venerdì 16 gennaio 2009

Il Blues.


Corpo d'una pipa. Qui si è fatta pubblica menzione di una mia opinione privata su un argomento ben preciso: Il Blues. 'Qui dove?', dirai tu. Qui porcodio, qui – ti rispondo seccato. Difatti in tutti i fumetti i riassunti delle puntate precedenti costituiscono immancabilmente una perdita di spaziotempo per i lettori seri, o un'annotazione superficiale e insufficiente per quelli svogliati. Comunque, intendo 'qui nei commenti all'ultimo post', dio crucifesso.

Orbene: non sia mai che un mio intimo pensiero non possa pubblicarsi, ancorpiù se richiesto. Per quanto speri di non sgarrare dal percorso di pace sul campo minato stipulato coL Riccioletto. Vuoto il sacco perché questa mia opinione celò nelle cervella, e ormai da tempo le cervella mi perseguono una politica espansionistica tutta loro, almeno da queste parti.

La prendo però alla lontana che questi sono tempi indegni, che privilegiano l'anpassàn in luogo della correttezza e dell'esaustività, quando per capire bene le cose bisogna circostanziarsi. Almeno, quando uno ciàbbia voglia; e nel caso mio, perchenò.

Cominciamo con Il Reggae. “Il Reggae si divide in Reggaebianco e in Reggaenaero”, direbbe evasivamente il cantante dei Synthanavai. Non chiedermi cosa ciò significhi perché sono fatti miei e al più deL Riccioletto e del cantante dei Synthanavai. Fattostà che Il Reggae mi è stato un genere dapprima simbatico, quando scopersi (che è una meravigliosa voce del verbo) gli arrangiamenti della raccolta “Legend” di Bobmarley da appena diciassettN. Tali arrangiamenti sono tutti fatti di groove & suonini che riuscirebbero moderni anche al giorno d'oggi, e risultano quindi senza età, e sono ben poche le cose varie che non siano legate nel bene ma soprattutto nel male a 1 dato contesto storico. E qui stamo a parlà di cose vecchie na cifra.
Per poi a un certo punto starmi invece antipatico, Il Reggae. Quando mi accorsi (questa vocedelverbo invece mi è del tutto indifferente, dagli esordi Maxibòn ai più recenti Penultimi baci) che era il genere del fricchettone. Fricchettone è una parola bellissima della lingua italiana, e tanto di cappello a chi l'ha storpiata dal termine freak, e altrettanto di cappello alla lingua italiana che anche in questa circostanza si rivela più duttile e malleabile dell'oro
stesso. Però il fricchettone era sempre tranguillo, capì?, e ciò non poteva andar giù a chi come me dai diciamo 18 anni ai 26 per reazione alla propria condizione di disadattato ha ascoltato solo ed esclusivamente Progressive. Che non è “la progressive”, quel genere discotecaro che spacciano sulle spiagge certe bonazze troglodite coi loro flyer. Quella roba lì manco voglio saperlo che cazzosignifica. Il Progressive sarebbe un genere che ha sfornato roba superlativa quale PFM, Area, King Crimson, Jethro Tull, ma anche aberrazioni mitologico-paraceltiche che manco voglio nominà, che già mi sto tirando addosso abbastanza detrattori ultimamente. A sto punto i detrattori me li gioco nella mia imminente disamina suL Blues.

Vabè, il fricchettone fumatone non può che essere odiato dallo sfigato. Il primo cià la figa facile quanto immeritata, mentre il secondo ha nel cervello un imene inestricabile a proteggerne la demenza giovanile. Il primo oscilla il capo ossessivamente, ostentando al contempo l'assenza di problemi; quando il secondo non se ne lascia scappare uno di problema, lamentandosene nel frattempo a voce molto molto alta. Anche ora Il Reggae certe volte lo guardo cogli orecchi del sospetto, certe altre quando mi coglie sull'arenile del Villaggio Tognazzi colle difese abbassate dalle canne, allora sì che lo capisco.

Le canne sono molto, molto buone. Io per le canne sono svenuto più e più volte, ho sperimentato cosa si provi con una pressione interna molto molto minore di quella esterna, mi sono fatto la pipì sotto davanti attùtti senza accorgermene, 1 volta ho avuto la sicurezza di stare per morire. Ma non sia mai che rinnegherò le canne! alle canne devo infatti l'arricchimento del mio spettro emotivo. Mi hanno fatto squotere i miei capelli immaginari al ritmo del nulla, mi hanno fatto capire che 'èeeeeh ma che fretta c'è? ma che ti affanni affà? rilassati, fratello'. Mi hanno fatto conoscere la sensazione di potersi concentrare per ore su dettagli assolutamente marginali, sensazione impossibile da conoscere per vie proibizionistiche, e invece fondamentale. Perché in quello stato assapori un umorismo diverso, rilassato, mai nervoso, non ostentatorio, non cinico, non aggressivo. Sei amico di tutti, e tutti sono amici tuoi. Solo in quei momenti hai certe trovate favolose che potranno esser comprese solo da chi versa o ha versato nel tuo istesso istato.
Altre volte invece è tutto il contrario; inspiegabilmente. Ti pisci per esempio addosso, sei sicuro di morire, hai le paranoie e magari gli attacchi di panico, devi vomitare anche se vomitare è di certo la cosa più brutta e schifosa del mondo. Svenire invece è il massimo del relax: tu svieni 3 secondi e ti svegli riposato come dal sonno lunghissimo e regolare di quando eri piccolo.

Io per sempre sarò amico delle canne. Una volta di queste, incidentalmente, c'era su di una spiaggia di fricchettoni Il Reggae. 'Ah ecco perché, Il Reggae. E certo. Ti dà i capelli immaginari molto, molto più lunghi. Presto, squotiàmoli.'
Quel ritmo che non è né binario né terzinato ma una strampalata via di mezzo, quello stesso che sembra il ciabattare di una gattara al piano di sopra, in certi canneti trova improvvisamente giustificazione.

M'immagino per induzione che La Techno sia percepita in modi molto più completi, quando stai ai rave e ti sei calato di tutto. Dico 'per induzione' perché io per esperienza personale non lo so. Io delLa Techno fruisco con gran soddisfazione quando è animata da strutture compositive di tutto rispetto com'è quella di Squarepusher. Manco lo so se si può definire Techno, quellalì. Manco lo voglio sapé quindi bada a té, fatti i fatti tuoi.
Mi basta godermela così, da fruitore banalotto, a un livello distratto & superficiale; e magari altre volte fare caso a come s'impenni repentino il gradiente ritmico o timbrico o melodico o armonico. È già fico così e mi basta, delle pasticchette ciò paura, tutti noi abbiamo conosciuto il nostro pajo di persone col cervello pressofuso dalle pasticchette, e non è mai un bello spettacolo. E poi magari scopro che sono buone, e io già ciò avuto il mio bel daffare per opporre la mia ritrosissima forzadivolontà a sigarette & cibo (e la partita mi resterà aperta tutta la vita). E poi e poi, già mi ci ammalo a sufficienza cogli spifferi che mi arrivano dalle porte della percezione.


Ma veniamo aL Blues: Il Blues.


Il Blues è necessario quanto una canzone in cui valgono solo il triangolo e le note fa bemolle e si bequadro. Porcamadonna mi sale il nervoso se solo mi viene in mente di esporre in modo formalmente corretto a quali tipi di Blues mi riferisco; che a me la critica, le ricerche bibliografiche, la correttezza formale, l'esegesi, la documentazione mi scassano il cazzo. Hanno il loro perké (eppure la kappa vuole veicolare il mio dispregio nei loro confronti), ma permettimi di tenermene alla larga, quando posso, perché mi skassano subito tutto il cazzo. Io mi riferisco a queL Blues che terzinando fa x es.: tonica (4 battute) – sottodominante (2 battute) – tonica (2 battute) – dominante (1 battuta)– sottodominante (1 battuta) – tonica (2 battute). La melodia nel frattempo fila sui binari delLa Pentatonica, ovvero una successione di 5 note. Che se sgarri ti pigliano per il culo studenti e insegnanti, dicendoti che non sai suonà. Solo I Beatles possono permettersi di uscirsi intonsa la credibilità dopo un blues. 'I Beatles', dico, mica Pizza&Fichi.

Il Blues è La Quantizzazione della musica. Tutto è codificato, quindi prevedibile. I necromanti che lo suonano sono ciccioni sudatissimi, palesemente animati dal vudù, Oppure sono già morti. Oppure sono gengivoni come Steve Ray Vaughan. Io stesso quando voglio fare il politicamente corretto tiro in ballo che 'magari in queL tipo di Blues scervellato il parametro che colla sua variazione tenta disperatamente di trasmetterti una qualsivoglia informazione è il tocco su quelle chitarre bellissime a vedersi, ma che impari presto a detestare quando capisci che da esse derivano sempre & solo quei suoni clean tutti uguali', vedi? non ci riesco manco per finta a essere politicamente corretto suL Blues, manco nella vita reale. Figuriamoci qui sopra, ove vuole regnare incontrastata la mia
circostanziata opinione, fino all'avvento di prove contrarie che siano prodotte con metodo scientifico.

Che ne so, magari anche Il Blues ha le sue droghe. Il Reggae, dicevamo, ha Le Canne. La Techno trova il suo perché nelle pasticchette. Quale cazzo di droga cià Il Blues? Che è, forse L'Eroina? ma no, L'Eroina era di Charlie Parker, di Chet Baker, di storie anch'esse in bilico tra il Bene e il Male perché Charlieparker, Dizzigillespie glielammollano, specie quest'ultimo quando attira frotte di raganelle ninfomani coi suoi guancioni aerostatici, ma pure la storia tema - assolidituttiquantiripresadeltema è sempre brutta. Brutta almeno quanto Sgarbi che copia i suoi libri da quelli degli altri e non succede niente.

Quale può essere La Droga deL Blues? La Cocaina? figurati. Proprio ce lo vedo Gianniagnelli coll'orologio sul polsino, scalzo su una zattera cullata dal Mississippi a odorarsi la cocaina da un'armonica sudata.

L'Anfetamina? uhm. Si spiegherebbe il perché di certe sudate. Ma poi quando scatta l'iperattività nessuno riuscirebbe più a trattenersi dall'infilare note eretiche nelle sue pentatoniche.

La religione? L' “Oppio dei Poveri” dici, eh. Potrebbe essere, sarebbe la droga iniqua e spiritual al punto giusto. Ma no, secondo me poi per tollerare Il Blues e la religione messi assieme ci vorrebbe una droga ancora più grossa.

Le Sigarette? quella può essere una condizione necessaria del blues, ma non sufficiente. Io ho fumato per 15 anni il più possibile, spesso anche quando non mi andava granché, e guarda in che rapporti sto coL Blues. No, dev'essere altro.

L'Alcol? forse ci siamo. Oddio io sono incompetente in materia di alcol, da praticamente astemio quale sono per l'assioma L'alcol ingrassa. E infatti i Bluesmen sono spesso grassi, vedi, forse ci siamo. Ma no, nelle scuole di musica (e io le squole di musica le bazzico da 1 bel po') suonano Blues dalla mattina alla sera e non vedo farsi cicchetti se non in pausa pranzo. Non resisterebbero agli orrori deL Blues per tutto il giorno, con così poco alcol. Ma ci stai facendo caso che all'iniziale di Ogni Droga do la majuscola, e persino aL Blues, e a dio praticamente mai? ma tu che leggi frivolo e superficiale, soffermandoti raramente su tutti i livelli di cui la mia Opera è colma, ma ciài fatto caso alla qualità, allo spessore del mio odio? E dio, quell'odioso, non mi dà soddisfazione. Non si arrabbia. Glielo deve aver detto la maestra delle elementari, 'non dargli soddisfazione e quello prima o poi si stancherà' e niente, lui non me la dà. Non reagisce. O invece sì? in effetti, lamento spesso sintomi. Ma non me ne frega nulla, io non la smetto, non la smetterò mai, MAI!
Mai.

Allora che? I pistacchi sgusciati? le ciliegie? Il Vegemite? le cin-gomme?

Il Blues non ha Droga. Nemmeno La Droga, poverina, può disalienartene. E chi sono io, poverino, per trovarti le vere motivazioni delL'Apprezzamento deL Blues? mica so tutto, lungi da me; soprattutto, quando vedo che una cosa mi sfugge senza riuscire a incuriosirmi, lesto le sventaglio il fazzoletto dalla carrozza mentre mi lascio scivolare sui binari.

Al massimo in chiusura posso provare 1 nuovo argomentare.

Il Blues non lascia peli, Il Cane sì.
1 a 0 per Il Blues.

Il Cane può latrare fortissimo ma occasionalmente, ad abbaiare senza sosta non ce la fa e alla fine molla; Il Blues è un continuo sottofondo di noia. Continua.
Sospesa per pioggia, sempre 1-0 per Il Blues.

Non si può dire né 'Abbasso Il Cane' né 'Abbasso Il Blues' senza procurarsi dei gran casini; stiamo ancora 1-0 x Il Blues.

Il Blues non leccannusa la merda: Il Blues si porta meritatamente sul pareggio.

Basta così, non mi viene niente altro. Questo è bellissimo, perché ci offre a me & a te l'occasione di chiudere con un aforisma che mette tutti d'accordo, amanti & detrattori: Il Cane vale quanto Il Blues.

Quindi, io non lo so il perché Il Blues continui a esistere. Non nego invece la sua importanza storica, è quello in fin dei conti l'istante in cui la musica delL'Uomo Bianco sottrae Il Ritmo quale parametro compositivo alla musica delL'Uomo Nero.

Dev'essere questo il motivo per cui L'Uomo Nero, da piccoli, ci mette tanta di quella paura.

13 commenti:

niccolo' ha detto...

Non sono sicuro di aver capito, se non che (come hai scritto gia' da me) non ti piacciono molto ne' cani ne' blues ne' (a quanto pare) jazz. A me piacciono un casino cani e jazz, il blues mi garba ma dovrei prima o poi mettermici sul serio e approfondirlo. Codesto sblogbs e' figo comunque!

Vilipendio ha detto...

No, dicevo a proposito del tuo post (quello del 15 gennajo 2009 sul tuo ottimo blog) che ciai ragione a individuare degli elementi di fanatismo nelle azioni mezzi-pubblicitarie dell'UAAR, e che in effetti la logica del tifoso sarebbe da rifugire in ogni sua manifestazione. Ammesso che dicessi questo, io almeno questo ciò visto.

Doppie grazie per il complimento finale, specie perché da amante di cani & quasi blues quale ti dichiari tu non era banale rivolgerne a un loro cosi acerrimo detrattore quale mi professo io.

Molto jazz invece non dispiace neanche a me, anzi direi che mi piace 1 cifra, tipo ciò che esce da Chet Baker, Jerry Mulligan, Duke Ellington, Stan Getz, Modern Jazz Quartet ecc.
Il fatto è che io ho da sempre in corso un 'vorrei ma non posso' coll'improvvisazione che me ne limita dimolto una serena degustazione, qualora non imbrigliata da strutture compositive razionalissime.

Come nella vita reale.

Il Riccioletto ha detto...

Mortacci tua, bastardo. Sì, ho detto "mortacci tua bastardo".

Anonimo ha detto...

sul limite "improvvisativo" del Vilependio stavo per scrivere un papiello, ma mi sono trattenuta che poi mi si accusa della fame nel mondo altrimenti.

il blues non mi dispiace per i primi 5-10 minuti. arrivo pure a 15 tiè. ma sono talmente umorale che ogni mia affermazione di piacere o dis-piacere è relativa.

il commento del Riccioletto mi ha provocato un sussulto piacevole.

Vilipendio ha detto...

Siete una manica di pazzi. Tipo che ci state a fà la sera del sabato a casa, io almeno ciò la scusa di essere malato mentale e allora adesso inizio le mie gymnastiche poi cena - inizio del riallestimento della postazione informaticomusicale (se mi va) - doccia e a letto prima delle 6 con un buon libro.
Ma voi non avete scuse.

Il Riccioletto ha detto...

Facile. Ce stanno un paio de fanciulle a vede' un film e io annoiato so' andato ar pc. Perché dovevo usci' de fori? fa un freddo. Un freddo CANE.

Anonimo ha detto...

di solito non esco di sabato.
è il fuori che viene a casa mia.

starless ha detto...

La mia serata inizia adesso. E dura quella mezz'ora prima che crollo.

Grazie Vil per lo sforzo nel cercare di denigrare il reggae, ma trasuda che per te "non reggae" il confronto col blues. Invece il mio odio per il genere treccioluto è grandemente superiore, e i motivi possono essere riassunti in: cane e canne.

"Cane" perché il reggae è comunemente ritenuto un genere che DEVE piacere. "Ma come, non ti piace il regghe? È una musica con dei ritmi fantastici, solare, che evoca spiagge meravigliose!". Ma io sono montanaro dentro, e quindi no, nun me piace. La musica per me è soprattutto introspezione, e quasi mai cazzeggio. Il reggae è una musica cazzeggiante al 100%.

Ma soprattutto "canne", perché sempre al 100% io sono convinto che chi ama il reggae lo faccia solo perché da studentello si è stramazzato di canne ascoltandolo, e quindi nel resto della vita gli ricorda quelle sensazioni. Oppure è ancora studentello, e/oppure si stramazza ancora di canne. Altrimenti il suo io musicale non è maturato, perché appena supera una soglia minima si accorge di quanto quel genere sia noioso. Oh, ogni tanto passano qualcosa su Radio Rock, e mai una volta che me ne piacesse una.
E per esaltare la Droga non è necessario il reggae, vanno bene anche i Doors, per dire. Ma secondo me anche se provassero con gli Yes di Close to the Edge non dispiacerebbe.

Il blues... lo trovo banalmente noioso, ma non lo odio. Non lo sento così pressante e doveroso come il reggae. E poi un paio di volte Prince ha passato dei brani di blues "moderno" veramente tosti, che ora purtroppo non riesco a ricordare. Prima di scrivere ho fatto zapping su alcune radio di blues online, ma erano tutte noiose uguali. E sono tornato sulla mia - generalmente - amata ASR1 (http://www.attentionspanradio.net/).

Riesco solo a pensare a due categorie di persone che amano il blues:

1. gli strimpellatori di guitarre a livello modesto, che sono affascinati dall'abilità con cui i guitarristi blues scivolano su quelle pentatoniche che, dopo tutto, anche loro conoscono bene ma senza tutti quei bending professionali;

2. quelli che "ah la musica è la mia vita" e quindi non possono non apprezzare il blues in quanto musica che racconta storie di vita vissuta, grandi sentimenti, ecci ecci.

Boh. Non mi sembrano dannosi, quindi lascio fare.

Vilipendio ha detto...

Ma come non ti piace! senti che pace: uncicacatùncicacatùncicacatùncicaca.

A me Il Reggae fico, tipo quello del Bobmarley migliore (non che ne conosca altri) piace.
La musica superiore per me può essere benissimo cazzeggio, felicità e uccisione della propria coscienza. Prendi i Beach Boys. O Drive my car, xdio! O, o, quasi tutti i pezzi degli Ok Go, Ma-na-ma-nah, le musiche di Benny Hill, Il Cobra non è 1 serpente, la Vespa Special e me ne sto scordando 1 cifra di altrettanto belli solo perché inizia a essere un po' tardi. E che, Drive my car va bene solo perché l'hanno scritta i Beatles, che pure glielammòllano? che, le frangette dei Beatles fanno rodere meno il culo solo perché sono una forma di contrapposizione tricologica più antica e quindi perdonabile dei dread, dredd, dred o come si scrive?
Ma soprattutto, la cosa per cui mi torna tutto è che ritengo l'introspezione una forma di cazzeggio fichissima, una tra le più sublimi e soddisfacenti e divertenti.
Mi hanno sempre dato un fastidio della madonna le persone che quando ti ci vedi un film manco partono i titoli di coda e hanno già espresso la loro opinione al riguardo. Se il film è bello o brutto e perché. Porcodio, pure un elaboratore elettronico qualche msec di latenza celà. Io quando vedo un film, se mi ha fatto provare 1 cosa qualsiasi, prima me l'assaporo ben bene, adagiandomela sulla parte della lingua che meglio rileva quel tipo di gusto. Poi, un attimo prima che il sapore sia finito, la sputo via come una gomma da masticare prima che abbia il tempo di venirmi a noja. Inizio a chiedermi per un bel po' anzitutto cosa abbia provato, che mica è facile capirlo, e poi perché. Quelle persone lì, primo, tentano di farmi sentire scemo per un mio gioco del tutto legittimo; secondo, me lo rovinano distraendomi dal mio orgasmo. Gli orgasmi distratti sono la vera bestemmia, nell'accezione negativa del termine.

Tipo il grosso del mio sabato sera molto bello è stato starmene alla casa guardandomi sul combruto il video di The Gift That Keep Giving dei Super Furry Animals (volevo linkarlo ma mi sa che a mr. Blogspot non piace che si linki ms. Youtube a questo modo; guardalo, poi di' che non sono 1 buonissimo). Suonandoci appresso con uno strumento per me improbabilissimo. E cantandoci sopra tutti i controcanti possibili, che se avessi un desiderio da esprimere e dio non fosse quel burino arricchito che è, prima ancora di chiedergli indietro i capelli esigerei una voce polifonica, che per me i cori sono 1 vera esigenza, da sentire e da fare. Mica lo so perché mi abbia preso così bene. Ancora ci riandrei, dilà a continuare. Me lo chiederò domani, se mi tornerà in mente e se non sopravverrà qualcosa di più urgente, nell'introspezione cazzeggiante come in quella costruttiva

Montanaro? cavolo,mi dispiace. Vabè,vorrà dire che scriverò un post anche sulla montagna.
Mi piace questa cosa di scrivere su traccia (o)d(i)ata. Mi piacerebbe ancor più che fosse costretta a leggermi la mia penultima, benpensantissima, professoressa di lettere. Ma purtroppo sarà morta. 'Purtroppo' dico per le piante che avrà concimato, se fossi una pianta non vorrei mai essere stato concimato da una cosa così indigesta.

Comunque, tornando a Reggae sì / reggae nò, mi dispiace che non tutti abbiano i gusti pari pari ai miei. Per loro, dico; che non sanno cosa si perdono. Ma in effetti chìssene, il mondo è bello xché vario, basta che tutti abbiano il diritto alla propria opinione (soprattutto la mia poi, lo ripeto, è proprio imperdibile).
E poi, de ghostibus non disputandum est.

starless ha detto...

È bello scoprire di essere così a-regghico da non riuscire neanche a interpretare il ritmo che hai scritto :).

Certo, certo, mica ho escluso il cazzeggio al 100%. E poi introspezione può anche voler dire "mi guardo dentro e scopro che oggi voglio cazzeggiare". Ma quelle che tu citi sono forme di cazzeggio musicale più elaborate, o più energiche, o con un preciso scopo. Il reggae invece è cazzeggio scazzato. Tipo me ne sto spaparanzato ad accannarmi e mi sento un album di canzoni tutte uguali. Per lo meno questa è la sensazione che suscita in me. Sicuramente il mio odio non è dovuto al fricchettone, ma forse è dovuto all'atmosfera di falsa amicizia che si respirava intorno alle canne al liceo e dintorni.

Non colgo l'attinenza con quella storia dei film. Spero non sia riferita a me perché non mi ci ritrovo proprio.
Sulla montagna invece credo tu abbia già detto abbastanza qui, ma libero di espandere! Solo che quello è un argomento che di oggettivo non ha proprio la minima fava che può invece avere la musica, quindi difficile discuterne :).

Vilipendio ha detto...

Ecco, il problema non è il reggae o il fricchettone che non fanno un €cu di danno a nessuno per antonomasia.
Il problema sta nel sentimento di esclusione che al liceo i bruti che si fanno le canne operano sul perbenino. Ma anni dopo, evvài! io ho conseguito diversi tracolli tossici che ora mi fanno sentire perfettamente integrato nell'ùncicacatùnci.

No no, colla storia dei film tu non c'entri niente.
Piuttosto vedo che si sorvola sull'accosto Beatles-Lunapop, quindi per te & per me & per tutti pari sono.

Bella roba.

starless ha detto...

Mah. Io non mi sentivo escluso, anzi ero caldamente esortato a partecipare ma, oltre a non essermi mai appassionato a quel fogliame, non mi piaceva l'atmosfera che vi si creava intorno, soprattutto con il passare del tempo: persone che si dicevano amiche solo per essersi passate una canna, poi disposte ad accoltellarsi alla schiena. No grazie, il mio vocabolario ha una diversa definizione di "amico".

Spero di poter essere perdonato se ogni tanto mi permetto di sorvolare sui dettagli per non passare la vita in questa microfinestra dei commenti. E poi lo ammetto senza vergogna: dopo aver saltato gli "Ok Go" a piè pari - mai sentiti, mi sono fermato a Benny Hill dopodiché il mio interprete built-in ha ritenuto opportuno proseguire la lettura direttamente da dopo "Special".

Vilipendio ha detto...

Beh, almeno Il kobra non è 1 serpente e gli Ok Go sèntiteli. In particolare questi ultimi sono una splendida via di mezzo fra strafottenza franzferdinanda e atmosfere e cori beatlesiani.
E poi fanno certi cazzodivìdei.

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