venerdì 6 marzo 2009

Acqua 2 Ho.

Come ogni altro regazzetto della mia generazione, giusto jeri dopo tanto tempo ero qui ancora una volta a chiedermi 'ma lo spuerco impossible? esistono alfine los puercos impossibles?', quando finalmente sono pervenuto a 1 conclusione. Proprio io primo tra i primi, pensa tu. Esistono, esistono: almeno uno esiste. Esso è nientepropriodimenoché: dio! Quel ratòn è evidentemente El puerco impossible.

Ma questo era ieri. Oggi invece la novità è che sono stato in piscina. Magari a te non te ne frega niente, ma guarda caso arieccoti qua, strana la vita. Comunque a me mi costituisce novità.

Difatti tudèi mi sono fatto uomoinammollo per te in remissione dei peccati, facendo questo in memoria di quando ero solo bambinoinammollo. Tipo quando 7N subivo preagonistica. Che orrore, dio che orrore, sia il nuoto infantile sia naturalmente dio che da complemento di vocazione si fa il solito soggetto.

Era 1 orrore perché i bambini (e qui quel merdone di Povia toppa ancora una volta) i bambini dicevo non fanno oh ma bleah per le loro stesse vomitate. Difatti, tra le decinaja e decinaja di feti che invece di ottime cellule staminacee si erano fatti enthropy increasers, ve n'era sempre quel pajo che sciorinava sordi conati di protesta contro l'adiacenza dei nuoti alle merende pomeridiane. Quindi, ogni giorno dispari della settimana colle tue bracciatine cercavi di schivare quel pajo di pizze di vomito che skettynavano sulle acque come & meglio del Grysto, che pure in quanto stronzo ai suoi tempi galleggiava benissimo. Ancora non mi capacito della disumanità di lasciarcele lì mentre noi ci si sbracciava. Eppure era ciò che accadeva, due volte su tre il tuo compagno di corsia era un proteiforme bolo alimentare mal ruminato davanti ai cartoni animati da qualche bambino che - beato lui! ma guarda te come impari presto le ingiustizie del mondo - lui solo poteva uscire dalle fetide acque in cui tu dovevi continuare ad annaspare. Ricordo bene quanto disperatamente ne temessi l'avvistamento dalla corsia che occupavo, e quanto considerassi comunque vana la speranza di non entrarvi in contatto mentre nuotavo, dato che consideravo l'acqua immediatamente e irrevocabilmente contaminata, non appena entrata in contatto colla vomitata. Mi chiedevo infatti - quanti p(s)icosecondi ci sarebbero voluti prima che il sentore emetico, propagandosi nell'acqua2o colla stessa istantaneità della corrente elettrica nel rame, m'inquinasse?

Però c'è da dire che quelle piscine mi riservarono la visione del mio primo pajo di sise.



Si era alla fine dell'ultimo turno. Già da tempo trapelava il bujo dalle foroitaliche vetrate dietro le quali il brigante Musolino aveva mulinato le sue stesse bracciate rubate all'agricoltura. Quel tardo pomeriggio-quasi ora di cena, la luce dello spogliatojo dei maschietti ebbe il buon gusto di saltare. E che, si va a casa tutti clorati? nuotare nel vomito sì, ma rimanersi il cloro addosso chissà perché non se ne parla. Quindi una voce geniale s'infila in mezzo a virgolette e fa “tutti fanno la doccia nello spogliatojo delle femmine”. Non dimenticherò mai, infatti mai ho dimenticato, l'aria ricca di gravità che si respirava lì dentro. C'erano tante bambine, e l'unico adulto era un'istruttrice. Quell'istruttrice geniale si fece Donnanuda, almeno per ciò che concerne le sise. Piccole e perfette, nella loro bellezza. Pure adesso da adultero le avrei trovate belle, ora che ci penso. Che meraviglia, il concetto di Donnanuda. Ricordo un quadro vaporoso di braccia saponanti, un grappolo di compagnucce accostumate potenzialmente vomitanti che poco m'interessavano, ma con nel mezzo quella levigata divinità pagana. Non c'era Edwige-muzak nell'aere, ma era lo stesso. Io non ero eccitato, come potevo esserlo bene a setteanni. Non ero imbarazzato nel guardare, i doppisensi di colpa e pudore li avrei acquistati in seguito al mercato del tempio. Ero solo consapevole dell'urgenza della cosa, quella cosa che mi stava capitando era centrale e importantissima. E in quanto tale, non era necessario capirla; dovevo solo viverla. Ah, come ero maturo e scaltro a sette anni. In questi ulteriori trenta non ho fatto altro che sbagliarmi spesso le strade. Aggiungo, xké so che ti deve interessare, che scrivo connelle recchie The man and the city di Piero Umiliani. Al più presto reperiscilo, se ancora speri di salvarti il salvabile.



Le sensazioni di oggi, invece. Che morsa allo stomaco: tutto quel cloro senza l'ombra di un clero. Era strano. Io praticamente gnudo in una piscina tutta di vetro, consapevole di poter essere visto da kyunque, cercavo di contrarmi i muscoli volontari e m'imbarazzavo per l'inconsueta pubblica evidenza di quelli che a volte mi sono volontari e a volte no. Però ahimè ciavevo ancora certi lardini dislocati che non mi è ancora riuscito di perfezionare. Ma, è qui lo strano: alcune femmine, quasignude pure loro, mi guardavano. Me; capisci? Certe volte è pazzesco come la Femmina, per quanto gloriosa, possa ridursi a un'ingenuità pari quasi a quella del (bleah) maschio. Allora io, sotto a testa bassa a nuotare.

Naturalmente entro subito in competizione col mio vicino di corsia. Il Riccioletto mi ha spiegato che si tiene la destra se nella corsia ciai qualcun'altro, quindi la competizione si svolge con uno spalluto 20N, che mi procede parallelo dalla corsia affianco. Alla seconda vasca vince lui, evidentemente pratico del luogo acquatico. Ma sogghigno furbastro pensando ai bocconi che ne farò in un mese. Invece nell'altra corsia c'è una bravissima nell'impervio campo della Bellezza, per quanto deturpata dall'effetto-ventosa degli occhialetti. Il mio crawl acerbo, quanno che è il momento di respirare ossigeno e visioni panoracee, si volge sempre dalla sua parte. Poi dal mio bagno galvanico mi riscopro un potenziale di rana-style. Quindi il panorama da parallelo mi si fa soprastante, dal basso del mio occhio celato dal vetro fumè dell'occhialettone che inforco.

Che fissa l'acqua. Come mi tuffo è silenzio, gli strepiti aquagymnici della piscinetta affianco spariscono in tepori amniotici. Da grande bevitore di acque non cloracee quale sono diventato, mi conosco le fasi e i colori del piscio. Quindi, certo della sua momentanea trasparenza, lo lascio libero di affacciarsi ai colori del mondo più e più volte.

Poi esco, e nello spogliatojo vedo una quantità di peni di cui non sentivo particolari impellenze. Infatti era forse il terzo spogliatojo della mia vita di adulto, e più dei peni mi hanno turbato le pene provate nel sentire certi discorsi da spogliatojo. Inoltre, quella gente si asciuga coll'accappatojo clorato con cui esce dalla piscina. Usa dopo la doccia le stesse ciabatte calcate dal piede d'atleta emergente dalle acque fungine. Contenti voi, sai che porcini. Non credevo di rimpiangere le vomitate della foroitalica piscina ove sguazzava il brigante Musolino. Certo che gli spogliatoj non potevano essere più diversi, infestati di cazzi & cazzate questi, buj e conseguentemente pieni di grazia e di primesisedifuori quegli altri. Mi riprometto quindi di nuotare in ore ancora più mattutine di quelle odierne. Ma naufragarmi nello stato di Uomoinammollo m'è stato dolce, se per esempio mi ha fatto scrivere con perle di saggezza Umiliana infilate nelle recchie. Ah! m'ero scordato. Ciò che fondamentalmente volevo dire era che le madelèn che mi sono calato quest'oggi mi hanno fatto ricordare e capire checcentravo io col finale di Un'estate di Andreapazienza che tanto m'aveva stregato. Che è geniale, e siamo d'accordo, dico sia Un'estate sia il finale sia l'autore. Ma oggi, limitatamente a quel finale, ho avuto modo di razionalizzare quanto.

4 commenti:

Il Riccioletto ha detto...

1) la sauna l'hai fatta?
2) mesa che nun se vedono le immagini di questo post, qualche problema tecnico?
3) piccola polemica: i seni devono essere sempre molto, molto grandi, anche giganteschi in caso.
4) "ciabatte calcate dal piede d'atleta emergente dalle acque fungine" spettacolo! Aggiungo che spesso ci si sente osservati da "occhi di pernice".

Vilipendio ha detto...

1) makké! sta nell'altro spogliatojo, quello appiccicato alle palestre. Quando ricomincerò a prepugilare (a rischio del menischio) la testerò.
2) boh, forse è sempre per via del periodaccio in cui versa Yankee Gùgol, il famoso scrittore russo autore delLa Cappotta.
3) perché no, perché no. Ma secondo me ci possono essere seni grandi e brutti e seni piccoli e belli. I coseni invece non mi dicono mai niente. Quindi la trigonometria non mi sembra esteticamente imprescindibile; lo dico conscio del fatto di esporre un teorema gradito a tante femmine, augurandomi che esse dunque accorrano numerose a ricambiarmi colle loro grazye.
4) dio porcino, se non mi sbrigo ad andarmi a comprare 1 docciaschiuma appendibile pure oggi dovrò limitarmi a solodiluirmi il cloro sotto le acque calde. Corro nuovamente alle chiare, fresche dolci acque, se beccamio su Skype.

Il Riccioletto ha detto...

Ora le immagini si vedono. A proposito ho visto che hai messo una mia foto (l' ultima)...

Il Riccioletto ha detto...

Uomo in ammollo.

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