guardano come se fossi un po' picchiato in testa. Se ti dice male ti scrivono peste & corna sui muri come fossi uno Spaccatore di Rotelle.

Eppure l'unica secondo me è propriochiamarsene fuori (chiudo perché da mò che mi sono rotto il cazzo e mi distraggo con 1 nonnulla). Alimentiamo di buona lena le prove e i discorsi sulla soggettaggine di Berlusconi, ma non denigriamolo per carità. Meglio ignorarlo, se non fa ridere.

sabato 6 giugno 2009

Back's (*).

Avevo voluto la cyclette, e adesso pedalavo. Pedalavo & pedalavo cercando disperatamente collo sguardo l'incontro visivo coqqualche sorchetta (oink) che mi trainasse lo zelo per le ultime minutate di dislivello irreale, ma invece. Alzàti gli occhi al cielo per maledirlo silente, che veggo? le decine di pollici del plàsmon adibito all'informazione pubblicitaria e alle news brevi come sottotitoli. E a un certo punto, questo.



Le star di Hollywood: «Basta sushi di tonno rosso, rischia l'estinzione».



Tu che sei un tipetto sveglio al punto da finire da queste parti, nonché magari ricapitarci addirittura, prenderò te quale imparziale sistema di riferimento cartesiano. Tante volte ho parlato del mio amico tonno, il quale nel mio personalissimo universo glitterato occupa di preferenza la Scatoletta. Magari pure a te risuona giusto un 'pinne gialle' quale unico approfondimento ittico. Tu che sei tanto sveglio, sapevi di questo Tonno Rosso? Quanto a me, Tonno Rosso, non avrai il mio Scalpore.

Quindi vediamo. 'Le star di Hollywood'. 'Il Tonno Rosso'. 'Il Sushi'. 'L'Estinzione'. Soppesiamo, soppesiamo gli addendi. Risultiamoli.

Maddài. Miglioriamo il mondo. Compriamo pagine di giornali, io e te, magari giornali di donnenude che ora costano poco per la concorrenza di quelle che fanno del www il loro spogliatojo, e scriviamoci che a me & a te degli animali coloured non ce ne cale punto.
Ma se poche pedalate prima io manco avrei saputo definirlo, il colore del tonno. E sì che di tonno ne mastico 1 bel po'.

Caro mio (non dico a te lettore, ma al tonno vario-pinto):

1) abbiamo vinto noi Umanoidi. Quindi tocca a noi cibarci di voi, e non il contrario, salvo rare volte che per l'orrore che fanno finiscono di gran carriera sul giornale. Vuoi farmi credere che a ruoli invertiti tu non avresti trovato ipocaloriche e iperproteiche le mie carni? vuoi farmi credere che pesce maggiore non mangi pesce minore, qualora si trovi naturalmente libero & bello?

2) veniamo a te, mio fantomatico Tonno Rosso. Ammesso che tu esista (preferisco non fidarmi delle star di Hollywood perché ricordo bene quanto ad es. l'acidissima varicosa Nicole Kidman in Eyes wide shut si atteggiasse tutta a fattona per aver condiviso col suo ex un solo miserabile spinellotto), cosa dovrei fare, compatirti perché sei in pochi? Ti assicuro che io sono in molti di meno, tipo adesso sto da solo a scriverti senza manco essere totalmente convinto della tua esistenza. Che ci posso fare se per il detentore di occhiammandorla da crudo & arrotolato sei prelibato?

3) sì, ora capisco. Come tutti, anch'io ho le mie conoscenze vegariane più o meno strette, che rispetto e ammiro come farei con chiunque affronti disagi per seguire un proprio ideale (a patto che ciò sia fatto senza proselitismi invadenti). Però la loro causa mi ha sempre lasciato un po' perplesso.
Ci sono parole infatti che come le loro lettere vengono allineate, subito godono di ottima stampa. E per il non allineato, se si palesa, sono cazzi. Egli, anzi automaticamente 'esso', è meschino, ghretto, inzenzibbile, gli puzzano le hashelle, ha la lyngua bianca dall'odio secreto. Una di queste cause è Gli Animaletti. Un'altra, come sostenevo in un qualche battibecco che adesso non mi va di andare a cercarmi per linkartelo, è I Neonati.

Che ti credi, pur'io ho amato alla follia alcuni animaletti e addirittura, nei modi e nei termini consentiti dalla legge, anche qualche neonato. Quindi non voglio certo professare l'Anti-Animalettismo, né tantomeno l'Anti-Neonatismo, ma non posso nascondermi la ferrea convinzione che il posto dell'Animalettismo e del Neonatismo dovrebbero prenderlo il Qualche-Animalettismo e il Qualche-Neonatismo. Ecco, se proprio vuoi estirparmi un titolo per i giornaletti di donnenude di domani, dichiarerò fermamente che secondo me l'Animalettismo e il Neonatismo se la dovrebbero giocare coll'Essereumanesimo e col Paleonatismo (e spesso, che tu ci creda o no, pèrdono di brutto). Prendi per esempio le Mosche, le Zanzare, le Blatte. Animalizzale pure, se ci riesci, tu che sei tanto bravo. O ti fanno, detto per inciso, roderculo? Eppoi, che inculata, essere Paelonati. Le rughe ti ricoprono o ti stanno per ricoprire, e non incanti più nessuno coi tuoi vagiti inarticolati. Bella sfiga, essere Umano. Siccome ciai il pollice opponibile tutti ti ritengono potente autostoppista verso qualsiasi meta tu voglia puntare. Tutte le destinazioni ti si dischiudono, secondo loro, atterrite dall'inesorabilità della tua Evoluzione. Siccome eccelli in Darwinismo biologico e sociale, pensano, allora non ci fai pena neanche un po'.

Ma come si fa a sostenere questa tesi? anche a me fanno pena gli animali trasportati sulle autostrade verso chissà quale quadro successivo della loro esistenza infernale. Da piccolo ti dicono 'guarda gli animaletti!' e tu ti fiondi gli occhi fuori dal finestrino, e che antipatici questi animaletti che non ti fanno ciao cogli zoccoli o le code o le ali come succede nei cartoni animati. Volutamente scelgo quest'immagine a incarnare l'Animalettismo, improvvisandomene demoniaco avvocato, proprio perché meno cruenta di tante altre.
Apparentemente. Cor Fratema spesso ci shakeravamo le angosce immaginando cosa frullasse nelle cervella scortecciate di mucche maiali cavalli. Un treno per Auschwitz (porcamignotta, spelling beccato al primo colpo! almeno Yankee Google così dice) senza neanche la possibilità di capire.

'Possibilità di capire'. Siamo sicuri, io e te che ci hanno fatto fare il catechismo e sappiamo bene cosa si rischi a tendere la pargoletta mano a certi alberi, che colla possibilità di capire si stia meglio? Quei poverini ex-cuccioli vanno al macello, e se sono sfortunati ci andranno solo dopo altre torture più o meno gratuite. Ma, divine emorroidi squassate dal gigantesco fallo di Satanasso, e noi poveri Esseri Umani? Che non ciai mai visto a noi poveri Esseri Umani nel traffico, per una media di 1-2 ore giornaliere cada1? che ci porta verso i consorti a litigare perché non guadagnamo abbastanza per concederci gli stessi lussi dei nostri conoscenti? verso i nostri ospedali, ad assisterci i cari affetti da malattie incurabili dagli estenuanti decorsi? verso le nostre scuole pubbliche, a rischiare di tagliarci i diti colla carta affilatissima delle schede elettorali?



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Perché in effetti io, quale caratteristico sottoprodotto dell'Essere Umano, sono divorato da dubbi. Domani si elegge. E dopodomani. Sossegnàli, pure se infimamente €uropei, che serve lanciare per dare 1 qualche sms forte alla classe politica. Almeno così vado ripetendomi, perché per la prima volta mi saettano attorno certi dubbi sulla convenienza dell'Andare a votare. Ma per l'appunto è la prima volta, e ciò ancora le propaggini del Libro Cuore che non mi caco via fuori del tutto. Stampelle tirate in faccia (ah no, non c'entra niente), carezze del Re, Piccoli Stupidelli Regionali non sono riusciti a incul(c)armi manco una briciola di patriottismo. Ma c'è gente che ha dato la vita per farci votare a tutti ecc. Il Naufragio Universale, in remissione del quale tanto sangue si versò nei secoli, resiste ancora quale valore infantile, dio inscatolato nel sushi e compianto dai coccodrilli hollywoodiani. Quindi voterò, almeno per questa volta. Poi si vedrà. Ma mi rimane un dubbio, un lurido cazzodidubbio.

Quando dovrò andare a votare Di Dietro? Sabato mattina? domenica pomeriggio? domani sera prima del concerto? o in testa, o in coda, alla lezione di ass-licking? dopo aver preso il sole, sì da attrarre meglio qualche eventuale pulzella scrutatrice? o negli ultimi 5 minuti prima della chiusura del seggio, col fiatone e la Sudarella del Ritardatario, vanificatrice di ogni doccia? Anzi, ceneò un altro di dubbio. Come mai quasi sempre succede che la maggior parte della gente non vota quello che voto io? mi spieghi come mai? che a votare Di Dietro quale Contadino Allegro schu-mannaro non sia la totalità dell'elettorato ci sono state una freca di Gaussiane e Chi quadri e Leggi dei Grandi Numeri, a spiegarmelo. Ma da qui a tuffarsi a votare solo cose sbagliate ce ne passa. Vabè, sono sportivo o cerco sempre di esserlo tranne che verso i tonni di qualsiasi razza, il cui sterminio serve ad alimentare le mie insicurezze. Ma spero almeno in una cosa.



Oggi in palestra uno con una maglietta nera colle maniche lacerate e la scritta Pretoriano, il sopra di Hulk e i polpaccetti da 15N stecchito, gesticolando col pisello di fuori come negli spogliatoi molti amano fare, diceva agli astanti una cosa. “Stai solo a rosicà, ce volevi èsse tu a Villa Certosa”.

Ora, ribadetto il fatto che considero una mia personale sconfitta il sapere cosa Villa Certosa rappresenti, nonché l'N-simo sintomo della miseria della condizione dell'Essere Umano, sono qui in chiusura ad esprimere la mia più grande speranza pre-elettorale. Che nessuno a questo giro perda solo perché si è scopato, in modalità varie, le diciottenni. Anche prima che lo fossero, diciottenni. O anche dopo. Chi deve perdere, deve perdere perché deve perdere. Non perché si scopa, o si è scopato o si scoperà le diciottenni. Prima, durante e dopo la loro diciottennalità.

Sarebbe bellissimo che chi deve perdere perda; ma solo per il motivo che colui che deve perdere deve perdere. E non per cavilli da tabloid quale ogni quotidiano italiano o mondiale (in questo si è in ottima compagnia) è ben avviato a diventare. Perché a sto punto, anche se alle pre-diciottenni colui gli avesse bevuto l'iride infilzandola di cannucce, ciò resterebbe un cavillo da tabloid. Almeno rispetto al fatto che se uno si presenta alle elezioni per essere eletto e non merita di essere eletto, allora e solo allora egli merita di non essere eletto. Se uno gioca a Nascondino, accetta l'eventualità di Accecarsi. Anche se non è così divertente. Accetta di contare sino a cento, poggiato come uno stupido col braccio addosso a un solido verticale. Accetta che a fare Tana Libera-tutti possa essere il più antipatico di tutti. Accetta un sacco di cose, un sacco di regole che per il solo fatto di esistere fanno il gioco più divertente. Anche se rischi di finirci nelle maglie tu pure, come un fesso di tonno colorato. Quindi ahimé, spero che colui perda solo se deve perdere e non per le sue recenti cazzate (sic). Anche se mi piacerebbe tantissimo che perdesse, preferisco (sigh) che colui non perda, se l'unico motivo che possa farlo perdere sia così del cazzo (sic sic). Perché è giusto così. Le regole è meglio rispettarle non per tenere i Crucifessi al riparo dalle loro stesse lacrime, ma perché la loro stessa esistenza è divertente, come ben sa Calvin senza dover per questo scomodare Max Weber che non me lo scorderò più per non averlo saputo riferire a settembre alla riparazione di Storia, tanti anni fa.



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Ora dimmi tu, tra la mia condizione di Essere Umano e la condizione del Tonno Spinnato Giallo che mi dorme in pancia su un letto di ceci, chi dei due soffra di più per l'inanità delle sue speranze.



(*) Se proprio vuoi, fattene subliminalmente influenzare.

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