domenica 28 settembre 2008

La lebbra del sabato sera.

Porcamadonna, ho preso la lebbra del sabato sera. Di quando i negozi stanno per chiudere, e tutti sembrano affrettarsi a tornare a casa per potersi finalmente godere l'uscitina settimanale, giocandosi il giolli maturato in un'intera settimana di lavoro. Questo giolli poi, domani che è domenica si scarica, e per ritirarlo su bisogna ricominciare da capo e lavorare tutta la settimana. Praticamente questa è la sinossi di 1 nota canzone di Giakob Leopardi, non quello mysterioso di Lost, l'altro, quello sfigato di Porto Recanati.
Come me lo gioco io questo giolli? Non me lo gioco, ecco come, giacché non l'ò maturato non vale. Infatti inizio a lavorare lunedì prossimo, dopo quasi 3 mesi di inattività totale. Infatti sono letteralmente terrorizzato. Vorrei avere il carisma di un animale domestico, che si può nascondere in un armadio quando sente che lo stanno per portare dal veterinario. Ecco perché l'animalismo non mi ha mai convinto del tutto, è vero che certe volte vedi delle cose che mettono i brividi, tipo io una volta ho visto che c'era una femmina di polentone (si può dire, terrone no ma polentone si può dire, è meno grave in quanto il polentone è economicamente vittorioso) con la cuffia in testa seduta nei pressi di quello che sembrava essere un gigantesco spremiagrumi. Solo che al centro il defloratore dell'agrume era concavo, non convesso. Sto fregno girava con dei pulcini sopra, la polentona colla cuffia ne prendeva uno dopo l'altro e se era femmina la metteva su un nastro trasportatore per sbrigarsi a fare le uova, se era maschio lo buttava vivo nella concavità centrale, dove delle lame lo riducevano vivo in poltiglia viva di futuri mangimi vivi per le mucche pazze morte. Vivo. Per rendere l'idea, bisogna ripetere tante volte 'vivo'. Due considerazioni. Uno, come si capiva se il pulcino è maschio o femmina? che i pulcini cianno il cazzo? No, ora che mi ricordo i maschi erano più grossi. Pensa che rosicata infame nascere femmina grossa di pulcino: non puoi fare le sfilate di moda per innumerevoli motivi, e ti mangiano viva le mucche pazze nonostante le centinaia di uova che ti sarebbero potute uscire dalla cloaca. Due: non te lo ricordi più, ma prima stavo dicendo che nonostante queste porcate che dio tollera di buon grado, nonostante tutto non capivo fino in fondo l'animalismo. Un gatto o un cane non solo non fanno un cazzo di niente tutto il giorno, ma se li devi portare dal veterinario cianno tutto il diritto di graffiarti, mozzicarti, scappare, nascondersi, perché poverini non capiscono. Io invece lunedì mattina niente, improvvisamente devo mettere la sveglia alle 8.00 poverina, dopo che negli ultimi mesi ha oscillato tra mezzogiorno e le due; poi devo provare la sera ad andare a dormire a un'ora compatibile e non riuscirci, mangiare e provare a defecare (invano, visto lo stupro del mio orologio biologico), prendere un autobus come quando ciavevo 15 anni ed ero sfigato per altre cose ma comunque sfigato, e recarmi a spendere le prossime 11 ore senza un minuto di pausa tranne x il pranzo spiegando come si (*)cazzosentono le cose, finendo alle 21.30, riprendendo metropolitane e autobus stavolta completamente vuoti, arrivando a casa alle 23 per prepararmi qualcosa da mangiare, mangiarlo, fare finta di averlo digerito e andare a farmi 4-5h di sonno perché invece il giorno dopo la sveglia è alle 6.30, con in coda alle lezioni gli allenamenti. E niente, mica scappo: la testa nel cappio che non era mica finito qui cela infilo io, sperando pure di non fare troppo tardi nelle varie tappe come mio solito. Praticamente, fra poche ore conoscerò la 70ina di alunni nuovi con cui, assieme alla 60ina di vecchi, passerò l'anno. Questo mi terrorizza e mi eccita insieme. Chi e quanti saranno i simpatici? E brrr, quelli pazzi? E ci saranno femmine? E quali? Anche se io quando mi sono alunne non le toccherei mai nemmeno con un fiore, almeno finora, perché sono un mero professionista dell'insegnamento.
Altro che poveri animali, l'uomo porta sulle spalle tutto il fardello della propria evoluzione, ha creduto opportuno mangiare quella mela del cazzo dall'albero della conoscenza e mò magari fosse inconsapevole come le bestioline che inconsapevolmente si estinguono per le catastrofine ambientali che guarda un po' egli provoca per sfogarsi.

Invece ora sto godendo come 1 porco: il giolli del sabato sera ti dicevo non l'avevo maturato, e quindi mentre tutti per non sprecarlo si devono divertire per forza, io sto in punizione furba davanti al computer.

Il computer. Tra poco mi darà eccitamento sessuale direttamente lui, senza manco più bisogno delle donnine che risalgono la corrente lungo la linea telefonica per il rituale dell'accoppiamento come tanti salmoni ordinati & discinti. Certo ora me lo sta dando, sto sentendomi difilato la trilogia di Radio Gnome dei Gong, nel mio studiolo, con gli 88 tasti pesati dell'unica tastiera che mi sono rimasto che fanno da scomodissimo tappetino del maus & portatastiera del computer. Ma scrivo, e dal diminuito della strofa di Oily way è appena partito il maggiore del ritornello. Bruttamadonna, non so se ciai presente quanto posso godere io in questo momento, mentre tu probabimente a quest'ora (1.00 a.m.) ancora non hai trovato il parcheggio a Testaccio. Guarda, a sfregio ora ciò sete e bevo dalla mia bottiglia d'acqua. Aaah, detto in contemporanea (incredibile coincidenza) con Gilli Smyth. Fra un po' piscio pure, se mi va. Se c'è qualcosa di Superiore, essa è i Gong. Se li senti quando devi fare 1 arrangiamento, ti si spalancano le porte della percezione. Tipo l'effetto analogo che ti fa per i testi quell'altro Superiore di Bugo.
Quanto posso godere io in questo momento? fammi ribère va'. Gilli Smyth continua a rantolare i suoi gemiti. Infatti mi echeggiano flangerati e ròtici nel panpottamento degli auricolari. Sì. È bello, ma mi manca lo scambio. Porcamadonna, ciò un'esigenza, una voglia, una capacità di scambio io in questo momento che se t'incontro ti rivolto come Spartaco un patrizio. Però non mi va, non me ne sento all'altezza. Mi sento come se non avessi alcuna capacità di autoproteggermi dagli agenti esterni cioè te.
Comunque c'è da dire che la cosa che veramente mi fa tristezza mortaccitua sei tu: ma che cazzo ti dico i cazzi miei che poi non è vero, me so inventato tutto (porcodio senti quest'altra com'è bella, che è? Percolations forse). M'era solo venuto in mente 'La lebbra del sabato sera 'come titolo mentre dopo cena mi lavavo il piatto, arimadonna che tristezza. E allora, lò scritto su Openoffice per gioco. Guarda, più scrivo più mi rendo conto di avere l'ubriacatura molesta e sono da sempre praticamente astemio, quindi pussa via! gira alla larga che sennò ti appesto colla Lebbra del giorno.

Ultima nota di squallore, t'insegno un trucco: guarda il mediaplayer dei tuoi amici. Se cianno la funzione 'Ripeti' abilitata vuol dire che si vedono pornazzi brevi, e non amano essere distratti sul più bello. Ora ti lascio perché ne ho abbastanza di dispensare perle di saggezza, per qwanto non richieste, gratis.

Volevo solo fare un esperimento fricchettone di scrittura sotto gli effetti della droga. Però mi sono scordato di assumerne.



(*) per la seguente vocedelverbo si cazzoringrazia l'autore di.



16 commenti:

Vilipendio ha detto...

Anche questo è 1 caso, tà detto culo che stavo a casa da solo a soffrire come un cane sofferente e solitario e a fare chiasmi all'impronta, mentre tu, poverino, credi di divertirti cogli amici.
Ma ti saranno essi sinceramente amici? chiediti piuttosto.
E l'uva? quest'autunno, come sarà l'uva?

Anonimo ha detto...

l'uva, per te, è sempre acerba.
non abbiamo affatto apprezzato certe canzoncine riottose, soprattutto perchè "quelnonsoche", se rivolto ad una fanciulla riservata, sa di sgraziato.
quella cosa dei pulcini ci ha fatto stare male.

Vilipendio ha detto...

Non so chi Voi siate, Anonimo, se fanciulla riservata o moltitudine.
Pertanto, ritengo mi fosse legittimo rivolgere le canzoncine che mi pareva spiritoso rivolgere come risposta alle Vostre spiritose provocazioni, anche se mi dispiace assai che non abbiate apprezzato.
La cosa dei pulcini non l'ho fatta né ideata io; mi piace includere nella mia poetica la possibilità di parlarne in modo sferzante. Mi piace sferzare prima di tutto me, che riesco a vivere il mio quotidiano come se cose del genere non accadessero. E poi, quando ne ho il tempo, mi piace sferzare anche il malcapitato su questo URL. Al quale resta peraltro la possibilità legittima di non malcapitarci più.
Infine, come esistono uve mature ed altre acerbe, così ci sono volpi disoneste ed altre che in certi casi sanno di non poter saltare.

Anonimo ha detto...

ti giustifichi troppo. a noi piace giocare e scherzare e malcapitiamo un pò dove ci pare.
noi, moltitudine di fanciulle riservate, intendo.
di volpi disoneste ne conosciamo già un fracco e ci bastano.
soprattutto di quelle disoneste con sè stesse.

Vilipendio ha detto...

Trapela 1 livore, ma 1 livore da quella semplice canzoncina di tanti anni fa, x quanto geniale fosse, che nonostante sarebbe bello che in un contenzioso entrambi gli interlocutori abbiano la facoltà di riconoscersi, forse così anonimo è ancora + bello.

A meno che tu non sia "Dio", il mio vecchio nemico. Grrr. Per mille fulmini, un giorno o l'altro riuscirò ad assicurarti alla giustizia degli uomini.

Ma, aspetta, che? una 'moltitudine di fanciulle riservate' dove? qui? nel mio personal computer?! e in quale cartella?
Ci si vede senz'altro dopo cena, prima di andare a letto.
Preparate i fazzoletti.

Anonimo ha detto...

livore? de che?
ogni tanto mi capita di dire che sono dio, ma ho la sensazione che nessuno mi dia credito.

Evita ha detto...

Il giolli del sabato sera è una bufala. C'è ancora chi lo reputa SUPERIORE al quotidiano, ferial-ipocondriaco sbattersi, battersi e dibattersi su una scrivania angusta, in un ufficio angusto, per 11 ore al giorno?
Io ho azzerato lo sbattimento claustrofobico da ufficio qualche mesetto fa, ma non potendo azzerare anche il conto in banca (mi sia perdonata la venialità) produco da casa, con orari traslati e grande godimento personale.
Sicchè il giolli che un tempo rifiutavo, smarrivo o sprecavo nell'indecisione di buttarmi nell'ennesima mischia o restare a casa, placida e schiva, a meditare sul lunedì successivo, è ancora una volta un premio della tessera punti del supermercato che preferisco non ritirare. Tanto vale sempre meno di quello che spendi. Tanto fai prima a comprarlo di tasca tua, quando e come vuoi.
In fondo hai i tuoi studenti. Per quanto ti possa sbattere, battere e dibattere, darai pur sempre qualcosa ad almeno uno o due di loro. Meglio delle logiche del profitto aziendale a tutti i costi. Meglio delle iene del marketing e delle faine della finanza creativa.
Il tuo problema è quella sana, inestirpabile preferenza per le ore notturne. Con quella ci puoi far ben poco (ne so qualcosa). Ecco perchè, io che posso, ho fatto della mia casa il mio ufficio. Questo sì che fa punti, con tanto di giolli.

Vilipendio ha detto...

Ma, ma questi sono scoppiettii & crepitii caminènsi! Sono molto contento dei quali, specie di ritrovarmeli qui senza fare tutta quella strada (niente affatto, è una bellissima passeggiata).
Ciavevi proprio ragione tu, i miei alunnetti sono bellissimi, tutti e tremila. Ogni anno sono più belli, perché oltre a quelli simpatici (è incredibile quanto la loro percentuale si avvicini al 100) quelli pazzi mi insegnano quanto sia pazzo io, che mi arrabbio quando in loro mi ravviso. Sono belli anche loro ogni anno di più, perché rapportandomi a loro ho la ghiotta occasione di curare me.
Sono pure fortunato, perché visti i miei innumerevoli giorni liberi posso giocarmi dei giolli assolutamente controtendenti, nelle uscite serali e nelle vacanze.
Anche per questo, mi sono stupito di quanto fossi rissoso da Lebbroso, ero davvero sguajato. Penso fosse perché da mesi non conoscevo altro che Criticronache, e avevo una gran paura di tornare a relazionarmi a 4occhi con chicchessia. L'animale in trappola è sempre stupido un bel po'. Invece ho contratto solo un portentoso mal di gola, visto che ho parlato senza freno per 30h su 56.
Però sono sempre più curioso:quale sarà questo lavoro che puoi officiare anche da casa? e perché 'Evita'? 'perché Vilipendio' mi pare ovvio, ma perché Evita? o essere curioso non sta bene sui blog e io sono un parvenu, e Evita era imperativo e ciaveva l'accento sulla E?
La prossima volta sarò più buono, prometto.

Evita ha detto...

In genere lascio che il dubbio sull'imperativo resti inappagato, poi tu vorresti smacherarmi e questo non mi va... Ci si arriva senza fare troppa dietrologia, non mi sono scervellata più di tanto. E con questo basta! Sono una supereroina mascarata con costumino pigiamato che trascorre le sue giornate dietro un Mac, ma all'occorrenza mi spigiamo e alimento i sogni altrui con promesse d'arte e gloria, che mai mantengo. Che mestiere faccio, mi chiedi... Lavoro a cottimo e ho a che fare con bestie di ogni sorta, dall'uomo di Neanderthal alle seppie australiane. Ho detto abbastanza.
Hai abbandonato il piglio criticronachistico, a quanto vedo... Attenzione, il popolo potrebbe ribellarsi. Ma fa piacere sapere che c'è ancora chi apprezza l'arricchimento derivante dal rapporto docente-discente. Poi se i tuoi allievi sono così fenomenali da far girare Mac Os su Windows il merito di chi è?
A proposito, la rivelazione si paga sotto banco o può essere elargita con magnanimità?

Vilipendio ha detto...

Di certo sai la ricetta della Curiosità. Quindi, non finisce qui.

Criticronisti poi ci si nasce. Oggi ad esempio ho detto con la voce di Beppe Grillo da piccolo "sono molto felice" un bel po' di volte, una quando è uscito il sole e io sono riuscito ad acchiapparlo in terrazzo per 1 quarantina di minuti; un'altra ogni volta che riusciva dalle nuvole a scaldarmi istantaneamente dal congelamento di un vento agghiacciante. Almeno altre 4 volte mentre scrivevo il prossimo intervento da postare, traendo ispirazione nelle musiche che lo ispirano. Una volta speciale l'ho detta quando ne ho trovato il titolo, che mi piace molto. Me ne dimentico sicuramente tantissime, oggi la frase era quella. Da dirsi ovviamente a voce alta, e in perfetta solitudine.

Involontariamente mi hai fatto ridere almeno 2 volte. Una, la più forte, quando mi hai chiamato ingegnere. Certo meno forte di quanto avrà riso a orecchie fischianti qualche amico ingegnere meno ritroso dalle università di quanto io non fui. L'altra quando mi hai attribuito il merito delle giravolte del Mac Os addosso a Windows. Il merito è di un'alunna bravissima e ingegnera per davvero, che si diletta ad esempio di autocostruzione di sintetizzatori ad antenna. È a lei nel caso ti interessi che bisogna chiedere rivelazioni. Io invece sono letteralmente annichilito dalla tecnologia. Se proprio devo, arrivo a dominarla temporaneamente per poi svuotarmi il buffer da nozioni tanto maldestre. Arrivo appena a essere un buon divulgatore del poco che mi sono sforzato di capire per divulgarlo, giustappunto. Il mio presunto merito sta nel demerito di chi è geloso di ciò che sa. Certo, la seconda di queste risate era anche stupita per la perizia con cui maneggi il mio slang di criticronache e di superiori, e perché per ricordarmi di aver detto da qualche parte dei travestitismo dei sistemi operativi ho dovuto faticare perfino io.

Ma ora vengo un attimo a commentarti lì da te.

Evita ha detto...

Non ricordo chi l'abbia detto, ma la sola pozione per l'immortalità è l'insegnamento. Se offri a qualcuno il tuo sapere continui ad essere.
Hai un'alunna più unica che rara, non so di molte donne che armeggiano con cose di questo genere, gli autocostruttori sono una casta esclusivamente maschile... Un tempo avevo preso il vizio di bazzicare cantine&soffitte in cerca di vecchi apparecchi radio, i Geloso soprattutto, per procurare al mio amico autocostruttore le valvole per le sue creazioni. Io lo facevo col piglio dell'Indiana Jones de noantri, attratta solo dalla polvere e dal voyeurismo con cui sbirciavo il passato altrui (che vuoi fare, ho una de-formazione etnologica). Ma di una donna neppure l'ombra. Solo pallosissimi amatori e ingegneri che si scambiavano idee e circuiti, mentre io sbadigliavo, preparavo il caffè e fumavo più di loro messi assieme. Non c'è che dire, ingegnere ci nasci... Non è tanto un mestiere quanto una forma mentis, uno stato d'animo, una conformazione particolare della scatola cranica, delle giunture e dei vasi sanguigni. Un tempo avrei attribuito al tutto un'accezione negativissima... vacci a ragionare con un ingegnere... ma erano solo riflessioni estemporanee, anche perchè io con gli ingegneri ci ragionavo solo per difendere la condotta più o meno a-schematica di un'amica (la donna dell'ing.).
Quindi devo smettarla di chiamarti così, onde evitare l'ilarità generale?
Non so a che ora tu abbia parlato con la voce di Beppe Grillo da piccolo, io il sole non l'ho proprio visto, qui pioveva già da un po'. Ancora il brutto vizio di tirare fino a notte inoltrata e svegliarmi a mezzodì... Tu invece sembri mattiniero.
Le riflessioni tecnologiche, brevi e rassegnate, sono a casa mia.
Buon sabato.

Vilipendio ha detto...

Mah non lo so. Sto qui a sbocconcellare il mio riso integrale olive nere aglio peperoncino olio farina di soia a crudo, e come di consueto prima di venire al punto parte la divagazione. 'Farina di soia a crudo su primo piatto caldo' è un ingrediente segnalatomi da mio fratello durante il suo lungo veganesimo, da poco accantonato. 'È buono perché sembra l'uovo sulla carbonara', squisitezza a lui ovviamente interdetta in quanto brulicante di animalìe. Io di animali ne divoro a 4 palmenti, poiché hanno la sventura di essere proteici nonché poveri di carboidrati. Infatti gli avevo proposto 'tu mangi solo piante e io solo bestie, mangiamo normali tutti & due e per l'entropia sarà la stessa cosa', per la gioja della mamma e degli statistici. Ma tutta questa gioja altrui non ci è mai bastata, anche ora che è tornato un sgranocchiabestie anche lui. Comunque, ora che rumino farina di sojola a crudo da qualche mese, mi accorgo che essa non è accettabile. Poverino, al suo palato erbivoro la farina di sojola, il latte di sojola, gli hamburger di sojole saranno sembrati un'esplosione di sapori, tipo la salsa di menta quando ero andato a Scarborough-UK (la città della famosa canzone) a 17 anni. La famiglia a me e aL Riccioletto ci aveva sottoposto a un regime povero di sapori e di quantità, e noi per vendetta ci si abbuffava pomeridianamente degli ottimi dolciumi inglesi. Quella cacchio di gelatina di menta versata in sacrificio per noi e per tutti in remissione dei peccati su qualsiasi cosa era per la nostra ingordigia flavourosa come lo stupefacente per l'annojato. Quindi ne riportai 1 barattolino quale omaggio al consesso di zii che mi attendevano in Abbruzzo. Ma la tavolata, scettica già in partenza, non gradì affatto tutto quel squagliame di pastigliaggi. Me compreso. 'Scherzi della latitudine', pensai all'epoca.

Comunque dicevo: mah, non lo so. Ci stiamo a raccontare pare con curiosità, e allora sarebbe tutto più naturale, mi dico, dietro a 2 caffè. Poi proseguo: certo il prossimo mio, che paura. Avevo tirato su questo ambaradan di sproloqui probabilmente proprio per essere adescato io da qualche sproloquiòfila e invece sto a fare la figura di quello che è lui che getta l'esca ad. Altrove dice pure che sei bella come una M.Stella, da una parte ti fa onore che in quell'altrove non lài fatto trapelare mai, d'allaltra semmai m'attira più quest'ultima cosa che M.Stella quale comparativo di uguaglianza, visto che non ho un'idea di quale sia né me la voglio fare poiché il gossip mi atterrisce, e semmai mi puzza di muccinismi nebulosi. Ma a onor del mio onore sottolineo che il caffè era stato messo sullo scacchiere prima di certe notizie Mstellari. Semplicemente, fare a passati valvolari e non forse mi renderebbe quasi sopportabile il non fumare dopo il caffè. Anche se questo mio invocare caffè davanti a tutti è più esibizionista del più narcisistico dei themspaces.


Per finire, è mio intimo convincimento che la tecnologia dovrebbe essere praticata esclusivamente da sciamani in perizoma e mascherone tribale. Esserne coinvolto quale parte attiva è per me 1 vera violenza. Certo è che mi sento più ingegnere che mattiniero.

Che il tuo sabato non sia da meno del mio.

Il Riccioletto ha detto...

"Nun ce so e donne ... a ma' t'ho detto che nun ce so e donne ... ma nun ce so e donne ma come te lo devo di'??? VABBEH ALLORA E' PIENO DE DONNE!!! E' PIENO DE DONNE VABBENE???"

Vilipendio ha detto...

Shhhh!, che me le fai volare tutte via.

Evita ha detto...

Piano Ricciolé, o finisci per confermare la teoria della gelatina di menta.
Parole che filano lisce e inappellabili. Ma il caffè no, non ho intenzione di spigiamarmi e sovrapporre a Vilipendio un Francesco, Giordano, Ermenegildo o chicchessia...
So che la lode m.stellare non ha forzato affatto le cose, vuoi perchè il pappone è un amico di vecchia data che angelicalizza ogni sorta di conoscenza più stretta, scaricatori di porto inclusi, vuoi perchè quel caffè della fratellanza era stato proposto già prima, sommessamente, e io, con fare ancora più sommesso, ho svicolato.
Ma le cose là fuori sono diverse. Quindi continuiamo così, se la sproloquiofilia non si fa per te snervante. Poi un domani chissà.

Vilipendio ha detto...

Aaaahhh. Finalmente a casa, dopo 12h di lezione e 1,5 di mezzi pubblici. Ora a letto a leggere qualche fiaba di internet, poi le 5h di sonno che mi spettano quest'anno il lunedì notte e domani uàu! alle 9,5 si ricomincia.
Fìuuuu, lò scampata bella. Pensa se a un certo punto dovevo andare chissà dove a consumare pochissimi ml di una bevanda amara e ustionante che mi esce benissimo anche dalla macchinetta espresso che ciò alla casa, non valgono ajuti dalle sigarette, con appresso quei 3kg di sovrappeso impertinente di cui tutti si sarebbero accorti. Soprattutto una, sempre più interessante.
"con fare ancora più sommesso", "un domani chissà". Sigh. Che stile.
Certo, il caffè è una bevanda foriera di gastriti, e poi ha solo pochissimi secoli di rodaggio; chi si fida?
Però, in un posto che non mi ricordo più fanno 1 mostra lunghissima di Munari.
Ma mi sforzo di Evitare, mia cara, per non costringerti a un secondo esplicito spostamento d'accento. E nonostante anch'io non ami levare spazi a 3-4 sms appiccicati, come non esserti filiaco negli sproloqui? Più di prima mi accorgo, ti schioppetta tra gli alari una saggezza di legna ben stagionata.

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