martedì 2 settembre 2008

Chi fermerà la musica.

Mah che ne so; mi stavo leggendo un giornaletto quando a un certo punto m'è cascata 1 cosa per terra e ho detto “mannaggia Madre Pio, la moglie di Padre Pio”.

Ora io sono di certo una delle persone che mi fa più ridere, e purtroppo per quel giornaletto lì ho continuato a fantasticare su questa Famiglia Pio su cui ci si regge un pezzo non banale di PIL. Pensavo, 'no aspè, sta cosa di Madre Pio è troppo fica, guarda te se non ne faccio una novella verista'. Tipo che a sto punto m'invento pure un Figlio Pio che era il più fijo de na mignotta (non me ne voglia Madre Pio), e che insieme sti tre, oltre a smerciare pentolame a comitive di turisti, costituivano in segreto la SS. Trinità (geniale SS vicino a Trinità, i miei omaggi al creativo cui si deve quest'accostamento), e non Bud Spencer & Terence Hill che infatti erano 2 e quello era solo un film western dove mangiavano fagioli. Che poi alla fine li riesumano tutti e 3, x quanto erano Adorabili. Si poteva intitolare Mad(r)e in Pio. Vedi? si scriveva da sé. Ma io e te non avevamo fatto i conti con la mia pigrizia: novellare significa strutturare, strutturare significa porre gradi di libertà e questo significa non cazzeggiare. Quindi questa novella muore prima di nascere (beata lei) poiché per scrivere qualcosa che sia più strutturato di fantasticherie random bisognerebbe soffermarsi a riflettere sulla forma adatta e sulla sua struttura. E io ste cose le ho studiate non x lo scrivere parole ma x lo scrivere musica. Mi piaceva pure, mi piace con qualche imbarazzo anche ora, anche se pure lì c'è l'arrangiamento che è 1 rottura di coglioni che non ti dico. Quindi facciamo così: questo da ora in poi diventa un post sulla mia vita di Musicista Fallimentare.



Comincio a studiare il pianoforte in terza elementare, io che stavo 1 anno avanti vuol dire a 7 anni. Mozart a quell'età aveva già composto sinfonie e concertato alla corte di un botto di regine reginelle europee. Io invece strimpellavo quella mezz'oretta quotidiana sperando di perdermi meno cartoni animati possibile. Sa il fato quanti cartoni animati mi avrebbe riservato il boSS di Padre Pio & co., in seguito. Inizia qui una serie umiliante di saggi estivi che mi vedranno eseguire brani studiacchiati malvolentieri durante l'anno (tranne certi Chiari di luna di Beethoven) con una media di 3 toppe cada1, fino agli inizi del liceo. Alle elementari ho un maestro di nome Alessandro. Ciavrà poco + di una ventina di anni, ma per me è un adulto a tutti gli effetti. Non l'ho mai visto ridere, e io già da piccolo infilo certe battute. Mi dà schiaffi stizziti sui polsi, se li alzo, e se piego le falangette o peggio non studio mi mette note da controfirmare sul quaderno dei compiti. Una volta mi ci disegna una mano nella corretta posizione pianistica. Io finito l'anno ci faccio dentro alle dita un cazzone così verosimile da spaventare anche me, in un'epoca in cui ancora non scaricavo terabyte di pornografia e non immaginavo lontanamente il significato della parola Masturbazione. Padre dio aveva in serbo per me progetti grandiosi anche in quel settore. Alessandro dicevo ha una Opel Kadett grigio opaco, di modello vecchio già all'epoca (è la seconda parte dei favolosi anni '70). Inutile dire ciò che provo quando la vedo nel cortile del doposcuola infestato da bambini festosi fra cui io, fino a 1 attimo prima di vederla. Immagino che sia ciò che prova una pecora nel vedere avvicinarsi a sé il suo pastore sodomita. Lo vorrei rincontrare Alessandro, da sempre. Insieme a quell'anonimo istruttore di nuoto agonistico che faceva il piacione colle istruttrici e che una volta mi tenne a tradimento la testa sott'acqua alla fine di una vasca poiché non avevo sentito un suo ordine (avevo 9 anni). Oggi, a entrambi, vorrei mettere paura. Vado bene pensa un po' in solfeggio, leggo la musica senza problemi ed eccello in dettati musicali anche perché non mi richiedono studio alcuno. Ah, in teoria e solfeggio ciò un altro insegnante. Parla bene di me. Prevede meraviglie che speriamo si decidano ad arrivare.

Càpito alla Filarmonica Romana. Molto divertente. Altri dettati musicali, ci fanno cantare, comporre e improvvisare melodie. Stavolta sono bravo. Il migliore, forse insieme a un altro. Infatti mi ci azzuffo; vince lui che è + grande e meno ciccione, ma mi sa che musicalmente ero più forte io. Lui non lo voglio necessariamente rincontrare, ce la eravamo giocata lealmente. Pablo Colino con i suoi aforismi spagnoli urlati ridendo mi fa intuire per primo che la musica può avere – chi l'avrebbe mai detto – aspetti ludici. Entro in un gruppo di flauti barocchi in cui per anni suono di tutto, dal Sopranino al Gran Basso, fino addirittura a dirigerne alcune prove. Con il mio amico Carlo S. suono di nascosto una nota per uno, oppure leggendo la partitura dall'ultima alla prima nota. Che poi erano dei procedimenti di contrappunto fiammingo, il cosiddetto retrogrado dell'inverso mica cazzi, di un pertinente nel repertorio barocco eseguito che allora non potevamo sospettare (il retrogrado dico, non 1 nota sì e 1 no, ma ti pare?).

Dopo le elementari passo delle selezioni che mi valgono il diritto a frequentare le medie in una scuola sperimentale dove si fanno più ore settimanali di ed. musicale e il pomeriggio fanno suonare il pianoforte o il violino o il flauto traverso o il clarinetto. Io tiro dritto col pianoforte. Alla fine della II media la prof. di Pianoforte mi dice che l'anno prossimo (in III) sarei stato io l'alunno migliore di tutta la scuola. Quindi, scettico ma intimidito dalle responsabilità che mi sarebbero derivate dall'occupare io il baricentro dell'attenzione, strepito coi miei al punto che mi cambiano scuola (incredibile! non l'avrei mai sperato), ma mi ficcano a lezione con un'altra insegnante (ti pareva).


Arrivano i guai, nella persona del Liceo. Al liceo ritengo che il problema sia lo strumento che suono, e non chi suona quello strumento. Quindi, di concerto con mio fratello, chiediamo di poter studiare non dico strumenti demoniaci quali la chitarra elettrica o, madonna, la batteria. Neanche ci verrebbe in mente, all'epoca. Più ragionevolmente proponiamo il sassofono. “Il sassofono non c'è al conservatorio, per ora studiate questi clarinetti e dopo il diploma suonerete quello che vorrete”. Eccoci qua, con in mano per i 5 anni del liceo uno strumento costosissimo, che con la sua costosissimità mi ispirerà altri sensi di colpa. Esso mi sarà più estraneo di un piffero con davanti un cesto pieno di crotali narcolettici. Questo appena 1 anno prima che Dylan Dog sdogani colla sua parvenza trendy lo strumento iniziando a Trillarci dentro il Diavolo, tra un moralismo fastidioso e l'altro.

Il mio primo Maestro è fortemente motivato a sottrarci più soldi possibile. Con lezioni multiple insieme a 5-6 altri malcapitati ma a prezzo di 1 singola, o rivendendoci strumenti o parti di essi che rattoppa lui stesso durante le nostre lezioni multiple, o scatole di ance maggiorate di 1000 lire su un prezzo d'acquisto di diecimila. Suo figlio è diplomato in pianoforte, insegna solfeggio a mio fratello, ora è un noto paroliere spesso sovraimpressionato sul tuo televisore per esempio quando vedi Sanremo. Io mi salvo perché ho già fatto l'esame. Il papà invece insegna a S. Cecilia, pare che qualche alunno coi coglioni l'abbia denunciato alla finanza per costituzione di scuola di musica abusiva (l'ingenuo faceva lezioni private non nel proprio domicilio ma in un altro appartamento). Come incastrare Al Capone per evasione fiscale: funziona.


Il secondo Maestro di clarinetto invece è integerrimo, anche lui insegna al conservatorio. Cerca di spronarci. Poverino, vive nell'800 di un libro di Dickens senza minimamente immaginarlo. Dice cose come 'la musica è sofferenza', e 'il mio maestro diceva che chi sa suonare uno strumento non muore mai di fame'. Forse ha la licenza elementare. I suoi congiuntivi sono più licenziosi di Serena Grandi in un film di Tinto Brass. Vorrebbe trasmettere i suoi valori ancestrali negli anni '80, ha sbagliato di uno zero finale. Mi ficcano in una banda scalcinata, in una borgata di Roma che per fortuna manco mi ricordo. Di certo, il posto più sbagliato possibile per un adolescente di una grande capitale europea. il 'direttore' insegna tutti gli strumenti musicali esistenti, e durante le prove che conduce istrionicamente riferisce in continuazione di un suo incontro con Von Karajan. Riesco a essere ancora più scalcinato io con una clamorosa stecca in una parte solistica durante la prima di un suo brano originale; lui per questo mi odierà per tutto l'anno senza che l'alzheimer gli permetta di ricordarne il motivo. A ricevimento dalla mia prof. di matematica mio padre, nel tentativo di giustificare la mia insipienza di studente di liceo classico, chiama 'orchestra' questa patetica accozzaglia di casi umani (me compreso, naturalmente). In realtà, l'unico punto in comune tra quella roba e un'orchestra era che si suonava seduti e non bighellonando. Quindi lei, di fronte a una mia defajance sull'ardesia di un fascio di rette che non si decide a passare per un punto dato, mi sprona coram populo con un involontariamente patetico 'forza, che suoni pure in orchestra!', ottenendone disperati rossori da me e brusii di stupore dai miei compagni per quello che pareva essere solo un chiaro caso di ciccione inerte. Tieni a mente per dopo questo aneddoto.

Il mio suono è sporco, si sente il fiato. Il giorno dopo l'ennesimo saggio in cui sono il 50% di un duo clarinettistico, sulle fotocopie della partitura dimenticata in sala il giorno prima trovo scritto da qualche musico impertinente 'Concerto per clarinetto e soffio'. Quindi, più o meno inconsciamente, aumenta in me la voglia di cambiare completamente area occupazionale, immolandomi all'ennesimo vacuo impegno, la cui osticità inumana stavolta mi faccia da alibi per mollare la musica: per i prossimi otto anni sarà Ingegneria.


Mollo ufficialmente la musica; ma nel mio ultimo anno di preparazione al V anno di clarinetto avevo intrapreso con ben altri frutti lo studio dell'armonia e poi della composizione. L'Alessandro di stavolta sorride, mi fa vedere le sue tastiere e il suo studiolo, mi fa sentire Emerson Lake & Palmer con quelle copertine che vedevo da piccolo a casa di mio zio, mi regala pezzi della sua passione. Con la sacra motivazione ufficiale di dover studiare l'Armonia anche d'estate lontano dal pianoforte, mi faccio comprare la mia prima tastiera, una Roland D20, sul cui sequencer faccio i miei primi esperimenti compositivi. Con quella tastiera mi ritrovo nel mio primo gruppo: i Synthanavai. Senza alcun intento programmatico suono coL Riccioletto alcune 'musiche dei DOORS', me ne trascrivo un botto anche perché Ray Manzarek graziosamente mi dà la possibilità con la sinistra di suonare linee di basso e colla destra le tastiere vere & proprie. Le eseguo divertendomi da solo e in compagnia, addirittura sull'organo di una chiesetta durante un seminario del gruppo di flauti in un convento di frati, il che mi vale l'espulsione seduta stante da quel luogo sacro e il successivo rifiuto della struttura di organizzare altri seminari in loco.

Ma che è quella faccia? poverino, ti annoi? sei tu che origli, quando mai s'è visto che uno sbircia 1 seduta psicoanalitica che esiste solo nella mia & nella tua fantasia e si lamenta pure. Ma guarda che è il colmo della sfacciataggine. Che ti credi che sto a scrivere da 1 ora per far ridere te? se ciai problemi pussa via, io vado avanti.

Mi trascina in quel che saranno i Synthanavai Il Riccioletto, che aveva intrapreso da qualche mese lo studio della Chitarra Elettrica ammaestrato da tal Ilario che non sapeva trovare le note dell'assolo di chitarra di Light my fire. Alla seconda lezione che prende mi fa 'ò, mò dobbiamo fare 1 gruppo eh', e io 'sisì', non sapendo quanti altri pavidi Sisì mi suggerirà all'orecchio l'alito pestilenziale di Nonno Pio fino a tutt'oggi. In cuor mio ero sicuro che mai il mio antico sodale avrebbe trovato gente sonante disposta a tollerarne le incertezze degli esordi. Ma un giorno mi fa 'Ho trovato il bassista eh', e io a me stesso 'dio improntadigitabile anvedi, ne ha trovato uno, una possibilità su 1000' ma tuttosommato resto tranquillo. Poi dopo un po' 'abbiamo il batterista, è pure forte'.
Non so quanto tu sia ferrato, ma chitarra tastiera basso batteria si può suonare. Mi faccio all'interno terrorizzato e all'esterno serio e dico 'eh però co ingegneria, devo studiare' che a pensarci ancora rido, e lui giustamente manco s'innervosisce, dice solo 'ormai mavévi detto che c'eri, ho preso l'impegno'.
Porco dio. Se mi spii addirittura fin sulla porta del mio analista immaginario dovresti sapere che quando sono terrorizzato o semplicemente rievoco qualche vecchio terrore la bestemmia creativa viene soppiantata più banalmente da un 'Porco dio' sgomento. Pure perché pochissimo tempo addietro, alla festa dei 18 anni della mia prima compagna di classe che li compiva, mi ero seduto a strimpellare 1 piano a coda davanti all'unico amico che avevo al liceo, sfigato quanto me. Quando arrivano 3 fra le più belle delle mie compagne di classe. “Suonaci qualcosa”. Negli ultimi 2 anni con loro non avevo parlato mai. Ma ora suonavo pure in orchestra, ricordi? 'Eseguirò per voi No woman no cry, di Robert Nesta Marley', fa con parole molto più banali di queste la mia querula voce da ciccione arrossito. Avevo comprato lo spartito da Ricordi, anche se iniziavo ad accorgermi che spacciavano arrangiamenti di brani che per forza di cose non possono essere pianistici, più fallaci di Oriana. Comunque quella è 1 delle trascrizioni più efficaci, lò suonata tanto da saperla praticamente a memoria, non c'è altra scelta. Ecco le seste, sol – la – si – sol – do – do, poi più niente. È subito horror vacui. Se ne vanno senza una parola, spaventate dal mio terrore tornano al punto di fuga della prospettiva da cui erano arrivate. Il mio amico tenta un accenno di riso, ma capisce che d'innanzi alla più clamorosa disfatta della mia breve storia di 16N (sedicenne) non c'è niente da ridere. Non ne parlammo mai.
Senza menarla ancora per molto, coi Synthanavai niente concerti, col gruppo dopo ne faccio tre di cui il primo nascosto dietro una colonna e tutti gli altri collo stesso cardigan della Levi's a rombi con camicia sbottonata sotto e dolcevita nero a collo alto ancora più sotto, questi ultimi 2 capi senza marca che tanto non si vede. Seduto, leggendo le mie parti da un quaderno pentagrammato sopra un leggio da banda. Ciccione. Ciononostante delle ragazze vengono a parlarmi dopo il secondo concerto. Arrossisco e per farle volare via fingo di essere molto impegnato nello scollegare il jack dalla mia tastiera. Però mi s'imprime nella cataratta, come in 4 mosche di velluto grigio che a questo punto tò rovinato, l'immagine della Musica che Fa Rimorchiare. Ricordati quest'altro particolare, ora anche lui apparentemente insignificante ma poi vedi. Ricordati anche 'colore rosso'+'capelli'. In più, continuo a fare scalpore per come trovo parti, suoni ed esecuzioni uguali all'originale. Al che, visto che la cosa pare funzionare, continuo a suonare esclusivamente cover, dio cagna istericamente gravida, per altri 18 anni.

Col III gruppo è rock progressivo, cover dei Genesis, ELP, King Crimson. I partecipanti ruotano. Io, con quelli che nella lurida sala prove di una fetida parrocchia fabbricata pietrame su pietrisco x adorare dio sono i miei virtuosismi tastieristici, ne sono la copernicana stella fissa. Mi compro addirittura il flauto traverso, me lo imparo da me e quel caratteristico suono soffiato così coglionabile nei clarinettismi classici fa da subito le mie fortune di emulo Jethrotàllico. Il flauto traverso certe volte me lo porto di notte a villa Glori col Riccioletto che riprende la chitarra, e certe altre in Sardegna, dove lo suono sempre accompagnato daL Riccioletto a 1 falò in cui conosco meglio il bassista del mio futuro gruppo di cartoni animati, che già avevo malconosciuto nella fetida saletta di cui sopra. A lui riconosco il merito di avermi spronato al suonare in piedi senza leggio e cardigan con sotto quel costume da soggetto, e il demerito di avermi fatto diffidare dalla polizia all'uso di un nome inventato da me. Ma prima è ReNudo, cover di pop italiano anni '70, PFM, Area, New Trolls, Osanna altri brani di Musica Superiore rigorosamente stagionata e autarchica.
Poi, un'autentica quantità di cartoni animati. Madonna dimenata (nel senso anatomico di de-imenata), 12 anni di cartoni animati. È stato bello quasi sempre, ma alla fine se n'è fatto un accanimento terapeutico imbarazzante. Sai quelle pippe che inizi a farti quasi per senso del dovere, per non rovinarti la media giornaliera o che so io, che alla fine risultano essere praticamente una noia e ti sforzi di finirle al più presto e chiaramente questo ti crea difficoltà per 1 tempo eccessivo? La stessa cosa, solo per 12 anni. Comunque, la sorte mi riserva il vedermi realizzare una mia idea in modalità di cui in questo momento staranno fruendo forse manco un centinaio di gruppi in tutta Italia. La ficata è che nessuna delle migliaia di persone che ha assistito a quei concerti, dal vivo in tutte le regioni d'Italia (tranne le isole e 1 altro paio) o in televisione, per tutti quegli anni, nessuna di quelle persone che hanno chiesto autografi o eretto fancleb o si sono vestite delle nostre magliette, nessuna dico nessuna sospetta minimamente che quel gruppo è esistito solo perché nelle mie fantasie di quando correvo per dimagrire doveva venirmi a vedere e finalmente prendere l'iniziativa di parlarmi la Ragazzina dai Capelli Rossi. Neanche la Ragazzina dai Capelli Rossi. Alla fine addirittura le sue amiche costituirono il primo fan club di tanti che ebbimo o avemmo, scegli tu. Ma neanche ciò mi fu di sprone per rivolgerle la parola. Anche questa sarebbe bella, da raccontare. Un giorno.

Parallelamente, verso la fine, frequento Composizione Sperimentale al Conservatorio di Bari. Dissemino majuscole x farti capire che la cosa si fa seria. Per l'unica volta della mia vita eccello in qualcosa. Mi piace studiare, incredibile. Anche stili come quelli del '900 storico e delle avanguardie più tardone, i cui parti creativi non ascolterei mai di mia spontanea volontà (e infatti, non l'ho mai fatto), a meno che non passino per caso in certi film di Kubrik. Ciononostante, sono belle storie di voti massimi e anni saltati in abbreviazioni di corso conquistate sul campo. Una ficata, vado a Bari 1 volta ogni 2-3 settimane per due giorni, dormo in certi alberghi squallidi spacciandomi per insegnante del conservatorio per ottenerne lo sconto conseguente, mangio ottimo pesce a prezzi stracciati, sono circondato da persone che parlano come Lino Banfi (extrasensoriale l'esperienza di trovare bella una ragazza che parla come Lino Banfi), non dormo per studiare, faccio gli esami in clausura, segregato in una cella chiusa a chiave per ore e ore nutrendomi solo di sigarette fumate di nascosto (le + buone, il 'di nascosto' è la spezia + aromatica). A 29 anni entro in un conservatorio da studente, per la prima volta per frequentarne lezioni e non per sostenerci esami da privatista. Il rumore che si sente costantemente avvicinandosi a questo brodo primordiale di studenti e insegnanti di tutti gli strumenti musicali possibili è quello di un circo che cade ininterrottamente dalle scale. Bellissimi ricordi. Solo che in prossimità del compimento medio il mio insegnante si scoccia di insegnare. Colui che era il mio modello. Prima m'isinculava, se non studiavo. Diceva “Che ci sei venuto a fare a Bari questa settimana se non hai studiato niente?”, e io grugnivo a me stesso la mia futura rivincita della settimana dopo, che infatti arrivava. Quello a cui più devo probabilmente la scelta fatta a 26 anni di una vita professionale magari bellissima rispetto a una sicuramente orrida (almeno per me) da scarso ingegnere. Continuo per un altro anno e mezzo, ma vado avanti solo in Lettura della Partitura (argh) e Storia della Musica (bleah). Accanno, dio sventrato sul molo colle targhe automobilistiche nello stomaco. Ancora mi viene l'angoscia, se penso a quanto mi piaceva (ma tanto ora l'angoscia mi viene per 1 sacco di cose).

Ma io mi chiedo, macheccazzo te ne sarà fregato mai di tutto questo. Possibile che sei arrivato fino a qui? Aò se stai a leggere vuol dire che è possibile. Madonna me so rotto li cojoni pure io.

Riposiamoci un po' tutti&2.


Primo, tanto per essere chiari, è evidente per tutti tranne che per te che la cosa all'inizio di 'mannaggia Madre pio, la moglie di ecc.' mica lavevo detta mentre leggevo il giornaletto. Lò detta veramente, e pure all'impronta; ma vatti a ricordare quando. Era fiction, testone, poi ti pare che all'età mia ancora leggo i giornaletti? semmai al limite 'rileggo' 'talvolta' 'alcuni' giornaletti.

Comunque la storia finisce ai giorni nostri. Provo a fare del pezziproprying di gruppo, ma sono discussioni chilometriche per produrre pochi pezzi che non interessano a nessuno. Ad esempio, scrivo un pezzo ispirato alla persona con cui sto insieme da anni, nonché la stessa con cui convivo. Lo arrangio, lo registro, lo canto colla mia voce da ciccione che non mi è mai riuscito di dimagrire. Glielo faccio sentire col cuore in mano. Si chiama Occhi, la canzone dico, non la persona, testa di cazzo, non scherzare su questioni che fra un attimo si stanno per rivelare così drammatiche. Io la trovo molto toccante (sempre la canzone), forse anche bella (idem). Lei (la ragazza, stavolta) a stento commenta qualcosa, e dopo 3 mesi mi lascia. Colla mia usuale reattività non mi faccio venire il dubbio se sia il caso di continuare a investire quantità sproporzionate di tempo, €cu & energie in questo folle progetto. Non prima di altri 4 anni.

La Musica. Quanto può essere orribile La Musica. Poco altro può essere orribile così. Il lavoro in banca no, ad esempio. Magari non conosce mai grossi picchi di esaltazione, ma certo non può mai essere così orribile. Eppure ciavrò le pigne in testa ma sta mignotta di Musica aò, ancora non riesco a liberarmene completamente. Sto da un mese in montagna, non mi sono portato niente per ascoltarla. Non ci avrei mai creduto ma sto a sbroccà. L'unica cosa per cui non vedo l'ora di tornare a Roma è sentire la musica che ciò lì. Addirittura, poterne inventare un po' ludicamente sotto forma di uni & zeri non mi dispiacerebbe.
Allora, allora mi chiedo (formula di chiara derivazione biblica): macheccazzo di motivo c'è sotto questa ottusità? Che è, pigrizia di mollare completamente un mezzo di comunicazione (e per me comunicare è fonte di grande ansietà) racimolato sin da piccolo? Pitoccaggine, quindi? Il fatto che ciò non l'occhio assoluto, o il naso assoluto, o la lingua assoluta, ma 1 certo tipo di arecchiabsolùtely? tipo che 'non si butta niente'? Certo, questo tipo di recchia più tutte le lezioni prese sin da piccino mi faranno passare i guai all'ultimo quadro, quello col Mostro Finale. Se era vera la Parabola dei Copechi soccàzzi ma ciò già pronta la scusa:”A giesù mavévi fatto i pantaloni colle tasche finte”.

No, no. Qui c'è sotto qualcosa di grosso. Bisogna rifletterci x bene, e seriamente. Non è che i dinosauri si estinguono e le scimmie no e noi possiamo capirci qualcosa ridendoci su. Ci vuole non l'umorismo, ma la Scienza, Come Lamarck, che diceva che alle giraffe si è allungato il collo perché volevano raggiungere le foglie più alte e poi hanno trasmesso questo carattere ai discendenti. Idea del cazzo, perché per restare in tema a quest'ora ciavevamo i piselli lunghi venti metri, altro che mail che iniziano per sex pills. Poi c'è Darwin che sgama; la ficata è che i brigantini su cui s'imbarca si chiamano Erebus (che vuol dire Tenebre o Regno dei morti) e Terror (che vuol dire che se te lo devo dire io sei stupido). E infatti di lì in poi la chiesa si caga sotto dalla paura il suo stesso oscurantismo, e fuori come sempre dal vasetto, per quello che Darwin scopre.

La mia divaghézza è veramente peculiare. Mi stavo a fare una domanda che probabilmente portava ai Grandi Temi e infatti sono arrivato ai Grandi Temi, ma altri. Sono andato fuori Grandi Temi. Chissà con che acciecante colore di matita si segna un così Grande Errore. Il fatto è che tutte le strade mi portano a un tipo di divismo porcino, che nella mia testa è la peggiore delle piante infestanti. A mio modo sono molto religioso.

La domanda era: perché con tutti i calci presi, per quanto la musica oggi mi metta una paura ma una paura!, ancora l'istessa musica mi attizza? Perché ancora verso nell'isteresi della musica? perché tutto questo isterismo per questa arte che mi è stata così spesso costosa e poco amichevole puttana?
La risposta è facilissima. Ad arrivare a farmi questa domanda ciò messo 37 anni ma alla risposta 5 minuti. Non aspettarti niente di spiritoso, che se ancora non l'hai capito io sono sempre serissimo in quello che dico, sei tu che ciai sempre voglia di ridere come uno studentello delle medie prima di accorgersi che la vita ha iniziato di brutto a prenderlo a schiaffi e non la smetterà mai più.
La risposta è seria e definitiva. Anzi, direi ineluttabile. Come quegli oggetti con un peso nel baricentro, che per quanto scuoti non possono cascare mai, si rimettono in piedi strumpallazzando.


Solo che non mi va di dirtela così, in forma di pappapronta. Guarda che portarti a questa domanda è stato faticoso ed era una trappola, tiò fatto credere che stavi spiando i cazzi miei e se sei arrivato sin qui era solo perché prima non lo sapevo ma ora sì: volevo migliorarti. Darti la tua risposta a questa mia domanda vedrai che ti migliorerà. Ti ho sottoposto a una vecchia terapia di tipo maieutico, gratis. Ora, mentre la tua stanchezza di Arrivatore Sin Qui ti fa rivalutare l'azione mortificante della cicuta, alla risposta ci arrivi te. Io ho fatto il lavoro più grosso.

Ti lascio qui colla faccia da fesso, io mi vado a ficcà nell'Iperuranio.




7 commenti:

Vilipendio ha detto...

Porca Eva, era il Beagle! Erebus & Terror erano sì dei brigantini che centravano qualcosa, ma molto meno. L'avevo letto su 1 libro che ciò a Roma, giuro. Ora non mi ricordo in che modo, e non me ne può fregare di meno di andare a controllare. Comunque confermo le cagate addosso (e pertanto fuori dal vasetto, vedi che torna?) della chiesa, anzi è tutto un complotto di Baget Bozzo per insabbiare dove si è cagato sotto e coprire la puzza del guano suo & dei colleghi suoi.

Anonimo ha detto...

La ragazzina dai capelli rossi?

Chiara

Vilipendio ha detto...

Quando dico "nessuna delle migliaia [...] sospetta minimamente che", intendo dire che "nessuna delle migliaia [...] sospetta minimamente che", e manco deve necessariam. iniziare a farlo.

Comunque sì, praticam. mi piaceva una.

Ma che sei Chiara quella *___* ? che ci fai qui, pussa via, guarda che non è vero quella cosa delle pippe, ti pare. Che vergogna.

Anonimo ha detto...

ahaha! si sono chiara *_________*("la bresciana")
come "che ci faccio qui"?...mi hai detto tu di venire qui a leggere

Anonimo ha detto...

si scrive cosi défaillance

Vilipendio ha detto...

A-ha! Stavolta t'ho beccato, saputella. Ma stavolta era più facile :D

Anonimo ha detto...

ahahha!!
Carina la storia della suora :)

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