sabato 21 marzo 2009

Amore è 1 apostata roseo.


Ecco fatto, mi sono un'altra volta fidanzato.

Lo sentivo che c'era qualcosa sotto, era troppi giorni che non stavo su Facebook, anche di umore ero strano ecc. Lo sapevo che mi stavo nascondendo qualcosa.

E adesso? Troppo presto per godere di una vera stabilità affettiva, troppo tardi per decidere di farsi i fatti propri, Il Fidanzato cerca riparo in un sottobosco di sensazioni. “Ma come ho fatto?”, egli pensa. Ricorda bene i proponimenti, la perdita delle lucidità, i patteggiamenti, lauta-castrazione psichica (senza postrofo né
contravvenzioni violente da punire), il sacrificare, il pretendere, il ripassiamo come guardare altrui senza muovere collo e occhi parlando algebricamente del +/-, il voler cambiarsi, il lasciarsi cambiare e tutta una serie lunghissima di cose. Ma tutto ciò è ... è ... "o - n - i - r - i - c - o”, ti sogghigna ammiccante Freddykrueger. L'altro sabatosera stavo a casa a chiacchierare col combruto e pure questo sabato; ma colla fretta di dovermi sbrigarmi a prepararmi e bagagli, come non avveniva da tempo.

Arieccomi in ritardo. Quando stai da solo, è incredibile come tutti quanti (cioè te) ti tollerino i ritardi, fisici e mentali. Quando stai in compagnia no, manco x il cazzo. Sì, ma
si può sapere cosa cazzo è cambiato da quando crogiolavo il mio tempo in chiacchiere a desso? Aspetta che vado in cucina a prendermi, prima che si raffreddi, la mia tisana al finocchio.

Fredda. Finocchio freddo. Ah, se quel guerrier io fossi, se il mysogno s'avverasse. Pure il destino mi è beffardo, il 'finocchio ti-sana', lui mi dice beffardo, 'le tue velleità di riproduttore ti spacciano'.
Pure se capisco che
queste vorresti, non è importante perdersi in chiacchiere circostanzianti. L'importante è aver ben presente il circo in cui mi ritrovo a stanziare quale riottoso saltimbanco. Riottoso 1 cazzo, se il fidanzarmi io lo desidero sin da piccino quale ultimo pensierino, subito prima di addormentarmi ma subito dopo di aver sognato irreale sex di tipo salvattico. Saltimbanco sì, se senza essermi fatto fabbro-ferrajo ed essermi forgiato catene causa-effetto, adesso ste catene me le ritrovo al piè, ch'evidentemente non è stato abbastanza veloce.

Basti dire – basti dire che? inutile, razionalizzare, sistemare; l'unica via è continuare a sderenarsi d'impressionismi casuali. Tipo: 'tornare ad ascoltare quaccheccosa a quaccheduno'. Mortacci mya, come ascoltavo. Tutti a complimentarmisi di come ascoltavo. Certe recchie dovevo averci, un autentico aurecchione da tartufi. E ora, ecco che si torna ad auscultare. Proprio un attimo dopo aver deciso che, se proprio c'era d'auscultare qualcuno di divertente che fosse in grado di darmi ben altre soddisfazioni, quel qualcuno avevo da S ('esse') io. Quando ne avessi voglia, certamente; perché la voglia scema quando si è stanchi come sono io, e io sono stanco, molto stanco. Quindi dai, chi sarebbe ora questa fidanzata che d'ora innanzi bisognerebbe auscultare
prima di chicchessia? questa fidanzata qui, il cui ruolo sarà quello di mascherarmi col suo rumore e oscurarmi colla sua ombra? Dire ciò è importante a prescindere; a prescindere dall'identità di questa poverina che evidentemente qualcosa mi deve giocoforza rappresentare. Se ciò non mi facesse sbroccare, dovrei cospargermi le pelli di tatuaggi illeggibili da me, meno amichevoli dei cartelli che circondano il deposito di Ziopaperone. Così, quando mi capita di spogliarmi e rivelare per quale cazzo di motivo estetico passo la vita a massacrarmi di igienismi e frenesie sportive, magari qualche vilipendio all'ammore e alle principali etnie-religioni-fazioni politiche-squadre di calcio non Violette, qualcuno di questi vilipendi ben piazzati magari riescono a stornarmi le potenziali fidanzate, e quindi ad alienarmi certi risvegli alla realtà.

Poverina, mia fidanzatina. Io ti sarò, che so, migliore della media ecco; questo lo prometto di buon grado. Già solo ripromettendomi di auscultare me (dico 'me', perché 'te' credo che saprò farlo abbastanza) in ogni momento che mi lasci libero, seriamente & di buzzo buono. Affronterò questa mia precisa responsabilità – dico 'lo giuro'.

Però, non era meglio che uscisse qualsiasi altra cosa? “La Morte”, “Il Matto”, “La Papessa” (bleah)? E invece è uscita proprio la carta più sciema dei tarocchi: “L'Innamorato”.

Bah. L'unica fortuna mia è che io sono un tipo ateo-razionalista di quelli duri, uno che rifiuta le etichette a meno di pagarle carissime ai principali negozi di sua preferenza. E rifiuta le superstizioni. Difatti io ai Tarocchi non ci credo (a meno che non siano ripieni di vitamina C)



~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~



E qui, siamo alle solite. Io ciò ragione e tu ciai torto, non mi sono per niente fidanzato.
Ma si può, dico io, si può essere tanto allocchi? Girando per wwws, tu vai in un posto. Per potervi accedere digiti tutta una serie di caratteri, mica ci finisci per caso; eppoi è tutto un leggi-e-credi, leggi-e-credi, leggi-e-credi. Adesso, se non ero io a dirtelo, ti rendi conto che grezze rischiavi di fare stasera? “A zzì, devi vedè che stavo a lègge prima, na storia di uno che s'è tipo fidanzato” e invece no, avresti dato l'opportunità di smascherarti anche al più spietato dei tuoi conoscenti (non oso, nel tuo caso, parlare di 'amici'). Ma guarda che è brutto essere smascherati eh, è brutto davvero. Specie se sotto la maschera cisià una faccia pressappoco tipo la tua. In quei casi là, meglio che eviti.

Macché. Come al solito sto facendo delle cose da non fidanzato. Tipo godermi la lettura dei giornaletti di Alack Sinner; o degustarmi nella macchina i Super Furry Animals quali juke–box di finestate a inizio-primavera, mentre con tutti i postumi dell'infreddatura procuratami mercoledì sera aspettando invano i capricciosi autobus romani, arrivo in ritardo alla mostra delle mortadelle televisive di Munari. Cose da non-fidanzato tipo tremare-single dalla paura della cazzata fatta, di quei tremori in cui in mancanza di partnership ti strigli te da solo, perché con il Mostrato ci sto in fissa da tempo ed è il penultimo giorno dopo proroghe di mesi; e rischio che se oggi c'era lo stadio infestato da non Fiorentini d'ogni risma, domani sarà pieno di genti dai menischi integri che accorrono alla Capitale accorrere alla maratona.

Sono sicuro che ci sei cascato. Solo Il Riccioletto, per quanto distratto, si sarà salvato dal cascarci: sa benissimo come non lo tradirei mai. Infatti quest'estate dobbiamo andare a rimorchiare nei Paesi dell'Ovest col bagagliajo pieno di calze di seta, sperando di non fare tardi come al solito e arrivare dopo il crollo del Capitalismo (che sarebbe sicuramente il mio record di ritardi). Annamio Ricciolè! non per dire, ma è 1 idea popodapajùra.


8 commenti:

fruttimentali ha detto...

Pfiuuuu! (il dorso della mano frega la fronte per sottrarne le gocce di sudore)!
Per un attimo ho pensato:"nooo, mi stai lasciando solo! Adesso devo fidanzarmi per forza pure io".
Sai come sarebbe diventato noioso il blog di uno fidanzato?
Avresti usato tutta la tua materia in scala di grigio per fini non allineati a quelli dei tuoi frequentatori. Avresti avuto meno piglio, meno rabbia, meno provocazione nelle tue scritta. Ti saresti ingentilito. Avresti limato le unghie. Avresti scritto meno e di meno.
No, no, meglio così. Scusa eh, ma io guardo al mio piccolo orticello. Chi se ne frega se tu preferiresti che fosse stato vero.

C'è una canzone che vorrei tanto che ascoltassi, ti prego fallo; si intitola "Il mio amico ingrato" di V. Capossela. Non mi sono mai sentito così ben rappresentato da poche sagge parole.

Il Riccioletto ha detto...

mah sì va beh ho capito, ma se mi hai appena imparato emule adunanaza???

Vilipendio ha detto...

Bella roba, Riccioletto, dire così davanti a tutti: rischi di farmi passare i guaj. E se passa di qua una macchinetta della GdF, ma sì: un finanziere tipo chesò, Rockerduck ad esempio? Come minimo mi fa rivestire tutte le donnenude nel quanto mai hard disk, e poi vedendole tutte vestite si fa condire il cappello dal segretario e se lo mangia. Lo dico per loro poverine, che si va verso la bella stagione e fra un po' si spera inizi a fare caldo.

E tu, TùdiFrùdi, usque tandem? no, dico io: usque tandem? ma che, davéro davéro?
Io la canzone lò sentita ma non è che sull'amicizia ciai le idee + confuse di Baldanbembo? Dico Dario, non Alberto il meravigliòfero compositore di colonne sonore anni '70 (tipo Io e Mara, che scommetto che nessuno conosce porcodio e invece alcuno bruttamadonna conosce Costanzo Sciò).
Sapresti citarmi una sola vicissitudine che abbiamo convissuto io come Vilipendio e soprattutto te quale Fruttimentali? e non in altre vesti civili, che se ne abbiamo convissute non lo voglio sapere per niente. Cazzo, condizione necessaria e manco sufficiente dell'amicizia è quantomeno una cazzo di vicissitudine.

Va bene come rabbia? e anche a tal proposito, io veramente vorrei avere, più che una o più fidanzate, sempre meno rabbia. La rabbia mi rende mortale. Mi fa ruzzolare giù dal Valhalla (quello di Thor il vendicatore, mica quel facciadacazzi di Wagner) come un stronzo qualsiasi. Io, che pure sarei tanto simpatico. No-no: sempre meno rabbia, nel caso. D'altronde, se rabbia vuoi, àugurati che io mi fidanzi perché in tal caso mi si resetta tutta la pur poderosa intelligenza emotiva, mi si scatena l'amigdala e il dr. Goleman poi scrive tutti quei libri su di me che lo fanno diventare migliardario (nel senso che ci guadagna migliaja di migliardi).

Comunque, a parte tutto, se io accannavo internet per tornare, da bravo monarchico, alla vita reale, facevamo che non valeva usarmi mai la pistola contro come fa Er Mutande Pazze con Brusvillis nel VI Senso.

fruttimentali ha detto...

Qua uno dei due deve arrossire in volto per l'imbarazzante equivoco. Io ho scritto da fruitore (anzi, fruttore) del blog, esprimendo il concetto: ecco, se questo mò mi si fidanza 'sto blog diventa la casa nella prateria. Ma la stessa cosa la puoi immaginare con al posto del blog: serate amicali, birre, calcetto, poker, risate, ecc. della vita vera (Io con i miei amici, tu con i tuoi.).
Poi, per una serie di facili collegamenti miei -e solo miei-, mi sono messo a pensare alla situazione descritta tanto bene in quella canzone. Ho pensato di condividerla con voi, segnalandola, ma non era certo riferita ad una nostra improbabilissima (ovvio) amicizia. In verità, in verità ti dico che sento di provare molta più amicizia per il mio amico immaginario dell'asilo.
Volevo un tuo parere da musicista e persona in grado di apprezzarne il testo. Tutto qui. Non riesco nemmeno ad immaginare di fare le vicissitudini con uno che non saprei nemmeno da dove cominciare a prendere in giro. Anche se di cose strane ce n'hai, eh!

Vilipendio ha detto...

Ah sì, ti avevo visto quella chiave di lettura lì che dici tu, Fru-frù, ma ho creduto opportuno partirti di equivoco grimaldello in quanto evocato della mia Rabbia Singolare, sperando di farti cosa gradita.

Arf arf.

Lò sentito Cappossella (ne dubbio gli raddoppio quasi tutte le consonanti perché so che alcune gli sono tali, e non mi va di disturbare Google al riguardo con tutte le cose che ciavrà da fare a quest'ora). M'era sfuggita la tua preghiera, d'altronde a quanto sembra la trista sorte delle preghiere è quella della sfuggevolezza. Comunque me ne scuso e via col parere.

Capoccella non lo so, certo è fascinoso con quel cappello che peraltro serve a nascondergli la calvizie quindi quanto a fascinosità non vale poi tanto. La calvizie va sciorinata scioltamente, mica come fanno Elton Giòn o 'Dhi Edge'. A tutt'oggi, ancora non mi risulta che abbiano inventato un modo ganzo di nasconderla, chekké ne vada dicendo Perluscalpi. Quindi già m'insospettisco.

Sarà che ho sentito aneddoti sulle sue bizze & capricci artistici che me ne confermano l'Artismo, nel senso di ostentazione delle peculiarità di Artista con annessa pretesa dei conseguenti privilegi. Ma stocazzo di Capoccetta non mi sta tanto simpa. Sì, quando è uscito mi ricordo che tornando da una sequela di suonate, nella radio del furgone l'avevo trovato na cifra frizzantino. Quellalì, com'era, 'il Ras della cantina'.

Però se fosse un quadro la cornice più pertinente gli sarebbe una terrazza romana 'X', ma di quelle con vista, d'estate ma col frescolino, col parkeggio sotto ma in pieno centro storico, brindato tuttattorno da parole difficili e scorreggine sotto il naso. Mi sembra che quando uno vuole fare lo scìc un'opzione possibile sia iniziare a fare "Capossellaquì, Capossellalà", e ciò non è mica colpa mia; semmai sua.

Poi se vuoi un giudizio di merito (uff, ma visto che ho fatto lo gnorri ti spetta). Il testo è fico, le immagini pure (per quanto il tema dell'abbandono dell'amico in favore della Figha lo conosca bene qualsiasi 14N), la musica ciavrei bisogno di sentirla di più ma brutta non mi sembra. Ma mi danno al cazzo il tono strascicato e le trombettine colle sordine Carpené Malvolti - Billie Holiday - 'la vita è 1 quotidiana meraviglia'. Billie Holiday e quelle trombettine colla sordina wah in condizioni normali mefannompazzì, ma qui sono a costituire sgommate di pennello marrone su un pajo di mutande sporche cossuscritto: Je suì Raffinatò.

E allora porcodio mi viene voglia per reazione di assistere a un accoppiamento di Martufeldman del Bagaglino con Maximo Bold, orchestrato da Van Zinna, il figlio senza scrupoli di Steno.

Capastella mi piacerebbe metterlo in tanga co Paoloconte in una vasca dimmerda a fà la Lotta nel fango. E certamente senza cilindro in testa, cottutta la calvizie di fuori. Per il resto, se vogliamo, facendo finta di niente la canzone non è male.

fruttimentali ha detto...

Grazie, per amore di semplicità prenderò solo le tue ultime 4 parole.

Vilipendio ha detto...

Aspe', aspe': in realtà era ancora più complicato. Pure Paolo Conte mi piace, specie quando faceva il secondo a Giovanni Galli (che era meglio che non si candidava a sindaco di Firenze, specie dalle parti che ha scelto) e all'eterna promessa Marco Landucci (la Fiore ha sempre raccattato una cifra di eterne promesse). Ci avevo un sacco di doppioni Paninari inutili di Paolo Conte, coqquei baffoni folti.

Le cose che fa Paolo Conte sono belle, è il contorno intellettualoide che mi fa venire il diabete. In questo senso, si può impostare la seg. proporzione: Capacchione sta a Paolo Conte come Castellitto sta a Al Pacino, così è contento pure Il Riccioletto che da tempo sostiene che Castellitto sia l'Al Pacino degli allocchi.

Ah! ora ho capito cosa non mi convince, in quei due. Da sempliciotto distratto e superficiale osservatore comune quale sono sempre, io non riesco a scorgere dove sia in quei due l'autoironia. "Ma dovè, dovè in quei due l'autoironia?" continuo a ripetere. Pure Andrea Pazienza non la trovava, almeno in quello dei due che ahilui e ahinoi aveva fatto in tempo a conoscere.

Quindi torno a ripetere: attenti a quei due.

fruttimentali ha detto...

Invece a me mi (laddove il mi rafforza l'"a me") piacciono tutteddue.
Ma che Ricciotto è metallaro?

Paperblog