domenica 20 aprile 2008

Il titolo stavolta è un...














Guarda, se mai avessi dubitato del mio acume dopo stavolta mai più. Ti dico solo che se c’era un campo dove notoriamente ero impreparato quello era l’economia. Eppure pensa che ho fatto. Tò sgamato un Franchising. Uno nascostissimìssimo!

Sì, un franchising. Ciai presente quando la mattina cercavi impunemente di dormire e vedevi che c’erano due che non erano per niente d’accordo e quei due erano l’Arrotino e l’Ombrellaio? Quando eri piccolo le loro inflessioni dialettali dalle radici indoeuropee a stento riconoscibili distorcevano megafoni sin dalle prime luci delle albe del tuo fuso orario indolente. Poi di botto via il rumore di fondo, e ti spunta un italiano gioviale che manco la tua professoressa di lettere delle medie il giorno che il suo peggior ripetente si becca non si sa come la licenza media. Ecco, questo io lo chiamo un franchising. Credi che sia un’evoluzione locale, che solo il tuo arrotino e il tuo ombrellaio abbiano improvvisamente deciso di mettere a frutto i loro corsi serali di dizione, ma poi vedi che Fiorello li fiorella dai network e allora capisci che quello cui assistono le tue stizzite orecchie mattutine è il complotto su scala nazionale di una rete occulta nata dalle ceneri del tuo operaio di quartiere.

Orbene, a chi mi riferisco?

Se non prendi la metro con regolarità non sperare di potermi seguire. Ma altrimenti continua pure a pattinare i tuoi occhi di pixel in pixel. Sei pronto? Sto franchising inizia così: “Vengo Dibòsnia”.

Non ci credi? Ciai davanti un osso duro. Ti contrapporrò metodo euristico e algoritmico.

Càpitami una tarda mattinata di prendere una metro semivuota con indosso i miei Okkiàley nerissimi quasi specchiati, e quindi me la diverto un mondo a guardare tutti gli scarsi passeggeri nei bulbi oculari senza poter essere beccato nella mia indiscrezione. Quand’ecco salire un essere di chiara provenienza Dibosnìaca.

In quei casi, la tattica è fingersi più distratto od occupato che mai (è lo stesso), che se non compri il discorso poi non ti senti obbligato a pagarlo (anche se poi mi stupisco di quanti fissano indiscreti la poveretta salmodiante senza scucire in seguito un centesimo di ecu e senza neanche ostentare alcun rammarico). Ma io ciò certi occhiali alla Bràndol-mosca che nessuno mi coglie il roteare delle pupille, e ho contato finora tutte le ragazzette che mi hanno guardato pensando che i miei bellissimi occhi nascosti fossero altrove ('A-hà sciocchina, tanaliberatùtti!'). E quindi, testa che punta al di là del vetro ma pupille gustative nella direzione opposta, non mi perdo una mossa.

Entra la Dibosnìaca. Si vede che tra pochi istanti si rivelerà essere Dibòsnia, anche se quando ne vedi una mentre entra e non materializzata damblè dietro il suo discorso ti accorgi che cianno la faccia dura e ti guardano con sfida. ‘Però’ penso, ‘tutte sul metro e 40 ste Dibosnìache, è veramente coincidente che…’ Ta-dah! Ecco l’Eurismo. L’intuizione che ti fa cogliere una possibile spiegazione per un fenomeno usuale all’osservazione, ma mai codificato in precedenza. Sissì, prosegui pure col tuo “Signori & signorini” che tanto non mi ci fregherai più. Non mi ruberai più sensi di colpa impunemente.

Che faccio? Mi prendo una giornata tutta per me. Niente lavoro. Passo la mattina di vagone in vagone, di treno in treno, di linea A in linea B. Cioè quello che si chiama una seria indagine algoritmica, in cui analizzo severamente prove e controprove per la tesi successiva. Eccola, infine, la mia tesi.

Vuoi far parte di una grande organizzazione? Vuoi provare a guadagnarti la vita Dibosniàndo? Non conosco ancora indirizzi e nominativi, ma versa la tua quota e ti mandano un kit composto da:

  1. n°10 scatole di fiale da 10 ml di ormoni della decrescita

  2. n°2 dispencer di olio oleoso automesciànte per capelli

  3. n° 1 puttino biondoricciùto

  4. n° 1 biberon

  5. n° 4 flaconi da 50 cl cad. di narcotico infantile color biancolàtte

  6. n° 3 cappellini conici carta-di-giornale alla Pinocchio, taglia unica da “pìcola moneta”

  7. n° 2 contenitori Milk-Shake Mc Donald medium stone-washed, stessa funzione

  8. n° 2 applique dorate multiuso da incisivo superiore

  9. n°1 nastro magnetorganico con su monologo inciso, da ingerire dopo aver mandato a memoria.

Ora, devo per forza dire la mia su questa operazione commerciale non voglio dire bieca perché a me i moralismi mi hanno sempre fatto rodere, ognuno dovrebbe farsi responsabile dei suoi che questa è l’unica cosa su cui concordo col figlio biologico di dio insieme a quella cosa delle travi e pagliuzze che poi è praticamente lo stesso.

Ma diamine, per forza non beccate più una lira con sto sistema. In tutto questo frattempo il pendolare occidentale ha sviluppato gli anticorpi, ha sviluppato. Ormai al poveretto gli fa una fatica boia ricordare cosa fosse successo nel Kosovo o dov’altro e perché, e non se la sente più di pagare coi suoi sudati risparmi il suo malvoto ai malgoverni che se ne infischiarono in sua vece. E’ un franchising ormai esaurito, questo, neanche più gli sgoccioli ci rimangono.

Ma mi permetto in tutta ignoranza e quindi umiltà di immaginare che un filone alternativo ci sarebbe, e secondo me molto più fruttuoso anche di quando la vena odontoaurifera era a regime.

Fra poco ci saranno le Olimpiadi. Rappresentative calcistiche giovanili non si sa bene se coi fuoriquota o no, + sport vari a bizzeffe anche se minori. Ma in compenso si starà dalla mattina alla sera in tivù per svariati giorni. L’occidentale già contiene a stento le acquoline in bocca, pregustando poltrone estive inesauribili per almeno un paio di settimane. Ma c’è qualcosa che turba la sua delicatissima sensibilità, ovvero il comportamento dei Cinesìni e del loro governo. Quei Cinesìni non solo si mettono in posa nei loro carrarmati davanti a inermi studentelli, non solo corrompono Google per far sparire un terzo di vocabolario dalle sue pagine virtuali, ma adesso danno un sacco di botte ai pacifici Altricinesìni del Dalai Lama. Che non si sa bene chi sia e cosa debba fare ma di certo non lo becchi mai una volta che non sorride e quindi è senz’altro buono, e allora come la mettiamo? Gli Atleti giustamente dicono ‘Noi dobbiamo già preoccuparci di saltare/correre/nuotare ecc. che notoriamente non è il massimo del riposante, non spetta a noi occuparci del boicottaggio, per noi questa è un’occasione costruita in tutta una vita e non la si può sciupare per un imbarazzo’ e figurati se gli do torto, senza manco più scomodare pagliuzze & travi. ‘Ah non guardate noi’ fanno i Governi, ‘noi duriamo a stento una legislatura e pure meno, se vedi certe nazioni a forma di calzatura. Ti pare che tocca a noi bruciarci quando le nostre carriere rischiano di durare molto meno di quelle sportive, e con molti meno contratti con gli sponsor?’. Pure a loro, cosa contestare? Eppure c’è qualcosa che non va in questa storia. C’è proprio qualcosa che non va. Ecco, se andando al lavoro per guadagnarmi il pane mentre ciò in testa sti pensieri latenti mi si para innanzi sulla metro un Altrocinesìno che mi canta “Cinesìno di Shanghai, dove vai, dove vai?” e poi:” quanti giorni ci starai, Cinesìno di Shanghai?”, io che ciò la lacrima più fluente dell'emocromo di s. Gennaro anche quando sento Penny Lane per la millesima volta, ma pure il peggio coatto fìo de na mignotta del vagone, pizzicati a un paio di mesi dall’Olimpiade ci svuotiamo le tasche più di S. Francesco davanti al papà stoffivendolo.

Meditate gente, meditate.”

Vedi? C’è pure slogan e testimonial. Si vende sto franchising, si vende. Dovevo fare franchising che si guadagnava bene, altro che il calvo. Era meglio se facevo il Franciàiser, a quest’ora ciavèvo meno scrupoli e molti più soldi e capelli.


Nessun commento:

Paperblog