giovedì 15 ottobre 2009

L'ora del dilettante.

È incredibile, stavolta ciò una vera bomba per le mani: ho fatto l'amore! Uàaaaauuuuuu!!!!!!!
Non mi sapevo così pieno di risorse, tipo da prendere e a un certo punto fare l'amore. Davéro non so più a cosa un giorno potrò arrivare, di questo passo.

Immagino che non vedi l'ora di chiacchierare finalmente con uno che ha appena fatto l'amore, per sapere anche tu come in fin dei conti è questo fare l'amore di cui al giorno d'oggi tutti sembrano riempirsi la bocca.

Occhei, allora accetto di metterti a disposizione il mio know-how di fattore di amori, poverino. Te lo metto a disposiz. così: graziosamente. E ci credo che faccio l'amore, dal momento che sono così grazioso :D (cavolo se prendono la mano, ste faccine).

Da dove iniziamo? Guarda, alla fine fare l'amore in due è davvero molto simile a fare l'amore in 1. Molto molto simile. Pazzesco, non mi ricordavo così. Però è anche molto molto diverso. Questo già me lo ricordavo di più.

Aò, ciai fatto caso a quanto dura, fare l'amore? dura un casino! ah no, scusa (che brutta mancanza di tatto). Allora senti qua: un sacco di minuti ma proprio tanti, che aumentano più ti sconcentri. E in effetti gradisci molto che aumentino, certe volte è quasi meglio distrarsi un attimo concentrandosi, e poi riprendere a sconcentrarsi come 1 forsennato.

Ma la cosa veramente forte è che mentre fai l'amore C'È UNA! che mica sta lì e basta, macché: piglia e dice cose, emette suoni, ti mette le mani addosso ma in modo conciliante, propone, accetta. Certe volte non sei abituato, e allora per l'imbarazzo assecondi anche se sei perplesso. Ma poi devi ammettere “però!”. Geniale, questa cosa che praticamente sempre quando fai l'amore ci deve essere una. Poi dicono che le idee originali sono finite. Come vedi, non è per niente vero.

Quindi subito ti viene da pensare “ma allora chissà quell'altra, quellalì che di giorno se ne sta tutta seria dietro agli occhiali, chissà cosa proporrebbe se, chissà come ondeggerebbe, se lenta o veloce, chissà se è una che parla o tace, se ti chiede le cose o si vergogna”. Chissà che facce fa quando si tirano le somme. Magari manda in alto le iridi e le vedi il bianco degli occhi (geniale, il bianco degli occhi), oppure è più il tipo che chiude le palpebre e via. Non ti rimane che scoprirlo. Che fissa! Domani, ti riprometti, domani vado lì come se fosse un giorno qualsiasi. “Ehilà ciao”, e non solo “Ciao” come sostiene Vasco Rossi. Dall'aggiunta di quell'ehilà deve subito capire che qualcosa di nuovo c'è, deve sentire subito un “toh guarda chi ciò davanti, solo oggi ti metto sotto una luce tutta nuova e possibilista, che fai torni nell'ombra o stai qui sotto il mio occhio di bue che ti spizza come il terzo Jack che ti entra a poker?”.

E quella chissà che fa, ma non conta. Uno mica gioca a poker solo se gli entrano i punti. Una componente fondamentale del gioco è vedere se riesce. Imparare. Migliorarsi. A volte riuscire. Ma pensa te, che buffo che era, mi sembrava tutto così assurdo e invece. E non ciò certo il tempo di recriminare sulle lasciate perse, che a sto punto ciò i dadi in mano e tutta una serie di caselle del Gioco dell'Oca su cui capitare.

Guardale, guardale come sono felici della mia attività fisica forsennata. Sembrano il vendemmiatore davanti al vitigno. Ah, ora sì eh? Non sono più matto ora eh, arf arf. Non vedo l'ora domani di tornare agli allenamenti e accorgermi degli sguardi. Secondo me, quando vai per accorgertene ce li trovi. E lo sguardo, solo ora lo vedo, è il preludio dell'ammmore! Madonna che ficata. E chi dorme stanotte. Senti, senti qua le pulsazioni: ciò il quore a 1000.

E
stavolta mi è costato pochissimo. Molto meno di tutte quelle cene lì, quei regali, quelle attenzioni, quelle contrattazioni. Unduettré: via. Come diceva Marcio Porcio Cafone, La meretrice gratuita è la più dispendiosa e la meno satisfaciente. Quindi niente, per una manciata di €chi a un certo punto, dai movimenti che ti sorprendi a fare, devi constatare che sì, senza dubbio ti stanno facendo fare l'amore. Però non devi pensarci. Se ci indugi troppo ti estranei, e di conseguenza smetti immediatamente di fare l'amore. Ci penserai dopo, a pensare di aver fatto l'amore. E infatti, eccomi qua.

Che infatti penso. Al fatto che veramente non ho per niente fatto l'amore, nonostante quello che credevi tu.
Ma ti pare possibile, con sto sfondo nero.

7 commenti:

Il Riccioletto ha detto...

Poffarbacco

fruttimentali ha detto...

Comunque io l'avevo capito che non era vero (leggere con accento catanese).

Vilipendio ha detto...

Anvedi chiccè!
Eccerto, tu compari sempre quando c'è da seminare zizzania sulla mia vita sensuale.

fruttimentali ha detto...

E che non ce lo sai che le vite sensuali altrui vanno per la maggiore di questi tempi?
Poi, l'atto di interrare semi allo scopo di mettere a frutto il celebre lolium temulentum richiederebbe come minimo la presenza di una terza parte sensibile alla vicenda, la quale - invece - mi sembra mancare clamorosamente.
Okkio, che sto sempre quà dietro.

lella ha detto...

ei questo post è davvero satisfaciente! eheheh :)

Anonimo ha detto...

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Vilipendio ha detto...

Ahahah prendo il IV da sinistra, grazie.

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