sabato 6 giugno 2009

Back's (*).

Avevo voluto la cyclette, e adesso pedalavo. Pedalavo & pedalavo cercando disperatamente collo sguardo l'incontro visivo coqqualche sorchetta (oink) che mi trainasse lo zelo per le ultime minutate di dislivello irreale, ma invece. Alzàti gli occhi al cielo per maledirlo silente, che veggo? le decine di pollici del plàsmon adibito all'informazione pubblicitaria e alle news brevi come sottotitoli. E a un certo punto, questo.



Le star di Hollywood: «Basta sushi di tonno rosso, rischia l'estinzione».



Tu che sei un tipetto sveglio al punto da finire da queste parti, nonché magari ricapitarci addirittura, prenderò te quale imparziale sistema di riferimento cartesiano. Tante volte ho parlato del mio amico tonno, il quale nel mio personalissimo universo glitterato occupa di preferenza la Scatoletta. Magari pure a te risuona giusto un 'pinne gialle' quale unico approfondimento ittico. Tu che sei tanto sveglio, sapevi di questo Tonno Rosso? Quanto a me, Tonno Rosso, non avrai il mio Scalpore.

Quindi vediamo. 'Le star di Hollywood'. 'Il Tonno Rosso'. 'Il Sushi'. 'L'Estinzione'. Soppesiamo, soppesiamo gli addendi. Risultiamoli.

Maddài. Miglioriamo il mondo. Compriamo pagine di giornali, io e te, magari giornali di donnenude che ora costano poco per la concorrenza di quelle che fanno del www il loro spogliatojo, e scriviamoci che a me & a te degli animali coloured non ce ne cale punto.
Ma se poche pedalate prima io manco avrei saputo definirlo, il colore del tonno. E sì che di tonno ne mastico 1 bel po'.

Caro mio (non dico a te lettore, ma al tonno vario-pinto):

1) abbiamo vinto noi Umanoidi. Quindi tocca a noi cibarci di voi, e non il contrario, salvo rare volte che per l'orrore che fanno finiscono di gran carriera sul giornale. Vuoi farmi credere che a ruoli invertiti tu non avresti trovato ipocaloriche e iperproteiche le mie carni? vuoi farmi credere che pesce maggiore non mangi pesce minore, qualora si trovi naturalmente libero & bello?

2) veniamo a te, mio fantomatico Tonno Rosso. Ammesso che tu esista (preferisco non fidarmi delle star di Hollywood perché ricordo bene quanto ad es. l'acidissima varicosa Nicole Kidman in Eyes wide shut si atteggiasse tutta a fattona per aver condiviso col suo ex un solo miserabile spinellotto), cosa dovrei fare, compatirti perché sei in pochi? Ti assicuro che io sono in molti di meno, tipo adesso sto da solo a scriverti senza manco essere totalmente convinto della tua esistenza. Che ci posso fare se per il detentore di occhiammandorla da crudo & arrotolato sei prelibato?

3) sì, ora capisco. Come tutti, anch'io ho le mie conoscenze vegariane più o meno strette, che rispetto e ammiro come farei con chiunque affronti disagi per seguire un proprio ideale (a patto che ciò sia fatto senza proselitismi invadenti). Però la loro causa mi ha sempre lasciato un po' perplesso.
Ci sono parole infatti che come le loro lettere vengono allineate, subito godono di ottima stampa. E per il non allineato, se si palesa, sono cazzi. Egli, anzi automaticamente 'esso', è meschino, ghretto, inzenzibbile, gli puzzano le hashelle, ha la lyngua bianca dall'odio secreto. Una di queste cause è Gli Animaletti. Un'altra, come sostenevo in un qualche battibecco che adesso non mi va di andare a cercarmi per linkartelo, è I Neonati.

Che ti credi, pur'io ho amato alla follia alcuni animaletti e addirittura, nei modi e nei termini consentiti dalla legge, anche qualche neonato. Quindi non voglio certo professare l'Anti-Animalettismo, né tantomeno l'Anti-Neonatismo, ma non posso nascondermi la ferrea convinzione che il posto dell'Animalettismo e del Neonatismo dovrebbero prenderlo il Qualche-Animalettismo e il Qualche-Neonatismo. Ecco, se proprio vuoi estirparmi un titolo per i giornaletti di donnenude di domani, dichiarerò fermamente che secondo me l'Animalettismo e il Neonatismo se la dovrebbero giocare coll'Essereumanesimo e col Paleonatismo (e spesso, che tu ci creda o no, pèrdono di brutto). Prendi per esempio le Mosche, le Zanzare, le Blatte. Animalizzale pure, se ci riesci, tu che sei tanto bravo. O ti fanno, detto per inciso, roderculo? Eppoi, che inculata, essere Paelonati. Le rughe ti ricoprono o ti stanno per ricoprire, e non incanti più nessuno coi tuoi vagiti inarticolati. Bella sfiga, essere Umano. Siccome ciai il pollice opponibile tutti ti ritengono potente autostoppista verso qualsiasi meta tu voglia puntare. Tutte le destinazioni ti si dischiudono, secondo loro, atterrite dall'inesorabilità della tua Evoluzione. Siccome eccelli in Darwinismo biologico e sociale, pensano, allora non ci fai pena neanche un po'.

Ma come si fa a sostenere questa tesi? anche a me fanno pena gli animali trasportati sulle autostrade verso chissà quale quadro successivo della loro esistenza infernale. Da piccolo ti dicono 'guarda gli animaletti!' e tu ti fiondi gli occhi fuori dal finestrino, e che antipatici questi animaletti che non ti fanno ciao cogli zoccoli o le code o le ali come succede nei cartoni animati. Volutamente scelgo quest'immagine a incarnare l'Animalettismo, improvvisandomene demoniaco avvocato, proprio perché meno cruenta di tante altre.
Apparentemente. Cor Fratema spesso ci shakeravamo le angosce immaginando cosa frullasse nelle cervella scortecciate di mucche maiali cavalli. Un treno per Auschwitz (porcamignotta, spelling beccato al primo colpo! almeno Yankee Google così dice) senza neanche la possibilità di capire.

'Possibilità di capire'. Siamo sicuri, io e te che ci hanno fatto fare il catechismo e sappiamo bene cosa si rischi a tendere la pargoletta mano a certi alberi, che colla possibilità di capire si stia meglio? Quei poverini ex-cuccioli vanno al macello, e se sono sfortunati ci andranno solo dopo altre torture più o meno gratuite. Ma, divine emorroidi squassate dal gigantesco fallo di Satanasso, e noi poveri Esseri Umani? Che non ciai mai visto a noi poveri Esseri Umani nel traffico, per una media di 1-2 ore giornaliere cada1? che ci porta verso i consorti a litigare perché non guadagnamo abbastanza per concederci gli stessi lussi dei nostri conoscenti? verso i nostri ospedali, ad assisterci i cari affetti da malattie incurabili dagli estenuanti decorsi? verso le nostre scuole pubbliche, a rischiare di tagliarci i diti colla carta affilatissima delle schede elettorali?



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Perché in effetti io, quale caratteristico sottoprodotto dell'Essere Umano, sono divorato da dubbi. Domani si elegge. E dopodomani. Sossegnàli, pure se infimamente €uropei, che serve lanciare per dare 1 qualche sms forte alla classe politica. Almeno così vado ripetendomi, perché per la prima volta mi saettano attorno certi dubbi sulla convenienza dell'Andare a votare. Ma per l'appunto è la prima volta, e ciò ancora le propaggini del Libro Cuore che non mi caco via fuori del tutto. Stampelle tirate in faccia (ah no, non c'entra niente), carezze del Re, Piccoli Stupidelli Regionali non sono riusciti a incul(c)armi manco una briciola di patriottismo. Ma c'è gente che ha dato la vita per farci votare a tutti ecc. Il Naufragio Universale, in remissione del quale tanto sangue si versò nei secoli, resiste ancora quale valore infantile, dio inscatolato nel sushi e compianto dai coccodrilli hollywoodiani. Quindi voterò, almeno per questa volta. Poi si vedrà. Ma mi rimane un dubbio, un lurido cazzodidubbio.

Quando dovrò andare a votare Di Dietro? Sabato mattina? domenica pomeriggio? domani sera prima del concerto? o in testa, o in coda, alla lezione di ass-licking? dopo aver preso il sole, sì da attrarre meglio qualche eventuale pulzella scrutatrice? o negli ultimi 5 minuti prima della chiusura del seggio, col fiatone e la Sudarella del Ritardatario, vanificatrice di ogni doccia? Anzi, ceneò un altro di dubbio. Come mai quasi sempre succede che la maggior parte della gente non vota quello che voto io? mi spieghi come mai? che a votare Di Dietro quale Contadino Allegro schu-mannaro non sia la totalità dell'elettorato ci sono state una freca di Gaussiane e Chi quadri e Leggi dei Grandi Numeri, a spiegarmelo. Ma da qui a tuffarsi a votare solo cose sbagliate ce ne passa. Vabè, sono sportivo o cerco sempre di esserlo tranne che verso i tonni di qualsiasi razza, il cui sterminio serve ad alimentare le mie insicurezze. Ma spero almeno in una cosa.



Oggi in palestra uno con una maglietta nera colle maniche lacerate e la scritta Pretoriano, il sopra di Hulk e i polpaccetti da 15N stecchito, gesticolando col pisello di fuori come negli spogliatoi molti amano fare, diceva agli astanti una cosa. “Stai solo a rosicà, ce volevi èsse tu a Villa Certosa”.

Ora, ribadetto il fatto che considero una mia personale sconfitta il sapere cosa Villa Certosa rappresenti, nonché l'N-simo sintomo della miseria della condizione dell'Essere Umano, sono qui in chiusura ad esprimere la mia più grande speranza pre-elettorale. Che nessuno a questo giro perda solo perché si è scopato, in modalità varie, le diciottenni. Anche prima che lo fossero, diciottenni. O anche dopo. Chi deve perdere, deve perdere perché deve perdere. Non perché si scopa, o si è scopato o si scoperà le diciottenni. Prima, durante e dopo la loro diciottennalità.

Sarebbe bellissimo che chi deve perdere perda; ma solo per il motivo che colui che deve perdere deve perdere. E non per cavilli da tabloid quale ogni quotidiano italiano o mondiale (in questo si è in ottima compagnia) è ben avviato a diventare. Perché a sto punto, anche se alle pre-diciottenni colui gli avesse bevuto l'iride infilzandola di cannucce, ciò resterebbe un cavillo da tabloid. Almeno rispetto al fatto che se uno si presenta alle elezioni per essere eletto e non merita di essere eletto, allora e solo allora egli merita di non essere eletto. Se uno gioca a Nascondino, accetta l'eventualità di Accecarsi. Anche se non è così divertente. Accetta di contare sino a cento, poggiato come uno stupido col braccio addosso a un solido verticale. Accetta che a fare Tana Libera-tutti possa essere il più antipatico di tutti. Accetta un sacco di cose, un sacco di regole che per il solo fatto di esistere fanno il gioco più divertente. Anche se rischi di finirci nelle maglie tu pure, come un fesso di tonno colorato. Quindi ahimé, spero che colui perda solo se deve perdere e non per le sue recenti cazzate (sic). Anche se mi piacerebbe tantissimo che perdesse, preferisco (sigh) che colui non perda, se l'unico motivo che possa farlo perdere sia così del cazzo (sic sic). Perché è giusto così. Le regole è meglio rispettarle non per tenere i Crucifessi al riparo dalle loro stesse lacrime, ma perché la loro stessa esistenza è divertente, come ben sa Calvin senza dover per questo scomodare Max Weber che non me lo scorderò più per non averlo saputo riferire a settembre alla riparazione di Storia, tanti anni fa.



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Ora dimmi tu, tra la mia condizione di Essere Umano e la condizione del Tonno Spinnato Giallo che mi dorme in pancia su un letto di ceci, chi dei due soffra di più per l'inanità delle sue speranze.



(*) Se proprio vuoi, fattene subliminalmente influenzare.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

ma non si può sostituire come ingrediente di tali prelibatezze il tonno rosso, nome scientifico tonno pinne blu (... ho approfondito la questione per vederci chiaro), con le star di Hollywood ?

Anonimo ha detto...

dopo questo vedrai che cambierai idea sulla tua intenzione di voto

http://www.pontedibarche.org/lobotomizzati/content/magic-italy-tutto-benigni-je-fa-un-baffo

Anonimo ha detto...

ps : se ciavete daffa nun aprite il link perche sara impossibile staccarsi dal monitor per le due ore successive

Vilipendio ha detto...

Per ciò che concerne le carni crude delle star hollywoodiane arrotolate nel riso pressato da mano giapponese non saprei, toccherebbe dare 1 controllata a quante calorie contenga il silicone. Ma a me sto cazzo di tonno variopinto coi suoi pavoneggiamenti me sta a fa girà sempre più le palle.

Quanto a Pontedibarche vedrò domani, che ora sono un po' di fretta; tanto come previsto prima di domani non voto. Anche se a vedere Berlusconate ho paura di farmi il sangue amaro. Intendiamoci, io a quel portatore di chioma Carioca (nel senso pennarellistico del termine) non lo posso vedere, m'innervosisce proprio. Presèmpio, l'altro giorno coL Riccioletto fantasticavamo di un suo rapimento. Io manifestavo delle mie personali modalità, e Il Riccioletto mi aveva esortato a farne una sceneggiatura. Ma sono d'1 pigro. Bisognerebbe farcisi il culo, che se poi la sceneggiatura fa acqua poi si diluisce tutto il divertimento. Tu guarda x es. che pasticcio ha combinato iddio colla Genesi.

Quindi spero che perda, ma se avessi le prove matematiche che ha perso per lo sgamo del viagra iniettato nel cazzo davanti alle puttanelle vaffanculo no, allora deve vincere a mani basse perché l'italiano, questa madornale espressione geografica, non può trovarsi scorciatoje scimunite nel (puàh) moralismo dei tabloid, ma lo deve elettoralmente repellere grazie al (puàh) suo senso critico.

Comunque bella (come direbbe Giovanni Battisti) per Pontedibarche!

Il Riccioletto ha detto...

La percentuale del Berlusca s'alzerà sempre. Cioè sempre no, nel senso che un buon 30% di noi non si farà convincere. Ma al 60% ci arriverà. E' perfetto per gli italiani. Ti porta Ronaldinho davanti al letto tuo quando ti svegli al mattino. Frega le fidanzate bionde dei turisti tedeschi e le porta dentro al letto tuo quando ti stai per coricare. Il 60% degli italiani gliene da giustamente atto. E' vero, nulla da dire.
C'è un' unica via d'uscita, una sola, e con un nome ben preciso. Un nome proprio di persona. Ma lo conoscete già. Lo sa tutto il 30% qual è.
Il nome dell' unica via d'uscita è Lee Harvey Oswald.

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