sabato 30 ottobre 2010

Termometriadi.


Una delle rade soddisfazioni dell'aver conseguito il 63% di ingegneria elettronica è stata la faccia di mia madre quando le ho detto che, una volta raggiunto l'equilibro termico, prolungando il contatto con la sorgente di calore la temperatura del termometro non aumenta più.
 

Difatti al liceo, nelle mie infrequenti mansioni di sorgente termica febbricitante, mi ero sempre molto preoccupato quando dopo 3 minuti esatti mi faceva levare il termometro, “perché se lo lasci troppo gli aumenti troppo la temperatura e la misura si falsa”. Io chiaramente, nelle mie vesti di primogenito, non dubitavo delle sue parole autorevoli. Mi chiedevo soltanto se la stima dei 3 minuti fosse esatta, ad esempio, per ogni termometro nell'universo compreso quello che stavo usando. Mi preoccupavo non tanto perché sennò sarei dovuto andare a scuola: conoscevo bei trucchi per non farlo. Al liceo con le firme dei miei ero un falsario migliore di Donald Pleasence nelLa grande fuga. Quanto per una questione di Giustizia.

D'altronde mia madre era la proprietaria della copia deL nome della rosa che ancora mi rileggo con tanto gusto. Certi libri mi ha regalato, fra i più estasianti che abbia mai letto. Fin dalle lementari, Fattorie degli animali, Millenovecentottantaquattri, Signori delle mosche, Colline dei conigli, giusto i primi che mi vengono in mente.

Ma non ti distogliere: concentrati suL nome della rosa, anzi sul suo autore.
Ieri, dopo giorni & giorni di lezioni ininterrotte, mi sono finalmente concesso una giornata di acquisti. A sera in ordine cronologico nella bisaccia avevo:

- 1 pajo di bermuda Everlast neri, finalmente della giusta misura
- 1 pigiamino tutto nuovo, non di saliva
- Gaza 1956, di Joe Sacco
- Quaderni ucraini, di Igort
- Una borraccia metallica opaca, per portarmi la mia acqua modificata a scuola senza dovermi vergognare della sua opacità.


Tutte cose di cui, capirai, necessitavo da tempo. Come tutte le volte che esci per acquisti, anche in questa è stato un gran lottare odisseo contro le sirene degli altri oggetti desiderabili che ti si parano innanzi, quei maledetti. Bene, ce n'era uno il cui eff. Doppler mi stordiva più di altri, manco ne sapevo la prossima esistenza, tienti forte: è uscito il nuovo romanzo di Umbertoeco!

Roba per l'appunto da punti esclamativi, questa sì. È 1 romanzo storico, per giunta. Non su quegli angoli bui della storia di cui ci si perdeva in Baudolino o nelL'isola del giorno prima,
chìssene dei sacri graal o dei punti fissi dell'antimeridiano di Greenwich. Finalmente  questo sant'uomo, antipaticissimo quando compare in televisione ma buffissimo per la vena ludica che ha quando scrive, ci ha preso per bene il polso. Ha capito ciò che veramente vogliamo noi, piccoli lettori. E che vogliamo noi da lui, che vorremo mai? (sembra la metrica tronca di piede e di contenuti di una canzone di Bleàhsco Ramazzotti, brr, devo smetterla subito)

Misteri. Che siano misteri medievali di preti laidi, laidi, che sorridono tonti; o i misteri massonici contemporanei, e le cabale che dovrebbero spiegarci il mondo. Io voglio credere che questo sia il suo terzo capolavoro (Loana & le sue fiamme erano comunque carine), e che mi si conficchi nella rosa pristina delle mie letture favorite.

Un po' il problema è questo: che io voglio crederlo. Un problema dunque è che io creda qualcosa, 1 altro po' che addirittura voglia crederlo. Credere è un verbo che fa schifo, che non mi esce mai, e che se adesso mi è uscito io non lo cancello, quando ciavrò tempo ci rifletterò su e semmai prenderò delle contromisure. Ma il problema più grosso è che io quel capolavoro creduloso, io non l'ho mica comprato.

Io odio le copertine rigide. Già ci sono cascato colle Loane che dicevamo prima. Esse (le copertine rigide) sono scomode, non pieghevoli, brutte da vedersi quando segnate dalle injurie del tempo, e soprattutto ingombrano e costano un botto. L'avevo pure trovato da Fnac a 17 €cu per i soci, ma ho resistito. Quindi, per colpa dell'avidità dell'editoria che vuole spremere la cellulosa finché è calda, mi tocca aspettare chissaquanto che esca la vers. brossurata, piccolina e conomica come piace a me.

Nel frattempo però, una sbirciata l'ho data. Questa cosa teoricamente non si fa, sono stato educato a "questo non si dice – questo non si fa". Non si va in edicola a sfogliare le cose senza comprarle, e se le compri tanto vale che te le leggi a casa. Però ho fatto caso da tempo che la gente legge i libri in libreria, per un sacco di tempo, e che addirittura le librerie grandi assecondano questa pratica che credevo turpe montando degli appositi divanetti. 

Quindi ho letto le prime pagine. In cui quel buontempone di Umbertoeco si trastulla in descrizioni orribili degli ebrei, di cui chiaramente non ricordo una parola. Giusto che diceva che Gli Ebrei erano il popolo più ateo della terra, e questo prima ancora che rendermeli simpatici mi ha stupito, perché li vedevo così attaccati alle Antichytà dei loro Testamenti. Chiaramente queste mica sono opinioni Eche, tutta roba rygorosamente virgolettata di altri personaggi, tipo il protagonista che ricorda le dicerie del nonno. Poi aggiunge un'altra cosa sulla loro laydità di popolo, dice che sono sfrenati sessualmente, che forse dipende dal loro cazzomezzomozzato che si erge più facile & senza frenuli, e che questi cazzi fanno impressione per la sproporzione delle loro misure con quelle dei loro corpi gobbi e nasuti.

Al che ho chiuso il libro soddisfatto e sono andato al negozio di fronte a comprare i miei prossimi pantaloncini Everlast, gongolando per il momento in cui avrei saputo dove quel pazzo pazzo porcellone volesse andare a parare. Ma stamattina ho letto che non so quale prete o pretessa che insegna non so quali sofismi a non so quale università Preterintenzionale a pagamento,  diceva dalle stanche pagine dell'Oss. Romano che non si deve dire cose così brutte degli ebrei, che per tarare correttamente l'instrumento libraceo ci vuole affianco 1 personaggio positivo che alla fine sconfigge il male, chissà se uno tosto come Gigrobò con le sue transformazioni magnetotermiche potrebbe andargli bene a quella pretessa lì, ma senti che pretesse che hanno, arf arf. E ora chiaramente Umbertoeco risponderà, e ffettivamente quelle erano cose 1 po' forti, ma m'immagino che quando invecchi veramente (e non per finta come faccio ora io) a una certa non ti frega più un cazzo tantomeno del politicamente corretto, e vai giù duro. Tanto più che chissà come va a finire il libro, magari finisce che da questo popolo cazzuto mozzato esce fuori 1 messia infernale ben più adorabile dalle pretesse più acerrime, e allora dovrò aspettare e leggere da me per farmi 1 opinione.

Insomma, questi vecchiardi maledetti di Umbertiechi e dei suoi circostanti pretessi partecipano a 1 bel teatrino propagandistico, e dio tuo come sono ingenuo io a cascarci dentro, e invece di alzarmi ripulirmi e andarmene sperando che non mi abbia visto nessuno, star lì a sguazzarci dentro tutto contento, incrementando le dosi di clic stupidi grazie ai quali le repubblicheonline metteranno sempre più notizie sceme. Però però, che ci posso far? Umbertoeco mi fa notizia, e non vedo l'ora di leggermi questo nuovo tomo che s'intitola Praga + qualcos'altro, belle storie di intrighi, uau come sono emozionato.

Per il resto, niente. Ho poi parlato con quella nuova bellissima con cui in palestra mi guardavo tantissimo sabato scorso, reprimendo la tentazione di andar lì, all'ennesimo sguardo, e dire “non credi che in 1 paese civile dovrebbe esserci una legge che obbliga le persone timide a parlarsi, dopo il III sguardo conclamato consecutivo?”, mettendo lei in imbarazzo e non sapendo cosa dire dopo io. 5-10 min. di chiacchiere intensissime durante lo stretching, in cui è venuto fuori che addirittura pure lei non ha mai ballato in vita sua, dio ciarlatano che emozione, è 1 po' forastica ecc, e io ero così sorpreso che ho sentito del suo amore del trekking solo con le recchie e non col resto (anche se poi i miei sensi di ragno mi hanno fatto verificare che le piacesse + il mare, whew). “La mia motivazione è che sono un ex-grasso, e la tua qual è?”; e lei, esitando, “l'estetica”. Geniale & sempre lauta, l'autaconsapevolezza.

Poi ci siamo ritirati nei reciproci spogliatoj, e io dopo uno stretching così soddisfacent& intenso avevo un'andatura più sciolta di Jerry Lewis.

Ma dovevo parlare di Umbertoeco che ha scritto 1 nuovo romanzo, che promette pure bene, che infatti i preti hanno subito iniziato ad avanzare pretesse, e va a finire che è bello come Saramago che infatti hanno iniziato a dirne male che neanche era morto da 5 min, anzi più bello perché Umbertoeco fa più parte del mio passato, ho letto Nomi delle rose negli Abbruzzi al ginnasio e durante certe febbri del liceo, e non mi sono più fermato.

A proposito delle quali febbri, sta' a vedere che ciaveva ragione mymadher, e che i corpi s'ynfluenzano coi propri calori più di quanto suggerisca una corretta termodinamica, perché io adesso non posso pensare ad altro, a quant'è lontano sabato prossimo, e quindi dovevo allenarmi da subito a vere altro per la testa, non va bene fissarsi così sulle cose, specie se animate, quindi ben venga Umbertoeco e la calorimetria, perché la mia vita è anche questo e non posso sottovalutarlo, non devo smettere di lavorarci su.

Ha anche 33 anni, l'età x-fetta x me, un piede nel mio passato ma le sembianze jovanotte del mio auspicato futuro, poi sono figli, cose varie e tutto il resto. Chissà nel caso chi dei due morirebbe x primo, lasciando l'altro solo un'altra volta.

1 commento:

Mangimato ha detto...

E' inutile che ti nascondi dietro il corpaccione di Umberto Eco: il vero titolo del post doveva essere "La forastica del Fitness"

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