lunedì 12 maggio 2008

Intermezzo.

Ahò, sto a scrivere na cifra di canzoni fichissime! Tipo stamattina m'ero svegliato perché avevo sognato che avevano ritrovato il pappagallo ma invece era un'altra pappagallina selvatica bianca e rosa che sembrava truccata e me stava quasi a staccà 1 dito e poi invece un'altro sogno con un mio alunno problematico ma genialissimo simpaticissimo e buonissimo che un accattone per la strada gli batteva mezzo euro ma lui gli rispondeva che erano giorni che manco sapeva dove dormire, poi veniva a scuola che era tipo il triennio d'ingegneria di S.Pietro in Vincoli (andranno minuscoli o maiuscoli i Vincoli?) ma c'insegnavo io (e quindi mi sa minuscoli) e ci tanava che con alcuni altri alunni leggevamo un biglietto bigottissimo e sgrammaticatissimo della mamma che chiedeva all'intero corpo insegnante non mi ricordo più cosa e lui entrava e ci diceva 'hai visto quanti errori eh' e io trovavo la freddezza di rispondere qualcosa senza avvampamenti visibili, solo invisibili e clamorosamente intensi.

Bè, non so come & perché ma da ciò (anche se non c'entra niente) è scaturito il testo de “Il mio funerale”, scritto di getto nel pieno del sogno (tipo Dalì col cucchiaio in mano). Praticamente sono stato costretto ad alzarmi 1h prima della radiosveglia, cosa sacrileghissima, per scrivere quelle 4 frasi che mi risuonavano in testa nel dormiveglia, colla paura di non ricordarmele più, seguite nel giro di 2 minuti da tutto il resto. Il tempo di pesarmi, mangiare la mia frutta mattutina, leggere sul Corriere dello Sport i prodigi della mia Eurofiorentina e prendere il caffè, che mentre facevo la cacca col quadernone dei testi in grembo (quello col Re Nudo sopra, stamattina il mio Asus eee per quanto lesto all'accendersi sarebbe stato troppo lento per il mio digètto) mi accorgo che praticamente poteva già considerarsi un testo definitivo. E tutto solo qualche giorno dopo aver scritto parole & musica di “Bellezza elettrica”, che pure quello è devo dire niente male; e subito dopo ho scritto un altro post del futuro su G.Ferrara da leccarsi i baffi e poi questo! Incredibile, è proprio vero che mannaggiacristo uno + soffre + è prolifico.

Testo definitivo sì, musica permettendo... cheppalle, ora dovrò trovare una melodia la meno caloricamente dispendiosa su un qualche giro armonico che non sia troppo Del cazzo. Lo copierò a pezzi irriconoscibili da qualche altra parte, come faccio sempre. Solo che mi andrebbe di farlo teneramente bossanuòvo, e x farlo bene questo significa lavoro, e tanto.

Ricorda, “Il mio funerale”. Quando in un universo parallelo sarà famosa e tutti i principali centri commerciali la sottofonderanno, potrai dire che eri fra quelli che la conoscievano sin dalla IA ora.

Il mio funerale.” (alcolizzandoti con in mano un bicchierino di sherry che ti sarai portato da casa) “Gran pezzo quello.”


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