giovedì 8 ottobre 2009

Recensione non ti dico di che.


Qual è il mio miglior pregio?
Qual è il mio peggior difetto?
Qual è il mio peggior pregio?
Qual è il mio miglior difetto?



E si potrebbe continuare, ma che io non sia un perdigiorno come te, questo è un fatto. Io, a differenza tua, a un certo punto arrivo sempre al dunque. A maggior ragione quando la risposta a questo genere di domande è sempre la stessa.



Mi metto sempre in discussione per primo.



Ti faccio un esempio. Molti anni fa ho suonato per tipo 1 mese con Marcello. In realtà, forse manco un pajo di prove. Sì, c'era pure Starless (in realtà c'era Starless e sì, veramente c'ero pure io). In seguito avremmo suonato un anno di pop italiano '70 da paurissima, PFM, Area, New Trolls e chi più ne ha. Con Starless, senza Marcello.

Marcello si era appena iscritto a Composizione Sperimentale al conservatorio, io l'avrei fatto qualche anno dopo. Marcello aveva già finito il quadro delle cover, io l'avrei finito 12 anni dopo. Era quindi entrato in quello dove il mostro finale era eunuchi agonizzanti che sfioravano le corde di strumenti fossili, traendone cacofonie. Quindi figurati quanto poco gliene poteva fregà di suonare È festa.

A quel punto però, ero subentrato io quale fattore attizzante (parole sue). Egli era afflitto dalla smania di reperire esecutori, che poi avrei riscontrato anch'io nei Compositori Sperimentali senza mai condividerla (essi sono alla costante ricerca di strumentisti in grado di leggere gratis le loro velleitarie partiture in 173,5 diciasseiesimi). Pare che dopo tentennamenti vari, riguardo alla sua partecipazione al gruppo disse “però Vilipenzo m'attizza perché suona tanti strumenti”. Naturalmente questo mi riempì d'orgoglio e di ansia da prestazione. Quindi l'abboccamento ebbe il suo climax in sala. Suoniamo non so più quale cover (forse proprio Starless, eh Starless?) e poi ci affrontiamo.

Che poi il clarinetto è a doppia ancia”, fa lui. Ma, veramente. È ad ancia semplice faccio io, snocciolando nel discorso diretto una generosa manciata di puntini di sospensione possibilisti. “No no, è ad ancia doppia!”. Al che mi lascio sfuggire un dubbioso accenno del fatto che studiacchio il clarinetto (da 5 anni) con insegnanti del suo conservatorio, cosa che nel mio interlocutore vale un'appena percepibile esitazione, e nient'altro. La discussione finisce lì.

Cioè; io non gli risi&bisi in faccia, senti bene, non per timidezza, o per evitare la violenza di un alterco. Ma per la sicurezza nonscialante che manifestava colui. Mi sono veramente fatto venire il dubbio. Ma magari avrà ragione lui? pensa che grezza se. Poi, come le volte che perdo a ping-pong perché mi dispiace di vincere, mi dispiaceva metterlo in imbarazzo facendogli rilevare la sua pochezza in quella circostanza. Come quando m'imbarazzo per chi c'è dentro la televisione, come se a dire quelle cose fossi io, e invece porcatroia io non c'entro niente, e allora perché.

L'ancia è una sottile linguetta di bambù, l'unica parte vibrante dell'istrumento. Il quale come tutti gli altri habbisogna di qualcheduno che gli faccia tutti quei cicli/sec che noi viventi associamo alla percezione di un'altezza più o meno acuta. Una nota, insomma. Produrre tutti quei cicli/sec ti costa un profondo taglio sul labbro inferiore, a forma dei tuoi incisivi inferiori; poiché ti devi stringere fortissimo quella roba tra i denti di sopra e il labbro di sotto, il quale poggia proprio sui tuoi denti inferiori. Il clarinetto è uno degli istrumenti più del cazzissimo, proprio.

Ora, se tu ti mozzichi fortissimo una cosa tra i denti e le labbra fino a fartele le prime volte sanguinare, ci fai caso se l'emorragia ti è data dalla vibrazione di n°1 o n°2 pezzi di legno. All'epoca non avevo ancora sentito parlare di manuali di Orchestrazione, ma avevo elementi ben più cruenti con cui fare le mie valutazioni. Eppure io di una nozione così certa ho dubitato, per il fatto che il mio interlocutore ostentava sicurezza. Non finirà mai di stupirmi la sicurezza degli altri, specie quando non sono certi di quello che dicono o magari hanno pure torto.

Vedi che fatica avere a che fare con te? praticam. ogni volta ti devo prendere per mano e portare al punto, perché sennò non ci capisci mai niente.

Dicevo, se sono uno che si mette sempre in discussione (con i conseguenti vantaggi e svantaggi), figurati quanto poco mi può costare il Chiedere Scusa. Proprio niente. Lo percepisco come una sublimazione di consapevolezza, un girare pagina insomma. Un serenissimo “non lo faccio più, perché ora anch'io ritengo sbagliata la tal cosa”. E poi davvero ce la metto tutta per non farla.

Certo che ci sono volte che è talmente tanta la cazzata fatta che sublimarne la riconoscenza è pesa veramente. Ma dopo tutta la fatica che mi hai fatto fare non posso certo tirarmi indietro.



Dal profondo te lo dico, scusami, Lost.





Tu alla fine non eri la Cosa Più Bella del Mondo, come ho sempre sostenuto da quando ti ho conosciuto. Anche adesso che st'estate ho visto la V stagione. Continuo a ritenere un miracolo che si possa sostenere tutte quelle ore di spettacolarità con una trama che non perde un colpo, è sbalorditivo tutto questo. Continuo anche a pensare che a tutt'oggi la cosa che più mi farebbe incazzare da morire del morire è non vedere la VI e ultima stagione, quella dove tutto verrà spiegato. Quella che secondo gli autori sarà la più bella di tutte. Non si può morire così, a solo 1 anno dalla fine di Lost. Nessuno dovrebbe. E invece per colpa di quel lurido non-essere diddìo come al solito succederà, e nemmanco a pochi ma a molti. Spero, qualora io debba essere tra questi, di avere il tempo di mangiarmi le palle non figuratamente. Ma rosicone d'1 dio, laycamente ti prego di non prendermi troppo alla lettera quando mi percepisci così iperbolico.

E anche tu, scusa un attimo: vado a mangiare, che ciò l'antimateria nello stomaco.



[...]



Aah. Rieccomi con il mio bel piatto di salmone arrosto e fiocchi di Gnocca. In realtà non fu vera Gnocca (ai post l'ardua sentenza, ahr ahr), ma un'altra marca ancorpiù ipocalorica oculatamente reperita nei frigidaria della GS sottocasa. Mmmh. Senti quanto pompa l'omega3 del salmone, una volta giunto al cervello. Uso spesso la formaggia di Gnocca in cucina, che so, riso alla Gnocca, insalate alla Gnocca. È fresca e magra, ne vuoi un po'? ma già, tu hai le tue strambe idee in fatto di alimentazione. Fatti tuoi, la Gnocca è succulenta. Mi piace: slurparla, ciancicarla, smucinarla in ogni modo.

Che stavamo a di'? Ah, le pubbliche scuse a Lost. M'imbarazzano perché Lost è fantastico, davvero, e se ci penso mi riesce davvero difficile coltivare il bispensiero di adorare monoteisticamente tutteddue le cose. Una è Lost. L'altra è la Cosa più bella del mondo. Colei che è, dirò alla giudìa: non oso nemmeno pronunciarne il nome. Ad ajutarti (tanto x cambiare) ti significherò la tal Cosa mediante degli anagrammi coniati da me. Ho deciso di ajutarti perché mi sono accorto che tu non ciai la contingente affluenza degli Ω3 a sturarti il cervello. Eppure, so già tu cosa farai. Dimenticandoti di anagrammare, ti soffermerai sul senso. Comunque, ecco a te:



AMMIRO ZINNE, CLARO
MICRO ZINNE=MALORA
MACRO ZINNE=MALORI
CLERO, RIMANI MANZO
CLERO=MINORANZA
MA ANZI, MINOR CLERO
MICA RONZI NORMALE



Questa, una volta ri-anagrammata, è di certo la Cosa Più Bella del Mondo (ma anche tu, Lost, a tuo modo lo resti, insieme a Italian Spiderman, solo che è Più Bella questa). Vista per intero in un pajo di gg, imminentemente riveditura, essa mi ha dato tanto. E tanto mi ha insegnato. Guarda, ti elenco cosa mi ha insegnato in ordine casuale perché quando uno è rapito dalla visione estatica dell'oggetto del proprio ammore non ci capisce più gniente, come insegnano Alighiero, Bottarca e Petraccio e tutta quella cricca di antichissimi bohémien. Quindi ecco:



1) mi ha insegnato che non ci si veste come uno skater del cazzo, specie se ciai quarantanni e l'ultima volta che sei andato su uno skate ne avevi forse dodici. Il cavallo basso nei pantaloni, finalmente posso ammetterlo senza schivarne le conseguenze, è davvero scomodo. Sì, le palle ti restano belle fresche; ma fa che tu debba allargare le gambe o scavalcare qualcosa, e allora vedrai che difficile. E basta con questi scrittoni sulle magliette, queste marche ribelli non si sa a cosa ma a caro prezzo. Io sono un uomo adulto, maturo, equilibrato, corposo, aromatico, e merito un guardaroba di classe. Cose seventies. Cose a zampa. Maglioncini aderenti, così m'impegno ancora di più nella lickboxing. Occhiali-specchio a goccia, che chissà per quale intuizione magistrale me li ero già comprati. Non è vero che già da un bel po' non trovavo più uno straccio di cosa nei negozi di abbigliamento per serfisti? Che poi è una contraddizione in termini nella quale pure mi sono crogiolato per anni, no dico “abbigliamento per serfisti”, questi ciànno preso x per il culo finoadesso, a me & soprattutto a te. Come se dici, che so: “parrucchiere per ghigliottinati”. Negli ultimi tempi, quando ci entravo, sembravo gli zombie di Romero, girovaganti nel centro commerciale perché qualcosa nelle scervella continuava a ricordargliene il fascino di quando erano in vita.
Camicie col colletto grosso (non so se ha un nome più tecnico), giacche, giacchine, giacchette, pelle di animale conciato male, vero animale penalizzato dal piazzamento modesto nella scala evolutiva, ma perché ai piedi vale e sulle spalle no, io te lo dico, rischi che la prossima volta che m'incontri (cosa difficile a meno di non macchiarti tutto del reato di violazione del mio domicilio) porto l'animale in spalla, e non solo lo calzo. Morto e svuotato, bello leggero cioè, perché pigrizia vuole che si dia tutto nella lez. di lickboxing e poi si cerchi di faticare il meno possibile.
Certo, quei collettoni belli larghi e appuntiti stanno bene coi capelli lunghi, e questo è un fatto. Però c'era Satana che era pelato, ma di seventies ciaveva i baffoni alla Gionlòrd, che io avevo provato per un po' a portarli ma dice che ci stavo male. Però mi piaceva portare i baffi, scorrazzarmeli per ogni dove, erano vispi e allegri. Ed era divertente, secondo me le persone coi baffi tranne Maurizio Costanzo sono le più buone e simpatiche. Mio padre ad esempio ha i baffi. Prevedo già la tua obiez., quindi ti rispondo: ma tu t'immagini che fiodenamignotta sarebbe D'Alema senza? anzi secondo me è proprio grazie ai baffi che continua a inculare parte dell'elettorato.
Poi, non dovrei dar retta solo a me stesso e portarmeli i baffi, se cosi mi aggrada? Ma allora che senso avrebbe vestirsi seventies quando se facessi per davvero ciò che voglio starei sempre in tuta? Stimo chi lo fa, conosco certi. Ma per quanto io possa ammirarne la tempra, il più delle volte essi hanno sembianze veramente ridicole ai miei occhi. E io non posso cierto rispettare me stesso senza rispettare a chi? a che cosa? ai miei occhi, in quanto essi sono parte irrinunciabile di me. Quindi vale anche senza baffi.



2) e poi io ciò il pizzetto. Quello senza baffi, solo il sotto, non so se ha un nome più tecnico anche lui. Lo porto così quasi dal primo testosterone secreto, perché negli Eterni della Corno c'era Kro che era il capo dei mutanti, i cattivi, che il pizzetto celoaveva così. Quando lo riteneva opportuno si faceva spuntare pure le cornine. E infatti io in cornine ci suonavo, pensa che sciemo, e l'ho fatto per diversi anni.
Il pizzetto alla Kro spacca e basta, secondomé. Un'altra cosa che la Meraviglia in questione mi ha confermato è che uno non può riprodurre pedissequamente un'estetica del passato. Tarantino ha fatto Grindhouse colla stessa pellicola a sgrani dei vecchi filmetti che io e lui e altri guastafeste adoriamo, para para. Qui invece il girato è a 16mm come usava all'epoca, ma le luci sono modernissime. L'effetto è dirompente. E io, col mio pizzetto alla Kro e i miei prossimi capi seventies, di romperò il kulo (nel senso che lo romperò proprio a de, dico gualora du mi guardi).



3) il crimine è una buona cosa. Esprime continuamente valori, monetari e non. Da esso le donne e i casini che ne derivano sono per lo più banditi (banditi dai banditi!), anche se un pajo riescono anche qui a procurarne – ognuno dovrà meglio controllarsi la costola, la prox. volta.
Il crimine non preclude l'affetto, la riconoscenza, la generosità, l'amicizia, l'inimicizia, il rispetto, la lealtà. Questa è una visione superata. Il crimine è bello perch'è litigarello.
Questo non significa che adesso pigliamo & ci diamo tutti al crimine, perché altrimenti il crimine in quanto tale sparisce d'incanto. Guarda ad es. il Governo. Quando il crimine è la norma esso viene istituzionalizzato, e non ci può essere crimine senza infrazione. Quindi io e te, buoni buoni, da domani dovremo persistere nel nostro x-verso regime di innocenza, creando così l'humus più fertile per la buona riuscita di certo crimine.
La lettura celebrativa e proselitica che si vuol dare talvolta al genere è del tutto puerile. Più puerile di chi riscontra nell'heavy metal e nello splatter le cause principali del bullismo e - più in generale - del disagio giovanile. Secondo chi scrive (quindi sturati le recchie) è proprio mostrando questo bellissimo genere di crimine che si infonde nell'uomo comune il senso del dovere. Senza fare il proprio dovere questo tipo di crimine non attecchisce. Lo spettatore lo sa, lo percepisce. Nessuno rapina una banca dove l'uomo comune non deposita i sudati proventi del proprio onesto lavoro. Nessuno gli vende la droga se egli non può permettersi di comprarne grazie al proprio salario mediocre, dal quale egli vorrebbe cercare evasione appunto assumendo delle droghe. Lungi dall'instillare il germe della rivolta, questa poetica distende i nervi favorendo l'ordine pubblico.



4) non mi ricordo più. Trovo il commento sonoro (musica edita, inedita + certe trovate) quantomeno azzeccato. Trovo mirabolante che abbiano pescato certi attori, penso a Bufali & a Buffoni e se non sai di che parlo è solo colpa tua. Attori tutti sconosciuti. Tutti meravigliosi, tranne un paio che restano comunque più che dignitosi, tutti in grado di dimenticarti che stai nel tuo salotto a guardà pe ore dentro a un elettrodomestico checciai.



Questo tuo stare a leggere di Marcelli & clarinetti quando potresti fiocinare te stesso a toccare con mano a godere come non mai (senza neanche far uso di genitali), è veramente ripugnante.

Non posso credere che tu non abbia ancora capito di che si parla. Se è così, sei davvero pezzente. Ma lo sei ancor più se tutto fiero ti tuffi a berciare “ho capito! ho capito io per primo! si tratta di xyz, sono io che ho avvistato la terraferma pepprimo, il doblone bucato spetta a me”.

Questo dimostra due cose. Che tu non hai speranze di redenzione, e che io sono del tutto autosufficiente.

Purtroppo per me, cose tutteddue false.

9 commenti:

Il Riccioletto ha detto...

Cazzo non sono riuscito ad afferrare bene - cmq magari ci provo a farmi crescere i baffi. Li ho avuti ma li modellavo in modo da lasciare solo un filino tipo -chessò - Abatanfulmine. Magari provo a tenermeli integrali, alla maniera condivisa dei nostri padri. << you may want to ...>>

starless ha detto...

UAUuu, sono citato, e senza neanche essere esplicitamente insultato, che onore!

Non ricordavo la storia dell'ancia. A dire il vero non ricordavo neanche me e te e Marcello tutti e tre insieme in una sala prove, pensa un po' che robe strane succedevano a quei tempi.

Comunque neanche io, lo ammetto, ho capito di cosa parli. Noi che poco possiamo guardare la tivvù - o un suo surrogato con tastiera qwerty - ci sentiamo tagliati fuori da tutta codesta maraviglia. Cattivone.

Vilipendio ha detto...

Sigh.

Dico "sigh" sia perché 1) possibile che, neanche per la prima volta, tu habbia una memoria così labile? Io è vero, non ricordo che cover si eseguì quella volta, ma ricordo bene la discussione sulle singolarità di certe ance e la doppiezza di altre. Come ricordo pure meglio che si incrociò di sfuggita Giacomo che aveva il turno in saletta dopo il nostro, e che Marcello vi si avventò contro al grido sarcastico di "ma sto cazzodinaso, possibile che t'è cresciuto ancora di più? efférmete, no". E allora io ti chiesi " 'mazza quant'è cattivo Marcello, possibile?", e tu di rimando "guarda, so che un tempo erano tanto amici x la pelle, poi reciproche incomprensioni favorirono questo tipo di approcci". Come poi ebbi modo di scoprire anch'io dopo una stagione di amicizia breve ma intensa coqquel progressivo nasone, trovandomi vanamente diffidato dalla polizia dal proseguire la mia attività concertistica sfoggiando un nome inventato da me.

Quanto alla 2), possibbile che due fiordi ingegneri (scritto non tanto in norvegese, quanto per economia di spazi visto ke x 1 pelo rientriamo xfino noi nella generazione degli sms) come te & il Riccioletto siate così poco algoritmici nell'approccio all'Anagramma? Possibbile che debba essere io a distinguermi, dal basso del mio antikissimo 18/18esimi nelle procedure & function del Welsh-Elder risolutrici di anagrammi in Turbopascal?
Io avevo negli Abbruzzi la mia confezione di Scarabeo, e allora diligentemente ho preso 1 foglio di carta, ne ho fatto 16 tasselli (facile, basta ripiegarlo su se stesso 4 volte, come cins'egnano Cosmelli & il Calcolo Combinatorio), e su ciascuno di essi ho apposto 1 lettera, con ripetizioni eventuali. Cosa vi vieta di ripetere il procedimento, maledetti fannulloni? possibbile che per muovere 1 dito dobbiate sempre farvi esplicitamente insultare?
Guarda, proprio per venirvi incontro posso fornire giusto la chiave, sigh: 7, 9. Specificando che non mi riferivo al film ma alla serie. Sigh, sigh. Ho anche ricevuto risposte private quanto giuste, in proposito. Dovrò riconsiderare l'acume dei mittenti, che avevano peraltro un background umanistico.
O forse nelle algoritmie siete i più ferrati di tutti, puntando dritti alla Pappapronta?

Anonimo ha detto...

E` figo e` figo.....
pensa che il me-Dio-rientale, che in realtà sarebbe norda-friekano, ha solo 23 ani...
abbravo vincent!!

ferro

Anonimo ha detto...

AMMIRO ZINNE, CLARO

nun se batte!!!!!

f

Vilipendio ha detto...

Grasie, grasie.

Mò me sò messo in testa de legge purer libro, voglio poté esse quello che dice Azzì, machestaskerzà, er librro è duscentovorte mejo.
Anzi, namico mio che ha lavorato coi ragazzi della serie mesciappure regalato la majietta, così potròddippure Amalloranunsesemocapiti:la vera sciccheria qua è la maglietta, altrokerlibbro o la serie.

In effetti, il libro proprioglielammolla. Tipo che alle prime paggine già è skizzato a mezza serie.
Pura trama, senza tanti giri di parole tipo "Mazza quanto spakkava quella frasca der lago di Comacchio che s'arivolge ar Mezzoggiorno" o "Poiché si è supposto che le concentrazioni di portatori siano molto inferiori alla densità netta di drogante ionizzato nella regione di svuotamento, la derivata seconda del potenziale è proporzionale alla concentrazione netta di drogante nelle vene del Kristo".

No no, sto libbro pare esse una de quelle rade cose chette distorgono l'attenzione dar tuocidio, più infili paggine più quello rinserra la sua presa sulla tua spalla trattenendoti dar tuocidio. Ecco che potrei dì se fossi uno de quei sapientoni che recenziscono i libbri. Direi tipo Più je fai "aho; ellasciame!", più quello rafforza la presa.

Sto giusto a nnàr cesso a continuà.

starless ha detto...

Uhm non mi sono arrivate le notifiche dei nuovi commenti, quindi eccomi in ritardo.

Ammetto che della memoria a lungo termine mi rimangono in genere più che altro sensazioni, i dettagli svaniscono. Ma sicuro che avessimo suonato una cover? Cosa doveva essere, una specie di provino per Marcello nei futuri re nudi o una specie di provino per te nel post-gargantua? Nel secondo caso mi pare inusuale la cover...

Ciài poco da fare il ganzo cogli scarabei, parti da una posizione di infinito vantaggio: conosci la soluzione, e sei libero di generarne anagrammi senza senso.
Io invece, non sapendo se l'ho mai letta o sentita, o neanche per dire in che lingua sia e se debba avere un senso compiuto ed essere composta da parole presenti sul vocabolario, potrei benissimo dire che per quel che mi riguarda "A Normalize Micron" e "Carnal Ionizer Mom" - chiave a parte - sono entrambe ottime soluzioni, oltre che ottimi titoli per libri e serie TV di successo!

Certo ora con la generosa chiave, e col pungolo dell'avermi tu pubblicamente smerdato, via col primo generatore di anagrammi gugolabile (i tasselli di carta, pfui!) e la soluzione era in effetti banale; ma a saperlo che poteva esserlo!
Comunque anche a me è piaciuto molto il libro "Lacerammo Ronzini". Ma quello di cui parli tu in realtà no, non letto, non visto.

Mia più grandissima colpa, però, nello scrivere l'altro commento, è stata dimenticarmi di commentare la parte più importante del post, quella iniziale sul mettersi in discussione per primo. Condivido in pieno, fratello, e ti sono vicino. È un grande svantaggio, socio-arrampicatoriamente parlando. Ma noi sappiamo che è giusto così. Piss and Love.

Vilipendio ha detto...

Sèee vabbè -

starless ha detto...

Sì, sì, giuro.

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