martedì 29 luglio 2008

P-Lost. (*)

La mia e la tua sono vite di merda. Io e te leggiamo libri, guardiamo film, cantiamo canzoni in cui ci si possa imbattere in un lieto fine. O in un epilogo tragico. O in qualsiasi altra situazione interessante. Qualsiasi cosa, basta che sia interessante. E cosa è interessante? Tutto. Tutto ciò che non sia: lavorare dalla mattina alla sera tranne mangiare bere dormire fare tonnellate di cacca e pipì andare in palestra andare in ferie e appena usciti anche mentalmente da questo loop forsennato rientrarci. Scriviamo drammi e commedie per poter ridere e piangere. Invece quello che ci capita per davvero ci fa solo girare le palle lentissimamente, tanto lentissimamente che non ne prendiamo mai atto fino in fondo. Se uno cià un dramma alla fine ci si abitua, per quanto sia prolungato o intenso che sia. Diventa routine. È una tale ficata assistere alle nostre capacità di ridurre a routine tutto quello che ci passa tra le mani. Gli arroutini di noi stessi, che carini. Infatti, potrebbe capitarti la cosa più buffa del mondo o la cosa più esaltante, quella che potresti aver sognato per tutta la tua vita, anche se te ne sto dimostrando piano piano l'insensatezza. Lascia solo passare 5 minuti e vedi come inizi a darti martellate su testicoli od ovaie (odio essere costretto a utilizzare la d nella congiunzione eufonica od, è la congiunzione eufonica più cacofonica che esista). Siamo veramente grossi capolavori cesellati nel più pestilenziale tipo di merda che culo inumano abbia mai defecato, e chi è quel macaco lavativo che ci ha intagliato dalle sue stesse feci? Certuni lo trovano così adorabile, Costui. Comunque niente suicidi di massa, anche perché tu ed io siamo insufficienti perfino a costituirla, una massa. Questa premessa è necessaria per capire. E anche quest'altra che adesso viene.

Al liceo io dormivo. Cioè, ero xlopiù sveglio, ma non immaginavo minimamente di avere un arbitrio + o meno libero, di poter scegliere magari in una rosa ristretta di possibilità tutto quello che volessi fare io. A dire il vero, questo fino a 26 anni. Al liceo comunque quello che veramente m'interessava era sparare colla cerbottana stucco per vetri e tirare di sotto buste d'acqua alla gente.

Non storcere il naso, la cerbottana e le buste d'acqua poggiavano su certi valori cavallereschi che manco t'immagini. Si mirava solo a bersagli il cui successo sociale era evidente, non certo a sfigati come e più di noi. Ti faccio 1 esempio: una volta sotto casa mia arriva da lontano una coppia, lei carina lui tutto fighetto con quel casco di capelli biondi, si tengono per mano quegli sfrontati. Nella MIA via di verginello scherzoso nonché futuro calvo! Questo è troppo, si prende la mira e si ejecta la busta carica di almeno 2-3 litri d'acqua, quella volta nella persona dello stesso Riccioletto Bros che in seguito intraprenderà una brillante carriera nella Pubblica Sicurezza. Durante il compiersi della traiettoria si corre dentro casa, al riparo da sguardi indiscreti. S'odono i primi schiamazzi. Centro probabile. Giustizia è fatta. Certo è strano, gli schiamazzi continuano. Non cessano. Di solito nessuno prende le parti del bersagliato così a lungo. Si continua a levare un accorato, troppo accorato, strillìo di protesta.

Chiave nella toppa. Sono i miei. Impossibile rimuovere le prove, troppa acqua per terra sul pavimento del terrazzo. L'unica è sperare che non si siano accorti, che abbiano iniziato a salire un attimo prima del lancio e che non abbiano sentito chiasso perché in ascensore. Macché. Come se dio era buono. Lo strano è che non hanno la faccia del gatto che ha acchiappato un grosso topo, ce l'hanno più come dire, preoccupata. Non c'è rabbia, non c'è rimprovero, non c'è punizione. Solo fisiognomica consapevolezza di qualcosa Veramente Grave. Che era successo? che quella coppia non era fatta di fidanzatino+fidanzatina ma da madre di ragazzo down con per mano ragazzo down. Oh, no. Genitori, negozianti locali, semplici avventori. Tutti molto ma molto arrabbiati.

Con altri amici soggiogati dal fascino sgraziato di Erostrato lo sfigato (quello che diede fuoco al tempio di Diana che era una delle 7bellezze dell'antichità insieme al Colosso di Rodi, i Giardini Prensili di Babilonia ecc. per 1 attimo di notorietà che lo consegnasse alla storia, perché Maria De Filippi non era bene accetta negli elettrodomestici dell'epoca; infatti anche Sartre cià ricamato su, su Erostrato dico, mica su Maria De Filippi), si organizzavano anche trasferte. Ovvero, i lanci potevano avvenire dai terrazzi delle nostre case, dai terrazzi condominiali dei palazzi in cui abitavamo e addirittura in trasferta nei luoghi più disparati, nottetempo. Andava bene il terrazzone di un vicino centro commerciale o il parco enorme di una elitaria e severissima scuola privata di suore. Poi all'Università si passa all'era degli scherzi telefonici. Non so come, ma per più di un anno quasi tutte le notti si registrano su audiocassetta ore e ore di scherzi (alcuni proprio bellini) a chiese, preti, ex compagni di classe, cognomi buffi dell'elenco del telefono, sfortunati figuranti delle agendine della mia allegra sparuta compagnia. Dici che ero un patetico sfigato pericoloso? e chi lo mette in dubbio, l'ho detto prima io, ricopione. Ognuno esprime il suo disagio esistenziale come meglio crede, e non è mai un bello spettacolo. Ci sono oggigiorno tanti adolescenti che ritengono più opportuno conciarsi i capelli come faceva Stanlio negli anni '30 per farci venire da ridere. L'importante è che ogni epoca guardi i suoi asini che volano nel ciel.

Non spiffero altro perché beccarsi una denuncia dopo una ventina d'anni che l'hai fatta franca sarebbe una suinata divina, ma dura davvero da mandar giù. Oggi un brivido mi corre lungo la schiena, quando i telegiornali estivi tentano di distrarre la tua labile attenzione dal continuo decretare leggi autorefenziali coi cani abbandonati e colle sassaiòle dai cavalcavia: non posso non pensare che quello stronzo potevo essere io, anzi in un certo senso lo ero (il lanciatore di sassi, dico, ma volendo anche un cane abbandonabile, perché no). Prima di capire che niente, non si fa. È veramente pericoloso.

Dormivo al liceo? A quasi 40 anni mi accorgo con sorpresa di aver trattenuto fotogrammi subliminali di informazioni che evidentemente riuscirono a trasmettermi anche i più goffi pusher della didattica cui mi capitò di essere sottoposto. Eccone uno.

I lirici greci. Archiloco pare che è stato il primo a dire 'chi se ne frega di essermela data a gambe abbandonando sul campo di battaglia quel mio bel scudo con cui i miei eroici commilitoni identificano il proprio onore; me ne procurerò un altro non peggiore'. Dirompente, una concezione dell'eroismo invero moderna, è 1 delle prime volte nell'antichità in cui ciò che vale veramente è l'uomo e non 1 feticcio, per quanto grazioso. Eccone un altro.

Restiamo un po' di secoli prima di Gesuìno (nell'apparente vezzeggiativo c'è un vilipendio criptato, notalo). Precisamente all'epoca dei poemi omerici. All'Iliade e all'Odissea. A Omero.

'Si dice che Omero fosse cieco'. 'Tu mi sembri non studiare'. 'Tempus fugit, Panta rei'. 'Cogito ergo sum'. 'Homo homini lupus', 'Ti porto una carezza del re'. E tanti altri slogan con cui si tentava di inchiodare nello smarrito studente nozionismi di concezione ancora più arcaica di tutti gli scudi allegramente smarriti da Archiloco in poi. Una cultura da Trivial, come faceva notare Sergio Staino al suo Bobo in una delle sue divertentissime disavventure riflessive. Comunque Omero era simbatico forte! Dice che manco esisteva, che era un'anonima equipe di tizi, tipo Luther Blissett o Wu Ming, che aveva dato forma omogenea e scritta a tradizioni orali ancora più antiche. Tutti concordi a dire che era il padre dell'antichità ecc., e tutti concordi a dirlo nelle lingue più morte possibile mortacci loro, che tanto dopo tradurle toccava a noi.

Nella poetica omerica il tipo di evasione che si proponeva non era Il Commissario Rex ma gli atti eroici dell'Eroe. L'uomo si trasforma in Eroe col suo agire. Flettendo muscoli, come mr. Achille Piéveloce, ma anche flettendo il cervello, come Ulisse. Che incula i Troiani ideando il Cavallo di Troia ripieno di assassini di Troiani, ma poi sono cazzi suoi perché una cifra di dèi ammanicati coi Troiani ci vanno in puzza e gli rendono impossibile il ritorno a casa. Quindi se l'Iliade gli pare una passeggiata nell'Odissea sto poraccio per far ritorno a moglie e buoi dei paesi suoi deve subire un'autentica Odissea. Fra parentesi, che gagliardi sti Dei greci! Quando s'incazzano ce la mettono tutta per farti il culo nel modo più pittoresco senza pretendere di farlo per il bene tuo, come quel ridicolo che i monoteisti si ostinano ad adorare. Se c'è una cosa che non areggo proprio, questa è l'ipocrisia.


Vabè, torniamo a me e a te e a quanto siamo sfigati nell'anelare a un'evasione dalle nostre vite fecali, dicevamo. Passano 2-3000 anni ed eccoci tutti inchiodati davanti agli schermi ad adorare Lost. Tutti noi fortunati che lo adoriamo, almeno. Pensare che io disprezzavo le serie televisive! Invece sono fatte proprio benino, spesso migliori dei film che passano al cinema, sia per idee sia per confezione (commento musicale, fotografia ecc.). Graziosamente ci permettono di assistere alla caratterizzazione di pochi personaggi che poi campano per anni e anni, quando invece in un film sei costretto a fare sforzi di empatia per dei tizi che escono per sempre dalla tua vita dopo solo 1h,5. Quindi, ci allenano i cervelli a non darsi pena più di tanto, conformemente alle tendenze più in voga. Lost, lo dico per regalarti la prima e forse l'unica verità assoluta della tua vita del cui squallore spero di averti convinto, è semplicemente La Cosa più bella del mondo. Punto. È bello dirlo così assolutisticamente, perché questa cosa non è opinabile come tante altre, è una di quelle affermazioni vere e basta. Non è poco se pensi che l'intera matematica in tutte le sue propaggini poggia su luridi postulati, i quali hanno l'impertinente caratteristica di non essere dimostrabili. Che Lost sia semplicemente La Perfezione è una verità talmente limpida che non occorre alcuna dimostrazione. Semplicemente stecchisce qualsiasi villano osi solo concepire un'affermazione diversa, come faceva la rimpianta saetta di Giovepluvio. Tempo fa, in Cose, includevo Lost, però senza il trasporto che meritava. Ma solo perché avevo finito di vedere la III stagione in modo rocambolesco. Ora l'ho rivista, e sto vedendo la IV tutta d'1 fiato. Spacca. Spacca il culo di qualsiasi vendicativo monodìo. Spacca, come nient'altro.

E perché? Qui ti voglio.

Soprattutto per la trama, dicevo in Cose. Non me lo rimangio, la trama è una delle più spettacolari mai concepite da menti di Uomini Superiori. E non è poco; tanto per indugiare ancora per 1 po' nell'autocitazionismo di Cose, leggiti L'ombra del vento o Il conte di Montecristo e poi vedi cosa ti cazzopuò combinare una trama cazzuta. Ma c'è dell'altro.

Vuoi l'Isola. Ti fanno volere l'Isola. Dapprima cerchi di fuggirne insieme alla comunità di naufraghi le cui vicende segui. Ma poi qualsiasi progetto che lontanamente rischi di realizzarne l'evasione ti fa girare il culo letteralmente. Perché l'Isola è quell'antico campo di battaglia dove i protagonisti possono trasformarsi in Eroi. Eroico è tutto ciò che va oltre la norma, nel bene e nel male e per qualunque aspetto. Questi Eroismi non sono mostrati con stupore, perché la narrazione avviene dal di dentro, nel mondo che si sta descrivendo, e l'eroico è percepito come normalità. L'intera vicenda è descritta come un succedersi di duelli individuali, raccontati spesso secondo fasi ricorrenti. Quello che hai letto, da 1 certo punto in poi lò + o meno scopiazzato da Wikipedia, alle voci Omero, Iliade, Odissea, Poemi omerici ecc. Beh, che vuoi fare? mi vuoi rimandare a settembre? Ammetti piuttosto che questo copiaincollaggio calza a pennello per tuttieddue, cioè per le robe omeriche e per Lost.

Quando pare che qualcuno stia per andare a casa per davvero, ti spezza il cuore. Chi lavori per la sopravvivenza dell'Isola deve farlo sottotraccia, nascostamente. Oppure, in modi palesemente fallimentari. Che se poi ci riesci rompi l'incantesimo: l'Eroismo esiste fintantoché sei sull'Isola, e sull'Isola ti trasformi in Eroe semplicemente esistendo solo a condizione che tu faccia di tutto per andartene. O che tu creda di fare di tutto. Tu non vuoi che finisca il libro che stai divorando, e impazziresti se il tuo giacchetto trendy preferito si lacerasse impigliandosi in un chiodo. Allora desidererai inconsciamente di restare per sempre sull'Isola; lì sarai immortale.

Sull'Isola vedi persone che sbagliavano tutto; sbaglieranno tutto di nuovo, lontani dall'Isola. Sulle capacità redentrici delle Isole Deserte ciaveva svoltato a suo tempo pure Daniel Defoe. Da allora è pieno di Robinson Crusoe che prima di ritrovarsi robinsoncrusoizzati rubavano, uccidevano, avevano rapporti umani corrotti, sbagliati, perversi, fallimentari. Persone affette dalla demenza dell'odiosa spregevole quotidianità. Che quindi non possono che sbagliare ed essere sbagliate, dalla testa ai piedi, come e (per farci meglio comprendere e immedesimare) peggio di noi. Ma sull'Isola diventano Eroi, sull'Isola Robinson l'illuminista primeggia sulla natura, sui selvaggi cannibali. Dai un'Isola a qualsiasi naufrago e costui erediterà la Virtù. Lo sai qual è la mia e la tua inculata? Che ci manca un'Isola. Con un'Isola, grazie al cazzo! mica sono distratto dall'affrontare le pallosissime fasi di gioco della mia partita IVA, io progredisco, progredisco come un fìo de na mignotta. Qui di progredire non mi va. Che cazzo progredisco a fare? L'hai visto qual è stato il progresso per cui tanti simpatici partigiani hanno dato la vita? un sistema in cui è garantito il voto a cani & Proci divoratori di perle, un sistema in cui il voto di Dj Francesco vale quanto quello di Rita Levi Montalcini, in definitiva il Sistema Democratico siòre e siòri, il Suffragio Universale, il meglio – pensa un po'! - che l'Uomo sia mai riuscito a inventare in tanti millenni di vani tentativi. L'Uomo lontano dall'Isola, dico. Infatti sull'Isola mica si vota, si fa secondo l'estro dittatoriale del Jack - Sawyer - Locke - Sahid - Kate - Hugo del momento, guarda che bello, ci sono giovani maschi caucasici irreprensibili giusto un tantino nervosi, maschi caucasici cattivi bari e assassini, maschi caucasici disabili anziani e fessacchiotti, maschi caucasici mezzi negri e torturatori, femmine caucasiche assassine pure loro e fuggiasche, maschi caucasici simpaticamente obesi. Una favolistica random-dittatura intersessuale - interrazziale - interdisabile - intercicciona che quella sì! riesce genuinamente democratica, nella sua aleatorietà. La minuteria stolida, consapevole della propria inadeguatezza, si tiene sempre prudentemente alla larga dalle decisioni.

Non dirmi mai, non provare mai a dirmi che i geni che hanno partorito e perfettamente realizzato la saga di Lost non avessero bene in mente i poemi omerici. Chi è Desmond, l'unico naufrago d'acqua e non d'aria se non Ulisse? La sua ragazza, Penelope, rimanda chiaramente alla Penelope dell'Odissea, con Desmond nei panni di un Ulisse tropicale. Solo sull'Isola esiste la possibilità che il suo amore per Penelope non finisca mai. Solo nell'antro lussurioso della maga Circe. Nel mondo reale quell'amore era già finito mille volte, se ce ne fosse una milleunesima si vedrebbe che fuori dall'Isola Penelope invecchia, come chiunque altro. Sulla terraferma gli amori finiscono, sigh, lo confermo anche io nella mia inanità di anziano ex-cerbottaniere.

E poi, basta indugi! Gli americani di oggi sono i greci dell'antichità solo molto più burini, c'è anche questo a coincidere. Il Greco antico culturalmente è campato ben oltre i greci antichi, chissà per quanto camperà l'inglese for dummies che tutti blateriamo in continuazione. Il fatto è che ti voglio convincere a tutti i costi, e se possibile pure violentemente come hai notato, che non solo Lost è fico ma è pure un'Opera d'Arte. E diventerà un Classico, e se non lo diventerà questa sarà una porcata grande quanto sbagliare bersaglio nel lancio delle buste d'acqua. Stanlio & Ollio diventa un classico anche partendo dal disimpegno (non dico Charlot perché certi intellettuali di sinistra l'hanno intellettualizzato regalandogli, da comico qual era, l'antipatia di una materia scolastica. Certa sinistra, sei di un'antipatia della quale la pur orribile destra è vergine e tu sei na mignotta). Stanlio & Ollio nascono per far ridere, come Alvaro vitali; solo che loro diventano un classico, Alvaro Vitali no. Il tempo è galantuomo.

Sottotraccia voglio spiegarti meglio le ragioni del mio nervosismo, tornando su quel discorso di destre e sinistre che magari restassero semplici direzioni, aggiungendo anche il centro. La destra ha partorito Il Bullo, che sorride alla vita mulinando i propri arti sul più debole. La sinistra le ha vomitato contro L'Intellettuale Da Competizione, che tenta di emergere mulinando le sue nozioni contro i più sprovvisti. Io li temo e li disprezzo entrambi. Vorrei che l'uno costituisse l'Inferno dantesco dell'altro, in eterno. Sono schifosi, vivono per prevaricare il prossimo; non se ne ha alcun bisogno. Lo prevaricano se ci riescono, altrimenti si pisciano addosso come cagnolini e iniziano a implorarne vigliaccamente l'alleanza. L'Intellettuale Da Competizione è ancor + miserabile perché ha l'ipocrisia di comportarsi come se le proprie prevaricazioni non fossero tali, ma anzi la più nobile e lecita tra le cose. L'Intellettuale Da Competizione è una figura teppistica quanto e più del Bullo che mena le mani. E io so che fuori da questo URL è pieno di Intellettuali Da Competizione che non vedono l'ora di farsi belli accanendosi sul pelato eresiarca che osi accostare una cosa così istituzionale come i prodotti del sig. Omero o chi ne fa le veci a un serial televisivo. Ma siffatti fessacchiotti scordano che c'è stato un tempo in cui l'Odissea a scuola ancora non si studiava. Magari celaveva l'Ilota sul comò e se la leggeva prima di addormentarsi come un romanzetto Harmony, coglionato dal suo nobile padrone che al di là di qualche peana prima della battaglia considerava la letteratura roba da donnicciole. Io vi aspetto a pièveloce ma fermo, coi miei gancetti poderosi che fanno risonare le palestre o colla mia asfissiante logorrea, sperando di incarnare solo per voi maledetti sottoprodotti direzionali una mediocre super-figura di pestatore saputellissimo che sappia farsi beffe fisicamente del bulletto e intellettualmente del saputello (e possibilmente non il contrario).


Insomma, tutte ste chiacchiere per dire anche ai secchioni più antipatici che Lost è paro paro a 1 di quelle cose su cui c'interrogavano, dimmi se non era asfissiante, la logorrea. Per i gancetti invece ti devi fidar.

C'è pure il Cane Argo! Indovina come si chiama?

Vincent.



(*) Così, alla Eta Beta. Per continuare colle lettere greche, la P stava per Post, id-ιοτα.


4 commenti:

Anonimo ha detto...

Eh forte forte come sempre. Ho molto gradito "mulinando" e "DJ Francesco". Ma dove lo fanno sto cazzo de programma? su Sky? Ma te te lo scarichi da emule? Non so sono pigro ...

il riccioletto ha detto...

ho sbagliato nel post precedente - mi sono firmato anonimo ed invece ero (nonché sono) il riccioletto.

Celevipinas ha detto...

Lo so che sotto sotto sei un buono.......
(ho sgamato il ritocco!!!)

.... ma l'intellettualismo artificiale già di per sé contiene, in potenza, il germe di un futuro fallimentare; quando a questo si associa la totale incoerenza di principi unita a una profonda incapacità nell'osservare la realtà che ci circonda, ciò che sarebbe potuto rimanere in uno stato embrionale necessariamente matura nel prodotto esecrabile che possiamo chiamare senza timore 'intellettuale fallito'.

sul mio quadernino degli aforismi mantengo il vecchio appunto: 'il bullo e l'intellettuale fallito' (chissà che non diventi il titolo del prossimo libro di Vespa).

un grande poeta scrisse e cantò: "intellettuali d'oggi, idioti di domani"

Vilipendio ha detto...

Noooo con l'ipocrisia di certi brutti ceffi non vorrei mai essere buono, le crocche in faccia ci vogliono! Il ritocco non era per pietà, era per essere esplicito nell'abbinare alla categoria dell'Intellettuale Fallito anche quella dell'Intellettuale di Successo, ancor più pericolosa in quanto vittoriosa. Io non ho nulla contro l'intelletualismo inteso come voglia di usare le cervella. Anzi, trovo molto divertente l'assecondare questa voglia, per quanto ciò sia spesso fonte di grosse rosicate. Né ho qualcosa contro la forza fisica. Ma vorrei essere capace di sputare a distanza come un lama peruviano per fare di costoro i miei bersagli favoriti quando hanno intenti prevaricatori, limortacci loro. Probabilmente tutti quanti siamo stati terrorizzati qualche volta da uno o + dei loro emissari.
Piuttosto, una cosa m'inquieta. Il fatto che tu abbia sgamato (io modifico in continuazione le cose che faccio, mi diverte molto più che farne di nuove) vuol dire che hai riletto sto sproloquio lunghissimo. Accidenti, questo mi dispiace. Ora che so che c'è qualcuno che addirittura rischia di rileggere cercherò di essere meno prolisso. Giuro su dio.
Quindi anche tu avevi scorto il bullismo nell'Intellettuale Fallito, e nel suo Bullismo il suo Fallimento. Cazzo, digitalizzalo il quadernino, no! URLalo, schiaffalo su uno di questicazzo di blog, che sono curioso. È onanistico ma molto divertente.
Che poi il peggio bullo intellettualoide se guardi bene è proprio dio, se esiste. Quel mosaico vivente di prosciutti & salsicce, dio, come lo odio.

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