giovedì 25 luglio 2013

Laterizi.




















La chitarra è un ottimo strumento da suonare, quando innamorato. Specie se non corrisposto.
Puoi cimentarti ad esempio nell'esecuzione di Mondo sogna, deI Cosi, strozzandoti la voce sempre a quel passaggio che parla delle nuvole nere.
Poi, non sapendola suonare bene perché non è lo strumento tuo, puoi provarla anche al pianoforte. E, non rimanendo soddisfatto dalla tua esecuzione, accorgerti che non è tuo strumento alcuno.
Con la chitarra puoi scimmiottare Joao Gilberto, e rispolverare il tuo toccante patrimonio bossa. Agua de beber, Corcovado, Garota de Ipanema l'immancabile, O morro, O barquinho, The joker, Mas que nada, So danco samba, Chega de saudade, accidenti quante ne sapevi.

Sai che altro mi viene in mente? perché mi accorgo che stanotte hai davvero bisogno di dritte sulle cose da fare quando ti senti innamorato, corrisposto o no.
Beh, puoi rischiare di rovinarti una vacanza a Ischia da ottimi amici perché tutto preso a coltivare il tuo umor nero, quello senz'acca mi raccomando. Poi, vediamo un po'. Vattene a vedere il concerto dei Pelican a Spazio Pigneto, vacci bello allegro, ignaro di tutto ciò che ribolle e come al solito avrà per manifestarsi  autostrade meno convenzionali della coscienza. Mi raccomando accetta le stupefacenze che ti porgono i tuoi ex alunnetti, che adesso lavorano tutti, bene, benissimo, vuol dire che hai lavorato bene pure tu. Accettale poiché leggére, anche se sai benissimo che chi te ne passa era uno che caricava e caricava. Poi guarda una, bellissima, un po' sovrappeso ma bellissima, fattene guardare a tua volta, e partorisci dalla concupiscenza di cui ti trovi oggetto qualche frase. Per esempio andrebbe bene “Tu hai qualcosa di bellissimissimo che adesso non mi viene in mente”, non pensare alle conseguenze perché tanto sei fatto, o perlomeno ti vai via via facendo, “ma ho bisogno di qualche giorno per mettere a fuoco, facciamo così, andiamo a cena una di queste sere e ti spiego bene”.

Però per carità non dirla, perché altrimenti lo spettacolo di cui a breve sarai protagonista coinvolgerà anche lei. Dovresti ringraziarmi, perché è un ottimo consiglio. Infatti, devi andare piuttosto a sederti, provare a mangiare una macedonia, che magari ti rinfresca senza bisogno di zuccheri aggiunti.
Ecco, vedi? Ora infatti sei fresco, sì, stai proprio fresco. Non ti senti morire come pure a volte capita, però senti che corpo e mente sono cose ormai lontane dal tuo controllo.
Siediti sulla panchina, sbràcati sullo schienale inclinatissimo con molta prudenza, continua a essere guardato da due ragazze niente male che ti si siedono accanto e ancora non sanno che fra poco ti guarderanno per ben altri motivi. Inizia la tua ora e mezza di collasso immobile. Suda tantissimo, ma proprio tanto. Devi grondare. La gente deve poter sentire lo scricchiolio dei rivoli di sudore che ti scivolano addosso.
Bùttati avanti adesso, ma lentamente. Lentamente. La testa fra le mani, gli occhi chiusi.

Ogni tanto prova a prirli, gli occhi. Essi ti narreranno di un mondo incontrollabile. Richiudili, presto. Devi reagire o assecondare? Lascia perdere, è meglio. Hai bisogno di tutto il tempo necessario. Ti serve il tuo amico vicino, per potercela fare devi percepire il bene di qualcuno al mondo, anche se quando ti chiede una gomma gli fai capire che tirarle fuori è un'impresa impossibile. Fìssati sui dialoghi, ma uno alla volta, anche se alle orecchie ti arriva una somma di duecentomila onde diverse fra voci rumori e musica.
Scorgi gli atteggiamenti. Ogni parlante ha uno scopo e un ruolo. È sottomesso, oppure domina. Ha bisogno di cose, oppure può concederne. Di qui, la maschera che indossa. Puoi chiedertelo se vuoi, 'Ma anche da lucido questo gioco lurido è tanto sfacciato?'
Ma non è questo il problema. Non preoccuparti, comunque. C'è bisogno di tempi tecnici, ma dopo qualche contrattazione e l'ostentazione della ripigliata potrai rimetterti al volante e andare a casa.
Poi ne parlerai allo psicologo, quello sì che è tuo. E ti accorgerai che sei un impostore, che non sei per niente innamorato, che sì è bella, che bella che è, è intelligente, spiritosa, aggraziata, oltre a tutti i personali bug che spettano di diritto anche alla persona più abbietta. Ma tu sei vissuto benissimo (benissimo?) prima, e continuerai a farlo anche dopo (davvero?). Una magnifica opportunità, ma ci vuol poco all'astuzia della volpe per cogliere le asperità dell'uva. In seguito funzionerà ancor meglio la repulsione che si prova verso le persone con cui ci si compromette. E nel frattempo la luna è piena, gigante, fosforescente e pazza, e tu stai a fumare in terrazza e te la guardi da solo.

La prossima volta forse potrai evitare di vomitarle addosso i succhi gastrici per meglio digerirla, e farla da subito materiale di risulta che ti riempia i vuoti esistenziali, quelle carenze affettive che ti bucoannerisconono da sempre. Ti servono mattoni per abitare in una casa, e tegole, calce, sabbia, cemento. Vuoi che la gente non frema al pensiero di diventarlo? Sì bravo, spersonalizzala, sii compulsivo. Scrivile cose lunghissime al posto di vederla e vivere, calpesta i frutti del tuo lavoro. Svilisciti il carisma e annùllati ogni fascino. Deve essere brutto sentirsi laterizio di uno spazio infinito. Deve essere per quello che vieni sempre skippato anche da laterizi poco funzionali. Puoi tenertelo quel buco, se ci tieni tanto. E mi sa che ci tieni, vero? È lui che ti rende il pessimista più allegro del mondo che ti piace essere. Ma non restarci male se vedi che la gente che provi a infilarci scappa via a gambe levate. Falli accomodare fuori, la prossima volta, anche se non invitarli a entrare ti sembra maleducato.

In breve: continua a fare quello che hai sempre fatto. Però! ci metti sempre meno a ccorgerti dello sbaglio: evviva.
Ripromettiti, ripromettiti; e un giorno avrai grandi risultati. Ma con la prossima.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Quanto cazzo sei geniale.
Più invecchi e più ingenii.

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