domenica 1 agosto 2010

Le mie vacanze.


Dalle mie vacanze ho appreso alcune cose.

- Una ragazza che ha il braccialetto alla caviglia sinistra vuol dire che è single

- Adesso so cosa mi disturba delle discoteche. Ér Nesto mi chiedeva se mi piaceva quella (“Guarda guarda che pezzo di fica quella?”). Io non volevo contravvenire, ma non mi comunicava niente. Ballava sul bancone in atteggiamenti che volevano essere sexy e lo erano, a giudicare dalle facce di chi la guardava. Poi l'ho rivista il giorno dopo, Non più in jeans attillati e canottierina bianco-trasparente, ma in un vestitino-gonnellino corto, rosso a fiori. Era in effetti molto bella, ma in discoteca no. E dopo tutto questo tempo, allora ho capito.

È come se a Ferragosto si stesse tutti sulla spiaggia col caldo, all'ora di pranzo. Qualcuno dice, “ficchiamoci tutti sotto questo piumone pesantissimo”. Nel mio profondo stupore tutti accettano, ci corrono sotto e allora succede una cosa magica: alcuni si scelgono e fanno le loro cose lì, o si allontanano coll'intenzione visibile di farle ancora meglio. Altri se ne escono colle pive nel sacco.
 
Ma tutti sudano, perché è caldo. Caldo dannato.

Il caldo è chiasso, sudore, la puzza di fegati che spurgano alcol dalle bocche, gli urti colle persone, blob umani invalicabili, i fischi e gli urli per darsi convinzione a vicenda. I focolai di risse, i buttafuori, i vestiti buoni che si inzuppano di fumo e lerciume. I barman schizzati, gli shaker che oscillano a frequenze udibili e i diggèi colla cresta. Se me la fai vedere il giorno dopo mentre cammina, quella ragazza piace un sacco anche a me; semplicemente. Adesso no; mi è troppo urgente rilevare l'insensatezza di quel piumone. Poi è chiaro che sono io che non vado bene, e che il non rilevare pezzodificaggine danzereccia probabilmente deriva da determinati miei tabù. Piacerebbe anche a me muovermi bene e sperimentarmi, prima che sperimentare chiunque altra. Questo è un sistema che per gli altri funziona, evidentemente. Ma il noise di quel piumone mi sarà sempre soffocante, e io non potrò mai fare finta di niente.

- Quindi per la seconda e terza volta in assoluto ho fatto da guardaroba vivente di felpe e borsette mentre tutti ballavano.

- L'Insieme Universo delle ragazze che arrivano a interessarti si divide in partes tres. 1) quelle la cui bellezza è pari alla sostanza, e lì è il massimo; 2) quelle la cui sostanza te ne può rivelare una bellezza; 3) quelle la cui bellezza te ne fa sognare una sostanza. Quella ragazza lì a fiorellini faceva parte della rispettabile categoria delle 3), ma solo il giorno dopo.

- Ho parlato per ore con una ragazza splendida, sorprendendomi della vastità delle intersezioni e delle differenze. Mi piacciono, certe sorprese. Quasi quanto mettemi in discussione.

- Ho accettato qualsiasi cibo, ho bevuto alcolici normali e super, e fumato sigarette piccole e grandi. Torno a cibarmi del solito e a disdegnare gli alcolici, valuterò se riprendere colle sigarette che restano squisite, ma credo di no. Anche questi sono noise. Non sono miei punti di arrivo e più o meno dolorosamente ne posso far senza.

- Ho chiesto per strada il perro cercando il porro, ma per fortuna il primo, bleah, non me l'hanno dato.

- Ho rivelato che al questionario dei 3 giorni avrei spuntato la voce “vero” alla riga “Vorrei non essere mai nato”. Inducendo rabbia in alcune ragazze, e tentativi di cambiare istantaneamente discorso in alcuni compagni. Non so, a me pareva una cosa carina da dire, aspettando l'alba da una terrazza panoramica. Di certo nessuno si è accorto che a quest'ora sono ancora vivo, e magari un motivo c'è.

- O magari non era poi tanto carina come cosa, e l'egocentrismo potrebbe essere l'ennesima bambola che la bambina stringe tanto più i grandi si fanno incomprensibili.

- Tornando all'aeroporto ho sbagliato strade su strade, e ho perso l'aereo. Ma a Girona ho abbordato tre ragazze. Una di loro sembrava Claudia. Per il viso, il sorriso mascelloso, la statuarietà giunonica, la cattiveria di quando scherzava.  Perché era di Bologna, e le amiche erano andate al Galvani. Ci ho passato il pomeriggio. Io. Per la prima volta. Non è successo niente di quello che prima mi spaventava. È stato... facile.
Alla fine non ho chiesto cellulari o contatti Facebook, seppure a malincuore. Quella che mi piaceva ha dichiarato un ragazzo, e non mi dispiaceva calarmi nei panni del nobiluomo totalmente disinteressato. Ma come rilevava Il Riccioletto, quei panni calzavano a pennello ai miei sensi di colpa per aver fatto una cosa proibita. Loro se lo sarebbero aspettato, e magari non si sono spiegate quello che, dopo aver chiacchierato bene e ben scherzato, deve esser parso come una specie di rifiuto finale ai loro occhi. Riccioletto che è venuto a prendermi all'aeroporto accompagnato da una ragazza francese superiore.
Dovrei forse rinunciare all'idea che sia possibile razionalizzare ogni cosa.

- Ho incontrato un sacco di persone, diverse da me, nondimeno interessantissime. Mi sembravano elaborate ma semplici, più o meno piacevoli. Interessantissime, davvero. Certe volte interessanti addirittura quanto ultimamente mi interessa Me. Ho parlato a lungo con una diciottenne, mentre la sorella quindicenne mi sorrideva e basta, comunicativa come poche. E il giorno dopo coi genitori cinquantenni, che ci invitavano dappertutto e ci hanno fatto fumare il loro porro, buono e piacevole anche dopo l'ennesima notte insonne, ed è stato sempre bello. Sono stato bene con i miei compagni. Ho letto per la prima volta i Racconti di Hemingway in uno dei posti in cui probabilmente ne ha scritti. Mi è piaciuto pure lui, completamente estroflesso eppure bello anche per me, da anni introféssissimo. Parla attraverso i suoi personaggi di tutto ciò che gli capita, e mai di quello che gli passa per la testa. Giusto qualche vago stato d'animo, ma niente sensazioni, pensieri, emozioni. Esattamente il contrario di me. Ma, lasciami dire, io & lui cantiamo lo stesso disagio.
Ho saltato a pié pari varie notti di sonno. Le - com'è che le chiamano? ragazze, quelle lì, con cui ci si fidanza e magari pure ci si scopa, sono sempre strane e indispensabili. Hanno fatto scalpore i miei quarant'anni insospettabili (ci lavoro sempre molto) e il mio disadattamento (per quello, varrà la pena, “lavorerò di più”).

A Cadaqués ho lasciato diverse abitudini, ma il bagaglio con cui torno è più grande.

11 commenti:

lu ha detto...

Grazie a te anche il nostro di bagaglio e' piu' grande... diventeremo delle fan sfegatate del tuo blog. lu e mary lou
NB scrivi bene. lu

Vilipendio ha detto...

Quanto a te, avventore occasionale, io te lo dico: questa qui non è una che fa i complimenti solo perchè uno dice "splendida", eh.

Mangimato ha detto...

La coppia Er Nesto e Vilipendio in discoteca è improbabile quanto un film con Jack Nicholson e Bombolo

Vilipendio ha detto...

Scherzi? Gli ho visto finalmente fare "L'airone", come dici tu, mi segnalava invano le ragazze migliori e addirittura mi veniva a cercare per la strada quando non mi vedeva più. È stato molto protettivo.

Tzé tzé.

Mangimato ha detto...

Dicesi "Albatross"

Il Riccioletto ha detto...

Da paura la metafora del piumone/discoteca, più chiaro di così non si può. Mi ci ritrovo appieno, penso che moltissimi in realtà (forse pur sempre in minoranza) ci si ritrovino. Molto bello questo post. Della cugina doltralpe ti ricordo che ho il numero di telefono. Ho quasi quarantanni, una valanga di sudici fetish, tanta passione per la pornografia ed un numero di telefono parigino.

fruttimentali ha detto...

A Ricciolé, io me credevo che stavi meglio di Vilipè... forse mi sbagliavo.
Comunque quello di Vilipendio verso la fica acerba sembra uno snobbismo da uva alta. Si, va bene la coperta, ma quest'ultima è una semplice trovata commerciale per tutti quei buonficconi senza pretese che apprezzano il binomio proposto. Senza sottovalutare che per taluni la coperta non è poi così calda, anzi, e che per altri sotto di essa c'è pure l'attrattiva delle polveri non raggiunte dalla scopa.
Il problema tuo, caro Vilipendio, è che se è vero che hai deciso di eliminare dalla tua vita i pregiudizi (secondo me sbagliando) e quindi anche quelli verso chi apprezza le coperte, alla ballatora ci dovevi dire: "ammazza che caldo qui sotto, perché non ci vediamo domani sotto un vestito a fiori che è più fresco?". Del suo ballarmismo il giorno dopo te ne saresti fregato in virtù della tua rinunzia al giudicare.
Possibile che di tutte quelle femmine interessanti che appaiono nella sceneggiatura tu non stia qui adesso a raccontarci nemmeno qualcosa di umpochino più gustoso? Almeno per fare botteghino? Cazzo, inventa, no?
Vabbè, comunque ti rimane la francese, vedi un pò tu...

Vilipendio ha detto...

Non ricordavo di aver detto di volermi estirpare i pregiudizi. Anzi dirò di più: i miei pregiudizi mi svoltano diverse situaz, però me li godo di più quando ne sono consapevole.

Quanto a cazzodivolpi & cazzodiuve (uff), sei il secondo scopritore di acque calve che passa da queste parti.
Quando parlo ad esempio di "determinati miei tabù", o dico "è chiaro che sono io che non vado bene", o cose tipo "quelle lì, con cui ci si fidanza e magari pure ci si scopa", credo di sfoggiare un quadro alquanto chiaro delle mie incapacità di fornicatore occasionale.
Non so, mi sembravo bravo abbastanza almeno come contabile di altezze. Non lo ero? sigh. Proverò a consolarmi immaginando le Macedonie Psichiche mie consigliere che si centrifugano in chissà quali orge di balli a me inaccessibili.

Con l'occasione dico esplicitamente a tutti gli Esopi passati presenti & futuri che l'unico di cui m'interessi studiare le acerbità e le distanze dalle cose potenzialmente interessanti, quello sono io.

Magari mi sento stupido a dichiarare troppo caldi i piumini sotto cui però sono io a infilarmi, e altrettanto stupido a non voler pagare questo modico dazio per 1 sollazzio del cazzio (che non è da sottovalutare).
Rivendico il diritto di sfoggiare entrambe le sfumature.

Trovo buffo l'aprire un blog per parlare tra me & me di "ciò che non va bene nella mia testa" (cit.). Ma trovo ancora più buffo l'andare per siti a dire ad altri cosa non vada bene nella loro, senza nemmeno il pretesto del modo verbale condizionale.

In più, di botteghini colmi di gustosità del tipo che vorresti ascoltare tu, ce n'è a josa da tutte le parti. Secondo me, il personaggio che rappresento potrebbe vendere molto di più. Non so a chi, ma potrebbe vendere molto di più.

Forse a qualche trafugatore di cadaveri?

"Caro" il mio Frullato Cervellotico, fatti dire: sei stato un po' arruffone, e quei >;D che ti scappavano tra le righe erano molti.

fruttimentali ha detto...

Vilipè, tu te la pigli troppo, sei troppo permaloso.
A parte che della testa tua con il suo carico di mattanze ci importa solo se confrontata alle teste nostre coi relativi carichi (guarda come sono arrogante, parlo col plurale dell'esercito del websurf). Qui ci manca solo che fai pagare il biglietto per farci leggere quanto sei strano; insomma "qui non si sa più come parlare!" (leggere quest'ultima frase con la lingua poggiata sulla guancia). Io volevo solo dire che dalla puntata "Vilipendio va in vacanza" mi aspettavo di più del guardare&lucubrare, che poi è quello che fai anche dalla cameretta tua, come Salgari, ma non necessariamente riferendomi al losco pare. Un pò come la puntata dei simpson con homer in 3d.
Ma forse ho sbagliato io per davvero, questo non è feisbuk, che mi spettavo di vedere, le diapositive delle vacanze?
Ciao

Vilipendio ha detto...

Bella

Anonimo ha detto...

"Vilipè, tu te la pigli troppo, sei troppo permaloso."

Ma che scoperta sensazionale!
In fondo, a volte, è divertente anche per quello. Se non fosse che ciò il cuore d'oro, mi divertirei anche di più, ma je se vole bene così alla fine. Alla fine.

Paperblog