domenica 4 gennaio 2009

La caciara der silenzio.

(schitarata da stadio pe 2 voci e na chitàra)

È da un po' che medito su una cosa. Uno che legge sta roba, che idea può farsi di chi l'ha scritta? Come diceva quel famoso divo, "e voi, chi pensate che io sia?".

Tu mi leggi. Sei qualcuno che nella vita reale conosco o ho conosciuto. Oppure un avventore occasionale. Un naufrago della navigazione. Una mosca impigliata nel web. Cosa pensi di me? che io sia uno stronzo? uno cattivo? un vigliacco? un fifone? un insicuro? un pazzo, un malato, un genio?

Come pensi, sbagli. Io non sono Vilipendio, quello .blogspot.com, dico. Magari lo fossi. Per fortuna non lo sono. Questo posto (come da un po' sto realizzando) è la fisioterapia di un, come già detto, disadattato. Qua dentro mi cerco. Che fastidio parlare di me. Lo trovo, fra le altre cose, inelegante. Mi fa impazzire invece schiaffeggiarci coi miei pensieri, te & me; per quelli non ho ritegno, né almeno qua sopra voglio averne.

Perché troppo ne ho avuto, di ritegno. Mi sono resettato, e mi sto resettando. Lavoro, mi alleno, scrivo, strimpello, compongo. Penso. Tutto, quando posso, a casa mia. Ne esco poco, per lavoro appunto, per la spesa, fra un po' mi iscrivo da qualche parte per tornare ad allenarmi come si deve. Pochissime uscite sociali, vissute con stordimento.

Da qualche giorno ho capito che mi sto ritrovando, o meglio ricercando. Sai quando ti vorresti concentrare su una voce o su un suono o su una musica ma c'è casino intorno, e allora inconsciamente desidereresti stare in una stanza insonorizzata tu e la tua sorgente acustica? È quello che succede a me, io sono contemporaneamente la sorgente e l'assetato.

Sto isolato. Non mi arrivano altre esigenze che non siano le mie. Il telefono m'infastidisce, difatti lo tengo spento. Mi vanno bene mail e messaggi, perché è un'applicazione che mi posso far girare in testa quando non sono attento a me. "Attento a te!"

Ma ti rendi conto che questa, "attento a te!", è una minaccia? Altro che minaccia, porco dio demente: dovrebbe starci tatuata a fuoco sull'interno delle palpebre. Da non confondersi con "attento alle pubblicità", "attento alla moda", "attento al cazzochetisifreca". Porcodio più merdoso di dio stesso, in una procedura autorisonante e ricorsiva. O tempora. O mores.

Sto attento a me. Da un anno. Come si fa, a stare attento a te? Sarai curioso. Niente: sussisti. Leggi. Spegni la luce quando c'è luce e la accendi quando è buio. Affossi la stessa parte del materasso. Mescoli scatolette. Ti sorprendi di avere la stessa bottiglia di olio, o la stessa di detersivo, o gli stessi soldi nel portasoldi, da un sacco di tempo. Metti a posto. Disordini. Funzioni.

Dice che nella camera anecoica a un certo punto ti senti le pulsazioni del cuore, e a un altro le molecole di aria sbatterti sui timpani. Sotto al Gran Sasso d'Italia, sulla A24, ci stanno laboratori di fisica talmente schermati da interferenze elettromagnetiche da quelle tonnellate&tonnellate di roccia che ci fanno chisacquali esperimenti. Io sto iniziando a sentirmi.

Dicevo giorni fa che tremavo nel riscontrarmi incapace di capire cosa intollerassi. Mi dicevo campione d'intolleranze come di vane sopportazioni. Eccomi qua: dopo questi pochi giorni ho cambiato idea, mi è sempre piaciuta la mia estrema facilità nel cambiare idea. Ogni tanto me ne vergogno un po'; un po' le sono affezionato nel modo in cui uno si affeziona ai difetti, un altro po' ne sono segretamente orgoglioso come uno può essere fiero dei propri pregi.



Blèah. Ho appena ammazzato un grosso insetto. Mentre digitavo, a un certo punto, ha prodotto un ronzio che ne tradiva la stazza. Pensavo fosse un calabrone, era quel tipo di ronzio che segnala pungiglioni. Mi sono ricordato di avere acquistato a due euro quest'estate, nel supermercato qui sotto, una specie di racchetta da tennis elettrificata, per disfarsi asetticamente degli insetti. Esco dalla stanza del computer, mi richiudo la porta alle spalle intrappolando il ronzone. Ficco dentro le due pile stilo, torno e cerco. Sta sullo schienale del divanetto. Accendo, parte un sibilo e con lui l'elettricità. Frigge al contatto, temo di stare bruciando la stoffa del divano ma no, è l'insetto. Non si muove ora, ma a pensarci bene neanche prima. Lo sollevo, è una Cimice Puzzolente. Infatti puzza mortacci sua. Via nello sciacquone.

Era già morta, ma avrei applicato questa procedura anche sull'esemplare vivo. Gli insetti mi fanno rode'r culo, zanzare e mosche in primis, e anche tutti gli altri invertebrati, cui ad esempio appartengono le meduse. Sono molto felice quando so che qualcuno le sta facendo asciugare al sole. Lo trovo sensato: pizzicano quelle zoccole, oltre a essere viscidamente jelatinose e a farmi schifo specie nella goduria perfetta dei Bagnetti. L'unica cosa che mi dà fastidio è quando l'insetto o l'invertebrato inizia ad avere una stazza non indifferente, diciamo dalla grossa mosca in su, perché allora ucciderli io o pensare che lo faccia qualcun'altro mi fa schifo, tipo le blatte.

Ripeto la domanda: sono cattivo? sono buono? sono onesto? sono sfacciato? Non m'interessa un giudizio. M'interessa, in questo momento mi è vitale, sapere chi sono. Poi, saputolo, potrò ritoccarmi secondo il mio giudizio. Che si baserà, ma solo subordinatamente, anche su quello degli altri.

Non sparisco per intolleranza. Mi spurgo delle esigenze degli altri, poiché mi erano traboccate, per lasciar affiorare le mie.

Se i polmoni dell'ex fumatore tornano intonsi dopo anni, pensa quanto ci vuole per ritrovarsi, specie se è per la prima volta. Fa niente, mi spinge fra le altre cose la curiosità.

I primi raffioramenti di me risalgono a quest'estate, erano le cose più galleggiabili, infatti c'era molta materia fecale. Ora invece, per esempio, mi sento indisposto a passare la prossima estate come le quattro stagioni precedenti, nei miei luoghi consueti. Mi ricordo che talvolta, magari mentre guidavo sull'autostrada o notavo un paesaggio o un tramonto o un aereo, pensavo che volevo camminare in posti nuovi, mosso dalla curiosità. Io non ho mai viaggiato molto, ora invece inizio a scorgermi la curiosità di farlo.

La vedi, l'anecoicità della mia situazione? Lo senti il mio buio?
Questo silenzio è bellissimo.

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Senti, qui e altrove mi smerdo talmente tanto e spesso che mi faccio un altro complimentone.
Ammiro molto, in quelli che la dimostrano, la programmaticità d'intenti. Nei saggi di Brunomunari. Nelle storie di Andreapazienza. Il termine affascinare, etimologicamente, pesca nel Magico, nello stupore e nella paura che ne consegue. A me affascina, letteralmente, quanto sti esempi vedevano lungo sin dall'inizio di ogni loro produzione, stando alla perfezione che vi riscontro. Non c'è niente di più e niente di meno del necessario. Quindi sono geni.

Io sono un mediocre, ho appena 40 sessantesimi della maturità classica e altri innumerevoli aborti di studi interrotti. Soprattutto, la mia colpa più grande è che non sono arrivato a fare quello che mi appassiona. Non saprei nemmeno definirlo per bene, quello che m'appassiona, figurati quanto ne sono lontano. Però che tenerezza quando mi riscontro un embrione di programmaticità intuitiva! "Vilipendio" era la mia mail, poi il mio soprannome. Poi, in cerca di uno slogan che fosse tale, sono arrivati i punti di vista divergenti e la sfacciataggine di me, senza più mezzi termini.
Io non sapevo quello che stavo facendo. Lo sto scrivendo ora, quello che sto facendo, e come sempre me ne stupisco, e pure questo è bellissimo.

E ora ho capito. Qui io mi cerco. Non potrei farci altro, qui sopra; non si scrivono centinaia di pagine senza prospettive economiche o adulatorie o la certezza della Figa conseguente. Soprattutto, io qui sopra mi trovo. E per questo erano necessari gli insetti bruciati che puzzano la loro morte, i rutti parlati, i monologhi estivi a voce alta. E ogni cosa che trovo è bellissima, anche quando non lo è, e succede spesso. Se non lo è, è comunque bellissimo averla trovata. Ed è bellissimo anche il gioco che ne conseguirà, quando mi ritroverò in un cassetto il promemoria di lavorarci su. Se c'è una cosa che perlamadonna mi piace, è: Giocare.

Quindi io quello che mi trovo sarei pronto a difenderlo a qualsiasi prezzo, se il prezzo che ho pagato per ritrovarmelo è non tanto la mia gogna (che quella diverte anche me, e parecchio), quanto il fatto che alla fine avrò vissuto in meno il tempo necessario a. O in più? Il Dottor Divago.

Come questa cosa dei cani.

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Mi ero arrabbiato da me anche quando mi projettavo nella testa i sapientoni che mi avrebbero deriso se mai mi avessero sentito paragonare il serial Lost a 1 poema omerico dei nostri tempi. Io sono un represso, e uno dei grimaldelli della mia furia omicida è l'imbattermi in chi tenta d'inibirmi, magari anche con arroganza. Infatti, penso di essere molto molto immaturo, emotivamente. Mi ci facevo i film, coccquei sapientoni, infatti a fine post li avevo anche sceneggiati.
Sarei pronto quindi, oltreché a sceneggiarli, a produrli, a girarli, interpretarli, ridoppiarli, montarli, sottotitolarli e finalmente condividerli secondo le modalità del p2p. Ogniqualvoltaché sentissi in pericolo i frutti del mio stilitismo. Ricciolè, avrei triturato qualsiasi, qualsiasi malcapitato che mi detrattasse i pensieri, tentando di delegittimarli. Certe volte ho disseminato trappole, ho scritto che la cappellata Sistina l'avesse fatta Raffaello, in un altro post ho infrattato una trappola per cattolici di cui ora manco mi ricordo più, perché nessun cattolico c'è caduto dentro. Dovrei rileggermi completamente, per ritrovarla; ma chimmesencùla?
Avrei tratto vantaggi dal riscontrarci dentro le mie prede? No, se veramente mi fossi sentito tranquillo di me stesso. Se qualcuno mi accusasse di essere un fottuto capellone non mi ci scalderei di certo. Quindi sono un immaturo anche per questo.

La trappola piazzata in ultimo valeva a stanare Colui che sta per supponenza dalla parte del giusto, uno dei miei più acerrimi nemici. Io non odio i cani, magari ne ho “odiati” alcuni e altri ne “odierò”; come posso “odiare” certi giocatori della Fiorentina, come sacrilegamente faccio talvolta “odiando” addirittura i Beatles per il loro scioglimento e la fine conseguente della loro produzione artistica, e questo dice tanto. Io odio, perlamadonna odio! chi mi critica solo perché oso dubitare, peraltro circostanziandone i motivi, dell'assioma "Avere il cane è oggettivamente bello; deve esserlo per chiunque".

Uno può lavare il cane come e più di un cristiano. Te lo ricordi Ricciolè quel matto alla mensa di S. Pietro in Vincoli che prima di mangiare si lavava le posate, il piatto, il bicchiere vestendo guanti di plastica, per tutta la durata della nostra fila, del nostro pranzo e delle nostre sigarette sul pratino quando era bel tempo? Sarebbe tecnicamente possibile prendere un Padrone di cane e un Cane e stipendiarli affinché l'uno lavi l'altro come e più di quanto non tentasse di fare quel poveretto col mondo che gli circostava.

Ogni mia argomentazione potrebbe per assurdo essere smontata per assurdo, manco vale la pena di continuare; basti immaginare casi estremi come il precedente. Odierei ancora, a questo punto, il cane? No, perché non lo facevo neanche prima.

Cioè, a me i cani fanno schifo veramente, di default. Come i mongoloidi. Come i fasci, come i punkabbestia, come i coatti, i fricchettoni e tanti altri accomunati dall'essermi diversi, che però mi è capitato di frequentare accorgendomi che possono avere una loro valenza per quanto Diversidame; anzi. Ho riscontrato spesso che il Diversodame non è necessariamente anche Peggioredime. Anzi. Ma quando il cane è posseduto da una persona che non dà per scontato che esso debba gravare su di me, posso arrivare a provarne simpatia, come arrivo a provarne per il tuo segugio anti-vivisezione. Ricorderai quali cani non ho sopportato. Puoi immaginartene tanti altri. Se io, come dicevo esplicitamente, fossi stato nella mia classe delle elementari anche in prima, avrei avuto un anno intero per rendermi conto che Barbarella era la compagnuccia presso la quale accorrere in festa nonostante il moccio al naso, quando mi veniva a trovare negli anni successivi. Mi hai raccontato le tue interazioni con vari tipi di mongoloide più o meno evoluti presso lupetti e scout, che per sto genere fichissimo di cose quasi riescono a farmi dimenticare quali religiosità veicolino in cambio (ma dovrebbero pur cazzoesistere metodi di automiglioramento che siano alternativi a quelli propagandistici della religione). Sottolineo che il disgusto di default è solo emotivo; la mia veneranda età mi consente quasi sempre di moderarlo grazie all'uso provvidenziale delle cervella.

Quello che io continuo a rivendicare, colla violenza se necessario, è che a me Il Mongoloide, emotivamente, mi fa ribrezzo e paura. Semplicemente, perché non ho mai avuto occasione di superare la mia fase infantile di Ribrezzo e Paura per il Mongoloide. E certo il pensiero di affrontarla ora senza esserne costretto mi procurerebbe un bel fastidio, per la paura e il ribrezzo di cui sopra.
Ma manco vorrei motivarla più di tanto, la causa: il fatto è che io ho il diritto di provare le mie emozioni, qualsiasi esse siano. Starò attentissimo a celarle con chi ha motivo di esserne ferito, tipo mongoloidi in carne e ossa o loro parenti e amici; ma con nessun altro che al riguardo mi chieda un parere, o che digiti deliberatamente il mio www.

Stessa cosa dicasi del Cane. Non è igienico e ci sono alcuni animali anche più intelligenti. Anche se lo ammetto, in molti cani si riscontrano particolari intelligenze e utilità sociali di tutto rispetto, insieme a proprietari in grado di impartire educazioni o di alleviarne il fastidio a terze persone. Ma sarebbero innumerevoli gli esempi che mi portano l'acqua al mulino, e anche più quelli che elencano Padroni di cane che danno tranquillamente per scontato che chiunque debba tollerare quelle che sono seccature canine persino per lui. I pappagalli hanno una sporcizia di raggio più ristretto, e i portatori di baffi anche più. È facile per me parlare adesso, visto che non ho più nessuno dei due, ma se portassi i miei baffi o il mio pappagallo nelle prossimità di qualcuno che mi facesse capire di esserne infastidito, ne proverei stupore (perché se avessi immaginato avrei certo prevenuto) e non indignazione.

Non c'è stato un episodio in cui il bracchetto mi abbia infastidito. Forse, indirettamente quella volta che abbajò ar Lèle sbroccato, ma manco ne sarei così sicuro visto che primo non c'ero e secondo Erlèle era scocciato anche prima di scapocciare. Come, tanto per fare un esempio fuor dalle spinosità dell'argomento dibattuto, anche se ho smesso di fumare e tu vieni a casa e fumi, io mi accorgo di non avere manco un portacenere (ma checcazzo cambo a fà, dico io), e mi riprometto di munirmene per la prossima volta. È successo ieri, con altri amici. In quel caso mi preme che il fumatore appaghi la sua esigenza (anche perché so bene quanto sia appagante), a prescindere dall'amicizia e dall'ospitalità. Anche se a me il fumo passivo mi dà lo stesso effetto insalubre di quello attivo, senza però la soddisfazione conseguente. Lo farei anche al ristorante con un avventore occasionale, a meno che non mi arrivino esalazioni continue. A maggior ragione lo farei con un amico, aspettandomi che egli sia pieno di premure a maggior ragione con me, che per proprietà transitiva gli sono amico anch'io. Nel caso della recidività e della mancanza di empatia mi infastidirei, mi sforzerei di palesare il mio disappunto in modi totalmente urbani, prima con la mimica, poi colle parole, e poi coi fatti. Anche se il più delle volte mi fermo alla prima fase, e a questo devo le mie autosegregazioni per riflettere.

Ma non è questo che mi preme. Il fatto è che questo post voleva essere trappola, piazzata per immaturità anch'essa.

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Io odio chi potrebbe colpevolizzarmi un'emozione, una percezione sensoriale che ritengo legittima qualsiasi essa sia. Che poi magari ci penso io a correggere, e comunque non la faccio vedere a nessuno e mi ci rodo io segretamente il fegato, anzi lo stomaco colle mie gastriti, a meno di non vedere il Vil-segnale e indossare il Vil-costume.

Quindi lo volevo stanare, lo stronzo. Gli faccio un post dove per lo più dico peste & corna deL Cane; poi per un attimo faccio lo stesso coL Mongoloide ma riprendo subito coL Cane. Cosa spero, nella mia immaturità? che il fesso si indigni per la mia eterodossia canina, che dominandosi a stento mi attacchi, che non commetta certo l'ingenuità di sorvolare sulla mia Mongolofobia ma che anzi se ne serva per smascherare la disumanità del mio Odio del Cane. Mostrare il fianco scoperto. Fintare, scartare e sferrare l'attacco finale. Tecniche scacchistiche, trucchi da olimpionici del fioretto; storie che non vedo l'ora di riallacciare reiscrivendomi a Pancrazio.

E io lì lo stano. Gli dico ad esempio, 'io ciò x l'appunto la fobia del mongoloide, e l'odio per il cane'. Non ciò affatto L'Odio per il Mongoloide. Né La Fobia per Il Cane, quella so che dandoti arie di superiorità me l'avresti tollerata. Io posso avere paura di Ibrahimovic quando la Fiorentina gioca a S. Siro; è mio diritto. Non puoi criticarmi perché ho paura deL Mongoloide. Non quando la mia paura me la chiudo dentro a doppia mandata e me l'affronto da me, quando pretendo di abitare il consorzio umano. Soprattutto, non quando nel post non rivolgo mezza critica al mongoloide. Dì la verità, tu sei indignato per Il Cane, e per te Il Mongoloide è solo un pretesto dialettico. Ti rendi conto? tu sfrutti Il Mongoloide. Ti ci ripari dietro, lo mandi in prima linea a prendersi le granate che erano destinate alla tua faccia. Tu non cerchi un confronto con me, preoccupandoti della validità delle tue argomentazioni; mi deplori davanti a tutti per la mia totale mancanza di Poesia e Sensibilità e Bontà e Dignità del Vivere, poiché io oso dubitare deL Cane.

Era una trappola fikissima.
Però.

Quando ero piccolo, mio padre mise un pezzo di formaggio nella classica tagliola dei cartoni animati, quella di Tom & Jerry, solo che era interamente di metallo zincato e non aveva parti di legno. Voleva catturare il grosso topo di fogna che aveva visto nei giorni prima scappare nell'edera sopra la gabbia delle sue quaglie e tortorelle, probabilmente lo stesso che il giorno prima le aveva scempiate quasi tutte per il solo istinto di farlo, poiché a molte aveva solo staccato la testa e non credo che si possa trarre molto nutrimento da una testa di quaglia.
Lo sguardo che aveva la mattina seguente nel vederci dentro una cincia schiacciata, quello sguardo non me lo scorderò mai.

Ero sicuro di aver teso una trappola atta a catturare il tipo di stronzo che più mi asfissia. Da che mondo è mondo, il formaggio è dei topi, e non delle cince. Ciò trovato dentro Il Riccioletto. Qui, davanti a tutti.

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Cazzo, io cercavo il Silenzio, col tramite della schermatura dalle interferenze esterne. Confrontarmi con le quali è ed era stato sino all'ultimo troppo rumoroso. Il rumore era nel confronto tra sordi, che fa un sacco chiasso. Ma cazzo, se ci può essere un'incomprensione così sorprendente perfino con te che ci conosciamo come iddio oramai conosce il porco, cazzo allora il silenzio non è d'oro. Ecco perché so fin dall'inizio che non mi ci potrò impigrire infatti.

Io non odio il tuo cane. Non odio perfino il cane che più mi ha infastidito in vita mia, sino ad ora. Non odio nemmanco quello che in futuro lo batterà. Io odio Il Cane. Che equivale al dare per scontato che non esista manco voglio dire l'odio, diciamo l'indifferenza per il cane. E quindi quel qualcuno può trovare ancora più arduo tollerarne i fastidi che Il Cane ogni tanto dà, a detta del suo stesso padrone.
Inoltre penso che manco in una giornata uggiosa uno abbia il diritto di scodellare al proprio cane 'pochi pasti e un paio di uscite giornaliere'. Se lo fa, tale padrone si merita almeno altrettanto dalla sua mamma, o dal figliolo adolescente, o dalla sua fidanzata, o dal suo capo, qualora questi ultimi versino nella stessa uggia. Poiché il cane, sempre comunque meno del mongoloide, è sensibile. Quindi non ha bisogno che a possederlo sia neanche il fiodenamignotta più okkasionale.

Io amo semplicemente il mio diritto a provare un fastidio, se mi va, ad aprirmi un blogspot punto com e a schiaffarcelo dentro, e nel frattempo non far trapelare il mio fastidio aL Corretto Padrone di Cane. Non finché sia urbanamente il caso di evitarlo.

Cazzo, hai temuto che ti potessi rispondere colla retorica dell'intero Transatlantico parlamentare, hai dubitato della mia correttezza dialettica persino te, che mi conosci più che bene. Sta cosa mi colpisce proprio, non nel senso che ne sono in qualche modo offeso. Mi stupisce veramente il fatto che persino noi, che coll'aneddotica collezionata sin dall'infanzia discorriamo da veri impressionisti, saltando passaggi su passaggi, persino noi possiamo travisarci. Perché mi sembra che alla fine ci siamo travisati, non è così? Cazzo, m'hanno sempre preso per il culo perché areggo la portiera aperta a chiunque mi stia per salire nella macchina; non posso aver predicato l'odio razziale per il diverso. O sì? io stesso, altrove su questo url, ricordavo che a mò di scherzo periodicamente mi hai tacciato di nazismo. Quello che riesco a scorgere è che sbuffo fumi dalle froge quando mi sento attaccato, e mi sento attaccato dalle costrizioni, dalle inibizioni e da quella che per me è mancanza di lealtà e razionalità nel mio interlocutore. Forse, il mio nazismo è in quel per me.

Comunque, il punto è: solo col mio modo di fare, senza la scusa di altre interferenze provenienti dall'esterno, sono riuscito a farti scordare, evidentemente, che per come sono fatto potresti sempre e tranquillamente tacciarmi di nazismo sicuro del fatto che non ti risponderò mai Sgarbato, nel senso di Vittoriosgarbato. Non cercherò di produrre solo argomentazioni favorevoli alle mie tesi, non alzerò la voce, il mio furore non mi oscillerà la zazzera (specie questo, mi sarebbe impossibile), non sarò mai sordo ai tuoi contenuti. O meglio, faccio di tutto per essere così.

Io do sempre per scontato che se uno mi conosce lo sa, è impossibile che se lo scordi, per quanto aggredito o ferito possa sentirsi. Specie se quel qualcuno è uno intelligente, riflessivo, autentico e leale come Il Riccioletto.

Porcodio: ho toppato. Tutto il post potrebbe ridursi a queste sole tre parole. Ma vuoi mettere?
Evidentemente, sono capace di generarmi interferenze
autarchiche. Affascinante. Questa cosa mi dà da riflettere per un bel po'. Per esempio, per 6 pagine di Openoffice in Verdana corpo nove.



Lo cantava pure Morgan, non quello del tipo Freeman ma quello attualmente prigioniero del guano-grano televisivo, sì dai quello fico dei Bluvertigo.
"Non si dà niente x scontato". Lo diceva colla x al posto del per, sossicùro, che già ciaveva in canna certi Factor.

28 commenti:

Il Riccioletto ha detto...

Niente cince nella trappola, I'm sorry. Ma scusa se ho detto proprio che il punto principale è un esercizio per noi lettori? Poi ora aggiungerei, che più che trappola, la tua la definirei un sofisma, con provocazione per permalosi in omaggio, ma di base un sofisma. La mia analisi fin dal' inizio in buona sostanza è che hai sparato una cosa grossa tipo "la razza umana è folle perché ha deciso di passare col colore verde al semaforo mentre il verde dovrebbe suscitare riposo, e di arrestarsi col rosso mentre il rosso dovrebbe ispirare al movimento". Hai preso una cosa non a caso, ma una cosa che effettivamente ti ha fatto pensare come ad esempio il rapporto con i cani o con i mongoloidi, la cui incompleta risoluzione evidentemente stimola anche te. Ed hai aspettato, in quella che se vuoi chiamiamo trappola, il pescato, le reazioni della gente. Ma cazzo io ci sono entrato dicendo chiaramente - "eh va bene entriamo in questa trappola". Se no continuavo a scrivere commenti tipo "una cosa terribile ..."
A proposito...che sia una trappola anche questa??
Quanto a Starless dico: il mio cane è molto più pulito di qualsiasi essere umano e soprattutto ne è infinitamente più intelligente. Detto questo, ricordo con grande affetto il suono sfiatato di quel clackson.

Anonimo ha detto...

io penso solo che sei uno che ha paura della vita.
però c'era pure sticazzi.
a me interessa solo la tua scrittura perchè è piacere per me.
quindi, anzi, ti esorto a continuare ad essere così come sei per il mio esclusivo bene.

Vilipendio ha detto...

Allora, coL Riccioletto si è chiarito con una, come si potrebbe dire, Skypata.
Per chiarire meglio anche con te, soggiungo solo che col Vincitore Sanremese 2030 volevo solo interpretare il personaggio del contraltare a "Chi ritiene che possedere il cane sia l'unica opzione possibile". Ovvero, "Il Denigratore del cane". M'interesserebbero poco tuttieddue, ma sinché mi si porge solo il primo esemplare, farò di tutto per tenere in vita anche il secondo. In caso contrario mi sentirei di defraudare la Statistica, che ritengo una signora troppo onesta per essere defraudata per una disattenzione.

Quanto a te, Anonimo:
BINGO! indovinato.
In effetti mi fa una gran paura, quella poco di buono. Aggiungo, parafrasando il tarantiniano Wolf, "scrivo bene perché penso bene". La paura non m'impedisce di farlo. Conosco molti, meno fifoni di me, che il mio livello (incompleto) di lucidità se lo sognano. Penso stiano meglio loro, ma la mia lucidità mi diverte molto più dei loro Più Grandi Fratelli.
Sembri un duro, Anonimo, o una dura. Immagino che oltre a me tu sproni anche le oche a farsi spiumare vive per dare tepore alle tue notti, o i bimbi che assemblano esagoni di cuoio per dare più goals alle tue squadre di calcio.
Tutto questo, sia chiaro, detto senza ombra di rancore. Asetticamente, come hai fatto tu. Anzi ammiro anche la parte che vedo, della tua lucidità.
E non ho parlato di comportamenti; ho parlato di lucidità.

"Mò però il probblema vero & proprio adesso è questo" (cit.): dopo il cinismo sui Cani c'era in programma il cinismo sui Còni.
Molto, molto più grave. Ma anche molto, molto più divertente. Solo, checcazzo, ho passato tre giorni a pensare, a scrivere e a parlare di Cani; non ho alcuna voglia di pensare, di scrivere e di parlare di Còni. Ti avverto, sono preparato. Se sei capitato da queste parti, dovresti già sapere che tengo nel cassetto dal '93 un 26/30 nella prima delle Geometrie, posso ancoka spakkare su quelle euclidee e giocarmela anche su quelle non euclidee. Solo perlamadonna non mi va. Vuoi ridere sui Còni sì o no? Io al di là di considerazioni etiche è da un mese che mi ci sto facendo scompisciare, lo ammetto, anche se capirai che non starebbe x niente bene.

Te lo dico, quando vedrai comparire quassopra la II canzone, se vuoi preservare la tua anima meglio chaccànni.

Il Riccioletto ha detto...

Che poi, la skypata sè interrotta per mia colpa, per via del comincio dello speciale su Bettino Kraksi, su Kanale Cinque. Che si è poi rivelato un osceno tentativo di riabilitazione del medesimo. Poraccio, io non è che lo avrei crocifisso, oggi personaggi stimatissimi smanacciano ex-veline in parlamento. Era un po' ridicolo, sembrava la storia di Garibaldi. Quindi mi dispiace per avere interrotto la skypata ... o forse meglio così: ne approfitto per avvertire tutti qui dentro, che vilipendio nutre sentimenti per il genere musicale del blues non dissimili (dioceguardi) da quelli nutriti per i cani. E la skypata, mea culpa, cominciava a vertere su questo argomento. Quindi tutti avvertiti qui dentro. Egli non ama il genere musicale del blues.

Il Riccioletto ha detto...

E qui Anonimo (Anonima???) dirà a ragione: "E Sti Cazzi non ce lo metti?"

Anonimo ha detto...

qui mi si fa eccessivamente cinica. non mi dispiace.
in merito al tuo esempio, vilipendulo, le oche ed i bambini non hanno scelto e non scelgono. tu sì, scegli.
l'esempio è inappropriato.
ma, sì, ce lo metto: sticazzi.

Anonimo ha detto...

ah! no, lo sticazzi non era per il Riccioletto.
cinica sì, fraintesa no.

Vilipendio ha detto...

"cinica", quindi.
Ciò che dici è vero: ho scelto.

Resta il fatto che mi esorti a perseverare in una scelta che evidentemente ritieni sbagliata, per il tuo esclusivo tornaconto.
Vi scorgo acredine, più che cinismo.

Questo mi sa di Brigantaggio.

Anonimo ha detto...

Vilipè tu scorgi scorgi, ma poi non vedi.
L'acredine non è nella mia natura, prima di tutto. Ma, francamente, della mia natura me ne infischio al momento. Non era questo l'argomento.
Io, per forza di cose, mi spersonalizzo e mi identifico nel "lettore". Potresti metterci anche "medio" se vuoi.
In quanto tale il mio piacere è dato dalla lettura e non ho mai nascosto che mi piace leggerti.
Ritenendo una certa scrittura frutto anche, e sottolineo anche, del disagio, nel mio essere lettore che prova piacere solo per la lettura, è persino ovvio e banale che ironicamente te lo manifesti in un certo modo.
Spronarti a cosa altrimenti?
A non scrivere? Ad altro?
Certo che potrei. Certo che ho le mie idee.
Ma chi cazzo sono io, io come persona e non nella mera qualità di lettore, per intromettermi nelle faccende di Vilipendio, come persona e non nella mera qualità di scrittore?
Formulo un giudizio banale su quello che sento leggendoti, senza addentrarmi. Senza altro.
Se tu, invece di scorgere, vedessi anche, comprenderesti le mie parole in termini del tutto opposti alla tua interpretazione (un pò facilona invero).

Vilipendio ha detto...

Bof, sia come vuoi, io ultimamente mi stanco sempre più presto.

Il tuo lavorar di sprone è a dir poco algido, e io si sa, sono 1 regazzetto sensibile. L'Algidità mi fa venire i Brividi, a meno che non provenga da certi prezzari metallici estivi che però se presi alla lettera fanno ingrassare. Specie quando mi sento nei fianchi il freddo di sproni anonimi (ma forse sei la stessa Anonimo delle moltitudini esopiane di qualche commento fa): tutto mi suona più ostile.

Il fatto che ti faccia piacere leggermi lo riterrei implicito nella tua presenza di commentatrice. Ma mi stupisco nel non trovarti affatto né em-patica, né tanto meno sim-patica col mio alter ego Vilipendulo, graziosa Anonimo. Quindi m'incuriosisco: perché mi omaggi della tua presenza? di cosa è fatto il tuo cinico piacere? del fastidio provato in quella che è, a tuo stesso dire, la rappresentazione deL Pavido?
E soprattutto, i brividi di freddo che trapelano dai tuoi commenti mi paiono quelli dell'ostilità, magari inconscia; e non la frescura che potrebbe riflettersi da un'anonima viaggiatrice che trova ristoro in un'oasi di piacevolezze letterarie.

In conclusione, alto si levi il mio canto di vittima sacrificale: “Non ti ho fatto niente, faccia di serpente”.

Un grosso bacione, in quanto lettrice femmina. Quantità di baci quadruplicata, se lettrice femmina bona. Perdona il mio ardire, ma per difesa il freddo m'esce l'ardore.

Il Riccioletto (The Riciolet) ha detto...

Ecco, non c'è bisogno di costruire magneti di 100 tonnellate ed assemblarli in quel di Ginevra facendo scomodare fior di scienziati. L'energia per me è già qui. Tutta energia, tutta energia. E' bello ritrasformarsi da potenziale sorgente a vile consumatore...

Anonimo ha detto...

aò ma cellai co l'ostilità te eh!
e vabbè, sì so ostile.
na cifra.

Vilipendio ha detto...

Sciocchezze.
Amami piuttosto: non sono mai stato amato da un'Anonimo (è necessario l'apostrofo).
O almeno, non ne ricordo il nome.

Anonimo ha detto...

no guarda, sono certa che, se anche mi venisse il desiderio di amarti, tu riusciresti comunque a "scorgere ostilità".
tanto vale...

Il Riccioletto ha detto...

Che carina. Sempre più interessante quest' anonimo. Per essere carina una donna deve essere ostile e viceversa. Per quanto mi riguarda anonimo dev' essere una persona carinissima.

Vilipendio ha detto...

Hm, sembri saperla lunga.
Devo segnarmi la tua teoria

starless ha detto...

/me zitto zitto guarda e aspetta il post sul blus solo per dire che, sì, è giusto odiarlo, ma al secondo posto dopo il regghe.

fruttimentali ha detto...

Bla bla bla, bla bla bla, poi appena senti un "profumo di donna" ti metti in assetto da caccia come un gatto che - destato tosto - punta la preda. No, perché io di qua, io di la... cheeee ?!? una femmina sul mio blogspooot???!!!? Ti ringrazio buon dio dispensatore, fa che duri il più possibile. Ma adesso, come fare ad intrattenerla, come legarla al mio monitor il più a lungo possibile? Stuzzichiamola. E se fosse un maschione buontempone (pozz'esse maledetto!)? Brrrr, che brivido pensare che potrei averlo desiderato. No, non può essere, altrimenti non avrei avuto quell'altro tipo di brividi. Se questa mi legge vuol dire che mi conosce - chiccazzaltro lo legge 'sto blog? - e molto probabilmente gli piaccio. Me la cucinerò lentamente nel mio brodo di parole. Devo scrivere un post "fresco" per destarla, distrarla dalla polemica potenzialmente di rottura. Essere nuovo, palesare altre pensate gagliarde..........(pensa, e si addormenta speranzoso e ansioso)......

E pensare che questo post lo consideravo una delle tue migliori cerebroejaculazioni per come era iniziato. Invece è finito nel più terreno dei modi.
Maledette costole secessioniste.

Vilipendio ha detto...

Ah guarda, declino ogni responsabilità su quanto scrivo. Il più delle volte non ne ho 1 idea manco verso la fine.

Sono indeciso tra divertirmi un sacco o avere una gran paura di tutta sta roba, che tenta di prendermi il sopravvento sempre di più & sempre meglio.

'Costole secessioniste' rende proprio l'idea. Ma quale?
Spiegherebbe però l'antico detto 'tira più una skeggia d'osso che 1 pajo di buoj'.

Anonimo ha detto...

no eh.
probabilmente non ho capito niente io, ma mi piace precisare.

1. se il Vilipendulo avesse avuto la seppur minima intenzione di interessare un'anonima, io spero tanto per lui che le modalità non siano quelle utilizzate con la sottoscritta. e mi pare anche evidente, ove si consideri la tipologia di scambio:
A. - aò ciao Vili -
V. - ti sento ostile -
A. - ma veramente io volevo solo...-
V. - sei cinica -
A. - ma no, ma guarda che...-
V. - sento del rancore -

2. mi pare che questo blog esista a prescindere da eventuali anonime e, del resto, se il successivo post qui sopra fosse stato scritto appositamente per, il Vilipendulo ha impiegato un discreto numero di giorni a postarlo e strategicamente non mi parrebbe proprio una mossa intelligente.

3. a scanso di equivoci, non conosco il Vilipendulo e, pur piacendomi come scrive, ho ancora quel neurone necessario a comprendere la differenza tra lo scritto e lo scrivente. che spesso è abissale.

4. se questo blog fosse l'universo, punterei piuttosto sul Riccioletto che ha quel non so che, che non so.
fortunatamente per il Riccioletto, anche solo sul pianeta Terra, ci sono miliardi di persone.

fruttiecc. te stai a sbajà e Vilipendulo scrive quel che scrive, facendolo pure bene, a prescindere.

Vilipendio ha detto...

Ahahah! Grazie a tutti: vi amo.

A Ricciolé ài visto, t'ho fatto rimorchià se solo succede 1 casino grosso qualsiasi all'Universo e sopravvive solo questo bloc così blèc.
Mò in cambio (sempre se succede quel casino) mi aspetto che:

1) tu faccia pubblica abiura deL Cane (non vale bofonchiare tra te & te 'eppur si muove' dopo l'abiura)
2) in luogo del punto 1) tu cacci fuori gli € dalla saccoccia e mi offra il pasto africano ormai imminente.

Vedi te.

Oh, ma a fine anno ce ne andiamo una sera tutti in pizzeria io, Il Riccioletto, la sig. na Anonimo, Fruttimentali e chiunque di queste parti voglia aggiungersi? Eddài, se ci vado cocquelli del Pancrazio perché non tra di noi. Io poi se mi piglia bene e mi sento a mio agio sono di un simpatico, buonissimo, conciliantissimo, nonché un fesso remissivo da competizione.
Però si pasteggia solo a patto che veramente non ci si conosca (a parte quel trombeur de femmine di Il Riccioletto), se no sai che imbarazzo, brrr.

Porkoddèna siete un pubblico meraviglioso.

Il Riccioletto ha detto...

Ecco, porca troia adesso mi sudano le mani. Eccheccazzo.

Anonimo ha detto...

andiamo bene andiamo: a uno gli trema la mutanda se scrivi "vita", all'altro gli sudano le mani...

a fine anno? ma come no.
prometto pure di non fare: "BU!".

sì sì vabbene sono ostile, sì sì.
uffffffffff

porkoddena era dal '15 che non lo sentivo. mi ha persino strappato un sorriso, ma senza esagerare che io sono la cinica qui.

Vilipendio ha detto...

Cara sig.na Anonimo, io avrò paura della vita ma lei ha avuto paura degli Skiantos.
E chi tra La Vita e Gli Skiantos è + terrificante?

E ora, Gymnastica.

Il Riccioletto ha detto...

Dai Anonimo usciamo. Io, pur essendo un po' emotivo, ho sempre quel "non so che". E tu sei ostile, una caratteristica fondamentale per le belle donne.
Fruttimentali, mi pare che sei femmina, usciamo dai, Vilipendio è un ragazzo d'oro. Anche se mi rendo conto che il blog è un marciapiede magico dove si incontra gente e non si rischia di pestar cagate (di cane per giunta). Tuttavia il rischio è importante. Il barbetta aveva raccontato la parabola dei talenti a riguardo. Il guaio è che io sto a Milano. Ma ogni tanto torno giù.

Anonimo ha detto...

Riccioletto sono disposta ad aspettarti anche tutta la vita e persino a tenerti la mano sudaticcia per tranquillizzarti.
poi mi si dice che sò ostile...bah!

fruttimentali ha detto...

Da paura! Ma guarda che t'ho scatenato, quanti cazzo di post frettolosi, tutti a partecipà. Addio speculazioni, addio scibile, addio Kafka. Non c'è niente da fare, se vuoi l'audience devi parlare di o alludere a.
Comunque, anche se non ho azzeccato alcuni pronostici (mi concederete che l'appiglio era veramente sottile, anche se dei dubbi su Vilipendulo in tal senso ancora li nutro) volevo dire:
Vily mi sembra ringalluzzìto, addirittura parla del mondo esterno (tipo homer 3d, se conoscete)
Anonimo: massimo dei voti, veramente cazzuta, roba da film americano
Riccioletto: ti pare male.

Vilipendio ha detto...

Homer 3d, eh? Avevo già parlato del mondo esterno, quella volta addirittura non scherzando.

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