martedì 1 aprile 2008

Cronaca nera!

Qui se ero un vigliacchetto frescoconvertìto ci ficcavo dentro un po' di grida, qualche Eurialo e Griso e un tantino di latinorum e dicevo che era un manoscritto trovato da qualche parte. Ma siccome è più vero il contrario (nel senso che mi paio più un incosciente blasfemo) dichiaro che questi sono vecchi uni & zeri di una mail spedita il giorno successivo ai fatti ivi narrati. Ecco, a proposito di blasfemìe, siccome sono carino avverto i miei venticinque lettori (ma vaffanculo va) che di blasfemìe ce ne sono in più esemplari. Non ho ritenuto di xxxxàrle perché sono del tipo creativo, poco fastidioso, e perché fanno parte della crudezza dell'attimo in cui si scriveva. Poiché una delle mie prerogative più intense è il possedere dei modi invero squisiti, avviso dei pericoli che si correranno nel continuare la lettura, per lasciare la possibilità di wwwàre altrove. Sarebbe altrettanto carino in una nazione ideale che mi si avvisasse prima di Nelnomedelpadrificàre o Padrenostràre nelle mie vicinanze, invece di mandare al Gàbbio uno squisito come me per un semplice Vilipendio.




"Amici, parenti, concittadini. Mi sembra importante che veniate a conoscenza del recente accadimento accadutomi.

Scrivo sotto l'effetto di una sostanza davvero stupefacente, erba? fumo? quant'altro? di qualità estrema, direttamente coltivata, raccolta e lavorata in un piccolo appezzamento di terra del xxxx, usucapìto da un mio allievo del yyyy. Mannaggia quella marionetta interrotta di dio! Mai stato così fuori. Ma pure adesso, eh! Il fatto è che esco da questa circostanza con la chiara impressione di non essere nato per l'autoaffermazione professionale. Poiché, nell' ora successiva all'assunzione della sostanza stessa, collassai.

In classe! X dio, da una vaga debolezza a sognare tutto nero con dentro la faccia di un allievo ignaro dei miei sogni, che mi dice che sono svenuto. Geniale peraltro, perchè consapevole di quanto quell'evidenza fosse per me lontana anni luce nello spaziotempo. Svenuto, per ore durate una frazione di secondo. Pier dio. I gaudenti dell'ora prima avevano fatto appena l'esame (tutti e quattro sull' 8,5 che non abbasserò nè alzerò perchè sono un Signore, che Dio li fulmini) e, rollatasi la canna, apertasi la porta-finestra che dà su v. Panisperna (perché stavo insegnando Fisica a v. Panisperna, che voglio dire è stiloso almeno quanto insegnare Geografia sulla Terra), mi s'approfittano lucignoli della voglia di fumare la sigaretta prerollàtami in classe porgendomi ben altro surrogato. Ecco il pressò, famo fumà er pressòre dopo l'esame, fuma pressò! Vabé, solo un tiro però, e mi ci tuffo come G. Ferrara su un'opportunità.

Ed ecco che si spengono le luci. Sipario! Dancing in the dark. L'argomento della classe dopo è l'acustica ambientale, i vicini rompono, usa piombo e/o piramidali, quanto ti viene a te l'RT60 a 250?, da oggi in poi non esistono più le mezze stagioni quando a un certo punto il rollio da piacevole si fa intenso, e da intenso si fa foresta di ditarcùlo. Dunque si sviene. Ineccepibile, "ho perso i sensi". E ci si risveglia in un invadente danza tribale di alunni attorno al corpo esanime del fino ad allora insigne Pressò. Porcodio, non capisco un cazzo ancor'ora ma prima! che storia. Qualsiasi evento interatomico fa partire una fantasia, disturbata dalla realtà e dalle sue disperate richieste di attenzione. Ho ancora le mani e i piedi ghiacci, le labbra blu e un'intensa concentrazione sul nulla, MA PRIMA! Sporco dio, sò svenuto in classe a lezione! Che ficata, però. A un certo punto ho pure avuto la percezione di essere un artista, così, per la 1° volta in vita mia. Non vedo l'ora di essere lucido per rendermi conto. Può essere pure che è meno grave di quello che sembri. Però sò orgoglioso, ahò! Pìatelandercùlo a Suormiché, alla fine me sò drogato hai visto? Pure co na certa intensità.

Che vedevodì? So contento. Prima ero ciccione, poi facevo sega a messa, poi so dimagrito ma dopo 6 mesi me so caduti i capelli e poi so svenuto in classe davanti agli alunni miei. Alla fine dovendo tornà indietro me lo rifarei rifà. Tanto poi quelli che m'hanno visto erano 3, fessi e rejetti dal resto del corso, da una parte non mi sputtanano dall'altra mi dispiace che non possano còie la finezza. A pensà io quanto avrei voluto esse presente a na cosa del genere coi professori miei! Che fissa, ancora dura l'effetto. Poi sono uscito accudito dal mio pedagògio perché poverini non era vero che erano fessi ma anzi sono stati proprio carini e ho lungamente succhiato dalla mammella del distributore di merendine. Poichè in effetti a stomaco vuoto dal caffé mattutino ero, e pure dormito poco, ero.

La notizia poi si è Sparta a macchia d'olio, quindi fanne pure 25 copie perùno e mandale a 25 amici di tutto il mondo. Occhio che G. Ferrara non le aveva fatte.



P.S. : Vi tedio ancora per spirito di cronaca, al mosaico mancavano ancora 2 tessere.


1) Prima di spalmarmi come un riccio di burro sulla porta della classe, capogirato e madido, rubavo al vecchietto del saloon il fumetto con la seguente frase: "Ora scusate ma vado a bere qualcosa perché ho la gola secca".


2) Tavola imbandita, neutro sottofondo televisivo, raccoglimento familiare in progress.

Mia madre: "Ma perché ridi? che tte ridi?"

Io, che effettivamente da tempo ruminavo un ilare rimembrare: "No, niente, è che oggi è svenuto uno in classe."

Madre: "a, e che c'è da ridere."

Figlio: "eh, ma dovevi vedere come è svenuto."


1 commento:

ivan ha detto...

vale la pena di aver aperto questo blog solo per aver potuto rivendicare la geniale battuta "No, niente, è che oggi è svenuto uno in classe" che altrimenti sarebbe passata terribilmente inosservata.
o no?

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