martedì 18 gennaio 2011

Lettera & testamento.

Caro il mio bifolco, oggi son qui riunito per dibattere, e se possibile deliberare, su di 1 tema scottante: è possibile beneficiare di momenti creativi senza sigarette? è possibile, in altre parole, desigarettivizzare la creatività, quella vera intendo, imbecille!, quella che induce anche nel fruitore l'accompagnarsene per un pieno goderne. Eh? è possibile?!

Cosa odono, i miei sensi di ragno, cosa odono? son forse ribrezzi, questi tuoi di lettore velleitario, dinnanzi a tracotanta violenza verbale? Preferisci forse che ad essa io accompagni quella fisica? ma sì, ripristiniamole entrambe, che in natura se ne fa uso palese senza vergogna alcuna; aspetta solo che prenda la mia corda di pugile scalciante ed esegua tutta una serie di salti doppi & incrociati per spaventarti.

Ho ripreso diete e allenamenti, solitari, dopo gli stravizi delle feste e le contratture al collo. Sto infilando una sfilza di pezzi che guarda un po' mi sollazzano follemente. Solo ieri ne ho chiuso uno e fatto un altro, arrangiandolo tutto in una sera, io che sono così pigro specie nell'arte di arrangiarmi. Con quest'ultimo mi piacerebbe sottoporre il Sylvestre Berlusconio a mesi di cure Lodovico. Anzi, del
Ludovico Van percepisco gl'indomabili boccoli creativi solleticarmi le spalle, quando mi realizzo un'idea e me ne beo, beota che non sei altro, e poi per sublimare corro in terrazzo accendendomene una rollatami nel mentre.

La cosa che più m'inquieta è che dopo i Governi del Dire e il Governo del Fare, potrebbe essere la volta del Governo del Baciare.
O era già questo?

Nel caso, io sarei pronto. In questo periodo, se mi va, le donne non mi mancano. Sono io che a loro manco; manco l'ombra di me, vedono. Quindi sì, hai ragione: mi mancano le donne, tecnicamente. Ho ridotto ancor più i miei contatti, qualora sia possibile, e mi sento un lyone. Il fisico risponde. L'ultravioletto mi seduce nella doccia solare. Innumerevoli dimensioni mi seguono quando mi metto in moto, tu che sei ancora costretto in una terna cartesiana convenzionale. Mi esprimo i pensieri. Stoppropoammille.

Tutto ciò, non tanto grazie al fatto che mi vivo sempre più nella testa, certo anche questo ajuta lo svolgersi regolare delle cose. Ma grazie alle piccole dolcissime sigarette, che io mi fabbrico secondo la mia lauta ricetta personale, un pizzico di Bianco, la sottigliezza di un Rizlagrigia, un filtrino di acetato, un cilindrino di cartone e vualà, la mente piotta.

Peccato solo per questo catarro, questo respiro affaticato, cos'altro? l'intoppo cardiovascolare è troppo esiguo per adesso, nonché la pastura tumorale; di donnaincingermi non se ne parla, vuoi per la mia chiara condizione maschia, vuoi perché la vita sessuale quando ti si svolge nella testa è conforme anche alle specifiche del pope più nazista, e questo è 1 altro punto che non mi torna. Ma soprattutto:

Devi fumare, per non morire. Per non morire non puoi fumare.

Se fossi un replicante in Blade Runner, a quest'ora impazzirei.

3 commenti:

Il Riccioletto ha detto...

Un pacco di bianco (ma anche giallo) conterrà per lo meno un paio d' ore effettive di presente, da frammentare e somministrare a piacimento.

Cristina ha detto...

:) sono contenta di leggere che "Staippropoammille", leggerti mi fa sempre sorridere. scrivi molto!!! ciao Cristina

Anonimo ha detto...

Come mai questo prolungato silenzio?

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