giovedì 3 luglio 2008

Le buone ricette di 1 volta.















Si parlava, nel post precedente, Del Fumare. Sapevo fare certe sigarette bbbuonissime, con pochissimi ingredienti poveri. Se vuoi ti do la ricetta, anzi te la do. Sono tutto emozionato.

DIFFICOLTÀ: media.

TEMPO DI PREPARAZIONE: anche 60'' se allenati.

DOSI: 1 persona, molteplici.

COSTO: economico.

INGREDIENTI (aggiornato al 22 settembre 2007, sigh)*

1 pacchetto di Old Holborn mild (quello giallo) – meglio quello da 25 gr. che quello da 50, perché all'ultimo tende a perdere la sua naturale umidità costituendo quello che in gergo si chiama 'segatura', quindi il pacchetto doppio di segatura ne fa di più.




1 pacchetto di cartine Rizla grigie – sono le più sottili e trasparenti, vanno bene anche le vecchie Smoking Blu ma si trovano più di rado. Evitare le carte più spesse, il fumo s'ispessirebbe di aromi non pertinenti. L'importante è evitare la cartina della sigaretta commerciale, dotata di anelli combustibili che ne garantiscono la consunzione completa (la sigaretta commerciale lasciata nel posacenere può bruciare fino all'ultimo, quella confezionata tende allo spegnimento se non aspirata regolarmente, il buon fumatore sa infatti dosare le boccate in modo da non far mai spegnere la sigaretta e senza farsi girare la testa).

1 pacchetto di filtrini Mister Filter o Rizla – rigorosamente da 4 mm. Attenzione perché quelli da 6 o peggio da 8mm (il diametro di una normale sigaretta in commercio) oltre ad aumentare la pesantezza della sigaretta (e quindi a diminuire la frequenza con cui si può fumare in tutta coscienza) sono di materiale diverso, sfilacciabile e non compatto, il cui sapore influisce in negativo sull'aroma.





Cartoncino – ideali i vecchi biglietti dell'autobus, quelli non magnetici (prima dell'avvento dei nuovi tornelli anti-portoghese ero contento di acquistarne solo per fini tabagistici). Meglio ancora se senza inchiostri. Ottima anche la strisciolina verdolina (69x17 mm) all'interno del pacchetto delle Rizla, ma sufficiente appena per confezionare 6 sigarette. Per capirci, la rigidità e lo spessore necessari sono quelli di un foglio A3 Fabriano.



*Per cartine e filtrini sono ottimi prodotti anche quelli di OCB, ma si dice che la OCB sia di Le Pen, brrrr.


PREPARAZIONE

  1. Prendi il cartoncino, mettiamo quello verdolino delle Rizla grigie. Piegalo a metà secondo il lato più lungo, poi a 1/3 e a 2/3 secondo il lato più corto. Poi strappalo (o ritaglialo) lungo le piegature ottenendo 6 striscioline di circa 23x8,5 mm.

  2. Arrotolane una in modo da formare un cilindro di circa 4 mm di diametro (guarda caso, quello del filtrino che sta per arrivare al prossimo punto – non è 1 ricetta bellissima?)

  3. Ora estrai dalle reciproche confezioni 1 filtrino (che ti dicevo?) e 1 cartina; se vuoi, osservane in trasparenza la filigrana, leggine le scritte, familiarizza coll'opalescente involucro che tra poco conterrà il tuo etereo piacere.

  4. Avendo cura di lasciare verso il basso il lato gommato della cartina, poggiaci sopra da destra verso sinistra il cilindretto di carta e poi il filtrino.

Nota: il filtrino funge da guida nel confezionamento della sigaretta impartendole il suo diametro. Alcuni sostengono che oltre a parte del condensato esso trattenga una parte dell'aroma. Poiché l'esperienza insegna che ci si può riconvertire a qualsiasi consuetudine fumatoria, suggerisco di abituarsi all'uso del filtrino. Non tanto per motivazioni salutistiche, quanto per poter alleviare il senso di colpa nel fumare. Si sa infatti che il maggior nemico del piacere della sigaretta siano i sensi di colpa del fumatore.

  1. Estrai 2 o 3 pizzichi di tabacco dalla sua confezione e sfilaccialo sulla parte non occupata dalla sezione filtrante. Più il tabacco è fresco, minore sarà l'effetto “raschiante” della sigaretta. Il massimo è quando si apre un pacchetto nuovo, tutto gusto & niente raschio, sarebbe banale aggiungere 'senza fischio' quindi guarda che bellissima preterizione faccio non aggiungendolo.

  2. Ora prendi le estremità della sigaretta aperta con pollice, indice e medio delle due mani, e gira in senso alternato la cartina tra le dita per conferirle una forma cilindrica, come fosse una Rossana ma senza provocare alcun rigonfiamento interno alla zona toccata. La sezione deve rimanere costante e cilindrica, al più è ammissibile il tronco di cono a raggio crescente verso sinistra (ovvero dalla parte del tabacco).

Nota: Questa è l'operazione più delicata. I rischi sono:

  • l'esagerata compressione del tabacco, che può limitare il tiraggio con conseguenti accensioni multiple della sigaretta (e una conseguente alterazione dell'aroma, nonché una maggiore tossicità dovuta alla ricombustione delle ceneri)

  • la mancata aderenza della cartina su tabacco e sezione filtrante, che può causarne la fuoriuscita durante l'uso rovinando completamente l'azione edonistica della sigaretta.

  1. Quando la cilindricità del manufatto ti pare soddisfacente, attiva l'effetto incollante della striscia gommata leccandola INDIRETTAMENTE, ovvero attraverso l'estremità della cartina che durante il rotolìo deve averla ricoperta. Tale procedura d'incollaggio è comunemente detta metodo "a bandiera”. La cartina può essere ridotta preventivamente tramite taglio, ma in questo caso il rischio di aver usato troppo o troppo poco tabacco sarà praticamente pari al 100%.

  2. Una volta bagnata la cartina in prossimità della striscia gommata, strapparne via lentamente e delicatamente la parte sovrabbondante. È questo il secondo momento di rischio. Il voler ridurre al massimo la parte cartacea per prevenire tumori non giustificati dal gusto causa spesso la riapertura della sigaretta. Se tale riapertura ha dimensioni minime, è possibile tapparla con una particola della cartina rimossa, altrimenti non c'è altra soluzione di riaprire completamente e ricominciare dal punto 4) con una nuova cartina.

  3. Ora, come si dice in gergo, “batti” la sigaretta contro una superficie dura e compatta, un tavolo, un orologio ecc., ovvero prendila appena sopra la sezione filtrante tra le prime tre dita della mano destra (a meno che tu non sia mancino) e scagliala contro la superficie dura. Da questa fase di perfezionamento viene la nota frase idiomatica “quest'orologio ha battuto + canne che minuti”.

  4. Porta alle labbra la sigaretta ormai ultimata, aspira una prima volta dalla fiamma senza inalare a fondo poiché parte del fumo conterrà il gas dell'accendino o lo zolfo del fiammifero. Nei prossimi 5 minuti sarai il Principe dell'Universo. Il fumatore passivo continuerà a biasimarti, ma in realtà i fumi della sigaretta industriale sono molto più acri, spessi e aggressivi. Ma, di questo come di tante altre cose, il cervello passivo del passivo fumatore non avrà autonomamente sentore.

Nota ulteriore:

Nella mia intensa vita di fumatore mi si chiedeva spesso il perché del “doppio filtro”; approfitto di questo spazio gentilmente auto-offertomi per renderne pubblica spiegazione.
Il “Doppio filtro” nasce soprattutto dall'esigenza di alleviare il Senso di colpa del Fumatore di cui si è già parlato in precedenza. Si usa (e quindi si inala) in tal modo meno tabacco, e consente l'aumento della frequenza della preparazione delle prossime sigarette. Poi ci sono degli effetti tutt'altro che secondari. Si rallenta il rituale del Confezionamento, parte integrante del Piacere del Tabagista, senza impattare sulla sua nocività. Soprattutto, il secondo filtro cartaceo pone una camera d'aria tra filtro primario e labbra del fumatore provocando il raffreddamento dei fumi incandescenti prima che raggiungano i bronchi, limitandone l'azione irritante sulle mucose e la conseguente produzione di secreti catarrini. Infine, poiché
a causa della riduzione della distanza tra la fiamma e la zona labiale l'ultimo terzo della sigaretta rende incandescente il filtro di acetato di cellulosa, l'inserzione di una seconda resistenza termica in serie causa l'aumento della resistenza termica totale equivalente, con la conseguente riduzione dei fastidiosi effetti ustòri su labbra e dita.

Che forza, tutta un'intera ricetta pure bella lunga senza manco un Porcodio! E sì che sta ricetta non me la preparo dal 22 settembre del 2007.


2 commenti:

Il Riccioletto ha detto...

In venti anni da fumatore, per un paio di essi ho seguito un metodo estremamente similare, ma monofiltro. Per gli altri 18 anni circa la ricetta fu: 1) andare dal tabaccaio, 2) comprare le sigarette, 3) fumarle e sentirsi più potente di Pippo Baudo, Henry Kissinger, gli U2.

Mammooth ha detto...

Io uso cartine e filtrini OCB e tabacco Golden Virginia verde. Un accorgimento che mi è diventato fondamentale è fare si che il tabacco all'interno della sigaretta sia il meno compatto possiblie dimodo che non ci siano difficoltà nel tiraggio e l'aroma non prenda il retrogusto aspro delle sigarette troppo intostate.
Il blog pensieri oziosi di un ozioso è chiuso da parecchio, ma ora sono su mammooth.blogspot.com

Ciao

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