giovedì 15 luglio 2010

La Crisi.

Certe volte ci sono di quei meccanismi perversi che, dio sicofante, ti lasciano veramente lì coll'amaro in bocca.

Prendi Morgan.

Adesso immagino che a qualsiasi esemplare di mammoccio colla tivù accesa faccia fico dirne pest&corna in comitiva, un po' come quando noialtri piccini si denigrava la Powerness  sanremese di Albano&Romina. Ricordo ancora quando la prestigiosa coppia di tanti omonimi Balli dall'alto di un titolo eighty del Corrieredellosport  tuonava “Siamo Verona e Udinese della canzone”, brr. Non so se tu ti ricordi, laido mammoccetto, ma quel Verona dello scudetto aveva Briegel in difesa e al centro dell'attacco Elkjaer, capace di segnare un gol senza una scarpa. Quanto all'Udinese, essa ciaveva Arthur Coimbra detto Zico.
Adesso nell'immaginario collettivo, a quest'ora tutto ben mammocciato dalla tivì, Morgan sta bello crucifesso su di un cristallo di coccoina tra il ladrone buono e quello cattivo, cioè la carta d'identità ben plastificata di Simonaventura e quell'altra Vittoriosgarba di cui pretendo di continuare a non ricordare il nome.


Ma io in questo momento ho appena risentito La Crisi, checcazzo ne sai tu.

Mi stavo preparando la musica delle vacanze, funkettoni da inseguimento per quando in preda all'euforia si va al mare, bossevecchi&nuove per quando da lì si ritorna, un terzo folderone ripieno di chicche '70-'80 ma non di quelle che copiaincollano in qualsivoglia discoteca rock (aribrrr). Beh, quest'estate si sentono pure i Bluvertigo.

Ora sto bei pezzi avanti alLa Crisi, sempre sullo stesso disco (Zero). Scorrono belle fotografie veriste, bei squarci di verità insomma. Arrangiamenti veramente originali, sontuoso imprinting degli anni novanta. La prima volta che ho ascoltato Metallo non metallo era sul furgone verso Savona, mentre andavamo a suonare. Mi incuriosisce, mi affascina, mi strega. Però devo serbare la mia inespressione poiché messo nel lettore cd da uno con cui da un bel po' non vado più d'accordo, tantevvero che dopo qualche tempo mi denuncerà per uso di nome inventato da me. Poi la ragazza dell'agenzia che si occupa del nostro management, milanese e coetanea di Morgan, di lui ci dice che prima di intraprendere la fama  ciaveva sempre le unghie sporche e si atteggiava tantissimo a rtista. Però già si vedeva che lo era veramente.

Ma se continuo così, mi sembro uno che cià il blog per dire la sua ad altri che evidentemente la schivano accuratamente già fuori dal blog. “La mia” non è che meriti più delle “altri's”. Quello che a questo punto inizia a farmi venire l'ansia è: ma quando arriva la parte autoreferenziale, autoerogena, autoerotica?

Dicevo prima che in qualche modo, arf arf, ho superato La Crisi. Detta così mi fa na cifra ride, ma shhh!  qui nun c'è gnente da ride [cit].
La Crisi è un pezzo superiore. Gli accordi utilizzati, ad esempio; fa sempre un bell'effetto quando la VII > volge alla VII < per andare poi a parare su di un altro <, quello della sottodominante. Ma la melodia, i cori, l'arrangiamento così asettico & digitale. E
xlamadonna, il testo!
 
Quel concetto l'avevo saputo da ben prima di quel pezzo. “Crisi” un tempo voleva dire “cambiamento”, passaggio improvviso tra due stati diversissimi, non necessariamente in peggio. Ora invece è diventata una parola da telegiornale. Porcaccio dio blasfemo, spero proprio di non diventare mai una “parola da telegiornale”. Pensa se lo fossero le bestemmie, “parole da telegiornale”. Avrei perso un sacco di tempo, madonna frigida solo a parole. Ma la mia fortuna è stare in un paese fatto a forma di stivale, che ha come precipua sorgente della sua puzza di piedi il Vaticaccio. E i malvagi abitatori del Vaticaccio, i Vaticacci, ci usano l'accortezza di incarcerarci, a noi che propendiamo per la viltà divina. Mentre
a nnichilirci basterebbe metterci tranquillamente in bocca a Fede. Brr: in bocca a Fede. Non posso pensarci,  né in senso pokeristico né in senso teologale.

“Crisi” può voler dire pure “rinascita”. Storie di farfalle che escono dal bozzolo ecc.
Mi è finita “La Crisi”? macché. Finirà mai?
Chissà.


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