martedì 29 luglio 2008

P-Lost. (*)

La mia e la tua sono vite di merda. Io e te leggiamo libri, guardiamo film, cantiamo canzoni in cui ci si possa imbattere in un lieto fine. O in un epilogo tragico. O in qualsiasi altra situazione interessante. Qualsiasi cosa, basta che sia interessante. E cosa è interessante? Tutto. Tutto ciò che non sia: lavorare dalla mattina alla sera tranne mangiare bere dormire fare tonnellate di cacca e pipì andare in palestra andare in ferie e appena usciti anche mentalmente da questo loop forsennato rientrarci. Scriviamo drammi e commedie per poter ridere e piangere. Invece quello che ci capita per davvero ci fa solo girare le palle lentissimamente, tanto lentissimamente che non ne prendiamo mai atto fino in fondo. Se uno cià un dramma alla fine ci si abitua, per quanto sia prolungato o intenso che sia. Diventa routine. È una tale ficata assistere alle nostre capacità di ridurre a routine tutto quello che ci passa tra le mani. Gli arroutini di noi stessi, che carini. Infatti, potrebbe capitarti la cosa più buffa del mondo o la cosa più esaltante, quella che potresti aver sognato per tutta la tua vita, anche se te ne sto dimostrando piano piano l'insensatezza. Lascia solo passare 5 minuti e vedi come inizi a darti martellate su testicoli od ovaie (odio essere costretto a utilizzare la d nella congiunzione eufonica od, è la congiunzione eufonica più cacofonica che esista). Siamo veramente grossi capolavori cesellati nel più pestilenziale tipo di merda che culo inumano abbia mai defecato, e chi è quel macaco lavativo che ci ha intagliato dalle sue stesse feci? Certuni lo trovano così adorabile, Costui. Comunque niente suicidi di massa, anche perché tu ed io siamo insufficienti perfino a costituirla, una massa. Questa premessa è necessaria per capire. E anche quest'altra che adesso viene.

Al liceo io dormivo. Cioè, ero xlopiù sveglio, ma non immaginavo minimamente di avere un arbitrio + o meno libero, di poter scegliere magari in una rosa ristretta di possibilità tutto quello che volessi fare io. A dire il vero, questo fino a 26 anni. Al liceo comunque quello che veramente m'interessava era sparare colla cerbottana stucco per vetri e tirare di sotto buste d'acqua alla gente.

Non storcere il naso, la cerbottana e le buste d'acqua poggiavano su certi valori cavallereschi che manco t'immagini. Si mirava solo a bersagli il cui successo sociale era evidente, non certo a sfigati come e più di noi. Ti faccio 1 esempio: una volta sotto casa mia arriva da lontano una coppia, lei carina lui tutto fighetto con quel casco di capelli biondi, si tengono per mano quegli sfrontati. Nella MIA via di verginello scherzoso nonché futuro calvo! Questo è troppo, si prende la mira e si ejecta la busta carica di almeno 2-3 litri d'acqua, quella volta nella persona dello stesso Riccioletto Bros che in seguito intraprenderà una brillante carriera nella Pubblica Sicurezza. Durante il compiersi della traiettoria si corre dentro casa, al riparo da sguardi indiscreti. S'odono i primi schiamazzi. Centro probabile. Giustizia è fatta. Certo è strano, gli schiamazzi continuano. Non cessano. Di solito nessuno prende le parti del bersagliato così a lungo. Si continua a levare un accorato, troppo accorato, strillìo di protesta.

Chiave nella toppa. Sono i miei. Impossibile rimuovere le prove, troppa acqua per terra sul pavimento del terrazzo. L'unica è sperare che non si siano accorti, che abbiano iniziato a salire un attimo prima del lancio e che non abbiano sentito chiasso perché in ascensore. Macché. Come se dio era buono. Lo strano è che non hanno la faccia del gatto che ha acchiappato un grosso topo, ce l'hanno più come dire, preoccupata. Non c'è rabbia, non c'è rimprovero, non c'è punizione. Solo fisiognomica consapevolezza di qualcosa Veramente Grave. Che era successo? che quella coppia non era fatta di fidanzatino+fidanzatina ma da madre di ragazzo down con per mano ragazzo down. Oh, no. Genitori, negozianti locali, semplici avventori. Tutti molto ma molto arrabbiati.

Con altri amici soggiogati dal fascino sgraziato di Erostrato lo sfigato (quello che diede fuoco al tempio di Diana che era una delle 7bellezze dell'antichità insieme al Colosso di Rodi, i Giardini Prensili di Babilonia ecc. per 1 attimo di notorietà che lo consegnasse alla storia, perché Maria De Filippi non era bene accetta negli elettrodomestici dell'epoca; infatti anche Sartre cià ricamato su, su Erostrato dico, mica su Maria De Filippi), si organizzavano anche trasferte. Ovvero, i lanci potevano avvenire dai terrazzi delle nostre case, dai terrazzi condominiali dei palazzi in cui abitavamo e addirittura in trasferta nei luoghi più disparati, nottetempo. Andava bene il terrazzone di un vicino centro commerciale o il parco enorme di una elitaria e severissima scuola privata di suore. Poi all'Università si passa all'era degli scherzi telefonici. Non so come, ma per più di un anno quasi tutte le notti si registrano su audiocassetta ore e ore di scherzi (alcuni proprio bellini) a chiese, preti, ex compagni di classe, cognomi buffi dell'elenco del telefono, sfortunati figuranti delle agendine della mia allegra sparuta compagnia. Dici che ero un patetico sfigato pericoloso? e chi lo mette in dubbio, l'ho detto prima io, ricopione. Ognuno esprime il suo disagio esistenziale come meglio crede, e non è mai un bello spettacolo. Ci sono oggigiorno tanti adolescenti che ritengono più opportuno conciarsi i capelli come faceva Stanlio negli anni '30 per farci venire da ridere. L'importante è che ogni epoca guardi i suoi asini che volano nel ciel.

Non spiffero altro perché beccarsi una denuncia dopo una ventina d'anni che l'hai fatta franca sarebbe una suinata divina, ma dura davvero da mandar giù. Oggi un brivido mi corre lungo la schiena, quando i telegiornali estivi tentano di distrarre la tua labile attenzione dal continuo decretare leggi autorefenziali coi cani abbandonati e colle sassaiòle dai cavalcavia: non posso non pensare che quello stronzo potevo essere io, anzi in un certo senso lo ero (il lanciatore di sassi, dico, ma volendo anche un cane abbandonabile, perché no). Prima di capire che niente, non si fa. È veramente pericoloso.

Dormivo al liceo? A quasi 40 anni mi accorgo con sorpresa di aver trattenuto fotogrammi subliminali di informazioni che evidentemente riuscirono a trasmettermi anche i più goffi pusher della didattica cui mi capitò di essere sottoposto. Eccone uno.

I lirici greci. Archiloco pare che è stato il primo a dire 'chi se ne frega di essermela data a gambe abbandonando sul campo di battaglia quel mio bel scudo con cui i miei eroici commilitoni identificano il proprio onore; me ne procurerò un altro non peggiore'. Dirompente, una concezione dell'eroismo invero moderna, è 1 delle prime volte nell'antichità in cui ciò che vale veramente è l'uomo e non 1 feticcio, per quanto grazioso. Eccone un altro.

Restiamo un po' di secoli prima di Gesuìno (nell'apparente vezzeggiativo c'è un vilipendio criptato, notalo). Precisamente all'epoca dei poemi omerici. All'Iliade e all'Odissea. A Omero.

'Si dice che Omero fosse cieco'. 'Tu mi sembri non studiare'. 'Tempus fugit, Panta rei'. 'Cogito ergo sum'. 'Homo homini lupus', 'Ti porto una carezza del re'. E tanti altri slogan con cui si tentava di inchiodare nello smarrito studente nozionismi di concezione ancora più arcaica di tutti gli scudi allegramente smarriti da Archiloco in poi. Una cultura da Trivial, come faceva notare Sergio Staino al suo Bobo in una delle sue divertentissime disavventure riflessive. Comunque Omero era simbatico forte! Dice che manco esisteva, che era un'anonima equipe di tizi, tipo Luther Blissett o Wu Ming, che aveva dato forma omogenea e scritta a tradizioni orali ancora più antiche. Tutti concordi a dire che era il padre dell'antichità ecc., e tutti concordi a dirlo nelle lingue più morte possibile mortacci loro, che tanto dopo tradurle toccava a noi.

Nella poetica omerica il tipo di evasione che si proponeva non era Il Commissario Rex ma gli atti eroici dell'Eroe. L'uomo si trasforma in Eroe col suo agire. Flettendo muscoli, come mr. Achille Piéveloce, ma anche flettendo il cervello, come Ulisse. Che incula i Troiani ideando il Cavallo di Troia ripieno di assassini di Troiani, ma poi sono cazzi suoi perché una cifra di dèi ammanicati coi Troiani ci vanno in puzza e gli rendono impossibile il ritorno a casa. Quindi se l'Iliade gli pare una passeggiata nell'Odissea sto poraccio per far ritorno a moglie e buoi dei paesi suoi deve subire un'autentica Odissea. Fra parentesi, che gagliardi sti Dei greci! Quando s'incazzano ce la mettono tutta per farti il culo nel modo più pittoresco senza pretendere di farlo per il bene tuo, come quel ridicolo che i monoteisti si ostinano ad adorare. Se c'è una cosa che non areggo proprio, questa è l'ipocrisia.


Vabè, torniamo a me e a te e a quanto siamo sfigati nell'anelare a un'evasione dalle nostre vite fecali, dicevamo. Passano 2-3000 anni ed eccoci tutti inchiodati davanti agli schermi ad adorare Lost. Tutti noi fortunati che lo adoriamo, almeno. Pensare che io disprezzavo le serie televisive! Invece sono fatte proprio benino, spesso migliori dei film che passano al cinema, sia per idee sia per confezione (commento musicale, fotografia ecc.). Graziosamente ci permettono di assistere alla caratterizzazione di pochi personaggi che poi campano per anni e anni, quando invece in un film sei costretto a fare sforzi di empatia per dei tizi che escono per sempre dalla tua vita dopo solo 1h,5. Quindi, ci allenano i cervelli a non darsi pena più di tanto, conformemente alle tendenze più in voga. Lost, lo dico per regalarti la prima e forse l'unica verità assoluta della tua vita del cui squallore spero di averti convinto, è semplicemente La Cosa più bella del mondo. Punto. È bello dirlo così assolutisticamente, perché questa cosa non è opinabile come tante altre, è una di quelle affermazioni vere e basta. Non è poco se pensi che l'intera matematica in tutte le sue propaggini poggia su luridi postulati, i quali hanno l'impertinente caratteristica di non essere dimostrabili. Che Lost sia semplicemente La Perfezione è una verità talmente limpida che non occorre alcuna dimostrazione. Semplicemente stecchisce qualsiasi villano osi solo concepire un'affermazione diversa, come faceva la rimpianta saetta di Giovepluvio. Tempo fa, in Cose, includevo Lost, però senza il trasporto che meritava. Ma solo perché avevo finito di vedere la III stagione in modo rocambolesco. Ora l'ho rivista, e sto vedendo la IV tutta d'1 fiato. Spacca. Spacca il culo di qualsiasi vendicativo monodìo. Spacca, come nient'altro.

E perché? Qui ti voglio.

Soprattutto per la trama, dicevo in Cose. Non me lo rimangio, la trama è una delle più spettacolari mai concepite da menti di Uomini Superiori. E non è poco; tanto per indugiare ancora per 1 po' nell'autocitazionismo di Cose, leggiti L'ombra del vento o Il conte di Montecristo e poi vedi cosa ti cazzopuò combinare una trama cazzuta. Ma c'è dell'altro.

Vuoi l'Isola. Ti fanno volere l'Isola. Dapprima cerchi di fuggirne insieme alla comunità di naufraghi le cui vicende segui. Ma poi qualsiasi progetto che lontanamente rischi di realizzarne l'evasione ti fa girare il culo letteralmente. Perché l'Isola è quell'antico campo di battaglia dove i protagonisti possono trasformarsi in Eroi. Eroico è tutto ciò che va oltre la norma, nel bene e nel male e per qualunque aspetto. Questi Eroismi non sono mostrati con stupore, perché la narrazione avviene dal di dentro, nel mondo che si sta descrivendo, e l'eroico è percepito come normalità. L'intera vicenda è descritta come un succedersi di duelli individuali, raccontati spesso secondo fasi ricorrenti. Quello che hai letto, da 1 certo punto in poi lò + o meno scopiazzato da Wikipedia, alle voci Omero, Iliade, Odissea, Poemi omerici ecc. Beh, che vuoi fare? mi vuoi rimandare a settembre? Ammetti piuttosto che questo copiaincollaggio calza a pennello per tuttieddue, cioè per le robe omeriche e per Lost.

Quando pare che qualcuno stia per andare a casa per davvero, ti spezza il cuore. Chi lavori per la sopravvivenza dell'Isola deve farlo sottotraccia, nascostamente. Oppure, in modi palesemente fallimentari. Che se poi ci riesci rompi l'incantesimo: l'Eroismo esiste fintantoché sei sull'Isola, e sull'Isola ti trasformi in Eroe semplicemente esistendo solo a condizione che tu faccia di tutto per andartene. O che tu creda di fare di tutto. Tu non vuoi che finisca il libro che stai divorando, e impazziresti se il tuo giacchetto trendy preferito si lacerasse impigliandosi in un chiodo. Allora desidererai inconsciamente di restare per sempre sull'Isola; lì sarai immortale.

Sull'Isola vedi persone che sbagliavano tutto; sbaglieranno tutto di nuovo, lontani dall'Isola. Sulle capacità redentrici delle Isole Deserte ciaveva svoltato a suo tempo pure Daniel Defoe. Da allora è pieno di Robinson Crusoe che prima di ritrovarsi robinsoncrusoizzati rubavano, uccidevano, avevano rapporti umani corrotti, sbagliati, perversi, fallimentari. Persone affette dalla demenza dell'odiosa spregevole quotidianità. Che quindi non possono che sbagliare ed essere sbagliate, dalla testa ai piedi, come e (per farci meglio comprendere e immedesimare) peggio di noi. Ma sull'Isola diventano Eroi, sull'Isola Robinson l'illuminista primeggia sulla natura, sui selvaggi cannibali. Dai un'Isola a qualsiasi naufrago e costui erediterà la Virtù. Lo sai qual è la mia e la tua inculata? Che ci manca un'Isola. Con un'Isola, grazie al cazzo! mica sono distratto dall'affrontare le pallosissime fasi di gioco della mia partita IVA, io progredisco, progredisco come un fìo de na mignotta. Qui di progredire non mi va. Che cazzo progredisco a fare? L'hai visto qual è stato il progresso per cui tanti simpatici partigiani hanno dato la vita? un sistema in cui è garantito il voto a cani & Proci divoratori di perle, un sistema in cui il voto di Dj Francesco vale quanto quello di Rita Levi Montalcini, in definitiva il Sistema Democratico siòre e siòri, il Suffragio Universale, il meglio – pensa un po'! - che l'Uomo sia mai riuscito a inventare in tanti millenni di vani tentativi. L'Uomo lontano dall'Isola, dico. Infatti sull'Isola mica si vota, si fa secondo l'estro dittatoriale del Jack - Sawyer - Locke - Sahid - Kate - Hugo del momento, guarda che bello, ci sono giovani maschi caucasici irreprensibili giusto un tantino nervosi, maschi caucasici cattivi bari e assassini, maschi caucasici disabili anziani e fessacchiotti, maschi caucasici mezzi negri e torturatori, femmine caucasiche assassine pure loro e fuggiasche, maschi caucasici simpaticamente obesi. Una favolistica random-dittatura intersessuale - interrazziale - interdisabile - intercicciona che quella sì! riesce genuinamente democratica, nella sua aleatorietà. La minuteria stolida, consapevole della propria inadeguatezza, si tiene sempre prudentemente alla larga dalle decisioni.

Non dirmi mai, non provare mai a dirmi che i geni che hanno partorito e perfettamente realizzato la saga di Lost non avessero bene in mente i poemi omerici. Chi è Desmond, l'unico naufrago d'acqua e non d'aria se non Ulisse? La sua ragazza, Penelope, rimanda chiaramente alla Penelope dell'Odissea, con Desmond nei panni di un Ulisse tropicale. Solo sull'Isola esiste la possibilità che il suo amore per Penelope non finisca mai. Solo nell'antro lussurioso della maga Circe. Nel mondo reale quell'amore era già finito mille volte, se ce ne fosse una milleunesima si vedrebbe che fuori dall'Isola Penelope invecchia, come chiunque altro. Sulla terraferma gli amori finiscono, sigh, lo confermo anche io nella mia inanità di anziano ex-cerbottaniere.

E poi, basta indugi! Gli americani di oggi sono i greci dell'antichità solo molto più burini, c'è anche questo a coincidere. Il Greco antico culturalmente è campato ben oltre i greci antichi, chissà per quanto camperà l'inglese for dummies che tutti blateriamo in continuazione. Il fatto è che ti voglio convincere a tutti i costi, e se possibile pure violentemente come hai notato, che non solo Lost è fico ma è pure un'Opera d'Arte. E diventerà un Classico, e se non lo diventerà questa sarà una porcata grande quanto sbagliare bersaglio nel lancio delle buste d'acqua. Stanlio & Ollio diventa un classico anche partendo dal disimpegno (non dico Charlot perché certi intellettuali di sinistra l'hanno intellettualizzato regalandogli, da comico qual era, l'antipatia di una materia scolastica. Certa sinistra, sei di un'antipatia della quale la pur orribile destra è vergine e tu sei na mignotta). Stanlio & Ollio nascono per far ridere, come Alvaro vitali; solo che loro diventano un classico, Alvaro Vitali no. Il tempo è galantuomo.

Sottotraccia voglio spiegarti meglio le ragioni del mio nervosismo, tornando su quel discorso di destre e sinistre che magari restassero semplici direzioni, aggiungendo anche il centro. La destra ha partorito Il Bullo, che sorride alla vita mulinando i propri arti sul più debole. La sinistra le ha vomitato contro L'Intellettuale Da Competizione, che tenta di emergere mulinando le sue nozioni contro i più sprovvisti. Io li temo e li disprezzo entrambi. Vorrei che l'uno costituisse l'Inferno dantesco dell'altro, in eterno. Sono schifosi, vivono per prevaricare il prossimo; non se ne ha alcun bisogno. Lo prevaricano se ci riescono, altrimenti si pisciano addosso come cagnolini e iniziano a implorarne vigliaccamente l'alleanza. L'Intellettuale Da Competizione è ancor + miserabile perché ha l'ipocrisia di comportarsi come se le proprie prevaricazioni non fossero tali, ma anzi la più nobile e lecita tra le cose. L'Intellettuale Da Competizione è una figura teppistica quanto e più del Bullo che mena le mani. E io so che fuori da questo URL è pieno di Intellettuali Da Competizione che non vedono l'ora di farsi belli accanendosi sul pelato eresiarca che osi accostare una cosa così istituzionale come i prodotti del sig. Omero o chi ne fa le veci a un serial televisivo. Ma siffatti fessacchiotti scordano che c'è stato un tempo in cui l'Odissea a scuola ancora non si studiava. Magari celaveva l'Ilota sul comò e se la leggeva prima di addormentarsi come un romanzetto Harmony, coglionato dal suo nobile padrone che al di là di qualche peana prima della battaglia considerava la letteratura roba da donnicciole. Io vi aspetto a pièveloce ma fermo, coi miei gancetti poderosi che fanno risonare le palestre o colla mia asfissiante logorrea, sperando di incarnare solo per voi maledetti sottoprodotti direzionali una mediocre super-figura di pestatore saputellissimo che sappia farsi beffe fisicamente del bulletto e intellettualmente del saputello (e possibilmente non il contrario).


Insomma, tutte ste chiacchiere per dire anche ai secchioni più antipatici che Lost è paro paro a 1 di quelle cose su cui c'interrogavano, dimmi se non era asfissiante, la logorrea. Per i gancetti invece ti devi fidar.

C'è pure il Cane Argo! Indovina come si chiama?

Vincent.



(*) Così, alla Eta Beta. Per continuare colle lettere greche, la P stava per Post, id-ιοτα.


martedì 22 luglio 2008

1 nuova etichetta.

Oggi si vara una nuova etichetta, denominata "Superiore". L'uso cioccolatiero del termine "superiore" deriva come tante altre cose daL Riccioletto, che in un'estate di tanti anni fa durante una partita a calcetto sul cemento del campo di pallamano di Santa Marinella udì designare con tale appellativo una giovane pippa messasi in porta. Uno dei ragazzini locali, evidentemente compiaciuto per una parata sporadica commentò "Superiore, questo portiere". Da lì è tutto 1 fiorire di "superiore questo" e "superiore quello". A Ricciolé, correggimi se ci sono bit imprecisi! S. Marinella è anche famosa per l'esortazione che rivolse ai suoi amici una bellissima ragazzina che io e il Riccioletto molti anni fa occhieggiavamo omertosamente nei pressi del Castello di S. Severa. Dirai “che c'entra S. Severa con S. Marinella?”, e io risponderò “che c'entra il calendario coi ricordi della mia giovinezza, arrogante? quando non si aveva la patente si andava con certe bici scassate al Pirgus di S. Marinella, poi colla patente si poteva andare al Castello di S. Severa. C'è altro da puntualizzare a vuoto?” “no no, niente” “ah, ecco”. Insomma, se posso continuare, sta splendida ragazzetta che splendea di quel sano splendore di cui spesso splendono le ragazzotte di paese, a un certo punto si alzò dall'asciugamano esclamando allegramente ai suoi sodali: “Incamminàvite!”. Il crollo della libido fu conseguente e repentino. Ma poi ragionando, come non ricollegare quell'arcaismo alle sane radici etrusche che floridevano tra le gote di quell'innocente? Non era sgrammatica, era una ancestrale frase idiomatica locale, e il nostro saputellismo era patetico: da quelle parti forse un tempo si diceva così, e quindi aveva ragione lei.


Quindi, Santamarinellerò anche con la neonata etichetta indipendente “Superiore”. D'altronde, poiché in questo periodo sto spesso da solo e di conseguenza parlo da solo ancora più spesso, quando mi viene un anelito di godimento per qualcosa che non mi va al momento di motivare typerò: "Superiore, X". Tanto per farti capire, poco fa ho invato aL Riccioletto il seg. sms: ”Ho appena realizzato di aver detto a voce alta la frase “Sto per avere una razione ottimale di cibo” colla voce di Beppegrillo.”. Lui ha risposto “fantastico fantastico”.


Pronti? 1, 2, 3, via:


"Superiori, i Radiohead."










Che poi l'interpretazione che fa Thom Yorke di Benjamin Linus in Lost è magistrale. Riesce pure a sgranare gli occhi (pur nella sua condizione di occhi incasinati) per tutta una puntata. Nella foto di sopra ad esempio lo vediamo picchiato di fresco da quel rissoso, carissimo, irascibile Jack.


Sta per fioccare un Post su Lost. Un Lost Post. Come fare altrimenti.



sabato 19 luglio 2008

Bachelite.























Gli Offlaga Disco Pax sono un interessantissimo blog musicato dalla banda elettronica del loro paese, stonata come quella di qualsiasi paese minore che si rispetti. E' bello e consolante vedere che in continuazione la gente s'inventa qualcosa di nuovo. Prima c'erano i librettisti d'opera e i compositori, ora questo. Ottimo.


Non sempre il futuro ancheggia stroieggiando.


lunedì 14 luglio 2008

Re Carfagna.



















Allora, ci sono un francese, un inglese, un tedesco e Il Riccioletto. Il francese, l'inglese e il tedesco lasciali perdere, sicuramente faranno qualcosa di divertente (mai quanto l'italiano) ma non è pertinente con il fatto in questione; Il Riccioletto invece mi sta spammando la casella di posta elettronica con una serie di mail la prima delle quali s'intitolava 'Carfagna', e quindi le altre Re: 'Carfagna', e il problema è proprio questo. La nostra monarchia di tipo carfagno.












Dice Il Riccioletto, la Carfagna in tutte le foto che girano da quando è ministro cià gli occhi sgranati, in quelle prima no, e regolarmente mi allega tutte le foto del prima e del dopo. Ora, non che questo non mi faccia piacere, io che non vedo da anni la televisione ho scoperto che la Carfagna è una gnocca notevolissima (anche se questo m'inquieta; è strano dopo tante Bindi-Bonino ecc. vedere che le donne che ti governano te le potresti fare + o meno tutte quante, se messo alle strette). Ma sta cosa degli occhi normali e poi sgranati aL Riccioletto proprio non va giù. È strano, tra me e Il Riccioletto quello che storicamente in gioventù s'indignava sono sempre stato io, per il successo incomprensibile di Vasco Rossi, per l'esistenza di Jovinotti (un Djfrancesco ante litteram), per la musica da discoteca e tanto altro, quindi questo fatto m'incuriosiva. Ho proposto questa chiave di lettura, che in effetti m'ha fatto passare. Ho detto che mi ricordava me stesso il primo anno che insegnavo Acustica all'UM: mi sembrava di essere completamente impreparato rispetto al resto del corpo docente che mi pareva interamente costituito da luminari delle materie che insegnavano, e per tutto l'anno ho avuto una gran paura di essere beccato. Poi dall'anno dopo è stato tutto + facile, una casistica di risposte a domande strane ce l'avevo anche se ogni anno c'è quel paio di domande che boh? e sotto coll'improvvisazione. Ecco, forse in quel primo anno ce li avevo anch'io gli occhi sgranati. Quella povera Minestrina potrebbe semplicemente avere una gran paura che arrivi Oscar Luigi Scalfaro e la riporti per un orecchio nell'avanspettacolo scosciato da cui proviene. Il Riccioletto dice che in effetti sì, è questo che lo indigna, cito fra virgolette da una delle sue tante email al riguardo perché merita (soprattutto l'incipit è uno dei migliori che io ricordi): “Moltissimi italiani hanno un padre, e credo che tutti questi italiani dovrebbero ammettere che loro padre, con i sacrifici che ha fatto, vuoi nella cultura, vuoi nell'esperienza, che sia anche esperienza contadina, sarebbe più degno a ricoprire il ruolo attuale della Carfagna. Ritengo che fare ministro la signorina occhi sgranati sia una terribile offesa per ogni italiano non allocco. Egli non può considerarla più consona di suo papà. Così come ogni scarrafone è bello a mamma soia, (cosa verissima se ci pensi), possiamo dire che il ministro Carfagna è peggio a ogni papà.
























Uff, che fatica a Ricciolé! Spero di aver reso il tuo pensiero. Io glielo avevo detto aL Riccioletto di scrivere lui un post su sta faccenda che poi lo mettevo sul blog, mi avrebbe fatto sentire importante na cifra poter dire 'Ricevo e volentieri pubblico...”, ma non gli andava. Per finire, la mia prima chiave di lettura di tanto sgranar d'occhi era stata che proprio per la gnoccaggine della Carfagna ciaveva ragione Berlusconi ad averle detto che se non c'era quella rompiballe della Moglie n°2 ne avrebbe di certo fatto la Moglie n°3, tra una moina alla Famiglia e un'altra all'indissolubile Sacramento del Matrimonio. Aggiungevo che sarebbe stata una ficata vedere come quel vecchio tappo spelacchiato si sposa una senza manco preoccuparsi di chiederle un parere, e che forse è per quello che la poveretta in questione ha ancora gli occhi sgranati di chi ha schivato per poco la sciagura, tipo 'se non c'era la n°2 altro che Minestrina'! A pensarci bene questa tesi non è da buttar via.

Però.

Pensaci su. In quel lungo torpore che ricordo essere stato il mio liceo classico, tra le tante traduzioni che un quindicenne svogliato può eseguire puntando alla sufficienza preoccupandosi solo di grammatiche & sintassi senza manco immaginarsi che dietro ci sia il pensiero spesso interessantissimo di una persona, c'era quella storia di Caligola che in spregio al senato elesse senatore il suo cavallo. Quando sei adolescente a ste cose non è che gli dai molto peso, è molto più importante badare a brufoli/ forfore/ pinguedini/ magrezze/ stature/ assenze di motorini che far caso a quel calderone mitologico in cui Re Mida trasformò il piombo nell'Oro di Priamo colla pietra filosofale e poi del cul fece trombetta. Ma ora che mi appropinquo alla morte a larghe falcate, che magistrale è la storia! E che soggetto Berlusconi, Caligola sì che era gagliardo, vuoi mettere ma manco Caligola, diciamo Pannella + Cicciolina? Cicciolina sì che era preparata, guarda com'era rilassata anche dopo la sua elezione. A Berluscò, non solo non te sei inventato niente ma hai pure copiato male: quella, in tailleur, a na ministra ce potrebbe pure assomiglià, Cicciolina e il cavallo di Caligola al tailleur non ce se so mai piegati.

Come al solito, Berlusconi non riesce a stupirmi più di tanto. Chi mi stupisce veramente è tutti noi. Porcatroia, in effetti non c'è nessuno che ci scherza su? nessuna satira? nessun barista mentre ti dà cappuccino & cornetto? nessun tabloid? niente di niente? Femminucciste, le 'quote rosa' questa fine lasciate che facciano, alla fine? Boh. Si vede che oramai è normale.

E su Vista? possibile che nessuno sputi a Vista? Che nessuno inorridisca per il fatto che l'unico sistema operativo che si possa acquistare ormai per un PC sia così orribile? che tutti continuino in scioltezza a pagarlo al negozio? possibile che quel vecchio ragazzetto biondocchialuto americano di Bill Gates, dopo aver militato nei R.E.M., negli America e nei Doors come tastierista, grazie al monopolio informatico di cui è detentore ci conceda quest'unica beffarda costosa alternativa? Boh. Si vede che oramai è normale.

Per me no. Quindi ho fatto così.







  1. non ho votato Berlusconi

  2. ho votato Di Pietro, ovvero l'unico rappresentante di una forza politica con aspirazioni di governo che gli andasse contro senza incomprensibili imbarazzi (anche se mi è dispiaciuto un sacco di non votare il buon Walter Disney la cui umanità mi conquistava sin da quelle recensioni di film che faceva nei tardi anni '80 suL Venerdì di Repubblica, solo che cazzo, ti disfi della sinistra perché dici che è casinista e non governativa e poi ti tieni la Binettiporcodiddio?!!)

  3. ho pagato in più il downgrade da Vista a XP del portatile Dell che io & mio fratello abbiamo acquistato per i nostri genitori; adesso pare che non si possa più fare, vorrà dire che o si passa a Linux (porcodio che bordello, sigh) oppure chiederò a quella mia alunna che c'è riuscita come si fa a far girare il Mac OS su PC

Poi magari farò colà (ciò pensato +o- seriamente):

  1. continuerò a votare Di Pietro o peggio

  2. emigrerò in Australia, anche se mi sgomenta il fatto che sia ripiena delle peggiori insidie faunistiche mondiali

  3. lotta armata – che divertente.

Che soddisfazione a essere adulti e poter andare fuori tema quando e quanto cazzo mi pare. A questo proposito, oggi sotto casa mia ho comprato un paio di sneaker invero favolose, a soli 43 ecu.



P.S: che ficata, Il Riccioletto è proprio ossessionato dal fatto in sé, guarda che mi scrive appena gliò detto che stavo a fare il post su Re Carfagna:

Bravo bravo mi raccomando mettici tutto il mio pensiero. Fai ben capire che magari è insignificante che abbia gli occhi sgranati, magari è na cazzata e nessuno lo fa notare. Però porcoddio ce li ha sgranati, dal giorno che è entrata a montecitorio ce li ha sgranati. Facciamo un esempio.
Poniamo che dal giorno in cui è entrata a montecitorio invece di avere gli occhi sgranati avesse calzato delle scarpe giallo canarino. Porcoddio è na cazzata, nulla di rilevante, ma porca madonna so sicuro che qualcuno prima o poi lo avrebbe fatto notare , così , come un atto bizzarro o scaramantico o nulla di ché ma comunque degno di nota perbacco.

Se avesse varcato la soglia di montecitorio ogni mattino con un secchio in mano, ciò sarebbe stato sì insignificante e virtualmente non incompatibile con le mansioni di parlamentare/ministro, eppure per dio qualcuno dopo le prime settimane che questa faceva ste stranezze lo avrebbe fatto notare.

E allora perché cazzo di motivo nessuno fa notare che ha gli occhi sgranati e questo fatto è vero esclusivamente per t maggiore di un istante t con zero pari all'istante del suo primo ingresso in parlamento?
Cazzo su 60 milioni di italiani, questo fatto fa irritare solo me? Non ci posso credere che io sia il solo ad aver individuato in quegli occhi spalancati del cazzo il "cuore rivelatore" del fatto che in quel caschetto sexy nero nero dal first day gira in continuazione il loop "... speriamo che non mi beccano che non c'entro un cazzo - speriamo che non mi beccano che non c'entro un cazzo - speriamo che non mi beccano che non c'entro un cazzo... ".

Loop che gira seminando terrore, terrore magari di vedere il cartello di scherzi a parte, di essere un giorno accerchiata da mille risate.


Cià proprio ragione su tutto, quel caschetto nero nero poi è proprio sexy.


sabato 12 luglio 2008

Nelle mani di un immaturo.

Nell'acquario tropicale che mio padre da che io abbia memoria ha sempre curato e tenuto all'ingresso non sono mai mancati (li scrivo traslitterati come li ho sempre sentiti chiamare) Scalari, Pulitori e Cardinalis.

I Cardinalis sono pesciolini minuti ma cromaticamente divertenti, poiché si muovono a frotte da sinistra a destra e sono interamente ricoperti di intense striature fluorescenti rosso e blé. Che cazzo di vita, spero che la mia biografia sia un po' più articolata. Li precedevano nell'ordine i Pulitori. Ce ne sono diversi, alcuni si nutrono delle impurità della sabbia mangiandola e risputandola dalle branchie, ma i più cianno la ventosa al posto della bocca e succhiano i loro alimenti direttamente dal vetro che ne circoscrive le peripezie.

Chiudo il chiasmo cogli Scalari. Sono della famiglia dei Ciclidi, i quali hanno la caratteristica di essere curiosi e poco paurosi. Se ti vedono che li guardi da dietro il vetro si avvicinano a guardarti pure loro, e non perché sperano che tu gli manni la manna dal cielo, lo fanno anche a stomaco pieno della manna che gliài appena mannato. Certe volte ti senti un po' preso per il culo quando ti guardano, ti verrebbe da dirgli 'aò guarda che so io che ti guardo e nell'acquario ci stai tu', ma un po' non sapresti come comunicarglielo e un altro po' ti viene un brivido perché ti chiedi quanto sia vero il contrario.

Insomma, gli Scalari. Molto più belli i pescioloni marini, tutti colorati! I pesci tropicali esteticamente equivalgono alla frittura che ha dato l'ennesima svolta sanremese a D. Silvestri. Però gli scalari sono sobriamente carucci, oltreché simpatici. Chi abbia mai avuto la vicissitudine di approcciare queste piccole creature (lo sapevo che prima o poi mi scappava il linguaggio tecnico di Quark) e bazzicare per campi vettoriali (mi accorgo a volte di essere veramente un tipo poliedrico) converrà che c'è una cabalistica corrispondenza visiva tra 1 dei possibili simboli del prodotto scalare (una specie di “A” maiuscola senza la stanghetta orizzontale) e uno Scalare che nuota verso l'alto. Guarda la foto di cui ti doto, se non ci credi.

Ma veniamo a noi. Quando un pesce è morto, anche per compiacere Isacchetto Newton giace sul fondo. 'Allora perché da vivo galleggia?'. Non vinceresti nessuna caramella co sta scemenza, perché subito ti risponderebbero 'e perché tu stesso non stramazzi subito al suolo ma lo farai presumibilmente in un intervallo di tempo Δt piccolo a piacere?' (ingegneria, unica via). Le risposte sono che da vivi tanto tu quanto il pesciolino in questione avete in funzione organi deambulatori e di stazionamento che sono zampe, volendo braccia, pinne e vesciche natatorie. La vescica natatoria si riempie e si svuota di gas più leggero dell'acqua permettendo l'immersione e l'emersione del pesce che sembra stupido ma invece. È come un piccolo otre per scuregge interne.






















Orbene, un giorno torno a casa dai miei e vedo la solita storia di pesci sbracati sulla sabbia che la morte ha preso a schiaffi. In questi casi lo sventurato viene sottratto da un lungo forcipe alle ingiurie dei Pulitori (prova te a succhiare alghe da 1 vetro per tutto il santo giorno o 1 bel pesce stecchito, e poi dimmi cosa trovi più proteico), e poi consegnato allo sciaquone pietoso che ci aspetta a tutti quanti. “A papà ài visto? è morto no scalare” – “maché, è vivo, è vivo, guarda che respira”. 'Mortacci' penso, “bè, non ne avrà per molto me sa” - “guarda che sta così da 2 giorni”.

'Pornodìo' (le virgolette doppie sono x il parlato, quelle singole x il pensato, tutto ti si deve spiegare! che culo che ciai, se ancora esistevano i Futuristi erano cazzi tuoi), “poràccio, chissà come sta a soffrì”.

Al che mio padre si alza, viene a vedere e con fare paterno (ma guarda) mi fa prosaicamente “eh che devi fa. Cià la ghiandola natatoria danneggiata,” ('mazza, ci capisce di biologia Elio il cantante) “per quello sta lì sul fondo. È come un uomo che non ha una gamba, per questo non si muove.”

Ora come ora io ho 37 anni. Come recita il mio profilo sono sinora riuscito a serbare per il mio uso personale tutti i miei arti, giusto qualche organo ancestrale quale i capelli mi sono perso per una qualche biasimevole distrazione (non mia), e a questo proposito prima che fai lo spiritoso ti faccio notare che se proprio me la volessi tirare potrei andare dal più orecchione degli stilisti a comprarmi il cappello più costoso e ti farei schiattare a te che ti vanti di quei 4 capellacci che ti ricrescono in continuazione manco fossi una bambola, come direbbe Pattipràvo. Dicevo, ho gli arti ma pur avendo sculato i miei natali nell'emisfera più sghicia del mappamondo (quella senza machete, dico), di sventure fisiche ne ho viste il mio mucchio, come te. E di psichiche, pure. E tante altre di cui magari neanche mi è giunta notizia me le posso immaginare da me. Altre me le sono viste nei film, altre le ho lette nei libri. Uno a un certo punto si fa il callo, e spesso riesce a non farsi coinvolgere emotivamente neanche dalle porcate + incredibili.

Ma poi a 1 altro punto torna a casa colle difese abbassate, stanco, predisposto finalmente al riposo, gli casca l'occhio a sinistra, sull'acquario illuminato nell'ingresso buio e ti vede st'ennesima cazzata. È storto lo scalare, piatto come una piccola sottiletta viva e triangolare, perfettamente steso sulla sabbia ma colla chiamiamola testa piegata in su. I cristiani quando serve hanno le piaghe da decubito, quello grazie alla fallacia della sua vescica natatoria ha la testa piegata a 90° pure se nuota o sta sdraiato sulla sabbia sull'altro fianco. Quando gli metti il mangime si alza e nuota fino al pelo dell'acqua ('tira più un pelo' ecc.), ma poi che deve fa? può nuotare 24h su 24h? a un certo punto si stanca e va giù. E, curioso come gli altri scalari, quando ti avvicini ti guarda da dietro il vetro, da lì. Immobile. E sta cosa va avanti da almeno 2 mesi.


Simpatico dio, isn't it.


giovedì 3 luglio 2008

Le buone ricette di 1 volta.















Si parlava, nel post precedente, Del Fumare. Sapevo fare certe sigarette bbbuonissime, con pochissimi ingredienti poveri. Se vuoi ti do la ricetta, anzi te la do. Sono tutto emozionato.

DIFFICOLTÀ: media.

TEMPO DI PREPARAZIONE: anche 60'' se allenati.

DOSI: 1 persona, molteplici.

COSTO: economico.

INGREDIENTI (aggiornato al 22 settembre 2007, sigh)*

1 pacchetto di Old Holborn mild (quello giallo) – meglio quello da 25 gr. che quello da 50, perché all'ultimo tende a perdere la sua naturale umidità costituendo quello che in gergo si chiama 'segatura', quindi il pacchetto doppio di segatura ne fa di più.




1 pacchetto di cartine Rizla grigie – sono le più sottili e trasparenti, vanno bene anche le vecchie Smoking Blu ma si trovano più di rado. Evitare le carte più spesse, il fumo s'ispessirebbe di aromi non pertinenti. L'importante è evitare la cartina della sigaretta commerciale, dotata di anelli combustibili che ne garantiscono la consunzione completa (la sigaretta commerciale lasciata nel posacenere può bruciare fino all'ultimo, quella confezionata tende allo spegnimento se non aspirata regolarmente, il buon fumatore sa infatti dosare le boccate in modo da non far mai spegnere la sigaretta e senza farsi girare la testa).

1 pacchetto di filtrini Mister Filter o Rizla – rigorosamente da 4 mm. Attenzione perché quelli da 6 o peggio da 8mm (il diametro di una normale sigaretta in commercio) oltre ad aumentare la pesantezza della sigaretta (e quindi a diminuire la frequenza con cui si può fumare in tutta coscienza) sono di materiale diverso, sfilacciabile e non compatto, il cui sapore influisce in negativo sull'aroma.





Cartoncino – ideali i vecchi biglietti dell'autobus, quelli non magnetici (prima dell'avvento dei nuovi tornelli anti-portoghese ero contento di acquistarne solo per fini tabagistici). Meglio ancora se senza inchiostri. Ottima anche la strisciolina verdolina (69x17 mm) all'interno del pacchetto delle Rizla, ma sufficiente appena per confezionare 6 sigarette. Per capirci, la rigidità e lo spessore necessari sono quelli di un foglio A3 Fabriano.



*Per cartine e filtrini sono ottimi prodotti anche quelli di OCB, ma si dice che la OCB sia di Le Pen, brrrr.


PREPARAZIONE

  1. Prendi il cartoncino, mettiamo quello verdolino delle Rizla grigie. Piegalo a metà secondo il lato più lungo, poi a 1/3 e a 2/3 secondo il lato più corto. Poi strappalo (o ritaglialo) lungo le piegature ottenendo 6 striscioline di circa 23x8,5 mm.

  2. Arrotolane una in modo da formare un cilindro di circa 4 mm di diametro (guarda caso, quello del filtrino che sta per arrivare al prossimo punto – non è 1 ricetta bellissima?)

  3. Ora estrai dalle reciproche confezioni 1 filtrino (che ti dicevo?) e 1 cartina; se vuoi, osservane in trasparenza la filigrana, leggine le scritte, familiarizza coll'opalescente involucro che tra poco conterrà il tuo etereo piacere.

  4. Avendo cura di lasciare verso il basso il lato gommato della cartina, poggiaci sopra da destra verso sinistra il cilindretto di carta e poi il filtrino.

Nota: il filtrino funge da guida nel confezionamento della sigaretta impartendole il suo diametro. Alcuni sostengono che oltre a parte del condensato esso trattenga una parte dell'aroma. Poiché l'esperienza insegna che ci si può riconvertire a qualsiasi consuetudine fumatoria, suggerisco di abituarsi all'uso del filtrino. Non tanto per motivazioni salutistiche, quanto per poter alleviare il senso di colpa nel fumare. Si sa infatti che il maggior nemico del piacere della sigaretta siano i sensi di colpa del fumatore.

  1. Estrai 2 o 3 pizzichi di tabacco dalla sua confezione e sfilaccialo sulla parte non occupata dalla sezione filtrante. Più il tabacco è fresco, minore sarà l'effetto “raschiante” della sigaretta. Il massimo è quando si apre un pacchetto nuovo, tutto gusto & niente raschio, sarebbe banale aggiungere 'senza fischio' quindi guarda che bellissima preterizione faccio non aggiungendolo.

  2. Ora prendi le estremità della sigaretta aperta con pollice, indice e medio delle due mani, e gira in senso alternato la cartina tra le dita per conferirle una forma cilindrica, come fosse una Rossana ma senza provocare alcun rigonfiamento interno alla zona toccata. La sezione deve rimanere costante e cilindrica, al più è ammissibile il tronco di cono a raggio crescente verso sinistra (ovvero dalla parte del tabacco).

Nota: Questa è l'operazione più delicata. I rischi sono:

  • l'esagerata compressione del tabacco, che può limitare il tiraggio con conseguenti accensioni multiple della sigaretta (e una conseguente alterazione dell'aroma, nonché una maggiore tossicità dovuta alla ricombustione delle ceneri)

  • la mancata aderenza della cartina su tabacco e sezione filtrante, che può causarne la fuoriuscita durante l'uso rovinando completamente l'azione edonistica della sigaretta.

  1. Quando la cilindricità del manufatto ti pare soddisfacente, attiva l'effetto incollante della striscia gommata leccandola INDIRETTAMENTE, ovvero attraverso l'estremità della cartina che durante il rotolìo deve averla ricoperta. Tale procedura d'incollaggio è comunemente detta metodo "a bandiera”. La cartina può essere ridotta preventivamente tramite taglio, ma in questo caso il rischio di aver usato troppo o troppo poco tabacco sarà praticamente pari al 100%.

  2. Una volta bagnata la cartina in prossimità della striscia gommata, strapparne via lentamente e delicatamente la parte sovrabbondante. È questo il secondo momento di rischio. Il voler ridurre al massimo la parte cartacea per prevenire tumori non giustificati dal gusto causa spesso la riapertura della sigaretta. Se tale riapertura ha dimensioni minime, è possibile tapparla con una particola della cartina rimossa, altrimenti non c'è altra soluzione di riaprire completamente e ricominciare dal punto 4) con una nuova cartina.

  3. Ora, come si dice in gergo, “batti” la sigaretta contro una superficie dura e compatta, un tavolo, un orologio ecc., ovvero prendila appena sopra la sezione filtrante tra le prime tre dita della mano destra (a meno che tu non sia mancino) e scagliala contro la superficie dura. Da questa fase di perfezionamento viene la nota frase idiomatica “quest'orologio ha battuto + canne che minuti”.

  4. Porta alle labbra la sigaretta ormai ultimata, aspira una prima volta dalla fiamma senza inalare a fondo poiché parte del fumo conterrà il gas dell'accendino o lo zolfo del fiammifero. Nei prossimi 5 minuti sarai il Principe dell'Universo. Il fumatore passivo continuerà a biasimarti, ma in realtà i fumi della sigaretta industriale sono molto più acri, spessi e aggressivi. Ma, di questo come di tante altre cose, il cervello passivo del passivo fumatore non avrà autonomamente sentore.

Nota ulteriore:

Nella mia intensa vita di fumatore mi si chiedeva spesso il perché del “doppio filtro”; approfitto di questo spazio gentilmente auto-offertomi per renderne pubblica spiegazione.
Il “Doppio filtro” nasce soprattutto dall'esigenza di alleviare il Senso di colpa del Fumatore di cui si è già parlato in precedenza. Si usa (e quindi si inala) in tal modo meno tabacco, e consente l'aumento della frequenza della preparazione delle prossime sigarette. Poi ci sono degli effetti tutt'altro che secondari. Si rallenta il rituale del Confezionamento, parte integrante del Piacere del Tabagista, senza impattare sulla sua nocività. Soprattutto, il secondo filtro cartaceo pone una camera d'aria tra filtro primario e labbra del fumatore provocando il raffreddamento dei fumi incandescenti prima che raggiungano i bronchi, limitandone l'azione irritante sulle mucose e la conseguente produzione di secreti catarrini. Infine, poiché
a causa della riduzione della distanza tra la fiamma e la zona labiale l'ultimo terzo della sigaretta rende incandescente il filtro di acetato di cellulosa, l'inserzione di una seconda resistenza termica in serie causa l'aumento della resistenza termica totale equivalente, con la conseguente riduzione dei fastidiosi effetti ustòri su labbra e dita.

Che forza, tutta un'intera ricetta pure bella lunga senza manco un Porcodio! E sì che sta ricetta non me la preparo dal 22 settembre del 2007.


Paperblog