sabato 25 ottobre 2008

Sera subito, praticamente.

“È sera. L'infatuazione m'è passata”. Andrea Pazienza parlava di D(emocrazia) P(roletaria), io di Facebook. Aperto & sperimentato. Ora non dico di averci capito tutto, ma di saperla lunga e probabilmente di saperla più lunga di te, questo sì.

È in particolare la sera del sabato, la stessa che più del plenilunio m'esce la licantropia. Difatti ciò na cifra voglia di scrivere. Povero te.

Forse è una settimana che mi sono fatto il Facebook. Il bilancio una volta tanto sintetico è questo.

Alcuni ripescaggi succulenti & incredibilmente succulenti.
Altri simpatici, ma che si erano persi non a caso.
Aggiunte di gente che ti richiede, per non dire di no.
Fondi di barile, raschiati perché tanto hai già accettato quell'altro.
Persone al limite della molestia, ma se ciai già su i fondi di barile.
Gente accantonata per motivi gravi, ma che poi forse non erano così gravi.
Gente che colleziona amicizie finte.
'Lasciate perse' che 'vediamo se'.
Volti noti di cui scopri lati sorprendenti.
Volti noti di cui hai conferme d'inanità.
1 malattia presa.

Che ti posso dì? non vale farsi belli colla frase da saloon “se io 1 persona l'ho persa, ci sarà il motivo”. Certo che ci sarà, ma quel motivo potevi benissimo essere tu. È invece una ficata clamorosa trovare conferme alla stima che hai sempre riposto in persone che non hai perso né tu né loro, ci aveva pensato la vita. Quasi quanto trovare una personalità viva come poche in quello che credevi essere un semplice figurante nel tuo quotidiano.

Praticamente, una volta attivato Facebook che fai? Trèpidi, tutto il giorno. Qualsiasi notifica ti fa sussultare. Assapori la gioja di startene sbracato sulla tua poltrona colle mutande brutte, mancante dalla tualètta da diverse ore, ma fai contemplare agli altri le tue foto migliori. Per loro reciti le tue battute migliori. Mostri quel che sai essere il tuo Profilo migliore, quello con cui vieni meglio. Ti iscrivi a gruppi che esibiscono la tua personalità. È buona norma firmare un sacco di appelli e condividere i propri feticci tribali col maggior numero di persone. Ricordi trash del passato, trasmissioni televisive, dischi e film. Appartenenze in multiproprietà. Se vuoi stupire colla larghezza delle tue vedute, ostenta sarcasmo su Berlusconi. Specie se sulle Info ciai che sei di centro-dx. Evita sicuramente parole come 'negro', o 'spastico', o 'frocio', e in generale ogni contraddittorio.

Per carità, non c'è niente di male. Sono, fra le regole compatibili col web, quelle che hanno sinora permesso la sopravvivenza del consorzio umano. Una facciata imbiancata per bene nasconde crepe & magagne che sulle prime ti farebbero temere crolli che in effetti il più delle volte non ci sono.

Poi, mi basterebbe una sola fra le mie (ri)scoperte piacevoli per giustificare tutto il resto. Resto che non è nemmeno così spiacevole.

“E allora, com'è che dal tono sembra che ciai qualkosa da ridì?” dirai tu, prevedibile come sempre. Stavolta bravo, ciai preso, infatti. Ciò qualcosa da ridì.

Ora ad esempio mi ascolto La verità sul tennis, Virginiana Miller.

“rodermi il cuore di panna al bar”
“gli anni della chimica per tutti, del blu di metilene, del natale al microscopio”

Questo è ciò per cui mi piace comunicare, in input & output. Il mio trofeo è la tua risata e la tua lacrima, mi sono da trofeo anche non sapendole. Certo che godo, quando le so. Mi premiano, ma solo se avvengono per meccanismi validi. Cioè i miei. Mica che tutti gli altri siano invalidi, per carità. Ma i miei, validi lo sono di certo. Vuoi una prova? peresémpio, nessuno dovrebbe permettersi di essere così cafone da dimenticare che un tempo c'erano cuori di panna, anche se c'era pure chi con loro ci si arricchiva, ma questo a noi bambini non importava. Dimenticare che prima della ludoelettronica delle Playstation ci si divertiva mischiando contenuti colorati di provette, sperandoli esplosivi. Nessuno porcamadonna, nessuno dovrebbe dimenticare o far dimenticare. Tantomeno qualora pretenda di cimentarsi con la Creazione. Ah, oggi mi sono sbattezzato. Ho semplicemente inviato un cedolino alla mia ex parrocchia (che poi era la stessa in cui imperversava Mamma Ebe, forse la cosa non è casuale) dove tra le varie burocrazie c'è scritto che non voglio più essere allegramente conteggiato tra le fila dei cattolici. Volevo andare da solo all'appuntamento romano della vigilia, a Trastevere. Volevo offrire i miei servigi di mano d'opera a costo zero, per la prima delle mie cause perse gratis. Volevo pensa te, svegliarmi presto e andare sabato mattina alle 9&30 a San Giovanni, per quella che mi è la più importante delle manifestazioni. Volevo trovarmi in mezzo a un mucchio di Ateine, che non sono quelle senza teina ma le femmine giovani di Ateo. Avevo in mente di farne un post glorioso, in cui ti raccontavo la giornata in cui sulle prime mi avevano messo a mischiare nel Calderòli il piscio di G. Ferrara necessario per la sintesi dell'Acqua Maledetta, indispensabile x celebrare lo Sbattezzo. Che poi a un certo punto finiva, ma trionfante arrivavo io brandendo 1 sacchettino di peli pubici liofilizzati di G. Ferrara col cui contenuto si poteva maledire due volte l'intera Cristianità, sacchettino regalatomi in premio per un vecchio post. Questo mio zelo a fine giornata mi valeva la promozione a Sgran Sbattezzatore. Volevo confidarti che come dono di Sbattesimo mi avevano regalato uno Scrocifisso d'oro 18k, che era bellissimo, dovevi vederlo tutto d'oro com'era a tentare di arrampicarsi nuovam. sulla croce, inetto & privo di superpoteri com'era senza di essa. Oh, era da prima dell'estate che aspettavo questo fine settimana.
Invece niente, ciò la mia malattia contratta su Facebook, che m'inchioda nel mio letto di rosicate per giorni, pochi ma buoni. È inutile che provi a indovinarla, nessuno lo può, nessuno la sa.



I Virginiana Miller sono un gruppo che la discografia può permettersi di ignorare. Come me, finché a Diego, mio allievo solo per pochi mesi, non capita di segnalarmeli. Diego ha più di dieci anni meno di me, praticamente un ragazzo. Eppure, credo sia padre di due bambine, suona la chitarra elettrica in un gruppo demenziale che una volta è stato pure citato da XL di Repubblica. Come tanti che si ostentano pagliacci, sembra capace di serietà Superiori. Mi ha solo detto 'sentiti La verità sul tennis' nel rientro in classe da una pausa-sigaretta, dopo che avevo appena finito di esternare la mia all'epoca fresca esaltazione baustelliana.
Non so, c'era qualcosa nel suo sorriso del momento che me ne provava l'urgenza. La scuola finisce, io sto in Abbruzzo ad aspettare al sole. Nelle cuffie, l'urgenza è dimostrata. Porcodio, fammelo cercare subito su Facebook Diego! l'avevo già fatto, ma se c'è una cosa incredibile di Facebook è che trovi chiunque, da un giorno all'altro.


“mandarti un sms per amore, [...] vorrei parlarti d'altro ma ho finito le parole”.
Incredibile. Virginiana Miller sapeva già da anni quale sarebbe stata 'qualkosa da ridì'.

Da ridì c'è che nessuno ha il tempo di infondere contenuti a se stesso. Anche quando vorresti ti senti scemo, sai benissimo che nessuno investirebbe il suo tempo a leggerteli. 'Come lo sai?' chiedi tu, oggi stranamente puntuale. Bravo, due domande azzeccate di fila. Peccato che tu le abbia sprecate per 2 cazzate. Lo so benissimo, perché io per primo non mi prendo di certo la briga di andare a vedere i contenuti degli altri. A meno che non mi servano per appagare curiosità, il più delle volte futili.

Senza tante morali, senza nessuna anzi, che non solo non ci abbiamo il tempo tutti e due ma a me le morali mi stanno benissimo sul cazzo.

Il problema è che per me si va nella città dolente.

Dico 'per me' non nel senso di moto per luogo, ma nell'accezione deL Riccioletto, che lo leggeva fino a tempi insospettabilmente recenti come complemento di limitazione (mi pare si dicesse così, negli ambienti bene), ovvero 'secondo me'. Sempre geniale Il Riccioletto, agglomerato di cervella irriducibili alle convenzioni.

Si va nella città che duole per la sua stessa pochezza, per la morte dei suoi pensieri e dell'essenza vera dei suoi ricordi, uccisi da orwelliani pseudolinguismi. Tutti anelano a essere lo slogan pubblicitario di se stessi, e io per primo! Mi dà tanta felicità quando ci riesco, lascio tutti a bocca aperta. "Come ci 6 riuscito bene!", essi mi dicono. Salvo poi pasturare i miei Facebàchi infetti, vibrioni che non so fronteggiare.
Tutto questo duolòre cittadino è di un allegro, ma di un allegro! Mai visto 1 dolore così giojoso & spensierato. Noi si segue i pifferi di Hamelin, non vedendo l'ora di farci lemming dei mari gelidi in cui ci attirano. Ci si inventano attorno pifferi sempre più melodiosi e quindi divertenti, divertenti come roba tipo Facebook senz'altro è.

Aòh, ma non mi prendere per un Apocalittico eh! Avevo giurato a me stesso, dio fetido, di non predire apocalissi, mai più. Come al solito, è uno strumento. C'è chi trova nuovi utilizzi pure per i truciolati dell'Ikea che mànno fottuto i menischi, figurati se non riesci a piegarlo alle tue esigenze, x es. pescando persone che nel mischiaggio delle carte erano finite in fondo al mazzo.

Il problema è: per quanto ancora le tue esigenze esigeranno l'esigibile?

6 commenti:

Il Riccioletto ha detto...

Cazzo domani mi sposo, ho gran parte della poca RAM allocata per tale evento, e stasera per colpa sto post risulta troppo complesso per le mie risorse.
Mi limito a confermare che per almeno i miei primi 30 compleanni sono stato placidamente convinto che Virgilio nella frase citata da Vilipendio ammonisse Dante a non entrare: "Cazzo Dante - Okkio - guarda te dirò - per me si va nella città dolente - lascia perde' Dante, secondo me si va nell' etterno dolore". Invece tipo era la porta che parlava m'hanno detto recentemente, o tipo era una scritta sulla porta o qualche cosa del genere molto più funky.

Cazzo vilipendio oggi eri irreperibile.

fruttimentali ha detto...

Io, umile lettore di blog, accetto di buon grado l'arroganza voluta ed ostentata, provocatoria, con cui dai sfogo alle tue innegabilmente ricche celebroeiaculazioni.
Però, sempre secondo il mio umile parere derivato dal mio status di umile lettore, tu su facebùk ci sei stato e ci tornerai per lo stesso motivo per cui hai messo una tua foto gaggia in cima al Blog (se quello sei tu, naturalmente). Senza stare tanto a spiegarsi o a giustificarsi. Del resto per quale motivo dovresti farlo se non per una froidiana ammissione di colpa? Non regge nemmeno il tentativo di far passare la tua gagliarda registrazione tra le fila dei facebukkàri come un passo dovuto alla gravosa incombenza di "recensire". Suonerebbe come l'atteggiamento dell'80% di quelli che si vedono i reality, che lo fanno "solo per prenderli per il culo".A intelligent intenditor poche parole...
Io non so se mi darò in pasto ai miei compagni delle elementari più sfigati, però se dovessi farlo non starei poi a giustificarmi con i miei amici intelligenti.

Vilipendio ha detto...

Ah-ah, guarda che te slego Il Riccioletto!
No, ti dico questo. Ho appena finito di rileggerMi (la majuscola melattribuisco al posto di uno smile coll'occhiolino, che gli smile m'imbarazzano ancora un po', per il tuo incipit dove tu ti fai a te umilissimo e a me gagliardissimo). Temevo infatti che la mia iracondia di Sbattezzando non manifestante, unite alla solita licantropia sabatoserale, mi avessero reso travisabile.
Però Fruttimentà, chettedevodì, non mi sembra! il mio, di incipit, potrebbe giusto un po' sembrare da fustigatore di costumi e da ipocrita documentarista degli stessi, ma la disillusione nel mio stato iniziale era contingente soprattutto alle mie contrizioni di ammalato, nonchè alla mia solita instabilità emotiva per cui prima ci si esalta e poi si lascia perdere tutto e ci si deprime. Spero di essere stato sufficientemente contorto da aver scoraggiato ogni obiezione.
Senò, aggiungo ad esempio che in un passo dico esplicitamente che 1 solo ripescaggio succulento o 1 sola sorpresa in volto noto valevano ogni patimento del Facebukkake.
La foto gaggia...io non so se tu mi conosci e non voglio saperlo, mi piace molto scambiare pensieri e l'anonimato consente la libertà di espressione, lasciando intatta nel galantlettore la possibilità di essere educato. Ci sono diverse persone che mi hanno conosciuto che sanno quanto io sia malato per le persone che hanno abitato il mio passato, credo che la memoria emotiva, che mi affiora in più di un post, lo dimostri.
Però è chiaro che in pubblico voglia ben figurare chiunque (o almeno me + chiunque altro non vada vestito esclusivamente di sacchi di juta, come diciamo usualmente in questi casi io & Il Riccioletto). Anche questo dicevo esplicitamente, quando riesco a essere incantevole slogan di me stesso mi procuro gioje. Dicevo pure che proprio perché ciò mi stressa, ben vengano i blogs o i facebooks o i webs che ti permettono di restartene fuori dal combrùter a indossare le tue vesti più sozze.
Altrimenti anche tu, permettimi l'impertinenza, avresti imparato a esprimerti così bene qui dentro in Vilipèse? (e qui dovresti immaginare un altro di quegli smile occhiolineggianti che fanno i giovani)

Il Riccioletto ha detto...

Secondo me Fruttimentali è o il conte oppure Umberto, l' autore del libro che leggeva mia madre: "Ecco il nome della Rosa".
O magari è femmina, cosa questa massimamente auspicata.

Vilipendio ha detto...

Se io ti fossi Professoressa, di sicuro ti appiopperei il tema dal titolo "Fruttimentali".
Aoh, riesko addirittura a usare Facebook mentre spiego a lezione! A 1 certa scatta la dettatura della definizione agli alunni nuovi e a quel punto ciàtto al volo cogli alunni vecchi. Tipo 'un, due, tre, stella'.

Vilipendio ha detto...

Poi, sigh, le femmine sono sempre massimamente auspicate. Questa è la cosa che le distingue biologicamente dai maschi.

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