giovedì 1 luglio 2010

Minima immoralia.


Avevo tante cose da fare, ma poi la morte di Taricone mi ha molto preso.

No dai, scherzo. Anzi mi fa ridere questo occuparsi di un fenomeno preponderante quale La Morte attraverso la celebrazione delle sue vittime più famose, ancorché sconosciute. È come se, d'innanzi al Nome, si stipulasse il patto di finalmente rompere quest'assurda omertà sulLa Morte.
Omertà che non mi stupirà mai abbastanza. È scandalosa, questa Morte. Quindi capisco che sia frustrante, qualora occorra, non poter dire al prox. “Ohilà, mi è appena morto il padre e non riesco a pensare ad altro; ma che, ti andrebbe di secernermi all'incanto qualche mg. della tua migliore empatia?”.
Anche perché il rischio è quello di sentirsi dire "ma che sei matto? 'un ciò miha la testa, sto attraversando un periodo di permanenza in vita del padre".



Invece con Taricone è tutt'un altro pajo di maniche.


- Oddio no: leggo qui che è morto Taricone.

- Ma chi, l'omonimo concorrente del I Grande Fardello?

- Inutile star qui a specificare: questo lo conosciamo tutti, a differenza del mio testé defunto padre. Ora, visto che anche tu avrai i tuoi cari estinti ancora non elaborati, ma che ti andrebbe di celebrare assieme 1 bel transfert psicologico?

- Ma sì, che bello, era ora che la sorte infame ci regalasse meccanismi siffatti.”



Quanto al mio complesso rapporto con Taricone, ti basti sapere che una volta a Bari sul mio libro preferito a pari merito con altre meraviglie quali In nome della rosa e Il pendolo di Focò, entrambi di quel bravo cattedratico; o Q di quell'altezzosissima combriccola che finge di non voler né donne o cavalier né armi né onori; o ancora l'Astoria, il famoso hotel di E. Morante, ecc; insomma sulla copertina di quel libro lì, buttato per terra in cataste innumerevoli impilate in bell'ordine, era apposta la fascetta con su scritto “La vera storia del Grande Fratello”; e questo mi ha fatto desiderare di andare a scaricare dal Mulo tutti gli snuff movies reperibili nella speranza che ve ne fosse qualcuno con dio sbattuto ancora vivo sugli scogli per meglio frollarne le carni limacciose, o con dio eviscerato vivo sul bancone di una pescivendola colla macchina in seconda fila, o cose così. Però, che centr'ava Taricone? L'intensità della mia partecipazione emotiva alle attuali tariconiadi  di massa è pari al dispiacimento per la scomparsa della morte per l'essere umano X che sta morendo in questo momento, o in quest'altro momento, Eccosivvia.


In realtà mi è finita la scuola da meno di 24h, ed è già tutto un gran mulinare di mari e puntate vecchi&nuove di Lost. Tutte cose estremamente estasianti, estive e-statiche, che hanno il gran vantaggio di avere i piedi ben piantati per terra, non come certi paracadute che poi non si aprono.

Cose che, per farti capire quanto mi sono follemente care, equivalgono alla gioja di poggiare i piedi su una pelle di dio ben conciata, al risveglio mattutino in una calda baita di Tontagna.
Per pelle 'ben conciata' si intende una di quelle dove si prende l'Animale ancora ben vivo e lo si scuoja piano piano col coltellino poco affilato.

2 commenti:

Il Riccioletto ha detto...

Troppo forte: il Vilipendio più classico.

Anonimo ha detto...

Eh, questo è bello, sì.

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