domenica 11 dicembre 2011

De siderio (è latino, pazzo.)


 











 
  

Quando uno desidera una cosa, una volta conseguitala poi ne vuole subito un'altra.
Ecco perché a volte non arrivare scientemente a conseguirla, quella tal cosa, può essere un atto di grande (im)maturità (fai tu, che sei uno che la sa sempre più lunga della gamba). Anzi, può divenire 1 soluzione pericolosamente elegante.

È un bel problema, non trovi? l'Architetto che l'harchitettato deve avere la Mamma sporcacciona proprio.

Chi invece questo bel problema se l'è visto regalare, gente che si autocertifica col titolo di Umanità, non ha prodotto che poche contromosse. Appena due.

Una è il “distacco dalle passioni”. Roba che dovresti scegliere e autoimporti, una specie di autodisciplina cioè.
Quanto possa reggere te lo dice il nome. “Distacco dalle passioni” è come “lotteria con niente premi”, “meduse senza mare”, “zanzare senza estate”. Tutte cose raggiungibili, non lo nego, soprattutto in un'epoca altamente specializzata quale questa innegabilmente è.


L'altra è Stevejobs, ovvero buttarcisi a capofitto, facendo il Ziopaperone che vive sempre la stessa storia a fumetti in cui la mattina trova un chiodo per terra, e invece di scalciarlo via lo piega, ci pesca e la sera è miliardario. Tu non te la passi tanto bene, sei sempre nervoso e irascibile perché questa trovata di spostarti continuamente i traguardi non è tanto furba, e anche se non lo ammetti lo stress a una certa si sente. Sono ulcere, gastriti e continui travasi di bile.
Ti rode sempre un casino insomma. Anche il più innocente fra i tuoi astanti non è che un potenziale competitore o una minuta nullità. Questo non ti porta tanti amici, anche se sei circondato da adulatori e corteggiatrici che ti vedono come scorciatoja per essere sfiorati anche loro dal tuo apparente successo continuo.

Che posso dire. Sì, divertente, còni slogan che tutti ricordano, “me misero me tapino” “uack, quack & sbaraquack”, “pensa diverso”, “èssi affamato e pazzo” che forse è il più sintomatico, cioè in pratica “diventa quegli zombi che piottano del film 28 giorni dopo”. Pensa che fatica boja farà a piottare, uno cosa lenta e problematica come uno zombi.


Non puoi tu definirti Umanità quando pur avendo a disposizione così tanti secoli di tempo non hai saputo escogitare altro. Ma ti rendi conto? “Atarassic Park” senza manco gli effetti speciali, e Gli zombi che piottano, senza manco tanta carne umana a girare per le strade di quel film. Soluzioni, buddo-luddistiche nel primo caso, altamente logoranti nel secondo, entrambe del tutto prive di senso. Cioè, sei veramente uno zero solo ad averle concepite.

In realtà c'è una terza via. Io l'ho trovata pur potendo disporre di molti meno secoli, ma questo non mi rende granché intelligente in quanto percorrendola mi sembra spesso di scorgere tracce ancora fresche, ceneri ancora calde e segni di bivacco sparsi in giro. Quindi deve averci pensato pure qualcun'altro.

Il rincoglionirsi di sigarette, seghe e solitari di Windows. Una miscela di sigarette, seghe e solitari di Windows, in percentuale variabile.

Ajuta. Qualcuno più scaltro di me usa narcotici più potenti, vuoi le canne, vuoi la coccoina che però mi sa non vale essendo stata finita dagli iperzombi alla ricerca dell'up al punto Due, non che me ne intenda ma per conseguire un down soddisfacente forse è più indicata la Heroina.
Ciascuno può calibrarsi il fondoscala come vuole. Quanto ti serve per appiattirti le dinamiche? hanno esse picchi molto lontani tra loro? al caso tuo fa l'Heroina. Se invece sei un fessacchione ingenuo possono bastarti tante ma tante canne, basta però che siano tante davvero.


A me bastano sigarette, seghe e solitari di Windows.
Mi vanno bene non perché la mia dinamica sia tanto scarsa - hey, come ti permetti?
Le mie dinamiche sembrano le montagne russe, che ti credi. È che alle Lementari Suormichela mi ha detto di guardarmi dall'omino delle droghe, e che queste droghe sono per l'appunto l'Heroina in siringhe e la Coccoina se odorata fortissimo; ma Suormichela, che io ricordi, non ha mai menzionato sigarette, seghe e solitari di Windows.

Aspè, fammi pensare: può essere che non abbia mai menzionato tali sostanze, pur tanto stupefacenti? Le sigarette, forse: “fanno male”. Ma non credo, negli Anni Settanta le sigarette facevano male ma per scherzo, altro gran prodigio degli Anni Settanta. Poi che significa, anche il ruvido asfalto delle suore faceva male alle ginocchia quando te le sbucciavi rovinandoci su; ma non per questo ci vietavano di giocarci, anzi.

Magari le seghe? macché. Penso che se Suormichela avesse mai citato esplicitamente la meccanica di un corretto onanismo, si sarebbe trasformata istantaneamente in: 1) un demone fiammeggiante sbrattafuoco, oppure in 2) una layda pornoninfomane di 1m e 30.

Per finire Windows: manco esisteva.

Quindi è questo a incularmi. Sigarette, seghe & solitari di Windows non hanno scritto sul bugiardino “sono droghe, possono condurre alla solitudine e alla pazzia, leggere attentamente le avvertenze”. Non devi sborsare cifre da capogiro per venirne in possesso, o rapinare alcuna vecchietta. Ne hai praticamente sempre le tasche piene, detto fuor di metafora. Altre droghe meno palesi, come ad esempio i Giochi Elettronici,
pur essendo bellissimi sono stati banditi da me personalmente all'inizio degli anni novanta, data la sensazione di troppo pieno al giocarne uno, e di troppo vuoto al finirlo. Ciò non toglie che, prima di sperimentare il suicidio, eventualmente mi riserverei di giocarne in quantità per l'appunto suicide, per quanto temo che in decenni essi si siano evoluti in complessità sino al perdere ogni giocabilità futura, come per un Antico Romano sarebbe impossibile giocare a Donkey Kong o apprezzare Track&Field. Pensiero, questo sì, anticipatore di suicidii tristissimi, senza alcun palliativo ludoelettronico.
In più, il mio scarso amore
(per usare dei gran eufemismi) per le competizioni e la mia imprescindibilità alle passioni mi fanno trovare poco interessanti le soluzioni Atarassiche e Troppo Jobbose, Umanamente proposte in precedenza.
Tutto questo, e altro, non fa che favorirmi al giorno d'oggi un uso indiscriminato di sigarette, seghe e solitari di Windows.

Sigarette, seghe e solitari di Windows saranno le Sigarette degli Anni Settanta, l'Eternit dei Cinquanta. Un giorno scopriranno che
invece facevano male. Attento: non mi sento di escludere che negli anni Quaranta (ho detto attento: duemilaquaranta) la mia condizione di Uomo Schizoide del XXI sec. sarà vista come quella di un ingenuo sprovveduto causa l'abuso indiscriminato di sigarette, seghe e solitari di Windows.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Fantastico

Il Riccioletto ha detto...

Geniale, tragicamente illuminante non senza un solleticante humor. Drammaticamente "To the point".

mangimato ha detto...

Applauso:
Sigarette, seghe & solitari di Windows non hanno scritto sul bugiardino “sono droghe, possono condurre alla solitudine e alla pazzia, leggere attentamente le avvertenze”

Paperblog