sabato 2 ottobre 2010

Smagliature.


È da un certo numero di volte che negli spogliatoi dei maschi mi viene detta roba tipo “ammazza, stai proprio in una forma fisica smagliante”. Ma non per scherzo, quelli fanno sul serio.
Quando succede, questo m'imbarazza molto, emetto quel sorrisino timidino & cretino che mi estirperei subito dopo coi coltellacci roventi di M. Strogoff, e poi a casa continuo a pensarci.

Certo, dopo tutto quello che ho fatto è chiaro che mi fa piacere. Ho fatto ctrl+X al piacere del cibo, e quella triplice ora settimanale di chicboxing devi vedé, come la prendo sul serio. Però resta strano uguale.

È come quando ti dicono “Complimenti! Lei ha vinto il 1° premio di non so quale Lotteriaitalia, per un totale ammontare di non so quanti milioni di €cu, che le verranno testé corrisposti esentasse in non so quanto pratiche banconote da venticinque”.

Fai conto che te lo dicano con dei documenti importantissimi, che tu capisci che non scherzano. La cosa ti fa piacere 1 casino, ma poi i conti vengono istantaneamente pareggiati da quel venticinque.

Tornando a prima, va tutto bene, mica mi lamento; però non sarebbe meglio disegnare quel fumetto da una bocca di femmina, e che femmina!?


Il che è improbabile, perché io dopo 1 vita di timidezze mica posso prendere & aggirarmi per lo spogliatojo delle femmine col pisello di fuori. Ce ne sono vari di motivi, e uno plausibilissimo è che io ciò i diti un sacco strafottenti quando digito, ma poi nella vita reale su certe cose mi blocco, e una di queste è 1) entrare nello spogliatojo delle femmine 2) col pisello di fuori. Anzi a pensarci mi fa strano la scioltezza che dimostro adesso nello spisellarmi di fuori negli spogliatoi dei maschi, che è una cosa che non avevo praticamente mai fatto e all'inizio m'imbarazzava e adesso no. Ed è un peccato che in quelli delle femmine io sia così timido, perché devo riconoscere che ciò dei punti che stupiscono pure me, quando mi guardo allo specchio da solo.
Quello che mi fa strano è che questi punti, guardandoli, non posso non pensare a quanto avrei desiderato averli, da ciccione. Certi muscoletti buffi che mi partono dal sopra della coscia che quasi si vedono da sopra i pantaloni, se li porto a vita piuttosto bassa. O tutti quei quadrilateri irregolari di sopra la pancia, delle pubblicità. Non è come quest'estate, che mi sentivo qualche rotoletto magari psicologico per tutti quei Magnum che mi mangiavo mentre fumavo - e lo facevo mentre godevo.

Che devo dire, è bello sentirmelo imporre oltre ogni ragionevole dubbio, vostro onore. Ma a che pro?

Io pensavo che tutto questo lavorìo mi potesse facilitare il rinvenimento della partner monogamica che cerco da tutta la vita almeno quanto Celenterato cerca tutto l'anno la migliore delle stagioni. A proposito della quale, forse un altro elemento delle mie attuali smaglianze è l'abbronzatura atomica che s'interrompe di netto solo a forma di slip dove invece, in un contrasto geniale, tutto è bianco.

Ciò costituisce una perfetta metafora della caducità del mio lavorìo. Anche la più atomica delle abbronzature è destinata a soccombere al Gen. Inverno (e questo è 1 trauma ti giuro non inferiore a quando capisci per ultimo che ti stanno cadendo tutti i capelli). Allo stesso modo, questi miei sono gli ultimi schioppi prima di una irreversibile decadenza fisica. A cui, consultandomi la carta d'identità, non manca poi molto (ma devi ammettere che io un giorno sarò un bellissimo vecchio, tenerissimo ad esempio quando si cimenta in un calcio girato).

Cioè, io non voglio che a mettermi i diti increduli nelle piaghe perimetrali di quei strani quadratelli che adesso ciò sulla pancia sia una S. Tommasa qualsiasi. Cioè cioè, io lo vorrei pure, almeno nei consueti appuntamenti solitari & lauto-erotici.


Però la malediz. che ciò, è che qualsiasi sciaguratella io inizi a vedere abbordabile, subito la soppeso quale innamoranda, e come tale la judico. E il verdetto è quasi sempre un puah. Immemore nel frangente che magari anche dei diti disinnamorabili potrebbero solleticare abbestia.

Cioè, capito che mi succede? io vorrei tanto del sesso con delle femmine aulentissime. Lo voglio, lo voglio, fortissimamente lo voglio. Però ho sempre più conferme che per la mia mente traviata il sesso non è un punto di partenza, ma di arrivo. Una vera & propria fregatura, che mi espone a 1 sacco di rischi che adesso ti suggerisco, visto che tu stai facendo la tua solita scena muta: metti che poi quell'innamorando arrivo sessuale non mi soddisfi, metti che all'improvviso la mia mente si dis-travii e io scopra quanto sono brave un sacco di regazzette non necessariamente innamorabili, metti che di botto mi ricrescano i capelli ma troppo veloce e mi vadano negli occhi ciecandomi, metti che. E non è che io desideri arrivare al sesso e non partirci per chissà quale virtù; ma piuttosto per un volgare inquinamento.

Nella fattispecie, il mio peculiare inquinamento parte sempre dalle grosse carenze d'affetto femmineo che da tempi immemori mi contraddistinguono. Intendo dire porcamadonnaccia zozza che vorrei stare sempre tutto abbracciaticciopciùpciù; e che se questo arrivo ad ottenerlo, allora sono cazzi miei. Perché da lì in poi di un rapporto posso tollerare le peggio magagne.

È una maledizione, lo ammetterai persino tu che di maledizioni non sei pratico e ciavrai la casa dove entrano & scono i preti benedicenti per gabbare gli allocchi beneficienti.

Ma che ci posso far?

Giusto l'altro giorno ne parlavo con un'ottima ripescaggia fra le mie compagne di liceo. Io sostenevo che uno può pure razionalizzarsi, da solo o in compagnia di professionisti annoiati o amici dilettanti, e poi prorompere nei più singeri e commoventi “ah! ecco perché ogni volta in questi casi dico ...” o “ora capisco il motivo per cui mi comporto sempre nel modo ics”.

Ma poi le chiedevo, Una volta capìtosi, come si fa?


Come vedi, il mio compitino l'ho fatto. Ho razionalizzato. Adesso, dislocati sul corpore, ciò questi famosi "punti" che stupiscono l'ex-ciccione ch'è in me. E adesso che si fa? vien qui l'Olandesina? sarebbe inutile, io odio lo stress di parlare in altre lingue, per di più non parlo l'Olandesino.

Ma è inutile che sto qui a parlare, a dire, a riferire, a ragionare. Allo stesso modo di Bobbysolo o Litteltony che poi è la stessa cosa: “ho capito tante cose”.
Ma capire non mi basta. Capisco per esempio di essere pelato, ma questo non mi rende alle recchie quei gentili rumori di forbici che tanto mi rilassavano, un tempo, previa lettura annojata di riviste da barbiere.

Invece, capito che dico? Il vero bordello non è tanto capire. Io sono 1 ottimo, come dire, capitone? capitello? persino di me stesso, anche se
rispetto ad altre cose mi ci vuole più tempo di sicuro. E infatti capire se stessi è la cosa più complicata perché, come si dice, gli specchi ti sputano in faccia il contrario.

Ma come si fa quando invece ciai incasinate le emozioni?

Io posso capire il prima, il durante e il dopo di un'emozione, o posso in prospettiva arrivare a capirlo dopo un tot, anzi mi ci scopro sempre più inesorabile, nel capirlo. Io posso fare quello che voglio, se lo voglio. Rinunciare alle cose più prelibacee. Cimentarmi nelle cose più spaventose. In questo momento riesco persino a digitare a 2 metri lineari da un pacco seminuovo di Old Holborn giallo, filtrini slim e cartine sottili, non toccandone da 1 mese lunghissimo.

Ma poi? In quale emopalestra ci si deve poi iscrivere?

O forse – non ci credo - a quei rumori di forbici dovrei rassegnarmi a rinunciare?

Oh, non mi rispondere eh, non è che poi mi rispondi, sono solo domande retoriche & senza risposta, ci saprai fà, almeno, a Domande Retoriche & Senza Risposta.


9 commenti:

erre ha detto...

anche io ho ricomprato il Giallo. più soft, più leggero, meno cioccolato-friendly.
la cosa dei tuoi post è che mi vengono tanti pensieri quanti sono i paragrafi di cui si compongono.
poi arrivo alla fine e nella testa non mi rimane più niente. o poco più di niente.
che nel caso di specie si manifesta nell'idea di te che giri ignudo nello spogliatoio dei masculi.
questo per dirti che non pensare che in quello femminile ci sia chissà che bendiddìo. anzi. il più delle volte è uno schifodellamadonna. te lo dico io da femmina un tempo avvezza alle frequentazioni ginniche.
in ogni caso, sappi che una discreta rappresentanza del gentil sesso farebbe i salti di gioia, probabilmente mascherandoli dietro manifestazioni orali di finto disappunto, a vedersi entrare un uomo nudo negli spogliatoi.
sappilo.

Vilipendio ha detto...

Come facevi a sapere del cioccolato in quello Blu, non l'avevo mai detto a nessuno.

Un altro mistero è che io vorrei invece arrivare a grandi conclusioni, ma tutti i miei noise intermedi mi sono irresistibili. Anzi, è proprio per farmene sciamano che questa cosa di scrivere mi diverte molto.

Invece sullo spogliatojarsi, ora che mi ricordo, mi viene in mente che una domenica pomeriggio (c'ero quasi solo io, forse in tutto eravamo 4-5), a un certo punto è entrata un'inserviente. Coll'apostrofo, capisci il genere.

Io subito mi sono guardato intorno, cercando Nanni Loy, o Gerry Scotti, o almeno qualche sgherro di Antonio Riccy. Ma non ce n'era alcuno. Quindi era una cosa vera, capito, io e tutto il resto della situazione esistevamo veramente. Io ero lì nudo che mi asciugavo. Avrà avuto 40-45 anni, mai vista prima, asciugava per terra collo spazzolone, cambiava i sacchetti della spazzatura, le cose flemmatiche che fa un inserviente senza postrofi.

Boh, non succedeva niente di diverso, tutti parevano perfettamente a loro agio e allora io ho continuato a sciugarmi e a vestirmi coi soliti ritmi lentissimi di uno che non vuole toccare niente per non riempirsi di funghi porcini, la mia fortuna in quei casi è il non avere capelli da sistemare, le femmine si stupiscono sempre che io dopo gli allenamenti esco contemporaneamente a quando escono loro coi capelli sistemati.

Era strano, questa un po' guardava ma soprattutto no, madonna a pensarmi nei suoi panni in mezzo a delle femmine gnude nel loro sacrosanto spogliatojo, io avrei assunto ogni tono dello spettro visibile & invisibile, dall'infrarosso all'ultravioletto. E invece la sua scialàns, come diceva una che conosco, la trasformava istantaneamente in un Playmobil asessuato e inoffensivo che sbriga delle mansioni.

Cosa c'insegna questa faccenda, cosa c'insegna? non lo so, io sono più bravo a inquinare le acque coi miei paragrafi pensierosi, che a produrre insegne. Ma questi 2 commenti sembrano suggerire che le femmine imbracciano spesso la disappuntualità certe volte anche finta, e i maschi sono più paciosi. Oppure i maschi sono più laydi, Laydi, ti sorridono i monti? oppure sono io che sono uno smidollato senza personalità? o sono gli altri che non si stupiscono mai di niente? o tutte quante queste cose, o nessuna?

Non lo so; so solo che avrei una gran voglia di fumarmi del cioccolato.

erre ha detto...

premetto che io sono totalmente negata coi paragoni, però se fossi brava ti direi che mandare una donna in her middle 40s con lo spazzolone in mano, magari in tuta grigia con la braga molla, a rassettare uno spogliatoio maschile sarebbe come...uhm..come dare dell'Averna a uno che appena finito di correre una maratona. non so se rendo l'idea.

il playmobil asessuato con il caschetto nero spacca.
li vorrei anche io, dei capelli così.

questo per dire che l'uomo da palestra è forse più..non so, però forse hai capito.
è come per il cioccolato blu.

Anonimo ha detto...

Ciai ancora quel sorrisino timido e cretino? A contarli, dovrebbero essere almeno 13 anni che ne ho rimembranza.
Cmq, tornando alla nudità, la medesima è meramente una questione di abitudine.
Ci si abitua alla nudità.
Io mi sono abituata alla nudità altrui ed ho costretto altri ad abituarsi alla mia.
Ciò è valso per i frequentatori amichevoli della mia casa, luogo in cui io PRETENDO di stare comoda, e se per me comoda significa girare in mutande, chiunque deve accettarlo.
Mi sono abituata posando nuda per fotografi.
Mi sono abituata frequentando le saune in Finlandia, dove CHIUNQUE, entra, esce e sta nudo. E non immagini quanti maschi a pisellozzo di fuori si siedono a fine sauna sulla veranda a bere birra e sti gran cazzi di altri esseri, femmine o maschi che siano.
E' solo abitudine.
La nudità può colpirmi per un valore meramente estetico, così come un quadro, un paesaggio etc. Ma ciò non stimola in me nulla che non sia un'emozione estetica, senza alcun riscontro di tipo sessuale.
Sono altre le nudità in grado di colpirmi. Ancor di più quando quelle siano celate, perchè svestire quelle nudità significa conquistare un patrimonio intoccabile ai più.
Quindi, fossi stata la signora della pulizia, me ne sarei fottuta ai massimi livelli degli ignudi, ed il mio unico pensiero sarebbe stato: "diomio che palle questo lavoro di merda".

Per quanto riguarda, invece, i tuoi problemi catto-sessuali-affettivi, fondamentalmente ritengo che si riassumano in un unico concetto sintetico:"Sei un fifone". E di quelli della peggior specie. Quelli che non hanno la minima intenzione di fare uno sforzino per provare a vedere cosa si può cambiare. Quelli per cui le cose o sono così o vaffanculo. E andrebbe anche bene, se poi non ci si lamentasse di continuo della cosa.
E poi stellina, ciai 40 anni praticamente, ebbasta co ste cazzo di carenze d'affetto femminili. Basta! Che li hai vissuti a fare tutti sti anni se non ti sono serviti a darti una botta e uno strattone dal solito marciume purulento del "passato, l'infanzia, l'adolescenza, oddio oddio"? E-vo-lu-zio-ne.
Basta con la storia dell'ex grasso!
Ma tutto il resto di te, dov'è? Dove l'hai messo? Non farmi pensare che non ci sia un "resto di te". Eddai su, lo sai che ciò un brutto carattere, poi mi abbrutisco e tu ti offendi.

Mangimato ha detto...

Che post Narciso.
Saluti a Boccadoro

Vilipendio ha detto...

Il Playmobil spacca sì. Se a Carnevale mi piacesse travestirmi (e non è che non mi piaccia, è che se azzeccassi il trav. giusto tutti poi mi guarderebbero, e odio sentirmi guardato da persone non speciali), allora ho sempre pensato che mi sarei voluto fare
dei capelli di gommapiuma marrone e rigida, con la frangetta-sawtooth dei Playmobil.
Poi naturalmente ci vorrebbe anche un corpo trapezoidale e le gambe a stecco. Un po' come il corpore sano di Pavarotti quando dimagriva, secondo me ciaveva 1 esoscheletro ottimo nell'emulazione di un Playmobil.
Che poi da piccolo i Playmobil non mi dicevano niente o quasi. Certo, come tutti ne ho posseduti alcuni, ma con indifferenza. Preferivo i Big Jim, almeno fin quando Claudia non mi ha fatto notare che significava "Grande Giacomo", o i Puffi, o le collezioni di minerali.

Poi un'altra cosa che spacca sono certi sorrisi timidi & cretini, se rimangono ancora impressi a distanze tredicenni, e qui ci starebbe bene un punto&virgola e una parentesi tonda chiusa, che però non digito come omaggio alle audaci teorie deL Riccioletto.

Che dire, sul resto. Non so se devo difendermi, da cosa poi. Ragionavo solo a tastiera alta, penso che chiunque lo faccia si esponga facilmente a dei bei florilegi di critiche. Io semplicemente queste critiche cerco di farmele da me.
Non credo di essere particolarmente fifone. Ci sono casi in cui non lo sono affatto.
Per esempio, quando spendo più tempo a criticare me che a farlo con altri.
Ultimamente poi sto esternando molto il mio disappunto, quando ne produco, purché in modi urbani. Lo faccio ogni volta che mi ricordo, non è facile perché non sono per niente abituato, poi mi sento molto più contento di quando invece non mi accorgo di niente e somatizzo con le gastriti o le orticarie.
Boh, soprattutto da 2-3 anni quando mi accorgo di avere delle fobie o delle debolezze mi ci capoficco, mi angoscia molto più tenermele intonse perché ho l'impressione che facendolo mi si acuiscano. Questo mi fa sentire parecchio darwiniano, non mi ci vuole neanche del coraggio particolare, è abbastanza semplice e lo diventa sempre più.

"I miei problemi catto-sessuali-affettivi". È specie il primo termine a farmi roderculo dibbrutto. Perché è vero, sono veri tutti&3. Penso siano inquinamenti connaturati da tempi immemorabili, indelebili in quanto tali. Non credo che uno per esempio aggressivo possa diventare amabile solo per un atto di coraggio. Spero per lui e per me che possa giusto imparare a riconoscersi per quello che è, e se non si piace cercare reazioni alternative più simpatiche, e magari chi cerca trova, non so dove né quando, ma poi magari trova.

Sarebbe bello che gli nquinamenti, d'incanto, >puff!< svanissero, e i cormorani si smacchiassero di botto. Che il buco dell'ozono si ricucisse, l'Arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescovodicostantinopolizzasse e via dicendo. Però non succede mai. Eppure, se non fossi un pigro, potrei scrivere una serie di cose che lo permetterebbero. E poi elencarne altre per le quali non si verificherebbero mai. E via, in una eterna procedura ricorsiva, simile a quegli esercizi di retorica ciceronica che orecchiavo al liceo mentre vegetavo.

Oh, a me il nosce me ipsum mi rilassa 1 cifra, quasi come una sauna sui muscoli contratti da consuetudini narcisistiche, ma molto meno narcisistiche di quelle che enumererò in un prossimo post ;) oops.

Poi basta dai, che se continuiamo colle psicanalisi di gruppo arrivano le Mariedefilippiche, e lì sì che ci abbrutiamo e ci piglia male a tutti quanti.

Anonimo ha detto...

Sai perchè mi ricordo del sorrisinoecc.? Perchè a quel tempo pensai tu fossi ben più giovane di me (tipo:"Ma guarda che bel bambinetto timidello"), e quando dopo diversi anni ho invece scoperto che sei più vecchio (sì sì vecchio tiè tiè) di questa Anonima son rimasta sorpresa. Non so come sei ora, probabilmente anche attualmente sembrerai più giovane della tua età. Sovente è così che accade.

Delle psicoanalisi di gruppo me ne frego (più che altro me ne frego del gruppo), però A ME MI piace interagire con una certa verità (quella di cui ti dissi che puzzavi), e se devo star qui a sbattere i ciglioni, abbassare lo sguardo e fare pucci pucci con le piume di struzzo rosa mi sbrago le palle.

La fifoneria che ti attribuisco (anche se ribadisco che sei cmq meno fregnone) non è nei confronti della autocritica e della gnosi (che lì, anzi, c'è tutto un autocompiacimento della madonna ed un sollevarsi dell'ego nel riconoscimento di sè), ma nei confronti e nel rapporto con "gli altri".

E se ti metti sulla difensiva non ti ci parlo più.

Anonimo ha detto...

Uhm ho dimenticato due cose e non sbuffare.
1. Non credo ci sia qualcosa di assolutamente indelebile. O meglio può essere indelebile nel suo aspetto di vissuto, ma non certo nella sua efficacia di causa rispetto ad un effetto.
2. Non è tutto bianco-nero. Aggressivo non significa in via assoluta non amabile e viceversa.

Il Riccioletto ha detto...

Bruttaffare non sapersi esprimere tanto bene altrimenti sai le cose che chavrei in testa (oltre ad almeno un migliaio di capelli ricci).

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